| IRCCS Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza |
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Neurochirurgia Glossario Tumori cerebrali I tumori cerebrali possono essere "benigni" o "maligni". I tumori benigni (adenomi ipofisari, neurinomi dell’acustico e molti meningiomi) crescono più lentamente, mentre i tumori maligni presentano caratteristiche di invasività e crescita rapida. I tumori maligni possono essere sia primitivi (originati da strutture nervose) che secondari (da tumori localizzati in altri organi). Il trattamento chirurgico delle neoplasie cerebrali differisce in base al tipo ed alla localizzazione della lesione. La rimozione chirurgica può essere parziale (quando il tumore è localizzato in un’area cerebrale ad alto rischio di deficit neurologici) o radicale (guarigione clinica). Il trattamento chirurgico di un tumore maligno viene invece ad essere parte di un iter terapeutico che può includere la radioterapia, la chemioterapia o entrambe, in base alle caratteristiche istologiche del tumore. In assenza di complicazioni i pazienti sono in grado di alimentarsi e di muoversi già a distanza di 24 ore dall’intervento, e possono essere domiciliati dopo una settimana. Emorragie cerebrali Un sanguinamento intracranico può essere la conseguenza di un trauma diretto di un vaso normale o della rottura di un vaso anomalo (aneurisma o MAV) in seguito a ipertensione arteriosa. Il trattamento dipende dalla causa e dalla sede dell’emorragia. Nel trattamento degli aneurismi e delle MAV, le opzioni terapeutiche comprendono l'embolizzazione o il "clipping" chirurgico del vaso e la radiochirurgia. Idrocefalo L'idrocefalo è una patologia sia dell’età pediatrica che di quella adulta, ed è causato da un accumulo di liquor nei ventricoli e dilatazione di questi per una iperproduzione o per un alterato riassorbimento. Il liquido cefalorachidiano è presente sia nell’encefalo che nel canale midollare, e se ne producono circa 500 cc al giorno. Poichè il cranio è inestensibile, se il liquor non è riassorbito normalmente o quando ne viene prodotto in eccesso, si verifica un aumento della pressione intracranica. Se le vie di deflusso liquorali sono ostruite, è possibile ripristinare chirurgicamente il flusso liquorale creando vie alternative (come nella ventricolocisternostomia endoscopica) o applicando un sistema derivativo che colleghi l’encefalo con la cavità peritoneale o cardiaca. Ernie discali Tra corpo e corpo vertebrale sono presenti dei dischi fibro-cartilaginei che hanno il compito di assorbire i traumi e di accrescere la motilità del rachide. Questi dischi sono normalmente contenuti ed allineati da un complesso sistema di muscoli e legamenti. La rottura o l’erniazione di un disco si può verificare sia spontanemente che in seguito ad un trauma, causando dolore, debolezza od intorpidimento degli arti, a causa della compressione esercitata dal disco stesso o da suoi frammenti sul midollo o sulle radici spinali. La terapia conservativa si basa sul riposo a letto e sulla somministrazine di farmaci antiinfiammatori, e spesso sortisce la regressione della sintomatologia algica. Il trattamento chirurgico prevede la rimozione del disco erniato e la conseguente decompressione del midollo e/o delle radici spinali. Le ernie discali lombari sono generalmente rimosse praticando una piccola incisione in regione lombare, il che consente spesso una rapida domiciliazione del paziente. Le ernie discali cervicali invece vengono rimosse utilizzando sia un approccio anteriore al midollo, attraverso una piccola incisione cutanea sul collo, che un approccio posteriore mediante laminectomia, in base al tipo ed alla localizzazione del disco erniato. Nevralgia del trigemino La nevralgia trigeminale è caratterizzata dalla comparsa di un dolore facciale acuto, lancinante, del tipo di una "scossa elettrica" in tutto viso, in una metà o, più frequentemente, in una sua parte. Si manifesta prevalentemente nella 6-7 decade di vita, predilige le donne ed è talora associata a sclerosi multipla. Nella maggior parte dei casi non riconosce un’eziologia specifica, sebbene possa essere dovuta ad una compressione del nervo trigemino da parte di un vaso a decorso anomalo. Il trattamento medico di prima scelta è rappresentato dalla carbamazepina o dalla oxcarbazepina, ma spesso, col tempo, il dolore diviene insensibile alla terapia medica; in questi casi si pone indicazione all’intervento chirurgico. Gli approcci percutanei come la coagulazione retrogasseriana a radiofrequenza o la rizolisi con glicerolo o la microdecompressione con catetere a palloncino, hanno il vantaggio di essere procedure semplici, a bassa morbidità, ma comportano un variabile grado di anestesia facciale. La decompressione microvascolare in fossa cranica posteriore non comporta alterazioni della sensibilità, ma è senza dubbio un intervento più impegnativo, che comporta un maggiore rischio chirurgico ed anestesiologico per i pazienti anziani. ![]() |
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