Emergenza COVID-19

Editoriale Mons. D'Ambrosio n.17

Lunedì, 17 Settembre 2007 13:13

Iniziare la nostra giornata con la celebrazione dell’Eucaristia, per noi credenti ha un significato importante ed essenziale. Vogliamo riprendere la fedeltà al compito quotidiano, innalzando innanzitutto il nostro rendimento di grazie al Signore, disponendoci ad accogliere la sua Parola, partecipando al dono grande del pane di vita spezzato per noi, perché non venga a mancare la forza per il nostro cammino.

Oggi siamo qui a celebrare questa Eucaristia nel ricordo di questa particolare festa mariana, legata alla vita, alla spiritualità di Francesco d’Assisi: Santa Maria degli Angeli.

Questa piccola chiesa, la Porziuncola, dalla quale Francesco d’Assisi inizia la grande avventura di una vita nuova, che lo trasforma e lo rende padre di una moltitudine di figli e figlie che seguiranno il suo carisma, la sua proposta, la sua fedeltà al Vangelo, nella gioia e nella povertà.

Questa festa ci ricorda un singolare privilegio: il cosiddetto perdono di Assisi. Per tutti noi oggi, la misericordia del Signore concede questo dono: l’indulgenza plenaria. Questo sentirci totalmente rinnovati e rigenerati dalla misericordia di Dio, che solo può compiere questi miracoli.

Non i nostri meriti, non la nostra preghiera, ma il suo singolare sguardo di amore e di predilezione per noi figli. Egli ci vuole colmare di ogni bene e di ogni grazia. Non ci vuole escludere neanche dai particolari delle delicatezze del suo amore per noi.

Amore rivelato in Cristo Gesù, il Figlio di Maria, il figlio di Colei che fin dall’inizio si apre totalmente alla parola del Signore, e di essa si fa schiava, serva. Lo abbiamo ascoltato nel Vangelo: «Eccomi, sono la serva del Signore».

Queste parole risuonano per noi, non perché ci richiamino a un fatto del passato, ma ci fanno vivere questo evento di grazia che è per noi.

Ascoltiamo la parola di Maria, perché dobbiamo sentirci anche noi coinvolti nello stesso itinerario di fedeltà e di coesione piena alla parola con la quale il Signore raggiunge la nostra vita, e domanda a noi di renderci protagonisti della meravigliosa avventura del Regno di Dio, che è regno di pace e di salvezza per ogni uomo.

Qui siamo in tanti, come sempre, in questo luogo che ricorda a tutti noi quella esperienza di vita santa, con la quale l’epifania dell’amore misericordioso di Dio, nei nostri giorni, San Pio da Pietrelcina, ha vissuto la sua fedeltà al mistero della croce che il Signore ha voluto stampare, anche esteriormente, nella sua vita con i segni della Passione di Cristo.

Siamo tanti, pellegrini, persone che da sempre vivono un singolare rapporto con Padre Pio da Pietrelcina. In particolare, saluto e ringrazio i direttori spirituali e i coordinatori dei gruppi di preghiera che sono qui, in questi giorni, per alcune giornate di approfondimento della spiritualità, e del significato di questa grande esperienza che il Signore ha voluto suscitare nella Chiesa, attraverso il carisma di Padre Pio.

È bello sapere che noi, che aderiamo, che facciamo parte, a vario titolo, della grande famiglia di San Pio da Pietrelcina, siamo la parte, ci ha ricordato Benedetto XVI, dell’Opera di Padre Pio che bussa continuamente al cuore di Dio. Ecco il nostro impegno, ecco il nostro servizio.

Domandare, intercedere, farci voce dei fratelli, ma con delicatezza, bussando per domandare al Signore il dono della sua grazia, che la sua misericordia continui ad inondare questa nostra storia per tanti versi oscurata da segni di male e da motivi di scoraggiamento, di delusione, se non di disperazione.

Ci aiuti il Signore, nel ricordo della Vergine Santa e dei Santi nostri patroni, a vivere questa Eucaristia, con la certezza che il suo amore è con noi ed è per noi.

†Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo

Iniziare la nostra giornata con la celebrazione dell’Eucaristia, per noi credenti ha un significato importante ed essenziale. Vogliamo riprendere la fedeltà al compito quotidiano, innalzando innanzitutto il nostro rendimento di grazie al Signore, disponendoci ad accogliere la sua Parola, partecipando al dono grande del pane di vita spezzato per noi, perché non venga a mancare la forza per il nostro cammino.

Oggi siamo qui a celebrare questa Eucaristia nel ricordo di questa particolare festa mariana, legata alla vita, alla spiritualità di Francesco d’Assisi: Santa Maria degli Angeli.

Questa piccola chiesa, la Porziuncola, dalla quale Francesco d’Assisi inizia la grande avventura di una vita nuova, che lo trasforma e lo rende padre di una moltitudine di figli e figlie che seguiranno il suo carisma, la sua proposta, la sua fedeltà al Vangelo, nella gioia e nella povertà.

Questa festa ci ricorda un singolare privilegio: il cosiddetto perdono di Assisi. Per tutti noi oggi, la misericordia del Signore concede questo dono: l’indulgenza plenaria. Questo sentirci totalmente rinnovati e rigenerati dalla misericordia di Dio, che solo può compiere questi miracoli.

Non i nostri meriti, non la nostra preghiera, ma il suo singolare sguardo di amore e di predilezione per noi figli. Egli ci vuole colmare di ogni bene e di ogni grazia. Non ci vuole escludere neanche dai particolari delle delicatezze del suo amore per noi.

Amore rivelato in Cristo Gesù, il Figlio di Maria, il figlio di Colei che fin dall’inizio si apre totalmente alla parola del Signore, e di essa si fa schiava, serva. Lo abbiamo ascoltato nel Vangelo: «Eccomi, sono la serva del Signore».

Queste parole risuonano per noi, non perché ci richiamino a un fatto del passato, ma ci fanno vivere questo evento di grazia che è per noi.

Ascoltiamo la parola di Maria, perché dobbiamo sentirci anche noi coinvolti nello stesso itinerario di fedeltà e di coesione piena alla parola con la quale il Signore raggiunge la nostra vita, e domanda a noi di renderci protagonisti della meravigliosa avventura del Regno di Dio, che è regno di pace e di salvezza per ogni uomo.

Qui siamo in tanti, come sempre, in questo luogo che ricorda a tutti noi quella esperienza di vita santa, con la quale l’epifania dell’amore misericordioso di Dio, nei nostri giorni, San Pio da Pietrelcina, ha vissuto la sua fedeltà al mistero della croce che il Signore ha voluto stampare, anche esteriormente, nella sua vita con i segni della Passione di Cristo.

Siamo tanti, pellegrini, persone che da sempre vivono un singolare rapporto con Padre Pio da Pietrelcina. In particolare, saluto e ringrazio i direttori spirituali e i coordinatori dei gruppi di preghiera che sono qui, in questi giorni, per alcune giornate di approfondimento della spiritualità, e del significato di questa grande esperienza che il Signore ha voluto suscitare nella Chiesa, attraverso il carisma di Padre Pio.

È bello sapere che noi, che aderiamo, che facciamo parte, a vario titolo, della grande famiglia di San Pio da Pietrelcina, siamo la parte, ci ha ricordato Benedetto XVI, dell’Opera di Padre Pio che bussa continuamente al cuore di Dio. Ecco il nostro impegno, ecco il nostro servizio.

Domandare, intercedere, farci voce dei fratelli, ma con delicatezza, bussando per domandare al Signore il dono della sua grazia, che la sua misericordia continui ad inondare questa nostra storia per tanti versi oscurata da segni di male e da motivi di scoraggiamento, di delusione, se non di disperazione.

Ci aiuti il Signore, nel ricordo della Vergine Santa e dei Santi nostri patroni, a vivere questa Eucaristia, con la certezza che il suo amore è con noi ed è per noi.

†Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo

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