Emergenza COVID-19

Editoriale: Portare il lieto annunzio ai poveri

Lunedì, 08 Agosto 2005 20:17

I Salmi, libro della preghiera di sempre, hanno anche la funzione gloriosa tra tutte di accogliere cantando di gioia sia la proclamazione dell’Evangelo (nel numero 12 della nostra rivista abbiamo commentato l’Antifona al vangelo della messa propria di San Pio) che è sempre della resurrezione, sia la partecipazione alla Mensa divina. L’Antifona presuppone il Salmo e non può essere ridotta ad un semplice versetto, spesso neanche letto perché sostituito dal Canto di comunione (spesso, purtroppo, molto scadente!). L’esemplare dovremmo pensarlo così: la notte di Pasqua, in Cattedrale, sotto la presidenza del Vescovo, con la presenza dei presbiteri, dei religiosi e delle religiose e con il popolo tutto che si incammina per andare all’altare a ricevere il Corpo di Cristo, dopo che tutto il popolo ha accolto la Parola proclamata e spezzata, vero Corpo del Risorto, a sua volta. Cantando, nella gioia grande, in processione, come la vergine prudente e saggia, tutta la Chiesa va incontro allo Sposo per mangiarne le carni immacolate! Con questo quadro negli occhi e nel cuore, leggiamo ora l’Antifona di Comunione della Messa propria di San Pio, tratta da Isaia 61,1.2: «Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore...». Abbiamo preferito riportare tutto il testo del profeta e avremmo dovuto continuare con il resto del versetto 2, con il versetto 3 e poi con Is 58, 1-11 e 35, 1-6.

Scarica il testo completo

I Salmi, libro della preghiera di sempre, hanno anche la funzione gloriosa tra tutte di accogliere cantando di gioia sia la proclamazione dell’Evangelo (nel numero 12 della nostra rivista abbiamo commentato l’Antifona al vangelo della messa propria di San Pio) che è sempre della resurrezione, sia la partecipazione alla Mensa divina. L’Antifona presuppone il Salmo e non può essere ridotta ad un semplice versetto, spesso neanche letto perché sostituito dal Canto di comunione (spesso, purtroppo, molto scadente!). L’esemplare dovremmo pensarlo così: la notte di Pasqua, in Cattedrale, sotto la presidenza del Vescovo, con la presenza dei presbiteri, dei religiosi e delle religiose e con il popolo tutto che si incammina per andare all’altare a ricevere il Corpo di Cristo, dopo che tutto il popolo ha accolto la Parola proclamata e spezzata, vero Corpo del Risorto, a sua volta. Cantando, nella gioia grande, in processione, come la vergine prudente e saggia, tutta la Chiesa va incontro allo Sposo per mangiarne le carni immacolate! Con questo quadro negli occhi e nel cuore, leggiamo ora l’Antifona di Comunione della Messa propria di San Pio, tratta da Isaia 61,1.2: «Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore...». Abbiamo preferito riportare tutto il testo del profeta e avremmo dovuto continuare con il resto del versetto 2, con il versetto 3 e poi con Is 58, 1-11 e 35, 1-6.

Scarica il testo completo

nuovo-css

webcamlive

css ottobre
  twitter   facebook   youtube