Emergenza COVID-19

Voi infermieri siete persone da abbracciare, non da allontanare

Giovedì, 18 Giugno 2020 09:50

Il flash mob degli operatori sanitari in difesa della propria dignità

Nella mattinata del 15 giugno migliaia di infermieri e operatori sanitari hanno riempito le piazze di tutta Italia in un flash mob pacifico organizzato dall’asindacale e apolitico Movimento Nazionale Infermieri, al fine di rivendicare i diritti dell'intera categoria.

 

Anche a San Giovanni Rotondo, la centralissima Piazza dei Martiri ha ospitato decine di operatori sanitari che con un palloncino rosso tra le mani - simbolo dei colleghi mancati a causa del Covid - hanno manifestato per il diritto alla dignità.

 

flashmob1Era presente anche Padre Franco Moscone, presidente dell’Opera di Padre Pio, che in questi mesi di emergenza è stato sempre molto vicino a tutti gli operatori sanitari: «voi tutti – ha affermato nel suo breve intervento in piazza – siete stati dentro la lotta. Molti di voi hanno vissuto sulla loro carne la cattiveria di questo virus, ma voi siete stati la mano tenera per i tanti ammalati, siete i buoni samaritani che non voltano mai lo sguardo dall’altra parte, ma che si fanno carico delle sofferenze altrui. Purtroppo ci sono virus che precedono quelli biologici e che giacciono nelle nostre menti, sono chiamati pregiudizi. La mia presenza qui come vescovo e come Presidente di Casa Sollievo vuol essere segno di solidarietà con voi: spero che la nostra società non si accontenti di dire che “siete eroi”, che “andrà tutto bene”, ma sia in grado far seguire, a queste parole, dei fatti reali: la vicinanza e il rispetto nei vostri confronti. Definirvi oggi “untori”  è un crimine sociale. Non siete persone da allontanare, ma da abbracciare e vi esorto a continuare a combattere per il rispetto della vostra dignità».

 

Silvia Villani e Michele Turco, entrambi infermieri presso il reparto di Geriatria della Casa Sollievo della Sofferenza e in prima linea contro il Covid, hanno dato voce ai tanti pensieri degli operatori sanitari che in queste settimane sentono di aver perso la vicinanza dei loro connazionali:  «ci stanno definendo untori, ma non siamo e non vogliamo sentirci tali – ha affermato fortemente commossa la Villani – vorremmo che i nostri amici, i nostri familiari, la nostra società ci stia vicino, non vogliamo essere isolati. Noi qui oggi combattiamo per la nostra dignità. Abbiamo bisogno di riaverla indietro»; continua il giovane Michele Turco: «all’inizio di questa emergenza, ci è stato attribuito il termine eroi, ma a noi infermieri non è mai piaciuto e se oggi accettiamo questo appellativo è perché ci sembra doveroso, ma non sufficiente, onorare con questo titolo tutti i nostri colleghi che, a causa di questo virus, ci hanno rimesso la vita. È stato così facile definirci eroi, ma è stato altrettanto facile passare all’accusa di essere noi stessi causa di contagio. – e conclude – Oggi siamo qui con la voglia di solidarizzare con tutte le categorie che hanno dovuto fare i conti con la pandemia e le sue conseguenze».

 

Decine di palloncini rossi hanno poi colorato il cielo sangiovannese, lasciati liberi tutti insieme in memoria di chi, in questa pandemia, in cielo ci è volato solo.

 

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