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Il Fondatore, i discorsi

La catechesi di Padre Pio basata sul sollievo della sofferenza e sui gruppi di preghiera, veniva svolta in maniera diretta, semplice e concreta durante le confessioni, nelle conversazioni, negli incontri che aveva con il personale della Casa Sollievo, e con i semplici fedeli.

L’espressione scritta del pensiero di Padre Pio sulla sua opera di sollievo della sofferenza e sui gruppi di preghiera è rappresentata fondamentalmente da tre documenti.

  • Sulla terra è stato deposto un seme, 5 maggio 1956 - discorso dell’inaugurazione di Casa Sollievo della Sofferenza
  • Padre Pio ai suoi figli, 5 maggio 1957 - discorso del primo anniversario di Casa Sollievo della Sofferenza
  • La parola del Padre ai suoi figli, 5 maggio 1966 - discorso del decennale di Casa Sollievo della Sofferenza


I primi due sono stati pronunziati direttamente da Padre Pio. Il terzo, da lui scritto in occasione del decennale di Casa Sollievo della Sofferenza, fu letto dal cardinale Giacomo Lercaro, che celebrò la Messa a cui Padre Pio dovette solo assistere perché provato dalle dolorose vicende della visita apostolica e per le sue non buone condizioni di salute.


 

SULLA TERRA È STATO DEPOSTO UN SEME

Signori e fratelli in Cristo, la Casa Sollievo della Sofferenza è al completo. Ringrazio i benefattori d'ogni parte del mondo che hanno cooperato. Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio.

È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà con i suoi raggi d'amore. Una nuova milizia fatta di rinunzie e d'amore sta per sorgere a gloria di Dio, e a conforto delle anime e dei corpi infermi.

Non ci private del vostro aiuto, collaborate a questo apostolato di sollievo della sofferenza umana, e la Carità Divina che non conosce limiti e che è luce stessa di Dio e della Vita Eterna accumulerà per ciascuno di voi un tesoro di grazie di cui Gesù ci ha fatti eredi sulla Croce.

Quest'Opera che voi oggi vedete è all'inizio della sua vita, ma per poter crescere e diventare adulta questa creatura ha bisogno di alimentarsi e perciò essa si raccomanda ancora alla vostra generosità affinché non perisca d'inedia e divenga la città ospedaliera tecnicamente adeguata alle più ardite esigenze cliniche e insieme ordine ascetico di francescanesimo militante.

Luogo di preghiera e di scienza dove il genere umano si ritrovi in Cristo Crocifisso come un solo gregge con un sol pastore.

Una tappa del cammino da compiere è stata fatta. Non arrestiamo il passo, rispondiamo solleciti alla chiamata di Dio per la causa del bene ciascuno adempiendo il proprio dovere: io, in incessante preghiera di servo inutile del Signore nostro Gesù Cristo, voi col desiderio struggente di stringere al cuore tutta l'umanità sofferente per presentarla con me alla Misericordia del Padre Celeste; voi coll'azione illuminata dalla Grazia, con la liberalità, con la perseveranza nel bene, con la rettitudine d'intenzione.

Avanti in umiltà di spirito e col cuore in alto. Il Signore benedica chi ha lavorato e chi lavora e chi lavorerà per questa Casa e rimuneri a mille e mille doppi in questa vita tutti voi e le vostre famiglie, e con la gioia etema nell'altra.

Vogliano la Santissima Vergine delle Grazie ed il serafico Padre san Francesco dal Cielo, ed il Vicario di Cristo il Sommo Pontefice in terra, intercedere perché siano esauditi i nostri voti.


PADRE PIO AI SUOI FIGLI

 

Sia benedetto il Signore. L'Opera che l’anno scorso avete visto all'inizio della sua vita, oggi compie il suo primo anno.

La Casa Sollievo della Sofferenza ha già aperto le sue braccia a varie migliaia di corpi e di spiriti infermi, facendo beneficiare della vostra carità tutti indistintamente i suoi ricoverati, dai più dotati ai meno abbienti, somministrando a tutti, in misura generosa, i mezzi dei quali è stata da voi dotata.

