Portale dell'Opera di Padre Pio
sabato, 31 luglio 2010
Quaresima 2010 - Verso la luce di Pasqua

Muoviamo insieme i primi passi, fratelli e sorelle carissimi, nel grande itinerario della Quaresima, e sin dall’inizio guardiamo alla meta, al luogo verso cui essi ci dirigono, cioè alla notte santa in cui la fatica del nostro viaggio si scioglierà nel canto dell’Alleluia, e la nostra penitenza riceverà luce dal cero pasquale.

E nel frattempo? Perché non possiamo andare subito, e direttamente, a farci illuminare e riscaldare da quella luce? Perché la Chiesa ha scelto di farci mettere in viaggio, e ci chiede di camminare per cinque settimane nell’ascolto della Scrittura, e nell’esercizio del digiuno e della penitenza? Perché non andiamo subito a metterci sotto la luce del grande cero pasquale, la notte di Pasqua?

La Chiesa ci chiede di acquisire uno sguardo realistico su noi stessi e sulla nostra debolezza per dirci, contemporaneamente, che Dio ci accoglie incondizionatamente, che ci ama per quello che siamo, che ad ogni istante stende la sua mano perché le nostre cadute non ci lascino a terra per sempre. Senza la consapevolezza della nostra povertà e della nostra fragilità, la misericordia di Dio non sarebbe nulla di veramente prezioso per noi.

Solo quando ognuno di noi comprende davvero quanto sia misero e ferito, ed ha il coraggio di lasciarsi incontrare dall’amore di Dio infinito che lo accoglie e gli apre le braccia della sua misericordia, solo allora scocca quella scintilla che illumina la notte di Pasqua, squarcia ogni buio nel cuore.

Sì, è divina la luce di quel cero, non l’abbiamo accesa noi, ma essa non brillerà mai veramente nelle notti di chi presume di essere giusto, perfetto, sano. Quel cero è acceso per chi sta a terra, per chi non ce la fa, per chi sa di essere un peccatore e comprende benissimo che rischia di non riuscire ad alzarsi più da solo. Quella luce brilla nel cuore di chi rimane sbigottito scorgendo quanto è amato da Dio, anche se peccatore, anche se fragile nel corpo o nello spirito.

Ecco perché la Chiesa ci chiede di fare un lungo itinerario quaresimale prima di poter cantare l’Alleluia. Perché quel canto, prima di affiorare sulle nostre labbra, inizi nel nostro povero cuore penitente e perdonato.

In Casa Sollievo abbiamo la possibilità di vivere la Quaresima partecipando alle varie iniziative pastorali (perché non programmare anche una buona confessione?).

Io stesso verrò nella Cappella Grande ogni martedì, alle ore 8, per la celebrazione dell’Eucaristia e una breve riflessione spirituale. Sarò lieto di condividere con voi il medesimo cammino penitenziale.

Buona Quaresima a tutti.
Michele Castoro, arcivescovo



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