IRCCS Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza
Thursday, 09 February 2012
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Cos'è la Neurochirurgia?
Nel 1905 Cushing pubblicò sul Bollettino del John Hopkins Hospital un articolo intitolato "The special field of neurological surgery", in cui tale disciplina veniva descritta per la prima volta. All'epoca le procedure neurochirurgiche si limitavano alla evacuazione di ematomi intracranici e alla decompressione del cranio allo scopo di ridurre la pressione liquorale intracranica.
Lo sviluppo della moderna Neurochirurgia è in relazione ai progressi nella diagnostica per immagini, nella messa a punto del microscopio operatorio e nell’applicazione delle nuove tecnologie informatiche applicate alle procedure chirurgiche (neuronavigazione, chirurgia stereotassica, tecniche di monitoraggio).

Cos'è la radiochirurgia stereotassica?
La radiochirurgia stereotassica è una metodica di trattamento che prevede l'utilizzo di particolari dispositivi detti sterotassici perché di altissima precisione geometrico-spaziale e di un generatore ad emissione di radiazioni altamente concentrate (elettromagnetiche o fotoniche). Associando la precisione intrinseca al metodo stereotassico con la radioterapia si possono effettuare irradiazioni mediante l'utilizzo di una sorgente radioattiva (acceleratore lineare o ‘gamma knife’). Il nome 'RADIOCHIRURGIA' attribuito originariamente alla metodica, e successivamente mantenuto, si addice proprio per il fatto che il raggio di radiazioni, concentrato e diretto solo sulla patologia da trattare, è simile a quello che fa il bisturi del chirurgo. La metodica conserva della radioterapia l’utilizzo delle radiazioni e della chirurgia la precisione anatomica di intervento. Lars Leksell, neurochirurgo svedese e padre della metodica, nel 1951 per la prima volta sostituì gli strumenti chirurgici con un fascio di radiazione ionizzante orientato stereotatticamente. Il primo apparecchio radiochirurgico messo a punto fu chiamato Gamma Knife (traduzione letterale: 'lama fatta di raggi'). Inizialmente Leksell utilizzò la radiochirurgia stereotassica per il trattamento del morbo di Parkinson e del dolore e solo nel 1968, in Svezia, Steiner utilizzò tale metodo nel trattamento delle malformazioni vascolari cerebrali.
La radiochirurgia è oggi utilizzata nel trattamento di molte malattie endocraniche:
1.neoplasie maligne (gliomi e metastasi)
2.neoplasie benigne (meningiomi, neurinomi, adenomi dell'ipofisi)
3.malformazioni artero-venose
4.malattie funzionali (nevralgie trigeminali, terapie del dolore…).

Il progresso tecnologico dell’ultimo decennio, le nuove attrezzature diagnostiche (Angiografia digitalizzata, Tac, Rmn), il largo impiego dell’informatica per l’elaborazione dei piani di trattamento hanno favorito notevolmente lo sviluppo della radiochirurgia stereotassica. Un altro strumento sta entrando di forza nel campionario radiochirurgico: il multileaf. Il concetto di precisione si sta affinando; non è sufficiente centrare la lesione ma contornarla rispettando al massimo il tessuto sano circostante.
Il multileaf (letteralmente ‘multi foglie’) è uno strumento costituito da numerose lamelle, controllate dal computer, la cui apertura e dimensione determinano il modellarsi del fascio radiante. Va posizionato sulla testa dell'acceleratore lineare e il fascio così conformato determina una distribuzione di dose radiante assolutamente uniforme anche per lesioni con forma irregolare.
E' iniziata quindi una nuova epoca in cui il trattamento chirurgico viene visto come sempre più ‘mini invasivo’. Come dire che ‘la chirurgia più efficace è quella che non si fa’.
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