Dio ha riscaldato con i suoi raggi d'amore il seme deposto. Dal suo nascere ad oggi, l'Opera, per avere il suo assetto giuridico, ha dovuto chiedere delle prestazioni alla carità di persone generose, alle quali esprimo qui tutta la mia riconoscenza. Oggi, per disposizione del Santo Padre, l'Opera ha la sua autonomia. L'Augusto Pontefice, con munificenza provvida e sollecita, ha disposto sovranamente che essa abbia un assetto giuridico corrispondente agli scopi che vi presiedono.

Il Santo Padre ha concesso che essa abbia una nuova sistemazione del suo patrimonio immobiliare e che i suoi beni siano dati in uso alla Congregazione del Terz'Ordine Francescano di Santa Maria delle Grazie, perché ne possa assumere la gestione. Nella Casa Sollievo della Sofferenza si è pregato sempre assiduamente per l'Augusta Persona del Vicario di Cristo. Oggi, con quest'atto sovrano, la Casa Sollievo è impegnata da doveri di singolare riconoscenza per Pio XII, che ne ha segnato i primi atti di vita.

Da oggi riprendiamo la seconda tappa del cammino da compiere.

Il cammino da compiere è questo: l'Opera si raccomanda ancora alla vostra generosità perché divenga una città ospedaliera tecnicamente adeguata alle più ardite esigenze cliniche.

La Casa dovrà aumentare il numero dei suoi letti. Ad essa dovranno aggiungersi due case, una per donne e una per uomini, dove gli spiriti e i corpi affaticati e stanchi vengano al Signore e ne abbiano da Lui sollievo.

Un Centro di studi intercontinentale dovrà coadiuvare i sanitari a perfezionare la loro

cultura professionale e la loro formazione cristiana.

Dobbiamo completare la sistemazione di quest'Opera perché essa diventi tempio di preghiera e di scienza, dove il genere umano si ritrovi in Gesù Crocifisso come un solo ovile sotto un solo pastore.

I figli dell'Opera, che in ogni parte del mondo si riuniscono a pregare in comune, secondo lo spirito del Serafico Padre san Francesco e secondo le direttive e le intenzioni del Papa, dovranno trovare qui la casa comune dei loro gruppi di preghiera; i sacerdoti troveranno qui un cenacolo per loro; gli uomini, le donne, le religiose troveranno qui delle case per curare ancor più la loro formazione spirituale e la loro ascesa a Dio, perché nella fede, nel distacco, nella dedizione vivano l'amore di Dio, consumazione della perfezione cristiana.

L'amore è l'attuazione e la comunicazione della vita sovrabbondante che Gesù dichiarò di essere venuto a dare. Ascoltiamo l'invito di Lui: “Siccome il Padre ha amato me, anch'io ho amato voi; rimanete nel mio amore”. Gesù affianca all'attività di Maestro divino l'attività di medico risanatore. Egli è l'autore della vita, che, morto una volta, regna vivo.

Quest'Opera, se fosse solo sollievo dei corpi, sarebbe solo costituzione di una clinica modello, fatta con i mezzi della vostra carità,  straordinariamente generosa. Ma essa è stimolata e incalzata ad essere richiamo operante all'amore di Dio, mediante il richiamo della carità.

Il sofferente deve vivere in essa l'amore di Dio per mezzo della saggia accettazione dei suoi dolori, della serena meditazione del suo destino a Lui. In essa l'amore a Dio dovrà corroborarsi nello spirito del malato, mediante l'amore a Gesù Crocifisso, che emanerà da coloro che assistono l'infermità del suo corpo e del suo spirito.

Qui, ricoverati, medici, sacerdoti saranno riserve di amore, che tanto più sarà abbondante in uno, tanto più si comunicherà agli altri.

I sacerdoti e i medici, vincolati alloro esercizio di carità verso i corpi infermi, sentiranno lo stimolo cocente di rimanere anch'essi nell'amore di Dio, perché, essi e i loro assistiti, abbiano tutti un'unica dimora in Lui, che è Luce e Amore.

