Il laboratorio di Gastroenterologia effettua ricerche sulle malattie infiammatorie croniche dell’intestino, sulle malattie del fegato da infezioni del virus dell’epatite B, C e delta, e sui tumori colo-rettali.
Le
malattie infiammatorie croniche dell’intestino, in particolare il morbo di Crohn e la retto-colite ulcerosa, sono patologie relativamente comuni, che incidono profondamente sulla qualità della vita dei pazienti, in quanto comportano frequenti crisi dolorose addominali con diarrea e perdita di peso. Le cause di queste malattie non sono ancora del tutto note. Negli ultimi 15 anni il laboratorio di Gastroenterologia ha svolto numerose ricerche, che hanno contribuito ad individuare alcune alterazioni genetiche in grado di conferire suscettibilità a queste affezioni. In collaborazione con altri centri italiani e stranieri, con i quali sono state reclutate ampie casistiche di pazienti e con i quali sono state condivise ricerche genomiche, il nostro laboratorio è riuscito ad individuare alcuni geni coinvolti nei processi infiammatori dell’intestino. Queste ricerche, pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, sono preliminari allo sviluppo di farmaci in grado di bloccare tale processo. In questa direzione sono orientate le nuove ricerche programmate per il prossimo triennio.
Relativamente alle ricerche sulle
epatiti virali, questo laboratorio ha contribuito a sviluppare nuovi protocolli terapeutici, in grado di eliminare il virus, guarire il danno epatico mediante la somministrazione di brevi cicli di peg-interferone e ribavirina. Per la prima è stato possibile dimostrare che una terapia di 3 mesi guarisce l’infezione da virus C, un risultato che per la sua rilevanza è stato pubblicato su una delle riviste mediche più importanti al mondo. Gli stessi farmaci si sono rilevati efficaci anche nel trattamento della cirrosi scompensata, una condizione clinica in precedenza considerata non curabile, che perciò portava all’abbandono dei pazienti.
Per quanto riguarda i
tumori colo-rettali, le ricerche sono orientate allo sviluppo di tecniche non invasive, al fine di individuare le persone a rischio di sviluppare tali tumori, rischio che aumenta dopo i 55 anni. Su questa base sono state promosse in varie regioni programmi di screening dedicati, che tuttavia non hanno raggiunto i risultati attesi, in quanto solo un terzo delle persone che mostrano positività alla ricerca del sangue occulto fecale accettano di sottoporsi ad un esame fastidioso e doloroso, come la colonscopia. Al fine di migliorare la risposta agli screening, è stata avviata presso il nostro Istituto la raccolta delle cellule che desquamano nel lume intestinale e che, previo isolamento, possono essere utilizzate per studiare i geni implicati nello sviluppo dei tumori del colon-retto.
Il complesso dei risultati clinici e di laboratorio ottenuti dal gruppo hanno consentito di fare della Gastroenterologia del nostro Ospedale un centro di eccellenza, in assoluto il più produttivo a livello scientifico all’interno della Casa Sollievo della Sofferenza.
Attività clinica dell'Unità Complessa di Gastroenterologia