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Strutture funzionali della Medicina di Laboratorio

Le attività del Servizio della Medicina di Laboratorio sono ripartite funzionalmente tra le seguenti strutture:

  • MONITORAGGIO TERAPIA ANTICOAGULANTE ORALE (TAO)
  • CITOMETRIA
  • FATTORI COAGULATIVI ED EMOSTASI
  • ESAMI URGENTI E DI CHIMICA CLINICA       
  • PIANIFICAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. QUALITA'
  • FARMACOLOGIA E TOSSICOLOGIA CLINICA
  • PROTIDOLOGIA E AUTOIMMUNITA’
  • IMMUNOMETRIA E RIA
  • STUDIO MALATTIA CELIACA
  • STUDIO DELLE PORFIRIE

 

 

 


 

 

 

MONITORAGGIO TERAPIA ANTICOAGULANTE ORALE (TAO)

Identificato come “Centro TAO n. 1” presso F.C.S.A.

(Federazione Centri per la diagnosi della Trombosi e la Sorveglianza delle terapie antitrombotiche)

Responsabile: Dott. Giovanni Alicino

Referenti: Dott. Antonio Longo, Dott. Antonio Savino, Dott. Francesco Lo Vecchio

Sede: Poliambulatorio Giovanni Paolo II (Ambulatorio pazienti esterni)

          All’interno dell’unità (Laboratorio e pazienti interni)

Tel. 0882416405 (Ambulatorio pazienti esterni) e 0882410537 (Laboratorio)

Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle ore 7,30 alle 13,00

Orari per il prelievo: dal lunedì al sabato dalle ore 7,30 alle ore 9,30

Tel. 0882.416405

 

Il Centro per la sorveglianza dei pazienti in Terapia con Anticoagulanti Orali (TAO), opera da oltre venti anni, presso la Casa Sollievo della Sofferenza. Nella struttura ubicata presso il Poliambulatorio Giovanni Paolo II afferiscono pazienti che provengono da San Giovanni Rotondo e paesi limitrofi.

Nei periodi estivi l’utenza si intensifica con l’assistenza anche a pazienti che provengono da altre regioni d’Italia, che soggiornano sul litorale garganico.

Il Centro è aperto tutti i giorni, salvo la domenica e i giorni festivi. La gestione dei pazienti avviene tramite una prenotazione che viene fatta al momento della visita. Per coloro che accedono per la prima volta non è necessaria una prenotazione, né questa è prevista per eventuali situazioni di emergenza.

I pazienti possono accedere alla sala prelievi del Laboratorio Analisi del Poliambulatorio dalle ore 7,30 alle ore 9,30 e dopo aver effettuato il prelievo attendono di essere visitati dal medico, che provvederà a fornire loro una prescrizione terapeutica. Sul foglio di prescrizione sono indicate le dosi di assunzione giornaliere ed eventuali altre indicazioni terapeutiche, nonché la data del successivo controllo.

Il Centro segue circa 800 pazienti che periodicamente vi si recano per il controllo clinico e laboratoristico della terapia anticoagulante, in un anno si effettuano circa 8000 visite specialistiche di controllo.

Dal Centro sono seguiti pazienti affetti da diverse patologie come fibrillazione atriale, trombosi venosa profonda, arteriopatia periferica, protesi valvolare cardiaca, cardiopatie dilatative, fibrillazione atriale, ecc.

La collaborazione con altre strutture ospedaliere come reparti clinici (angiologia, riabilitazione cardiologica, neurologia, ecc.) e servizi (centro trombosi, cardiologia, radiologia, pronto soccorso ecc.) permette di garantire al paziente una assistenza a tutto campo in caso di complicanze emorragiche e trombotiche.

Il Centro esegue controlli di qualità interna e partecipa a controlli di qualità esterna, garantendo una prestazione sicura sia clinica che del dato di laboratorio.

 

Gli operatori offrono disponibilità all’assistenza e alla cura dei pazienti e sono impegnati a recepire tutte le innovazioni cliniche e di laboratorio a livello nazionale ed internazionale, non ultime l’introduzione dei nuovi farmaci anticoagulanti per via orale.

 

 


 

 

 

CITOMETRIA

Dott. Antonio Savino, Dott. Giovanni Alicino, Dott. Antonio Longo

Sede: All’interno dell’Unità

Tel. 0882410537

 

La Citometria è una tecnica di analisi che consente la verifica ed il conteggio di cellule sospese in un mezzo fluido. In Medicina di Laboratorio la citometria viene utilizzata prioritariamente per il conteggio e la differenziazione degli elementi figurati del tessuto emopoietico, inoltre con particolari affinamenti delle metodiche applicative, che sfruttano l’uso di fluorocromi specifici, viene anche utilizzata nella identificazione qualitativa e quantitativa di singoli elementi cellulari e/o specifiche popolazioni cellulari. Oltre che nei Laboratori di Patologia Clinica la citometria è grandemente utilizzata, sin dagli anni 70’, nei laboratori di ricerca nel settore della immunoematologia e della oncologia sperimentale.

