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Le storie di due bambini albanesi
Due belle storie da ricordare assieme al loro messaggio di speranza. Protagonisti due bambini albanesi di 5 e 7 anni.
I.S., 5 anni, agli inizi di maggio viene colpito da una forte febbre e dolori addominali ingravescenti. Viene visitato e sottoposto ad una Tac addominale dalla quale emerge la presenza di una massa tumorale a carico del rene sinistro, meglio conosciuto come tumore di Wilms. La gravità della situazione costringe i medici a sollecitare il Ministero della Salute albanese che provvede ad attivare i necessari contatti con Casa Sollievo per trasferire I.S. a San Giovanni Rotondo.
Il 15 giugno viene sottoposto dal dottor Giuseppe Cretì, responsabile dell’U.O di Urologia Pediatrica, ad un intervento di nefrectomia radicale più linfadenectomia stadiante retroperitoneale. Il complesso intervento ha avuto buon esito e il decorso post-operatorio è stato regolare, un piccolo miracolo se si pensa alla prognosi infausta pronunciata alcune settimane prima.
Simile la storia di V.S. bimbo kosovaro di 7 anni, affetto da vescica neurologica da mieliomeningocele lombosacrale. Ricoverato prima presso l’U.O. di Pediatria per il trattamento di una grave sepsi delle vie urinarie, V.S. è stato sottoposto di recente ad intervento di nefrectomia per il trattamento di una calcolosi renale infetta. Per la sua patologia neuro-urologica V.S. é costretto a svuotare la sua vescica mediante cateterismo intermittente effettuato cinque volte al giorno. La fornitura dei cateteri, normalmente a carico delle ASL di residenza dei pazienti, non è stata possibile garantirla per V.S. in quanto privo di permesso di soggiorno.
Ed è a questo punto che si è avuto uno straordinario slancio di solidarietà che ha ”contagiato” rapidamente tutti coloro che hanno conosciuto la vicenda di V.S. e che si è concretizzata nei primi tempi con un fornitura gratuita di cateteri da parte di alcune aziende produttrici sensibilizzate e successivamente con una raccolta di offerte libere da parte di numerosi operatori della Casa, consentendo l’acquisto di cateteri per almeno i prossimi tre mesi, in attesa di sbrigare le pratiche per il ritorno in Italia.
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