Emergenza COVID-19

Il Concorso dei Presepi in Casa Sollievo

Giovedì, 20 Gennaio 2022 13:48

La premiazione dei presepi che hanno aderito all'edizione 2021

È una tradizione che va avanti ormai da oltre 60 anni quella dell’allestimento del presepe in tutti i reparti di Casa Sollievo della Sofferenza nel periodo natalizio. Una tradizione fortemente voluta dallo stesso San Pio da Pietrelcina che volle un presepe permanente collocato dinanzi la cappella del II piano del suo Ospedale.

 

Quasi 50 anni fa, a questa tradizione se n’è affiancata un’altra, quella del Concorso dei Presepi di Natale in Casa Sollievo.

 

Sono numerosi i reparti che ogni anno partecipano al Concorso e nella mattinata di ieri si è tenuta la premiazione dei presepi che hanno aderito all’edizione 2021.

 

Nel saluto rivolto ai presenti, padre Franco Moscone ha affermato la sua gioia nell’aver notato che ogni anno in tutti i reparti viene allestito con grande impegno un’opera sempre nuova, sempre bella, realizzata con dedizione dagli stessi operatori sanitari: «significa aver fatto parlare il cuore - ha affermato - significa aver ricordato a tutti che Cristo in mezzo a noi è sempre presente e la sua presenza deve spingerci a guardare sempre l’ammalato con gli occhi di Cristo, a sollevarne la sofferenza, operando sempre con amore e con Dio nel cuore».

 

E con questo spirito che quest’anno in 20 si sono iscritti al concorso.

 

Hanno conquistato il podio i presepi realizzati nelle Unità Operative di Urologia (primo posto), Chirurgia Maxillo-facciale e Otorinolaringoiatria (secondo posto) e Pediatria Generale (terzo posto).

 

 

Primo posto: La panchina della speranza
Il presepe del reparto di Urologia

urologia presepe 2021

Questa panchina, simbolo fisico del posto dei dimenticati, è occupata da un senzatetto anonimo, raffigurato senza volto per lasciargli la possibilità di essere chiunque, addirittura noi stessi, seduto ricurvo, con le mani vuote, ma in posizione di accoglienza.

Dall'interno dell'uomo sporge, discreta, la natività, ad indicare che il luogo privilegiato in cui Dio ama abitare resta ancora oggi il cuore dell'uomo e questo, non a caso, l'unico punto di luce.

Si completa l'opera, poi, con uno di quei segnaposto a cui abbiamo ormai fatto l'abitudine, di quelli utilizzati per insegnarci il distanziamento necessario alla prevenzione del contagio. Stavolta pero, questo e segno di vicinanza, il tuo posto è qui dice all'osservatore, per ricordargli che si può ancora vincere l'indifferenza con un gesto tanto quotidiano quanto forte: sedersi accanto.

Questa è la nostra speranza: Dio che viene tra le nostre più disperate miserie ad insegnarci come si sta accanto all’altro.

 

Secondo posto: Amato Gargano
Il presepe della Chirurgia Maxillo-facciale e Otorinolaringoiatria

maxillo presepe 2021

“Non lasciatevi rubare la speranza. Possiamo rialzarci solo se camminiamo insieme, ciascuno per la propria parte, evitando scontri o contrapposizioni, creando alleanze con tutti coloro che amano le buone pratiche e i comportamenti virtuosi. Saremo, così, Chiesa in uscita, la società che guarda al suo futuro, i cittadini che pensano a lasciare alle generazioni future una casa comune, solida e ricca di prospettive, in questo meraviglioso territorio”.

È quanto troviamo scritto ai piedi della natività del presepe vincitore del secondo premio ed è l’invito che Padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, rivolge all’arcidiocesi da lui guidata. Sullo sfondo è visibile l’Arco di San Felice, il monumento naturale del Gargano, collocato nell'omonima baia a pochissimi chilometri da Vieste.

 

Terzo posto: il presepe tradizionale
Il presepe della Pediatria Generale

pediatria presepe 2021

È stato realizzato dagli operatori, dai genitori dei piccoli ricoverati e dalla immancabile Suor Angelina che da oltre quarant’anni presta servizio nel reparto di Pediatria. Le piccole statue, le case realizzate con cartoni e fogli-montagna ricordano i presepi costruiti in casa, con tutta la famiglia radunata attorno alla grotta. È il presepe della tradizione, quello che i bambini ricorderanno una volta diventati adulti.

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