L’avvento della tecnologia laser ha reso esponenziali le prestazioni sia dei contaglobuli multiparametrici, sia dei citometri a flusso. La rapidità dei tempi di analisi (oltre 1000 cell./sec ), la riproducibilità del dato analitico, la sua obiettività e l’elevata standardizzazione fanno della citometria una delle metodiche d’indagine più utilizzata nella Sanità mondiale. Il nostro laboratorio si avvale di apparecchiature all’avanguardia nel settore della citometria e il settore Ematologia offre quotidianamente ai Colleghi Clinici referti di qualità che consentono un’accurata indagine diagnostica ed un fedele monitoraggio delle terapie.

All’occorrenza, per casi selezionati, l’esame viene completato con la tradizionale osservazione al microscopio ottico, confortati da un’esperienza trentennale.


 

FATTORI COAGULATIVI ED EMOSTASI

Dott. Antonio Longo, Dott. Francesco Lo Vecchio, Dott. Giovanni Alicino, Dott. Antonio Savino

Sede: All’interno dell’Unità

Tel. 0882410537

 

Il ruolo dell’emostasi è quello di formare un tappo che chiude il punto in cui la continuità del vaso sanguigno è stata interrotta a partire dai costituenti stessi del sangue. Questo risultato viene ottenuto utilizzando costituenti presenti nel sangue stesso in forma inattiva che, attraverso una serie di reazioni biochimiche e cellulari sequenziali e sinergiche vengono messe in azione con il fine di arrestare prima possibile la perdita di sangue dal vaso.

Le fasi fondamentali dell’emostasi sono costituite dalla risposta vasale (vasocostrizione); dall’adesione ed aggregazione piastrinica al vaso danneggiato con formazione del tappo emostatico; dall’attivazione della coagulazione, che attraverso una serie di processi enzimatici a cascata porta alla formazione di fibrina, proteina filamentosa che forma una rete nella quale vengono bloccate le piastrine ed altre componenti del sangue formando un coagulo stabile che impedisce ulteriori fuoriuscite di sangue; dall’attivazione della fibrinolisi indispensabile per la riparazione del danno vascolare.

I meccanismi finalizzati alla coagulazione sono controbilanciati da altri fattori che agiscono come elementi limitanti o anticoagulanti; il fine e un sofisticato equilibrio tra tutte le sostanze coinvolte nella cascata coagulativa e nella sua regolazione determinano che la coagulazione sia attivata solo dove è necessario, per il tempo e per l’entità necessaria; se ciò non fosse potremmo avere fenomeni coagulativi continui e fuori controllo o viceversa fenomeni emorragici.

Lo studio dell’emostasi è indicato in alcune condizioni quali: emorragia in atto; sospetto diagnostico di diatesi emorragica; valutazione preoperatoria di soggetti che debbono essere sottoposti ad intervento chirurgico o a manovre invasive; monitoraggio della terapia anticoagulante; valutazione pre-analitica degli screening trombofilici. Le indagini vengono condotte in modo mirato, sulla base del sospetto diagnostico.

 

La sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) è una malattia caratterizzata da episodi di trombosi (formazione di coaguli all’interno dei vasi sanguigni), complicanze della gravidanza (aborti ricorrenti) e piastrinopenia, causati da un gruppo di autoanticorpi, rivolti contro le proteine contenenti fosfolipidi, chiamati anticorpi antifosfolipidi. Si ritiene che questi anticorpi interferiscono con la coaugulazione causando vari sintomi, conseguenza di trombosi in ogni parte del corpo.

Per porre diagnosi di APS è necessario che ci sia l’associazione tra manifestazioni trombotiche (venose o arteriose) e/o complicanze della gravidanza e almeno uno dei tre più comuni anticorpi antifosfolipidi (aPL) (Anticoagulante tipo lupus, LAC; anticorpi anticardiolipina, aCL, IgG e/o IgM; anticorpi anti B2 glicoproteina I, aB2GPI, IgG e/o IgM).

La presenza di aPL è fondamentale per la diagnosi corretta di APS. Studi clinici hanno dimostrato che il LAC è più fortemente associato al rischio di trombosi venose ed arteriose rispetto agli aCL e agli aB2GPI. Sta, inoltre emergendo il concetto che il LAC-aB2GPI-dipendente è l’anticorpo più rilevante rispetto al rischio di trombosi. Al contrario il LAC-aB2GPI-indipendente ( ovvero quello che dipende dalla protrombina) non aumenta il rischio trombotico dei pazienti.

