5xmille 2019

Diabete monogenico. Due laboratori diagnosticano e studiano la forma rara della malattia che colpisce il 2% dei diabetici

Giovedì, 14 Novembre 2019 13:08

In occasione della "Giornata mondiale contro il diabete", che si celebra ogni anno il 14 novembre, vogliamo presentarvi il lavoro di due importanti laboratori del nostro Istituto che lavorano costantemente per tentare di definire in maniera esatta il tipo di diabete e contribuire ad incrementare la conoscenza scientifica 

Assieme alle forme più diffuse di diabete, di tipo 2 e tipo 1, ve ne sono altre molto più rare, come ad esempio il diabete monogenico. Apparentemente colpisce circa il 2% di tutti i soggetti diabetici ed è causato da specifiche alterazioni (mutazioni) che si verificano in alcuni geni che svolgono importanti funzioni nei processi biologici che regolano i livelli di glicemia. In genere questa forma di diabete insorge nelle prime decadi di vita e spesso in età pediatrica. Poiché il diabete monogenico ha una trasmissione all’interno della famiglia che si definisce autosomica dominante (in cui un genitore affetto ha il 50% di probabilità di trasmettere la mutazione ai propri figli), nella gran parte dei casi la malattia è presente in più membri della stessa famiglia.

 

rid CSS 6948 Version 2

 

«Molti dei pazienti affetti da diabete monogenico sono diagnosticati erroneamente come affetti da diabete tipo 1 o tipo 2 – spiega Vincenzo Trischitta, medico diabetologo e professore universitario, coordinatore del LRDE, Laboratorio di Ricerca di Diabetologia ed Endocrinologia dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza –. Questi errori sono gravi perché la corretta diagnosi molecolare di diabete monogenico, oltre ad avere implicazioni utili per gli altri membri della famiglia, che possono sottoporsi alle analisi genetiche per sapere se hanno la mutazione del loro parente diabetico, può consentire anche la “personalizzazione” sia del monitoraggio della malattia sia del trattamento dell’iperglicemia. In molti casi, infatti, i pazienti con diabete monogenico possono essere trattati con la sola dieta o con ipoglicemizzanti orali senza necessitare il trattamento insulinico che sottopone il paziente al fastidio di una terapia iniettiva con più iniezioni al giorno ed al rischio di fastidiose e talvolta pericolose riduzioni dei livelli di glicemia».

 

 

rid piccola al centro p 48

 

Come si effettua la diagnosi di diabete monogenico?

La diagnosi di diabete monogenico si basa sull’indagine genetico-molecolare. «Ma prima di arrivarvi – sottolinea Trischitta – bisogna escludere che il paziente sia affetto da altre forme di diabete tramite una serie di valutazioni riguardanti la familiarità per malattia diabetica, l’età d’insorgenza del diabete, il peso corporeo,, la capacità di secernere insulina mediante il dosaggio del C-peptide,lo screening degli autoanticorpi anti-insule pancreatiche e infine la terapia in corso. Se il sospetto di diabete monogenico viene confermato si procede con l’analisi genetico-molecolare».

 

Questa può essere eseguita mediante sequenziamento di un solo gene, quando le caratteristiche cliniche del paziente ne indicano come probabile il coinvolgimento. Alternativamente, l’analisi genetico-molecolare viene eseguita tramite sequenziamento genico di ultima generazione, noto col termine di “Next Generation Sequencing”, una tecnica che permette di analizzare contemporaneamente tutti i 27 geni attualmente noti per causare diabete monogenico.

 

 

rid in basso p49

Gli operatori del Laboratorio di Ricerca di Diabetologia ed Endocrinologia dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza

 

Il LRDE copre un bacino di utenza che comprende le regioni del Sud e del Centro Italia, ed è attivamente impegnato anche nella diagnostica genetica molecolare di altre malattie monogeniche che più raramente alterano il controllo della glicemia, come le iperinsulinemie-ipoglicemie e le lipodistrofie. Il Laboratorio svolge anche attività di formazione organizzando congressi, incontri clinico-scientifici e mediante consulenze o contatti con gli operatori sanitari coinvolti.

