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Forme aggressive di neoplasie: due casi
Una giovane donna proveniente dalla città di Londra è stata sottoposta presso l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza a un complesso intervento chirurgico di escissione della tumefazione neoplastica con ricostruzione delle vie urinarie superiori e conservazione della vescica e della vagina, come da suo esplicito desiderio. L’intervento, eseguito dal responsabile dell’Unità Operativa di Urologia prof. Antonio Cisternino, ha interessato una paziente già trattata per leiomiosarcoma uterino affetta da ripresa neoplastica para-vaginale e idronefrosi secondaria da ostruzione ureterale, con una prognosi apparentemente infausta.
Un secondo caso ha visto protagonista un giovane siciliano, noto alle strutture ospedaliere regionali di provenienza, a cui era stata diagnosticata una importante compromissione neoplastica con metastasi linfonodale da probabile neoplasia maligna di origine renale. Il paziente ha trovato ricovero nella Urologia di San Giovanni Rotondo dove, dopo discussione collegiale con i colleghi radiologi, oncologi, anatomo patologi e chirurghi vascolari, è stato sottoposto a impegnativo intervento chirurgico di nefrectomia radicale e linfadenectomia completa retroperitoneale dei linfonodi tumefatti che avvolgevano i grossi vasi addominali.
Sia per la donna londinese che per il giovane siciliano, un adeguato trattamento chirurgico accompagnato da un regolare decorso post-operatorio ha riportato la speranza di vita: due casi emblematici di pazienti affetti da forme aggressive di neoplasie che dopo peregrinazione in alti centri trovano adeguata assistenza nell’Ospedale di San Pio da Pietrelcina.
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