 

Al servizio di coagulazione afferiscono prelievi di soggetti ambulatoriali, eseguiti nel nostro ambulatorio situato presso i Poliambulatori, che di pazienti ricoverati nella nostra struttura Ospedaliera. Si eseguono prove di coagulazione di primo e secondo livello, richieste in base al sospetto diagnostico, per accertare condizioni a tendenza emorragica o trombotica. Importantissimo ruolo rivestono i test nel monitoraggio sia nelle patologie emostatiche che nelle terapie anticoagulanti e antiaggreganti.

 

Servizio fornito:

Esecuzione di test singoli o di protocolli diagnostici atti a verificare: la possibile presenza di alterazioni associate ad un maggiore rischio emorragico o trombotico ; il grado di anticoagulazione durante il trattamento anticoagulante.

Il personale del laboratorio è disponibile, negli orari di servizio, ha dare informazioni e/o chiarimenti in merito al servizio prestato e ai risultati forniti.

 

 

A. INDICAZIONI PER L’ESECUZIONE DI TEST PER LA DIAGNOSI DI CONDIZIONI TROMBOFILICHE

1.Gli esami non vanno eseguiti:

. durante la fase acuta di un evento trombotico, sia venoso che arterioso

. durante la terapia anticoagulante ( eparina , anticoagulante orale)

. durante malattie intercorrenti acute che possono influenzare i risultati

. durante trattamento estro-progestinico

. durante la gravidanza

. in caso di presenza di epatopatie

2. Chi esaminare:

pazienti che abbiano sofferto di eventi trombotici, in particolare quelli avvenuti in età giovanile (< 45 anni ).

3. Quando esaminare:

a distanza di almeno tre mesi dall’evento acuto; dopo la sospensione da almeno 48 ore di un trattamento con eparina e da almeno 20 giorni di un trattamento con anticoagulanti orali.

 

B. INDICAZIONI PER L’ESECUZIONE DI TEST PER LA DIAGNOSI DI MALATTIE EMORRAGICHE

1. Gli esami non vanno eseguiti:

. durante il trattamento con aspirina o altri antiaggreganti

. durante la terapia anticoagulante ( eparina , anticoagulante orale)

. durante malattie intercorrenti acute che possono influenzare i risultati

2. Chi esaminare:

pazienti che abbiano sofferto di eventi emorragici o pazienti con familiarità per emorragia prima di eventuali manovre invasive

3. Quando esaminare:

a distanza di almeno 7 giorni da eventuali trasfusioni di plasma; dopo la sospensione da almeno 7 giorni di un trattamento con aspirina o altri antiaggreganti; da almeno 24 ore di un trattamento con eparina e da almeno 15 giorni di un trattamento con anticoagulanti orali.

 

SPECIFICHE DEI TEST ESEGUITI PRESSO IL LABORATORIO DI COAGULAZIONE

 

Tempo di Protrombina (PT)

Fattore VII attività

Aggregazione piastrinica con: ADP, Collagene,Ristocetina.

PT: test di miscela

Fattore VIII attività

Ricerca Lupus Anticoagulans(LA):   DPTT+ DRVVT Dil.; DPTT+ DRVVT Mix; SCT Con.

Tempo di Tromboplastina Parziale attivato (aPTT)

Fattore IX attività

Anticorpi anticardiolipina ( IgM+IgG): GPL e MPL

aPTT: test di miscela

Fattore X attività

Anticorpi anti B2 Glicoproteina

Fibrinogeno attività

Fattore XI attività

Antitrombina (attività)

D-dimero ( quantitativo)

Fattore XII attività

Proteina C attività

Fattore II attività

Fattore von Willebrand antigene

Proteina S libera

Fattore V attività

Fattore von Willebrand: RiCof

Resistenza alla Proteina C attivata

Aggregazione piastrinica ( Multiplate) per monitoraggio terapia antiaggregante

Tempo di emorragia

 

 

 

PROTOCOLLI PATOLOGIA TROMBOTICA

 

PT Ricerca LA Resistenza alla Proteina C
aPTT Anticorpi anticardiolipina ( IgG+IgM) Fattore VIII
Fibrinogeno attività Proteina C attivatà Omocisteina
Antitrombina attività Proteina S attività  

 

PROTOCOLLI PATOLOGIA EMORRAGICA

PT

Fattore V

Fattore XI

aPTT

Fattore VII

Fattore XII

Fibrinogeno

Fattore VIII

Fattore von Willebrand antigene

Tempo di trombina

Fattore IX

Fattore von Willebrand: RiCof

Piastrine

Fattore X

Aggregazione piastrinica con: ADP, Collagene,Ristocetina.

