5xmille 2019

“Da questa sera ha inizio la mia grande opera terrena”

Giovedì, 09 Gennaio 2020 12:54

Così Padre Pio, esattamente 80 anni fa, al termine del primo comitato per costruire la Casa Sollievo della Sofferenza. Era il 9 gennaio del 1940

La casa Sanvico-Sanguinetti, dove tutto ebbe inizio La casa Sanvico-Sanguinetti, dove tutto ebbe inizio

Esattamente 80 anni fa, era il 9 gennaio del 1940, nasceva il primo comitato per costruire “la clinica secondo le intenzioni di Padre Pio”. L’incontro informale, a cui parteciparono i figli spirituali e le persone più vicine al Santo, si tenne nel villino prefabbricato Sanvico-Sanguinetti, tutt’ora esistente in viale Cappuccini.

 

Dalla cronaca dell’epoca che abbiamo trovato in archivio, puntualmente redatta da Gherardo Leone, si leggono i partecipanti alla riunione. Vi erano Ida Seitz, Carlo Kisvarday, Mario e Maria Antonietta Sanvico. Si procedette subito alla distribuzione ufficiale degli incarichi. Un’idea così bella, e al tempo stesso complessa, richiedeva una puntuale organizzazione.

 

09 01 1940 primo versamento

La prima sottoscrizione per costruire la "Clinica"

 

“Con l’ausilio della Provvidenza – si legge nel verbale di quel giorno –  il comitato è così costituito: il Fondatore dell’Opera: Padre Pio da Pietrelcina (che momentaneamente desidera non essere nominato); Segretario: dottor Mario Sanvico; Cassiere contabile: dottor Carlo Kisvarday; Tecnico medico: dottor Guglielmo Sanguinetti; Direttrice organizzazione interna: signorina Ida Seitz. Si conviene che tutto ciò che dovrà essere attuato dovrà essere sottoposto al consiglio del Padre. Farsi dare dal Padre il motto che dovrà essere la divisa del comitato”.

Moneta Marengo

L'obolo di Padre Pio. Un marengo d'oro tutt'ora custodito nel piccolo museo dell'Ospedale, assieme ad altre reliquie del Santo

 

Terminata la riunione, Sanvico e Kisvarday si recarono in convento per riferire le novità al Frate. “Da questa sera – disse Padre Pio – ha inizio la mia grande opera terrena. Anch’io voglio offrire il mio obolo”. Cercò nelle tasche del saio e tirò fuori una monetina d’oro che aveva ricevuto in dono da un fedele. Iniziò così la raccolta fondi a cui parteciparono subito i membri del comitato. Raccolsero solo mille e settanta lire.

 

Pochi giorni dopo, precisamente il 14, Padre Pio comunicò a Mario Sanvico il nome da dare alla sua opera: “Casa Sollievo della Sofferenza”.

 

padre pio e sanvico cut

Mario Sanvico con Padre Pio

 

Così scrive Gherardo Leone: “Padre Pio era ben cosciente che si era davvero agli inizi di qualcosa di concreto. Quegli uomini gli davano affidamento. Non erano più gli incerti, refrattari uomini di qualche anno prima. Ma gente attiva, capace, e soprattutto piena di fede. Li aveva preparati da tempo, c’è da pensarlo, al quel compito. Individualmente aveva detto loro: ’Stai qui’. Avevano obbedito, preparandosi una base per frequentare più assiduamente San Giovanni Rotondo, in attesa di trasferirsi per sempre”.

 

Forse, la cosa più sorprendente fu che nemmeno il dolore, la povertà e le difficoltà della seconda guerra mondiale riuscirono a bloccare i preparativi e la raccolta fondi che raggiunse la cifra di un milione e mezzo di lire. La prima pietra e i primi colpi di piccone alla montagna furono dati il 19 maggio del 1947.

 

Il resto è storia d’oggi. Una storia che nasce da un’idea un po’ folle: curare i malati e i poveri di San Giovanni Rotondo e del Gargano che non erano in grado di permettersi delle cure dignitose. Ma si trattava di un’idea di un Santo, sostenuta dalla carità di tanti uomini e donne, e benedetta dalla Provvidenza.

 

via crucis

Viale Cappuccini negli anni 40, prima dell'edificazione dell'Ospedale

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