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Le iniziative del 13 settembre, "Giornata mondiale di lotta alla sepsi"

Giovedì, 12 Settembre 2019 10:04

2 infopoint, in Ospedale e al Poliambulatorio, informeranno pazienti e operatori sanitari sui rischi della sepsi, che causa più morti dell’infarto del miocardio

La sepsi, meglio conosciuta come setticemia, è una sindrome che si presenta quando il sistema immunitario, per combattere un’infezione, perde il controllo ed inizia a danneggiare organi e tessuti. Può scaturire da infezioni comuni – polmonite, meningite, della cute e dei tessuti molli, addominali come l’appendicite –, oppure da infezioni correlate all’assistenza sanitaria. In entrambe le circostanze, se non viene riconosciuta e trattata in fretta, la sepsi può causare uno shock settico e gravi danni agli organi vitali, portando persino alla morte.

 

I sintomi

 

Secondo le stime più recenti, ogni anno la sepsi colpisce circa 27-30 milioni di individui nel mondo, causando 6-9 milioni di morti, più dei decessi per infarti del miocardio. I sintomi che devono allarmare sono i seguenti: la comparsa di pelle bluastra o con marezzature; sensazione di morte, confusione, difficoltà ad articolare le parole; febbre alta con brividi e dolore intensoanuria (nessuna produzione di urina per tutto il giorno); fiato corto e affanno.

 

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L'infopoint allestito in una delle passate edizioni della Giornata

 

Le iniziative di Casa Sollievo

 

Per informare sui rischi e prevenire la malattia sia tra i pazienti, sia negli ambienti sanitari, l’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza parteciperà, venerdì 13 settembre, alla Giornata mondiale di lotta alla sepsi, grazie alla collaborazione tra Direzione Sanitaria, Unità di Anestesia e Rianimazione I, Commissione per il CIO-Controllo delle Infezioni Ospedaliere e studenti del corso di Laurea in Infermieristica.

 

«A partire dalle ore 9 allestiremo due infopoint, uno in Ospedale, l’altro al Poliambulatorio – spiega Giovanni Merla, infermiere coordinatore della Commissione per il CIO –. Incontreremo pazienti ed operatori sanitari per distribuire materiale informativo su come prevenire la malattia e riconoscere i sintomi, che saranno replicate anche sul totem elettronico all’ingresso. Inoltre, allestiremo un box didattico per mostrare e valutare la corretta tecnica del lavaggio delle mani con frizionamento. Tutti gli operatori sanitari che si impegneranno, anche nei prossimi giorni, a diffondere queste buone pratiche nei vari reparti dell’Ospedale – ha concluso Merla –, saranno riconoscibili da un adesivo incollato sul camice».

 

L’igiene delle mani

 

Secondo la SIIARTI, Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, il 20% di sepsi ospedaliere si potrebbero prevenire con “l'igiene delle mani, il singolo fattore più importante nel ridurre il rischio di sepsi. La pratica più importante per i medici, operatori sanitari e visitatori è lavarsi costantemente le mani con gel disinfettante a base di alcool prima e dopo il contatto con un paziente”. E, soprattutto, farlo nel modo giusto rispettando i 12 passaggi indicati nell’infografica qui sotto.

 

9 Igiene delle mani previene la sepsi

 

 Per la prevenzione, inoltre, sono di fondamentale importanza anche il vaccino, ambienti puliti e sicuri, e l’uso di acqua non contaminata.

 

 

Cos’è il CIO-Comitato Infezioni Ospedaliere

 

È un servizio tecnico specialistico orientato al controllo delle infezioni ospedaliere, nato a seguito della circolare ministeriale n. 52 del 1985. Rappresenta uno strumento efficace per garantire la sicurezza del paziente, durante la sua permanenza in ospedale, e degli operatori sanitari che prestano assistenza. In Casa Sollievo il CIO è presieduto dal direttore sanitario ed è composto dai direttori di Struttura Complessa, da un segretario generale, dal responsabile del Servizio di Protezione e Prevenzione e da un Gruppo Operativo che riunisce diverse professionalità: medico legale, farmacista, microbiologo, infettivologo, responsabile della sicurezza, dirigente infermiere e infermiere epidemiologo.

 

Al CIO vengono attribuiti compiti fondamentali come, ad esempio, la sorveglianza delle infezioni nelle unità di Rianimazione, la formazione degli infermieri referenti, studi di prevalenza, corsi di addestramento e la redazione di linee guida da sottoporre ai vari operatori sanitari.

 

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