Fattore II

   

 

 


 

ESAMI URGENTI E DI CHIMICA CLINICA                                                                        

Responsabile: Dott. Francesco Lo Vecchio

Referenti: Dott. Carlo Checchia de Ambrosio, Dott.ssa Mirella D’Addona

Sede: All’interno dell’unità e Poliambulatorio Giovanni Paolo II

Tel. 0882410362, 0882410388, 0882416203

 

A questo settore afferisce una doppia tipologia di esami, quella con la connotazione di “urgenza” e quella "routinaria". Vengono evase le richeste di indagini biochimiche sia dei pazienti ospedalizzati che ambulatoriali.

Le richieste “non urgenti” vengono comunque evase in mattinata.

E’ stato predisposto un pannello condiviso di esami richiedibili 24 ore su 24: a tal fine il settore è costantemente presidiato da un Dirigente medico o biologo in servizio di guardia attiva, è in uso un apposito Registro delle Consegne.

Presso il Poliambulatorio “Giovanni Paolo II” vi è un “punto analisi” funzionalmente ed organizzativamente collegato a questo settore. Si eseguono esami di chimica clinica, coagulazione, ed emocromocitometrici afferenti dall’UO di Pediatria e di Pediatria Onco-ematologica, esami in regime di “Pre-ricovero”, esami esterni urgenti (c.d. “File F”), esami di pazienti in TAO e di alcuni Day Hospital.

 

ESAME URINE STANDARD – E’ funzionalmente annesso agli esami di Chimica-Clinica, altamente automatizzato, viene presidiato, a turno, da un dirigente medico o biologo.

 


PIANIFICAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO. QUALITA'

Rappresentanti della Direzione: Dott. Matteo Antonacci, Dott.ssa Angela Totaro.

Referenti: Dott. Mauro Pileri, Dott. Antonio Longo, Sig.ra Angela Ciccone, Sig. Antonio D’Ambrosio, Sig. Pietro Fania.

Sede: All’interno dell’Unità

Tel. 4205, 3666511681

 

E’ una tecnostruttura che opera a supporto delle Direzione dell’Unità Operativa, promuove la Qualità a tutti i livelli, presiede al mantenimento della Certificazione UNI EN ISO 9001:2008, alla certificazione EFI per gli esami di immunogenetica, alla certificazione FACT (in via di definizione) per favorire l'appetibilità ed il conferimento del materiale midollare anche nesli Stati Uniti. Si sta approntando la documentazione per ulteriori accreditamenti professionali.

E’ operativo un Gruppo di Lavoro per la qualità (GdLQ) nel quale confluiscono figure rappresentative dei vari ambiti professionali ed organizzativi.

 

Ambiti operativi:

  • Studi di fattibilità;
  • Controllo manutenzioni ed approvvigionamenti;
  • Analisi comparativa di costi e servizi;
  • Valutazione dei fornitori;
  • Coordinamento dei turni di servizio;
  • Identificazione dei bisogni formativi;
  • Formazione continua del personale e percorsi dedicati per i nuovi assunti con particolare attenzione ai temi qualificanti inerenti la mission di questo Ente Ecclesiastico;
  • Produzione e gestione della documentazione del Sistema Qualità;
  • Verifiche ispettive interne, rilevamento delle “non conformità”, trattamento, azioni correttive e preventive;
  • Partecipazione a programmi di verifiche esterne di qualità (VEQ);
  • Tenuta sotto controllo dei principali indicatori di qualità con particolare riguardo alla soddisfazione dell’utente, alla sua sicurezza e confort, promozione di una costante attività di consulenza ed assistenza;
  • Valorizzazione del "Bilancio di Missione" dell’Ente e della Certificazione Etica o di Responsabilità Sociale secondo la norma SA 8000.

Da ultimo sono state monitorate le attività dove si sono segnalati tratti di criticità e pertanto si è intervenuti sul front-office (accoglienza - disbrigo registrazioni - sala prelievi), sia per la fluidità gestionale ed operativa sia per una maggiore attenzione verso le infrastrutture in termini di sicurezza ed ergonomia.

La digitalizzazione della firma, accompagnata da opportuni aggiornamenti dei sistemi informativi, consentirà di acquisire i referti in tempo reale e di stamparli “in locale”, negli ambienti dove si concretizza l'attività clinica.

 

I contenuti che si ritiene debbano essere costantemente visionati saranno trasferiti anche su supporto cartaceo per agevolarne la consultazione. In accordo con l’Ufficio Qualità verrà periodcamente redatto una sorta di scheda-questionario per poter meglio descrivere l’”esistente” e procedere alla misurazione, con appropriati indicatori, degli elementi migliorativi finalizzati all’obiettivo principale, la "customer satisfation" che, per il nostro Istituto, ha un significato ed una valenza che va al di là della semplice soddisfazione, ma va a coniugarsi ai principi che hanno ispirato il Fondatore di quest’Opera.