 

Il team si riunisce ogni 15 giorni per discutere i casi in entrata, per concordare quali analisi genetiche effettuare, e in uscita, per visionare i risultati ottenuti e concordare i referti da rilasciare. Quando necessario, i risultati ottenuti e la loro refertazione sono discussi anche con il medico che ha richiesto l’esame e con i pazienti interessati.

 

La ricerca sul diabete monogenico

Nel nostro Istituto, l’attività di ricerca su questa forma di diabete è svolta dall’ URMMC, Unità di Ricerca sulle Malattie Metaboliche e Cardiovascolari presso l’Istituto Casa Sollievo-Mendel di Roma. Negli ultimi 10 anni, l’URMMC ha contribuito ad importanti passi avanti che riguardano sia la classificazione del diabete dell’adulto sia l’identificazione di nuovi geni in grado di causare la malattia.

 

rid mendel 20190909 114819 Version 2

 

«Di particolare rilevanza è stata l’osservazione che – sottolinea Sabrina Prudente, biologa molecolare che coordina il laboratorio assieme al professor Trischitta – tra i pazienti adulti cui era stato diagnosticato un diabete di tipo 2, una percentuale di almeno il 3% è invece affetto da una forma di diabete multigenerazionale, presente cioè all’interno di famiglie in almeno 3 generazioni, che molto ricorda la trasmissione autosomica dominante del diabete monogenico. Studiando questi particolari pazienti e i loro familiari dal punto di vista genetico abbiamo evidenziato che solo circa un quarto di essi aveva mutazioni in uno dei 27 geni noti per causare il diabete monogenico. Quest’osservazione, non solo ha permesso di modificare l’attuale classificazione del diabete, introducendo la nuova forma di diabete familiare dell’adulto (Familial Diabetes of the Adulthood, FDA, in inglese) ma anche acceso i riflettori su quei pazienti e le loro famiglie che nonostante la trasmissione familiare della malattia non sono portatori di mutazioni nei geni del diabete monogenico».

 

 

rid mendel gruppo 20190909 114034 Version 2

L'Unità di Ricerca sulle Malattie Metaboliche e Cardiovascolari dell'Istituto Casa Sollievo-Mendel di Roma

 

Individui e famiglie che sono diventati una risorsa quasi unica per l’identificazione di nuovi geni in grado di alterare il metabolismo del glucosio e di causare quindi il diabete. Grazie allo studio di questi pazienti l’Unità di ricerca ha recentemente scoperto due nuovi geni-malattia responsabili del diabete familiare dell’adulto.

 

«Questa ricerca riveste già oggi un significato molto importante, non solo per le nuove conoscenze che si acquisiscono sulla eterogeneità della malattia diabetica, ma anche sul versante clinico-diagnostico – continua Prudente –. Infatti, la scoperta di nuovi geni-malattia ci permette di arricchire l’offerta diagnostica ai pazienti e successivamente, in alcuni casi, di poter offrire un trattamento personalizzato basato sulla conoscenza del difetto genetico alla base della malattia. Infine, la scoperta di nuovi geni-malattia è di fondamentale importanza per la scoperta di nuovi meccanismi di malattia e per lo sviluppo di nuovi farmaci che li intercettino, correggendoli».

 

Risultati raggiunti grazie al lavoro dei ricercatori, sostenuti dall’Istituto, ma anche con la grandissima disponibilità di pazienti e famiglie che si mettono gratuitamente a disposizione della ricerca con la consapevolezza che il loro dono sarà prezioso per se stessi e soprattutto per molti altri che in futuro potrebbero beneficiare delle scoperte ottenute.

nuovo-css

webcamlive

  twitter   facebook   youtube