5xmille 2019

"Il miracolo della santità, trasformare le periferie in centro"

Lunedì, 06 Maggio 2019 13:46

ll filmato dell'omelia dell'Arcivescovo Padre Franco Moscone nella solenne concelebrazione eucaristica di ieri, 63° anniversario dall'inaugurazione di Casa Sollievo della Sofferenza. Alla Santa Messa ha partecipato anche il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Pubblichiamo il filmato dell'omelia dell'Arcivescovo Padre Franco Moscone nella solenne concelebrazione eucaristica di ieri, 5 maggio, nel 63° anniversario dell'inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza. Alla Santa Messa, celebrata nella Cappella Maggiore dell'Ospedale, hanno partecipato fedeli, Gruppi di Preghiera, i dirigenti dell'Istituto, operatori sanitari, dipendenti e il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

 

«Ringrazio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la sua presenza a Messa in mezzo a noi – ha sottolineato l’Arcivescovo – perché in qualche modo ci dice anche questo: il centro della nostra Repubblica oggi è qui. Nello stesso tempo ci dice la bellezza, la meraviglia, il lavoro di 63 anni di Casa Sollievo della Sofferenza e di 101 anni di presenza di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Questa periferia è diventata per l’umanità intera, per l’intera Chiesa, un centro di emanazione, di spiritualità e di carità, di scienza e di fede. Era il desiderio, era il progetto di Padre Pio. E oggi noi lo vediamo realizzato».

 

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Il premier Giuseppe Conte, alla sua destra il neo direttore generale della Fondazione Casa Sollievo Michele Giuliani

  

Poi, riferendosi sempre a Casa Sollievo, l’arcivescovo ha ricordato le parole di Papa Giovanni Paolo II ai Gruppi di Preghiera in piazza San Pietro, l’indomani della Beatificazione: “[...]Padre Pio la volle anzi dotata dei più avanzati strumenti scientifici e tecnologici , perché fosse luogo di autentica accoglienza, di amorevole rispetto, di efficace terapia verso ogni persona sofferente. Non è forse questo un vero miracolo della Provvidneza, che continuna e si sviluppa seguendo lo spirito del Fondatore?[...]”.

 

«A questa domanda – ha concluso padre Franco – siamo chiamati a continuare a rispondere, soprattutto noi che operiamo in questa “Casa”, diventata “Città”, “Sollievo della Sofferenza”. Dobbiamo dare agli ultimi quello che, in genere, si riserva solo ai primi».

 

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