La graduale implementazione delle nuove procedure di richiesta ed acquisizione dei dati è l’occasione per redigere o aggiornare linee guida e protocolli diagnostici, tempistiche ed altre specifiche pienamente condivise dalle parti interessate.

 

Il nostro Dipartimento, per la peculiarità delle sue funzioni, è fortemente interfacciato con gli ambiti squisitamente ospedalieri sia di Casa Sollievo che dei principali Centri della Puglia: i punti nascita che conferiscono alla nostra Banca Regionale i cordoni ombelicali donati dalle neo-mamme, la Rete Regionale per la gestione e l'approrpiato utilizzo delle unità di sangue e dei suoi derivati, il trasferimento delle cellule staminali per il trapianto di midollo ed, infine tutta la rete delle associazioni di volontariato e delle strutture che abilitiamo alla donazione del sangue: tutto questo implica l'implementazione, la stesura e la condivisione di procedure che garantiscono sicurezza, efficienza e rispetto della legislazione sanitaria, molto stringente in una materia così delicata. Tuttavia, questa presenza capillare sul territorio ci consente di raggiungere le periferie e far conoscere il nostro stile assistenziale, scoprire e provare a farci carico dei piccoli e grandi problemi della gente, comunitaria ed extracomunitaria, cercare di "sentire l'odore delle pecore", come ha sintetizzato Papa Francesco.

 

Tenere sotto controllo e monitorare i nostri processi ed attività ci ha consentito di implementare una sorta di "accountability biologica": trasparenza e rendicontazione circa l'utilizzo e la valorizzazione di quanto ci viene messo a disposizione dei donatori e dalle neo-mamme.   

 

Un notevole impulso è stato dato anche all’attività formativa attraverso una più accurata pianificazione, in ottica dipartimentale, degli eventi strutturati e non. Il nostro Istituto è accreditato come Povider ed è, pertanto, abilitato ad erogare i crediti formativi ECM, questo ha consentito di raggiungere l’autonomia formativa: i nostri operatori riescono a conseguire in house i crediti ECM per soddisfare l’obbligo formativo stabilito per legge oltre agli specifici bisogni formativi che vengono attentamente ricercati, valutati e soddisfatti. Nel far ciò non possiamo non fare riferimento ai valori fondanti del nostro Ospedale e alla dottrina sociale della Chiesa.

L’approccio per affrontare questo periodo di grave crisi è sintetizzabile in una frase di Albert Einstein: “È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte, le grandi strategie” che coincide con quanto espresso dal Papa Emerito Benedetto XVI nella "Caritas in Veritate": “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente”.

Il senso di “corresponsabilità”, a cui noi tutti siamo chiamati, è stato esposto dal nostro Presidente, l’Arcivescovo Michele Castoro, nella Lettera Pastorale della quale viene riportato di seguito un passaggio (cfr. paragrafo 2.3): “Collaboratore è chi si ferma al compito affidato senza sentirsi parte di un intero; corresponsabile invece è chi sa mantenere vivo l’interesse per il tutto, per l’insieme, è chi scopre la bellezza del pensare e del progettare insieme, dell’assumere comunemente delle scelte di fondo, del valorizzare o far crescere nuovi luoghi di discernimento comunitario. Corresponsabile non è solo chi fa le cose insieme ad altri, ma chi prova a sognarle, a pensarle, a costruirle insieme”.

 

 


 

FARMACOLOGIA E TOSSICOLOGIA CLINICA

Responsabile: Dott. Mauro Pileri

Referente: Dott.ssa Maria Garrubba

Sede: All’interno dell’unità

Tel. 0882410809

 

Rappresenta un settore specialistico della U.O.C. di Laboratorio analisi Cliniche e Medicina Trasfusionale sorta per rispondere ad esigenze clinico-diagnostiche di utenti interni ed esterni, in settori quali il monitoraggio terapeutico dei farmaci (TDM), la tossicologia clinica e la cromatografia ad alte prestazioni (HPLC), nonché analisi chimico-fisiche su altri fluidi corporei.

Campi di investigazione:

    1. monitoraggio terapeutico dei farmaci, (immunosoppressori, cardio-respiratori, antiepilettici, anti-neoplastici, litio)
    2. ricerca di 1° livello delle sostanze stupefacenti su campioni di urine
    3. analisi cromatografiche in HPLC per patologie quali ipertensione e tumori surrenalici (catecolamine, metanefrine VMA, HVA), carcinoide (5HIAA), metabolismo osseo (piridinoline e idrossiprolina) Vitamine liposolubili (A/E), monitoraggio del consumo cronico di alcool (CDT)
    4. esami biochimici e microscopici su liquidi biologici (liq. ascitico, pleurico, pericardico e sinoviale) e su LCR
    5. analisi chimica e microscopica su campioni di feci
    6. ricerca del sangue occulto (monoclonale) nelle feci (screening tumori del colon-retto)
    7. Accertamenti tossicologici con valenza medico-legale

Le analisi di laboratorio per alcol e droghe assumono sempre una grande rilevanza sociale e medico-legale (idoneità al lavoro, patenti di guida, infortunistica stradale o sul lavoro, visite militari, porto d’armi, annullamento matrimoni, affidamento minori, concorsi pubblici, programmi di riabilitazione, violenza sessuale o su minori e molto altro).

