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La Donazione di Sangue

Il nostro Ospedale dispone di un servizio trasfusionale dove è possibile donare sangue intero, e anche solo singoli emocomponenti (plasma, piastrine) mediante donazione in Aferesi.
Il servizio trasfusionale è dotato anche di una equipe sanitaria mobile per la raccolta esterna del sangue nei vari centri cittadini del territorio.

PICCOLA GUIDA ALLA DONAZIONE DI SANGUE

 
Perché donare il sangue?
Chi ha bisogno del nostro sangue?
Dove rivolgersi per donare il sangue?
Chi può donare il sangue?
Cosa succede prima della donazione?
Quanto tempo dura la donazione?
Cosa succede al termine della donazione?
Ogni quanto tempo si può donare?
Quali vantaggi ci sono per il donatore?
Ci sono rischi per il donatore?
Quali sono i rischi per il paziente trasfuso?
Quali misure vengono messe in atto per garantire il paziente ricevente dal rischio di trasmissione di virus pericolosi per la sua salute?
Quali sono i diritti dei lavoratori dipendenti o autonomi che intendono fare una donazione di sangue?

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Perché donare il sangue?
Il sangue è un tessuto fluido, indispensabile alla vita e soprattutto non riproducibile artificialmente. Attualmente non esiste un mezzo che lo possa sostituire, l’unico modo per ottenerlo per le trasfusioni è attraverso un atto di responsabilità, sensibilità e amore per il prossimo che ci farà sentire fieri di noi stessi: la donazione.
Il suo larghissimo impiego terapeutico rende il sangue sempre insufficiente. Non c'è istituzione o singolo che, da solo, possa far fronte a questa perenne emergenza che può essere superata solo con la consapevolezza e la solidarietà di tutti i cittadini.
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Chi ha bisogno del nostro sangue?
Con una singola donazione di sangue è possibile curare più di un paziente contemporaneamente: l’ammalato che necessita di globuli rossi, l’ammalato che necessita di piastrine, e quello a cui serve il plasma.
Per alcuni ammalati ed alcune malattie, la trasfusione di sangue è letteralmente e realmente un trattamento salvavita.
Ricordiamo alcuni casi:
- pazienti politraumatizzati, come ad esempio le vittime di incidenti stradali
- soggetti che devono sottoporsi a trapianti (di midollo osseo, di fegato, etc .... )
- pazienti anemici cronici congeniti (Talassemici)
- adulti e bambini oncoematologici in trattamento chemio-radioterapico (leucemie, linfomi, etc. .... )
- repentine e imponenti emorragie gastro-intestinali o del post-partum
- grossi interventi chirurgici
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 Dove rivolgersi per donare il sangue?
Si può donare il sangue oltre che in Casa Sollievo della Sofferenza oopure presso la sede di una delle associazione di donatori volontari presenti nel luogo di residenza (AVIS, FRATRES,….).
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Chi può donare il sangue?
Per donare sangue bisogna avere i seguenti requisiti:
- età compresa tra i 18 e i 65 anni
- buone condizioni fisiche generali
- peso non inferiore ai 50 chilogrammi
Donare il sangue è un atto di carità cristiana e di solidarietà umana nonché di sensibilità e responsabilità nei confronti degli altri e di sé stessi, perché involontariamente con il proprio sangue è possibile purtroppo trasmettere malattie.
Pertanto le persone, che per le loro abitudini di vita sono soggette a comportamenti a rischio di trasmissione di malattie infettive (assunzione di sostanze stupefacenti, alcolismo, rapporti sessuali a rischio, rapporti sessuali o convivenza con soggetti positivi per epatite B, epatite C o AIDS, ma anche l'esecuzione di tatuaggi o piercing da meno di tre mesi) è bene che si autoescludano dall’atto della donazione.
Infatti, la trasmissione di malattie infettive tramite la trasfusione, non porta il beneficio atteso e può risultare particolarmente dannosa, soprattutto in alcune categorie di pazienti (soggetti immunodepressi, con malattie ematologiche o oncologiche, neonati, ed anziani).
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Cosa succede prima della donazione?
Ci si presenta al mattino dalle 8.30 alle 11.00 presso la struttura trasfusionale a digiuno. E’ possibile bere acqua o the, o caffè, ma non ingerire latte né cibi solidi.
Si prende visione del messaggio illustrativo sulla donazione e si è invitati a compilare un questionario informativo che verrà completato nella successiva fase di colloquio e visita medica con il medico specialista.
Si è sottoposti al controllo ematologico mediante la determinazione dell’emocromo su un campione di sangue prelevato dal dito o da una delle vene del braccio.
Si ha infine il colloquio con il medico specialista con rilevamento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, e relativa visita medica, a seguito della quale viene formulato il giudizio di idoneità alla donazione.
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Quanto tempo dura la donazione?
