Emergenza COVID-19

Trattato con successo in Radiologia Interventistica un raro caso di compresenza di aneurisma carotideo e fenestrazione di una arteria intracranica adiacente

Lunedì, 23 Novembre 2020 10:41

Il giovane paziente giunto in Casa Sollievo con emorragia cerebrale è stato dimesso dopo pochi giorni dall’intervento

È stato trattato con successo dall’equipe di Radiologia Interventistica di Casa Sollievo della Sofferenza il raro caso di un paziente di 21 anni trasportato in ospedale con un’importante emorragia cerebrale in corso.

 

 

Superata la fase acuta dell’emorragia, il ragazzo è stato sottoposto ad angiografia diagnostica, che ha evidenziato la presenza di un aneurisma nel tratto terminale dell’arteria carotide intracranica associato ad una fenestrazione – ovvero un’anomalia congenita – dell’arteria comunicante anteriore.

 

aneurisma

indicato dalla freccia l'aneurisma carotideo intracranico

 

 

«La compresenza di entrambe le anomalie – ha spiegato Francesco Florio, medico responsabile dell’Unità di Radiologia Interventistica che ha coordinato l’intervento – rappresenta un caso clinico molto raro». In letteratura, infatti, sono registrati solamente 13 casi in cui entrambe le anomalie compaiono nei pazienti ben distinte, ma molto vicine tra loro.

 

Francesco Florio«L’aneurisma – ha proseguito il radiologo interventista – era collocato in una sede anatomicamente inaccessibile che rendeva impossibile il trattamento chirurgico tradizionale. In aggiunta a ciò, il paziente presentava anche delle irregolarità di decorso delle arterie che rendevano particolarmente difficile e problematico l’approccio endovascolare. Eravamo di fronte ad un caso davvero molto singolare».

 

L’intervento, totalmente riuscito, è stato eseguito da un’equipe composta dai radiologi interventisti Francesco Florio, Vincenzo Strizzi, Giovanni Ciccarese e dall’anestesista Aldo Manuali, in collaborazione con la Neurochirurgia e la Rianimazione 2.

 

Flow diverter stentNei pressi dell’aneurisma è stato collocato uno stent a diversione di flusso, posizionato per via endovascolare  a partire dall’arteria femorale. Il flow diverter stent permetterà al flusso ematico di scorrere solamente nell’arteria e di non giungere sino all’aneurisma, che pian piano andrà a trombizzarsi.

 

Grazie alle tecniche mini invasive tipiche della Radiologia Interventistica, il paziente ha avuto una veloce ripresa e un breve periodo di ospedalizzazione – dimesso dopo soli due giorni dal trattamento.

 

«La Radiologia Interventistica – conclude Florio – permette di curare i pazienti in maniera mini invasiva e senza lunghe degenze: è possibile, ad esempio, trattare un aneurisma cerebrale con ricovero di pochi giorni o ernie discali senza ospedalizzazione. È un grande vantaggio soprattutto in questo difficile periodo di emergenza sanitaria in cui poter trattare numerose patologie, senza o con minima degenza ospedaliera, appare fra gli obiettivi prioritari della sanità».

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