Per questo motivo la struttura deputata all’espletamento di tali esami si deve dotare di una opportuna organizzazione (personale, procedure, strumentazione e presidi) tale da garantire qualità analitica e tracciabilità di processo.                                                                              

Il laboratorio, e con esso l’Azienda Ospedaliera, che voglia affrontare con successo e sicurezza una tale problematica, deve allestire una valida CATENA di CUSTODIA, che documenti la tracciabilità dell’intero iter procedurale ed analitico garantendo la possibilità e la sicurezza di ulteriori approfondimenti (indagini di 2°livello e contro-analisi)

  • identificazione del soggetto (documento di riconoscimento valido)
  • acquisizione del consenso informato
  • inserimento della richiesta nel programma gestionale del laboratorio (sysLab) e stampa le etichette identificative da apporre sui campioni e sul verbale di campionamento (mod. scheda campionamento in allegato).

Nel caso di pazienti che giungono al PS incoscienti o comunque impossibilitati a esprimere il consenso al prelievo di materiale biologico, in presenza di una specifica richiesta della Autorità di Polizia, il personale di PS riporta tale impossibilità sul mod. di campionamento (sez.A) e procede comunque al prelievo secondo procedura.

  • Ai soli fini medico-legali, per poter trattare il materiale biologico prelevato, dovrà essere informato il Magistrato di turno che darà l’autorizzazione per l’espletamento degli esami richiesti.          
  • A scopo clinico-assistenziale il LAB eseguirà gli esami in oggetto dietro specifica richiesta del Medico di PS (che non avranno valenza medico-legale).

 

Riferimenti normativi

  • Codice della strada (D.Lgs. n. 285/92 e succ. modifiche ed integrazioni) art. 119, 185 e 186.    
  • Gruppo Tossicologi Forensi Italiani “ Linee guida per i laboratori di analisi di sostanze di abuso con finalità tossicologico-forensi e medico legali” rev. n.3 del 01/03/2010.
  • Intesa Stato/Regioni (provvedimento n. 99/CU del 30/10/2007; G.U. n. 266 del 15/11/2007 e G.U. n.236 del 08/10/2008) in materia di “accertamenti sanitari di accertamento di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi”.


 

 

PROTIDOLOGIA E AUTOIMMUNITA’

Responsabile: Dott. Pirro Leonardo

Referente: Dr.ssa Giuliani Raffaella

Sede: all’interno dell’unità

Telefono: 0882 410453

 

Nel settore di Protidologia vengono eseguiti svariati esami con varie metodiche:

  • Elettroforesi (Elettroforesi delle sieroproteine, immunofissazione sierica ed urinaria, isoenzimi di  LDH. CK, Fosfatasi alcalina, ecc..
  • Nefelometria (dosaggio immunoglobuline, e proteine speciali)

Nel settore di Autoimmunità

  • Immunofluorescenza indiretta[ (ricerca di autoanticorpi antinucleo, antimitocondri,anti muscolo liscio, anti cellule parete gastrica) su tessuto di rene e stomaco di topo], anti DNA doppia elica su Crithidia Luciliae).
  • ELISA [per gli ENA (Anticorpi anti nucleo estraibili)].
  • Immunoenzimatica con sistema di rilevazione tramite sviluppo di fluorescenza (per la ricerca degli anticorpi antitiroidei).
  • Nel settore di Neuroimmunologia vengono eseguiti esami con metodica elettroforetica (isoelettrofocusing per la ricerca di bande oligoclonali), RIA (per gli anticorpi anti recettori dell'acetilcolina), ELISA (per la ricerca di vari anticorpi, ad es. anti-solfatidi, anti-GM1, anti-MAG, ecc.), Immunoblotting (per la ricerca degli anticorpi anti-cervelletto)

La qualità dei risultati forniti è verificata mediante procedure quotidiane di controllo intra-laboratorio e dalla partecipazione a programmi di controllo esterno tra laboratori nazionali ed internazionali.

 


 

IMMUNOMETRIA E RIA

Dr.ssa Palmina D’Arcangelo, Dott. Gaetano Desina, Dott.ssa Giuseppina Lauriola
Sede: all’interno dell’unità
Telefono: 0882 410538, 0882 410958

 

Il settore è ubicato in parte nella struttura centrale del laboratorio ed in parte nel contesto ambientale della Medicina Nucleare per i vincoli imposti dall'utilizzo di isotopi radioattivi.

