Servizio di Medicina Trasfusionale e di Laboratorio Analisi Cliniche

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E-Mail:  
Dirigente Medico Responsabile: Dott. Lazzaro Di Mauro

Strutture funzionali della Medicina di Laboratorio

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FATTORI COAGULATIVI ED EMOSTASI

Dott. Antonio Longo, Dott. Francesco Lo Vecchio, Dott. Giovanni Alicino, Dott. Antonio Savino

Sede: All’interno dell’Unità

Tel. 0882410537

 

Il ruolo dell’emostasi è quello di formare un tappo che chiude il punto in cui la continuità del vaso sanguigno è stata interrotta a partire dai costituenti stessi del sangue. Questo risultato viene ottenuto utilizzando costituenti presenti nel sangue stesso in forma inattiva che, attraverso una serie di reazioni biochimiche e cellulari sequenziali e sinergiche vengono messe in azione con il fine di arrestare prima possibile la perdita di sangue dal vaso.

Le fasi fondamentali dell’emostasi sono costituite dalla risposta vasale (vasocostrizione); dall’adesione ed aggregazione piastrinica al vaso danneggiato con formazione del tappo emostatico; dall’attivazione della coagulazione, che attraverso una serie di processi enzimatici a cascata porta alla formazione di fibrina, proteina filamentosa che forma una rete nella quale vengono bloccate le piastrine ed altre componenti del sangue formando un coagulo stabile che impedisce ulteriori fuoriuscite di sangue; dall’attivazione della fibrinolisi indispensabile per la riparazione del danno vascolare.

I meccanismi finalizzati alla coagulazione sono controbilanciati da altri fattori che agiscono come elementi limitanti o anticoagulanti; il fine e un sofisticato equilibrio tra tutte le sostanze coinvolte nella cascata coagulativa e nella sua regolazione determinano che la coagulazione sia attivata solo dove è necessario, per il tempo e per l’entità necessaria; se ciò non fosse potremmo avere fenomeni coagulativi continui e fuori controllo o viceversa fenomeni emorragici.

Lo studio dell’emostasi è indicato in alcune condizioni quali: emorragia in atto; sospetto diagnostico di diatesi emorragica; valutazione preoperatoria di soggetti che debbono essere sottoposti ad intervento chirurgico o a manovre invasive; monitoraggio della terapia anticoagulante; valutazione pre-analitica degli screening trombofilici. Le indagini vengono condotte in modo mirato, sulla base del sospetto diagnostico.

 

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è una malattia caratterizzata da episodi di trombosi (formazione di coaguli all’interno dei vasi sanguigni), complicanze della gravidanza (aborti ricorrenti) e piastrinopenia, causati da un gruppo di autoanticorpi, rivolti contro le proteine contenenti fosfolipidi, chiamati anticorpi antifosfolipidi. Si ritiene che questi anticorpi interferiscono con la coaugulazione causando vari sintomi, conseguenza di trombosi in ogni parte del corpo.

Per porre diagnosi di APS è necessario che ci sia l’associazione tra manifestazioni trombotiche (venose o arteriose) e/o complicanze della gravidanza e almeno uno dei tre più comuni anticorpi antifosfolipidi (aPL) (Anticoagulante tipo lupus, LAC; anticorpi anticardiolipina, aCL, IgG e/o IgM; anticorpi anti B2 glicoproteina I, aB2GPI, IgG e/o IgM).

La presenza di aPL è fondamentale per la diagnosi corretta di APS. Studi clinici hanno dimostrato che il LAC è più fortemente associato al rischio di trombosi venose ed arteriose rispetto agli aCL e agli aB2GPI. Sta, inoltre emergendo il concetto che il LAC-aB2GPI-dipendente è l’anticorpo più rilevante rispetto al rischio di trombosi. Al contrario il LAC-aB2GPI-indipendente ( ovvero quello che dipende dalla protrombina) non aumenta il rischio trombotico dei pazienti.

 

Al servizio di coagulazione afferiscono prelievi di soggetti ambulatoriali, eseguiti nel nostro ambulatorio situato presso i Poliambulatori, che di pazienti ricoverati nella nostra struttura Ospedaliera. Si eseguono prove di coagulazione di primo e secondo livello, richieste in base al sospetto diagnostico, per accertare condizioni a tendenza emorragica o trombotica. Importantissimo ruolo rivestono i test nel monitoraggio sia nelle patologie emostatiche che nelle terapie anticoagulanti e antiaggreganti.

