Emergenza COVID-19

La donazione del latte umano durante la pandemia

Venerdì, 07 Agosto 2020 08:54

Mamme generose che senza paura hanno continuato a offrire il proprio latte ai neonati più fragili garantendo loro protezione dalle infezioni

Si conclude oggi la Settimana Mondiale dell’Allattamento, quest’anno celebrata dal 1 al 7 agosto, volta a diffondere la cultura dell’allattamento e a sensibilizzare le neo mamme all’esclusiva somministrazione di latte materno per i primi 6 mesi di vita del proprio bambino. Il latte materno è infatti l’alimento ideale per i neonati, soprattutto per i più fragili, in quanto fornisce sostanze nutritive indispensabili per la crescita e per il sistema immunitario.


In questo periodo di emergenza sanitaria, la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) presente nel nostro ospedale non ha cessato la sua attività: «la solidarietà delle mamme non si è interrotta con il lockdown – racconta la neonatologa Pasqua Quitadamo, responsabile della BLUD in Casa Sollievo della Sofferenza – e confrontando i dati di donazione alla nostra banca del latte dello scorso anno, il bilancio al momento è assolutamente a favore dell’anno in corso».


M0003109 Version 2Nel periodo di emergenza, in Terapia Intensiva Neonatale sono state messe in atto delle misure di sicurezza e prevenzione, consentendo l’accesso esclusivamente alle mamme dei piccoli degenti che, già più sensibili subito dopo il parto, sono state ulteriormente provate dall’isolamento dal resto della famiglia. Tale limitazione ha riguardato anche le donne che hanno partorito neonati a termine sani. «La particolare condizione emotiva delle madri – continua la Quitadamo – avrebbe potuto rappresentare un feedback negativo sulla produzione del latte e sull’allattamento al seno compromettendone, di conseguenza, anche la donazione».


L’allattamento al seno è stato raccomandato anche alle madri positive al Covid – adottando particolari misure precauzionali – in quanto si è ritenuto che il latte umano potesse essere protettivo anche nei confronti di questa infezione. Per tale ragione OMS, UNICEF, le società di ostetricia e ginecologia ISUOG e RCOG, l’Accademia di medicina dell’allattamento (ABM) così come le Società di Neonatologia Italiana e Spagnola e l’Unione delle Società Neonatali e Perinatali Europee hanno promosso l’allattamento al seno durante la pandemia.


In questi difficili mesi, forte è stato il timore di una riduzione o addirittura di una sospensione delle donazioni di latte materno il che avrebbe significato un’esposizione evidente dei neonati prematuri agli importanti rischi legati al non uso del latte umano (maggiore incidenza di patologie gravi come l’enterocolite necrotizzante e le sepsi). «Con grande piacere – riprende la neonatologa – abbiamo constatato che le difficoltà del momento non hanno rappresentato un motivo per limitare l’allattamento al seno e la donazione». Nel periodo pandemico più critico di febbraio-maggio, 15 generose donne hanno donato 91,250 litri, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, risultano raccolti 58, 7 litri.


In tutte le fasi dell’attività della Banca del Latte Umano Donato, (raccolta, trattamento e distribuzione), sono state adottate le disposizioni preventive previste per la consegna e il trasporto garantito dall’ospedale, dal domicilio alla banca del latte. Le istruzioni d’igiene, raccomandate sia alle puerpere che allattano sia a quelle che donano, sono diventate particolarmente stringenti e dall’inizio della pandemia per ciascuna donatrice è stata condotta un’accurata e sistematica anamnesi del rischio di infezione da Covid.


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In occasione della Giornata Mondiale per la Donazione di Latte Umano, celebrata il 22 maggio, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha ribadito l’importanza di questa pratica, rassicurando le madri sulla sicurezza della donazione presso le Banche del Latte, anche in questo periodo di pandemia: «donare il latte materno è sicuro – ha affermato il presidente SIN, Fabio Moscae invitiamo quindi le madri italiane a continuare a mostrare la loro generosità, donando il loro latte per i bambini che ne hanno più bisogno».


Il latte materno contiene fattori antivirali, dimostrati in diverse infezioni, ma anche con proprietà antinfiammatorie (lattoferrina, HMO), e dispone di centinaia di biofattori immunoregolatori: nella malattia da Covid gli aspetti più gravi sembrano legati proprio alla tempesta infiammatoria e alla sregolata risposta immunitaria, oltre che agli effetti diretti del virus. Diverse applicazioni pratiche per la prevenzione e la terapia di infezioni batteriche, virali e fungine da parte dei componenti del latte materno sono state già studiate e validate. Nel corso delle epidemie precedenti è stato dimostrato come l’uso del latte materno rappresenti una delle prime misure cruciali da adottare nelle emergenze.


«Sono convinta – conclude Quitadamo – che l’aver alimentato in questo particolare periodo i neonati con il latte umano, soprattutto i neonati più fragili, abbia rappresentato un fattore di protezione per questa infezione e anche per le altre che potranno sopravvenire nel futuro, insomma un’opportunità importante di salute da perseguire per tutti i bambini del mondo».

 

 

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LA BANCA DEL LATTE UMANO DONATO DI CASA SOLLIEVO

La nostra è una delle 38 banche del latte presenti sul territorio italiano, coordinate dall’AIBLUD (Associazione Italiana delle Banche del Latte Umano Donato). Attiva dal 2010, fino ad ora ha raccolto circa 3000 litri di latte, generosamente donato da più di 700 virtuose madri donatrici e alimentato circa 600 piccoli neonati in Terapia Intensiva Neonatale.
Particolarmente impegnata nella promozione dell’allattamento al seno e dell’alimentazione dei neonati prematuri con il latte della propria madre, da 10 anni garantisce a tutti i neonati prematuri accolti nella Terapia Intensiva Neonatale del nostro Ospedale di alimentarsi con latte umano: latte donato fino a quando non risulta disponibile il latte della propria madre e successivamente latte materno.


È stato stimato che l’uso estensivo del latte materno possa risparmiare milioni di bambini alla morte e alla morte per infezione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di alimentare i neonati esclusivamente al seno per i primi sei mesi, e poi di continuare ad accompagnare con il latte materno gli alimenti solidi fino al raggiungimento dei due anni di età e, per i neonati prematuri, di favorire l’alimentazione esclusiva con il latte umano fin dalle prime ore di nascita per lo straordinario effetto di protezione nei confronti degli agenti infettivi.

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