I dirigenti medici e biologi si occupano della gestione organizzativa: coordinano l'esecuzione degli esami, gestiscono gli ordini dei reagenti e dei materiali di consumo, curano i rapporti con gli informatori scientifici e le loro aziende, controllano e validano i risultati analitici.

E’, inoltre, cura dei Dirigenti presiedere alle calibrazioni ed ai controlli di ogni seduta analitica e tenere sotto controllo i programmi di valutazione esterna di qualità (VEQ) al fine di porre in atto le necessarie azioni correttive e preventive.

Il personale tecnico si occupa dell’accettazione, centrifugazione e processazione dei campioni biologici programmando le sedute analitiche in maniera conforme ad un apposito calendario predisposto ogni semestre.

I tecnici ruotano mensilmente occupando, a turno, le diverse postazioni di lavoro. Provvedono alle manutenzioni degli strumenti seguendo le istruzioni e le tempistiche codificate nei documenti del Sistema di Gestione della Qualità.

In occasione di tutte le sedute analitiche vengono processati sieri per il controllo di qualità interno (CQI).

Il settore partecipa inoltre a tre diversi programmi di controllo di qualità esterni (VEQ), che consentono il confronto con una rete di laboratori a livello nazionale:

  • “QUALIMEDLAB EQAS” del CNR Pisa
  • “DICOCARE VEQ”
  • VEQ gestita dalla BIORAD

 

 

AREE DI INTERESSE

In questo settore si eseguono dosaggi che riguardano l'area endocrinologica, la diagnostica ed il follow-up delle patologie tumorali, con metodiche ECLIA, CLIA, Immunofluorescenza in totale automazione e Radioimmunologia (RIA). Per alcuni dosaggi, data l'esiguità delle richieste, ci si rivolge ad un SERVICE esterno certificato.

  • DIAGNOSTICA TIROIDEA: si eseguono i dosaggi degli ormoni fT3, fT4 e del TSH sia basale che dopo stimolo con TRH. La Tireoglobulina viene dosata con metodo ad alta sensibilità per un'ottimale gestione del paziente in follow-up per carcinoma tiroideo. La diagnostica tiroidea comprende inoltre il dosaggio dei TRab (RIA) e degli anticorpi anti tiroide TG Ab e TPO.
  • MARCATORI TUMORALI: è un settore in continua evoluzione che facilita una accurata e tempestiva attività diagnostica, ma soprattutto di follow-up, per quanto riguarda le patologie neoplastiche: nel nostro ospedale è presente una qualificata unità operativa di Oncologia, tuttavia questo tipo di patologia viene gestita anche da altre discipline mediche e chirurgiche. Nell'ultimo decennio le metodologie afferenti a qusto settore si sono particolarmente affinate, si è pertanto avvertita l'esigenza di costituire gruppi di studio interdipartimentali finalizzati all'ottimizzazione ed al corretto utilizzo dei tests.
  • ALTRI AMBITI: sono stati stilati dei pannelli di esami ormonali, parti integranti di protocolli diagnostico-terapeutici avanzati e/o finalizzati ad attività di ricerca: studio della fisiopatologia legata alla fertilità, alle disfunzioni metaboliche e dell'accrescimento, all'equilibrio della funzione surrenale.


 

STUDIO MALATTIA CELIACA

Dott. Matteo Antonacci, Dott.ssa Maria Savino

Sede: All’interno dell’unità e Poliambulatorio

Tel. 4205, 3666511681, 0882416204

 

E’ un’attività iniziata nel 1989, quando l’incidenza di questa patologia era stimata 1 : 3500 (un celiaco ogni 3500 nati vivi). Le ultime stime italiane parlano, invece, di un celiaco ogni 100-150 nati vivi! In questi anni il nostro laboratorio è stato parte attiva di questo processo.

La malattia celiaca insorge, sostanzialmente, a seguito della coesistenza di fattori endogeni ed esogeni. Esiste una predisposizione genetica a reagire in maniera anomala all’introduzione di certi alimenti: in questo caso si tratta di intolleranza al glutine, purtroppo presente in quasi tutti i cereali (non si trova solo nel riso e nel mais). Il danno intestinale che si produce è causa di diarrea e di malassorbimento di molte sostanze che dà luogo ad una sintomatologia molto varia e spesso neppure apprezzabile clinicamente. Una rigorosa dieta priva di glutine, pertanto, pone fine a tutto l’iter patogenetico: la malattia va in remissione completa.

E’ quindi di fondamentale importanza

  1. identificare la celiachia anche allo stato latente;
  2. intraprendere e monitorare la dieta priva di glutine;
  3. identificare i soggetti predisposti fra i “gruppi a rischio” (parenti di celiaci, soggetti affetti da patologie correlate alla malattia celiaca, autoimmunopatie, diabete tipo I, tireopatie….).

