Emergenza COVID-19

«Allattare è il regalo più grande che possiamo fare ai nostri figli ed io sono grata di essere riuscita a donare il mio latte anche a tanti altri bambini»

Giovedì, 19 Maggio 2022 10:54

Nella Giornata Mondiale per la Donazione del Latte Umano la storia di Antonia, mamma, ginecologa e virtuosa donatrice di latte

La Giornata per la Donazione del Latte Umano si celebra in tutto il mondo il 19 maggio ed ha lo scopo di sensibilizzare le neo mamme all’importanza di un gesto semplice e generoso che può aiutare tanti neonati prematuri.

 

Il latte umano materno è l’alimento ideale per i neonati soprattutto per i più fragili, poiché fornisce sostanze nutritive e fattori bioattivi indispensabili al bambino. Riduce, infatti, l’incidenza di una serie di condizioni patologiche legate alla prematurità che possono compromettere la crescita, lo sviluppo e la sopravvivenza dei neonati che nascono prima.

 

Nel 2021 a causa della pandemia, c’è stato un calo di circa il 12% del latte donato: lo ha reso noto la Società Italiana di Neonatologia e l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato.

Nel periodo più duro segnato dal Covid, la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) “Allattiamolavita” di Casa Sollievo della Sofferenza ha riportato un incremento del 3% rispetto agli anni passati (in controtendenza con il resto d’Italia e del mondo). Al tempo stesso nel 2021 ha registrato sì una fisiologica diminuzione del latte donato, ma un aumento notevole delle donatrici rispetto all’anno precedente.

 

Antonia Iacovelli latte donato

Le gemelle Anna e Maria tra le braccia di mamma Antonia e papà Alessandro con alcuni membri dello staff della Banca del Latte Donato di Casa Sollievo della Sofferenza 

 

Tra le tantissime mamme generose che ogni anno aiutano i piccoli guerrieri a crescere nelle prime settimane della loro fragile vita in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) c’è Antonia, mamma di Anna e di Maria, gemelline nate lo scorso 27 novembre in Casa Sollievo della Sofferenza.

 

«Le mie bambine sono nate alla 32a settimana e a causa della loro nascita prematura era impossibile poterle alimentare al seno» racconta Antonia, che oltre ad essere una virtuosa mamma è anche ginecologa nell’Ospedale di San Pio, dal 2020.

 

«Quando feci la prima ecografia e scoprii di aspettare dei gemelli ebbi molta paura – confessa – da ginecologa temevo il parto pretermine, di non poterle allattarle al seno e quando sono nate otto settimane in anticipo la paura è aumentata. Quando nascono i bambini prematuri – continua – la più grande sofferenza per un genitore è vederli fragili e distanti: essere sola in camera con le piccoline in terapia intensiva era davvero dura».

 

iacovelli latte donato

Papà Alessandro stringe le sue bambine pochi giorni dopo la nascita

 

Grazie al supporto delle ostetriche e dei neonatologi, suoi medici, colleghi e amici, fin dal primo giorno ha stimolato la montata lattea tentando di mantenere costante la lattazione. «Per tutti i 25 giorni di TIN – prosegue Antonia – sia Anna che Maria mangiavano una quantità di latte inferiore a quella da me prodotta per cui ho acconsentito a far congelare l’inutilizzato e deciso di donarlo alla Banca del Latte».

 

Tornata a casa con le sue bambine, Antonia non ha mai smesso di allattarle al seno riuscendo a produrre una quantità sufficiente non solo per le gemelle, ma anche per la donazione: «anche per il mio primo figlio, Michele, ho provato a donare il latte, ma non ci sono riuscita per cui la gioia che tuttora provo è inspiegabile. Inoltre, ad oggi posso dire che le bambine stanno crescendo solo ed esclusivamente grazie al mio latte e questo lo vedo come un miracolo».

 

Un recente studio[1] elaborato proprio dall’equipe di neonatologia di Casa Sollievo della Sofferenza ha dimostrato, infatti, che negli ultimi anni sono aumentati i parti gemellari e anche la percentuale di madri di gemelli che allattano grazie alla maggiore consapevolezza della sua importanza, tuttavia il 35% di queste donne ha dichiarato di aver dovuto interrompere l’allattamento al seno per un’insufficiente produzione di latte e un altro 41% lo ha interrotto a causa dello stress o delle difficoltà nella gestione dei gemelli.