 

Servizio fornito:

Esecuzione di test singoli o di protocolli diagnostici atti a verificare: la possibile presenza di alterazioni associate ad un maggiore rischio emorragico o trombotico ; il grado di anticoagulazione durante il trattamento anticoagulante.

Il personale del laboratorio è disponibile, negli orari di servizio, ha dare informazioni e/o chiarimenti in merito al servizio prestato e ai risultati forniti.

 

 

A. INDICAZIONI PER L’ESECUZIONE DI TEST PER LA DIAGNOSI DI CONDIZIONI TROMBOFILICHE

1.Gli esami non vanno eseguiti:

. durante la fase acuta di un evento trombotico, sia venoso che arterioso

. durante la terapia anticoagulante ( eparina , anticoagulante orale)

. durante malattie intercorrenti acute che possono influenzare i risultati

. durante trattamento estro-progestinico

. durante la gravidanza

. in caso di presenza di epatopatie

2. Chi esaminare:

pazienti che abbiano sofferto di eventi trombotici, in particolare quelli avvenuti in età giovanile (< 45 anni ).

3. Quando esaminare:

a distanza di almeno tre mesi dall’evento acuto; dopo la sospensione da almeno 48 ore di un trattamento con eparina e da almeno 20 giorni di un trattamento con anticoagulanti orali.

 

B. INDICAZIONI PER L’ESECUZIONE DI TEST PER LA DIAGNOSI DI MALATTIE EMORRAGICHE

1. Gli esami non vanno eseguiti:

. durante il trattamento con aspirina o altri antiaggreganti

. durante la terapia anticoagulante ( eparina , anticoagulante orale)

. durante malattie intercorrenti acute che possono influenzare i risultati

2. Chi esaminare:

pazienti che abbiano sofferto di eventi emorragici o pazienti con familiarità per emorragia prima di eventuali manovre invasive

3. Quando esaminare:

a distanza di almeno 7 giorni da eventuali trasfusioni di plasma; dopo la sospensione da almeno 7 giorni di un trattamento con aspirina o altri antiaggreganti; da almeno 24 ore di un trattamento con eparina e da almeno 15 giorni di un trattamento con anticoagulanti orali.

 

SPECIFICHE DEI TEST ESEGUITI PRESSO IL LABORATORIO DI COAGULAZIONE

 

Tempo di Protrombina (PT)

Fattore VII attività

Aggregazione piastrinica con: ADP, Collagene,Ristocetina.

PT: test di miscela

Fattore VIII attività

Ricerca Lupus Anticoagulans(LA):   DPTT+ DRVVT Dil.; DPTT+ DRVVT Mix; SCT Con.

Tempo di Tromboplastina Parziale attivato (aPTT)

Fattore IX attività

Anticorpi anticardiolipina ( IgM+IgG): GPL e MPL

aPTT: test di miscela

Fattore X attività

Anticorpi anti B2 Glicoproteina

Fibrinogeno attività

Fattore XI attività

Antitrombina (attività)

D-dimero ( quantitativo)

Fattore XII attività

Proteina C attività

Fattore II attività

Fattore von Willebrand antigene

Proteina S libera

Fattore V attività

Fattore von Willebrand: RiCof

Resistenza alla Proteina C attivata

Aggregazione piastrinica ( Multiplate) per monitoraggio terapia antiaggregante

Tempo di emorragia

 

 

 

PROTOCOLLI PATOLOGIA TROMBOTICA

 

PT Ricerca LA Resistenza alla Proteina C
aPTT Anticorpi anticardiolipina ( IgG+IgM) Fattore VIII
Fibrinogeno attività Proteina C attivatà Omocisteina
Antitrombina attività Proteina S attività  

 

PROTOCOLLI PATOLOGIA EMORRAGICA

PT

Fattore V

Fattore XI

aPTT

Fattore VII

Fattore XII

Fibrinogeno

Fattore VIII

Fattore von Willebrand antigene

Tempo di trombina

Fattore IX

Fattore von Willebrand: RiCof

Piastrine

Fattore X

Aggregazione piastrinica con: ADP, Collagene,Ristocetina.

Fattore II

   

 

 


Ultima modifica Lunedì, 15 Aprile 2013 12:53

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