Emergenza COVID-19

Nei medici, negli infermieri e negli operatori sanitari contempliamo oggi il volto di Cristo crocifisso e risorto

Sabato, 14 Marzo 2020 13:10

La vicinanza di Padre Franco Moscone a chi, in prima linea, combatte l'emergenza sanitaria

È stata fortemente sentita da tutti i fedeli e devoti di San Pio la vicinanza di Padre Franco Moscone, Presidente dell’Opera e Arcivescovo della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, che ieri sera ha presieduto la Via Crucis nel Santuario Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, andata in onda su Padre Pio TV. «Stiamo vivendo una quaresima diversa dal solito, – ha affermato l’Arcivescovo nella sua riflessione – una quaresima segnata da vicende della storia che stanno cambiando le nostre abitudini e nostri modi di pensare. La Fede ci assicura che non stiamo vivendo un tempo di giudizio di Dio, non è l’Apocalisse, ma anche oggi possiamo assistere alla salvezza misericordiosa, dono di Gesù, Salvatore del mondo, sempre e in tutte le situazioni».

 

Si è pregato ai piedi del crocifisso dinanzi al quale San Pio ricevette le stimmate il 20 settembre 1918 la cui presenza ha voluto significare «la dolcezza e la bellezza del Cristo crocifisso e risorto, Salvatore del mondo, sempre vivo e vicino a noi anche in questo momento tanto difficile».

 

Il pensiero di Padre Franco ha toccato tutti coloro che in questo periodo sono colpiti e afflitti nel cuore a causa del Covid-19, in ognuno di costoro è visibile e contemplabile il volto incarnato di Cristo: nelle persone colpite dal virus, nelle loro famiglie, in coloro che sono stati costretti alla quarantena; e il volto di Cristo «lo contempliamo nei medici di famiglia e negli operatori del primo soccorso in trincea, con poche sicurezze e a volte senza mezzi per combattere un nemico invisibile. Lo contempliamo nei medici, infermieri, operatori sanitari e lavoratori tutti dei presidi ospedalieri diventati campi di battaglia senza orari, turni e con forze che sembrano diminuire, sempre sotto le sirene di allarmi»; il volto di Cristo lo contempliamo anche negli anziani, nei umili, negli ultimi, negli immigrati, che in questi giorni appaiono come dimenticati dalla società, ma che proseguono la loro «lunga salita al calvario».



L’appello ai Gruppi di Preghiera 

 

Non è mancato, al termine della sua riflessione, l’appello ai Gruppi di Preghiera di San Pio che in tutta Italia si sono visti divisi e “rimandati” nei loro incontri di meditazione, negli incontri diocesani e in quelli regionali a causa di questa emergenza sanitaria. A tutti loro, nati per essere fari di luce e di speranza, Padre Franco si è rivolto ancora una volta per pregare per la salvezza del mondo intero.

 

«Mi è stato detto che il Gruppo presente in Casa Sollievo della Sofferenza ha costituito una catena per coprire le 24 ore del giorno, pregando in tempi diversi nelle proprie case.

A tutti i Gruppi di Preghiera chiedo d’inventare, nella fantasia della Carità, modalità per continuare l’esperienza della preghiera e della preghiera di intercessione. Perché questa quaresima di astinenza dagli abbracci ci renda uniti in un abbraccio di preghiera calda e fervente che commuove il cuore di Dio».

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