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Cistectomia radicale e confezionamento di neovescica ileale
A pochi giorni dal suo insediamento quale primario dell’Unità Operativa di Urologia della Casa Sollievo della Sofferenza, il professor Antonio Cisternino ha praticato un intervento di alta chirurgia demolitivo-ricostruttiva eseguendo l’asportazione radicale della vescica in un paziente affetto da tumore con confezionamento di una nuova vescica con un tratto di intestino.
La neovescica ileale ortotopica è oggi una forma di derivazione urinaria praticata in centri altamente specializzati. Una accurata selezione dei pazienti, sia uomini che donne, unitamente ad una tecnica chirurgica precisa, al training minzionale con il torchio addominale e ad un accurato follow-up rappresentano parametri fondamentali per ottenere migliori risultati a distanza.
La "neovescica" viene creata chirurgicamente utilizzando un breve segmento intestinale (generalmente l'ileo) di circa 40 cm che viene isolato dal restante intestino e rimodellato in modo tale da costituire un serbatoio di forma più o meno sferica. A questo serbatoio vengono attaccati gli ureteri e l'uretra. In tal modo il paziente, pur non avendo più la propria vescica, può continuare ad urinare per via naturale. Naturalmente una neovescica non è esattamente come la propria vescica originale. Il Paziente dovrà imparare a gestire correttamente il nuovo serbatoio urinario di cui è portatore. In particolare dovrà imparare a riconoscere quella nuova sensazione che sostituisce lo stimolo urinario a cui era abituato. Per questo è necessario un po' di tempo e delle informazioni corrette.
Il ripristino della continuità urinaria con una nuova vescica in pazienti costretti all’asportazione del viscere permette sicuramente una migliore qualità di vita, evitando di condannare il paziente ad avere buste di raccolta urinarie esterne.
Questa tecnica ricostruttiva è stata ideata e pubblicata nel 1986 dalla Clinica Urologica dell’Università di Padova, scuola di provenienza del professor Cisternino.
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