Portale dell'Opera di Padre Pio
sabato, 11 febbraio 2012
Crocifisso delle stimmate

Nell’ambito del programma della Settimana Santa in Casa Sollievo della Sofferenza, per tre giorni a partire dal 6 aprile, la preziosa reliquia del "Crocifisso delle stimmate" di Padre Pio resterà alla venerazione dei fedeli nella Cappella Maggiore dell’Ospedale. Alle otto del mattino dei primi tre giorni della Settimana Santa, l’Arcivescovo Monsignor Domenico D’Ambrosio presiederà l’Eucarestia: l’occasione per un incontro di catechesi sul tema della Quaresima.

Il Crocifisso è uscito per la prima volta dal Convento di Santa Maria delle Grazie lo scorso 16 gennaio, quando partì da San Giovanni Rotondo per Pietrelcina e di qui iniziare una sorta di pellegrinaggio negli 11 conventi che hanno ospitato il giovane fra’ Pio. Il Crocifisso del coro è legato alla stimmate che Padre Pio ricevute dal Signore la mattina del 20 settembre del 1918.

Lasciamo il racconto alle parole di Padre Pio, scritte il successivo 22 ottobre 1918 al suo direttore spirituale padre Benedetto da San Marco in Lamis, che chiedeva di sapere ”tutto e chiaramente e non per accenni”, “sapere per filo e per segno tutto e per santa ubbidienza”.

“Cosa dirvi a riguardo di ciò che mi dimandate del come sia avvenuta la mia crocifissione?”, scrive Padre Pio.

“Mio Dio, che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che tu hai operato in questa tua meschina creatura! Era la mattina del 20 dello scorso mese in coro, dopo la celebrazione della santa messa, allorché venni sorpreso dal riposo, simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni, non che le stesse facoltà dell’anima si trovarono in una quiete indescrivibile. In tutto questo vi fu totale silenzio intorno a me e dentro di me; vi subentrò subito una gran pace ed abbandono alla completa privazione del tutto e una posa nella stessa rovina. Tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando, mi vidi dinanzi un misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente che aveva le mani ed i piedi ed il costato che grondava sangue. La sua vista mi atterrisce; ciò che sentivo in quell’istante in me non saprei dirvelo. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. La vista del personaggio si ritira ed io vi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue. Immaginate lo strazio che esperimentai allora e che vado esperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore gitta assiduamente sangue, specie dal giovedì a sera fino al sabato. Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che io provo nell’intimo dell’anima. Temo di morire dissanguato, se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore e col ritirare da me questa operazione. Mi farà questa grazia Gesù che è tanto buono? Toglierà almeno da me questa confusione che io esperimento per questi segni esterni? Innalzerò forte la mia voce a lui e non desisterò dal scongiurarlo, affinché per la sua misericordia ritiri da me non lo strazio, non il dolore perché lo veggo impossibile ed io sento di volermi inebriare di dolore, ma questi segni esterni che mi sono di una confusione e di una umiliazione indescrivibile e insostenibile”.



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