 

Iacovelli mamma latte donato«Ad Antonia non è accaduto questo – spiega Pasqua Quitadamo, neonatologa e responsabile della Banca del Latte Umano Donato (BLUD) in Casa Sollievo della Sofferenza – e dalla nascita delle sue gemelle è riuscita anche a donare ad “Allattiamolavita” oltre 16 litri di latte materno».

 

Donare il latte è più semplice di quanto si possa pensare: «le donne ricevono il kit necessario per il tiraggio e la conservazione del latte in congelatore – chiarisce la neonatologa, che dal mese di marzo è entrata a far parte del comitato tecnico scientifico dell’Associazione Nazionale delle Banche del Latte –  e dopo averne raccolta una certa quantità avvisano l’equipe della BLUD e un autista parte per ritirare il prezioso prodotto a domicilio».

 

È importante sapere che la quota donata non viene tolta al proprio bambino, ma è latte in più che andrebbe sprecato e che invece se raccolto permette di salvare altre piccole vite.

 

«Da medico affermo che l’allattamento al seno è fondamentale – conclude Antonia – anche se spesso noi mamme lo vediamo come un sacrificio, ma è davvero un grande dono che possiamo fare ai nostri figli e io personalmente sono grata di essere riuscita ad allattare tutti i miei figli e al tempo stesso aver donato il mio latte per tanti altri bambini».

 

 

 

La Banca del Latte Umano Donato (BLUD)

 

banca latte donatoLe finalità di una Banca del Latte sono proprio quelle di sostenere la promozione dell’allattamento materno, garantire il latte umano ai neonati prematuri o con patologie che non hanno a disposizione il latte della propria madre e approfondire le caratteristiche, le proprietà e l’uso del latte materno, con l’obiettivo ultimo di dare ai neonati le migliori opportunità nutrizionali e di salute.

 

Negli ultimi anni la Banca del Latte Umano Donato (BLUD) “Allattiamolavita” di Casa Sollievo della Sofferenza ha condotto un’intensa attività di ricerca che ha contribuito a documentare l’unicità del latte umano nella sua composizione e come potere protettivo nei confronti di molte patologie, compresa l’infezione da Covid[2].

 

«Nella nostra Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale – afferma il medico responsabile di reparto Antonio Mondelligrazie alla Banca del Latte e soprattutto alle tante generose donatrici, viene garantita l’alimentazione esclusiva con latte umano di tutti i neonati fragili, si è osservata una diminuzione delle complicanze della prematurità e sono stati raggiunti più elevati tassi di allattamento in Terapia Intensiva Neonatale (TIN). Sono risultati importanti che ci danno grande soddisfazione e ci indicano la via per proseguire e intensificare questa preziosa attività».

 

«L’esperienza della Banca del Latte – conclude Quitadamo – ci ha anche permesso di descrivere intense storie di vita e ci ha insegnato che la principale ragione alla base della donazione è quella altruistica come forma di aiuto concreto alla sopravvivenza dei piccoli della TIN e di supporto alle madri che si son trovate a vivere un periodo particolarmente difficile della propria vita».

 

latte donato

 

[1] Feeding Twins with Human Milk and Factors Associated with Its Duration: A Qualitative and Quantitative Study in Southern Italy (Quitadamo, Comegna, Palumbo, Copetti, Lurdo, Zambianco, Gentile, Villani) Nutrients. 2021 Sep 3;13(9):3099. doi: 10.3390/nu13093099. PMID: 34578976; PMCID: PMC8464927.

[2] Anti-Infective, Anti-Inflammatory, and Immunomodulatory Properties of Breast Milk Factors for the Protection of Infants in the Pandemic From COVID-19. Quitadamo PA, Comegna L, Cristalli P. Front Public Health. 2021 Mar 2;8:589736. doi: 10.3389/fpubh.2020.589736. PMID: 33738273; PMCID: PMC7960784.

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