L’atto del prelievo del sangue donato, che nella misura prevista dalla legge è di 450 ml, corrispondente al 10% circa del volume ematico totale presente nell’organismo, dura 10-12 minuti, e viene eseguito da personale sanitario specificamente addestrato, con le massime garanzie di sicurezza e sterilità, adoperando materiali e kit assolutamente sterili e monouso.
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Cosa succede al termine della donazione?
Il donatore viene invitato a rimanere presso la struttura per un periodo di osservazione di pochi minuti durante il quale viene offerto un ristoro utile a reintegrare liquidi e zuccheri.
Il sangue prelevato verrà sottoposto ad una accurata serie di analisi e i risultati di queste saranno comunicati presso il domicilio del donatore. Se dalle analisi effettuate emergeranno controindicazioni di qualunque tipo, il sangue prelevato non verrà ritenuto idoneo per la trasfusione.
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Ogni quanto tempo si può donare?
Si può donare regolarmente senza alcun danno, perché l’organismo reintegra rapidamente il sangue donato. I prelievi comunque si effettuano a intervalli non inferiori ai 90 giorni, tempo necessario al ripristino dei depositi di ferro mobilizzati dalla donazione, gli uomini possono donare quattro volte l'anno, le donne in età fertile due volte l'anno ma non durante la gravidanza o il ciclo mestruale.
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 Quali vantaggi ci sono per il donatore?
Donare sangue periodicamente garantisce ai donatori un controllo costante del loro stato di salute, attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio che si fanno ad ogni donazione.
Si potrà così vivere con maggiore tranquillità sapendo che il controllo periodico potrà mettere tempestivamente in evidenza patologie latenti.
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 Ci sono rischi per il donatore?
Donare il sangue non comporta alcun rischio per il donatore. L’organismo riproduce il sangue prelevato nel giro di 15- 20 giorni, mentre il compenso immediato è garantito dalla ridistribuzione dei liquidi e delle cellule ematiche (rossi,bianchi e piastrine) normalmente giacenti nei cosiddetti “depositi” (spazi extravascolari, milza, fegato,…).
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 Quali sono i rischi per il paziente trasfuso?
Il rischio più temuto per i pazienti trasfusi è quello infettivo, ovvero la trasmissione di virus, e in modo particolare dell’HIV (virus responsabile dell'AIDS), dell’HBV (virus responsabile dell'epatite B) e dell’HCV (virus responsabile dell'epatite C). Il periodo d'incubazione di queste malattie infettive è piuttosto lungo e non determina, di regola, apparenti sintomi clinici o alterazioni degli esami di laboratorio.
Grazie alle nuove tecniche di biologia molecolare, oggi i test di laboratorio per la diagnosi di queste malattie sono estremamente efficaci e consentono di rilevare la presenza del virus nel sangue poco tempo dopo l'infezione. Tuttavia, esiste un piccolo lasso di tempo in cui il virus pur essendo presente nell'organismo non è rilevabile dai test di laboratorio: è il cosiddetto "periodo di finestra diagnostica".
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 Quali misure vengono messe in atto per garantire il paziente ricevente dal rischio di trasmissione di virus pericolosi per la sua salute?
La procedura di donazione prevede una serie di misure di sicurezza che tengono conto di molti fattori, tra cui l’attenzione assoluta all’igiene degli ambienti, l’utilizzo di materiale rigorosamente sterile e monouso, le analisi dei campioni del sangue prelevato, effettuate con tecniche di biologia molecolare che consentono di ridurre il cosiddetto "periodo di finestra diagnostica",rigorosi controlli di qualità, il rispetto delle disposizione di legge previste in materia.
Però, chi ha intenzione di donare il sangue deve ricordare sempre che la salute del ricevente è pure nelle sue mani: solo lui, infatti, puoi fornire le garanzie necessarie sul proprio stile di vita e il proprio stato di salute.
Per questo è importante compilare in maniera assolutamente veritiera e accurata il questionario che viene sottoposto al donatore nella fase di pre-selezione. Il colloquio con il medico trasfusionista è quindi un momento fondamentale per valutare eventuali controindicazioni alla donazione.
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 Quali sono i diritti dei lavoratori dipendenti o autonomi che intendono fare una donazione di sangue?
I donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione. I relativi contributi previdenziali sono accreditati ai sensi dell'art. 8 della legge 23 Aprile 1981, n. 155. e della legge 107 del 4 maggio 1990, art. 13.
I lavoratori autonomi hanno la garanzia di un accesso preferenziale presso il nostro centro trasfusionale per ridurre al minimo il periodo di assenza dal lavoro.
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Ultima modifica Martedì, 03 Settembre 2013 13:34

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