Ai fini diagnostici e di follow-up (monitoraggio) si eseguono i test immunologici: Anticorpi antigliadina (AGA IgA ed IgG), Transglutaminasi (tTG IgA) ed Antiendomisio (EMA IgA ed IgG).

L’esecuzione della biopsia in seconda porzione duodenale (servizio di endoscopia digestiva) completa l’iter diagnostico anche ai fini legali ed assistenziali, secondo linee guida e protocolli internazionali.

Per identificare i soggetti predisposti alla Malattia Celiaca si ricorre alla biologia molecolare andando a ricercare gli aplotipi DQ2 e DQ8 dell’HLA, questi ultimi vengo eseguiti nella nostra sezione di immunogenetica, ubicata presso il poliambulatorio, che è certificata "EFI(European Federation for Immunogenetics). Dal momento che questi ultimi non sono presenti nei soggetti celiaci, è una pratica particolarmente utile per escludere la potenziale insorgenza della malattia che, con i soli test immunologici, costringerebbe a ripetuti e periodici controlli. I parenti di primo grado dei celiaci sono potenzialmente esposti a questa patologia da cinque a dieci volte di più rispetto alla popolazione generale; altri gruppi a rischio sono le persone affette da tireopatie autoimmuni, da diabete mellito di tipo I, bassa statura, anemia sideropenica, ipertransaminasemia criptogenetica, osteoporosi, afte ricorrenti, vari disturbi neurologici oltre alla sintomatologia intestinale (diarrea) che per prima ha richiamato l’attenzione su questa malattia.

Nel nostro ospedale è, inoltre, presente il Servizio di Dietologia Medica per la prescrizione della dieta priva di glutine che deve essere rigorosa.

 


 

STUDIO DELLE PORFIRIE

Dott.ssa Maria Savino, Dott.ssa Maria Garrubba

Sede: All’interno dell’unità e Poliambulatorio Giovanni Paolo II

Tel. 0882416204 e 0882410806

 

Con il termine “Porfirie” viene inteso un gruppo di   malattie genetiche rare, causate da difetti enzimatici a carico della via biosintetica dell'eme. A seconda del difetto enzimatico e della sede in cui il disturbo metabolico predomina, si distinguono diverse forme di porfiria che portano, come risultato comune, all’accumulo nel sangue dei precursori dell’eme.

Se il difetto enzimatico è precoce, prevalgono dolori addominali, sintomi neurologici e disturbi psichiatrici e nei casi più gravi, l’accumulo dei precursori può causare paralisi respiratoria e coma.

Per tale motivo è fondamentale la prevenzione dopo aver eseguito la diagnosi biochimica e genetica dei pazienti con sospetto clinico di Porfiria.

Nel nostro laboratorio si eseguono i seguenti esami biochimici necessari per la diagnosi di primo livello di Porfiria e utili per differenziare le diverse forme:

  • Dosaggio delle porfirine plasmatiche
  • Determinazione del marker fluorimetrico
  • Dosaggio quantitativo delle porfirine fecali
  • Determinazione dell’attività enzimatica della PBG deaminasi

I dosaggi biochimici consentono di indirizzare la diagnosi genetica mediante sequenziamento diretto dei geni responsabili delle diverse forme di Porfiria:

  • gene HMBS responsabile della Porfiria acuta intermittente,
  • gene UROS responsabile della Protoporfiria eritropoietica congenita,
  • gene UROD responsabile della Porfiria cutanea tarda,
  • gene CPOX responsabile della Coproporfiria ereditaria,
  • gene PPOX responsabile della Porfiria variegata,
  • gene FECH responsabile della Protoporfiria eritropoietica.

L’identificazione del difetto molecolare consente di confermare a livello genetico il sospetto clinico e di identificare la presenza di soggetti a rischio di sviluppare la malattia. In questi ultimi, definiti portatori asintomatici, è opportuno attuare delle norme che possano ridurre o annullare le cause scatenanti (farmaci, alcool, stress, digiuno, infezioni).

 

Per tale patologia, il nostro Ospedale IRCCS “Casa Sollievo della Sofferenza”, è stato riconosciuto “Centro di Riferimento Interregionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia della Porfiria” (Deliberazione della Giunta Regionale 10 febbraio 2008, n. 171 B.U.R.P. n. 36 del 05.03.2008), rappresenta l’unico Centro Specializzato del Sud Italia ed insieme ad altri tre Centri italiani (Roma, Modena e Milano) fa parte del “Gruppo Italiano delle Porfirie”. Inoltre, il nostro Laboratorio, in collaborazione con l’Unità Operativa di Nefrologia, ha ottenuto nel 2011 la “Certificazione Europea” partecipando alle analisi dei controlli di qualità “EPNET EQAS”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica Lunedì, 15 Aprile 2013 12:53