Tutto il genere umano possa sentirsi chiamato a collaborare a questo apostolato tra l'umanità sofferente e che tutti secondino lo stimolo dello Spirito: essi avranno da Gesù la gloria che il Padre dette a Lui, e saranno in Lui una sol cosa: “Io in loro e Tu in Me, affinché la loro unità sia perfetta e il mondo riconosca che Tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato Me”.

Maria Santissima delle Grazie, che è la Regina alla quale ogni giorno e più volte al giorno manifestiamo il nostro amore e alla quale chiediamo assistenza materna, regni sempre sovrana nella città che sorgerà intorno al Suo Tempio, e assista voi tutti.

La Madonna scaldi l'amore dei figli verso il Vicario di Gesù Cristo in terra, e un giorno ci mostri Gesù nello splendore della Sua Gloria.

 


LA PAROLA DEL PADRE AI SUOI FIGLI

 

Miei cari figli d'Italia e del mondo, a voi tutti, vicini e lontani, pace e benedizione dal Signore.

Nel rivolgervi la parola in questa solenne e memorabile giornata, il mio animo è ripieno di grande commozione nel constatare l'opera della Divina Provvidenza che in questi dieci anni, in modo veramente prodigioso, si è manifestata così largamente benefica a pro della “Casa Sollievo della Sofferenza”.

Riguardando indietro fino alle umili origini e ripensando come tutto sia nato dal nulla, risalta maggiormente il miracolo della fede e della carità di cui quest'Opera rende testimonianza davanti agli occhi di tutto il mondo. Siano rese infinite grazie al Signore e alla Vergine santa, e siano benedetti tutti quelli che in qualunque modo hanno cooperato alla nascita e allo sviluppo dell'Opera.

Figli miei benedetti, vi ringrazio con tutto il cuore per il dono della vostra generosità, per i sacrifici compiuti, per l'interesse e le premure avute: poiché voi siete stati gli strumenti nelle mani di Dio per la realizzazione di questa “Casa”, in cui le anime e i corpi di tanti nostri fratelli ammalati vengono curati e guariti, mediante l'opera sacerdotale, sanitaria, spirituale e sociale di tutta la organizzazione ospedaliera.

Il mio commosso ricordo e ringraziamento va anche a quelli che fin dalla prima ora collaborarono all'attuazione di quest'Opera ed ora dal Cielo, dove sono andati a ricevere il premio della loro generosa carità, continuano a prestare la spirituale assistenza alla “Casa Sollievo della Sofferenza”.

Ma il mio ricordo e paterno pensiero si rivolge in modo tutto particolare ai Gruppi di Preghiera, ormai diffusi nel mondo e qui presenti oggi, in occasione del decennale della “Casa”, per il loro secondo Convegno Internazionale.

Essi, affiancati alla “Casa del Sollievo”, sono le posizioni avanzate di questa Cittadella della carità, vivai di fede, focolai d'amore, nei quali Cristo stesso è presente ogni qual volta si riuniscono per la preghiera e l'Agape Eucaristica, sotto la guida dei loro Pastori e Direttori spirituali.

È la preghiera, questa forza unita di tutte le anime buone, che muove il mondo, che rinnova le coscienze, che sostiene la “Casa”, che conforta i sofferenti, che guarisce gli ammalati, che santifica il lavoro, che eleva l'assistenza sanitaria, che dona la forza morale e la cristiana rassegnazione alla umana sofferenza, che spande il sorriso e la benedizione di Dio su ogni languore e debolezza.

Pregate molto, figli miei, pregate sempre, senza mai stancarvi, perché è proprio alla preghiera che io affido quest'Opera, che Dio ha voluto e che continuerà a reggersi e prosperare mercé l'aiuto della Divina Provvidenza ed il contributo spirituale e caritativo di tutte le anime che pregano.

Il Signore Onnipotente e Misericordioso, che accetta per Se stesso ogni beneficio fatto ai fratelli sofferenti, Vi ricompensi a mille doppi, con una misura piena, pigiata, sovrabbondante.

Come pegno di spirituale riconoscenza e gratitudine offro per tutti voi la mia preghiera e sofferenza quotidiana, il ricordo nel Santo Sacrificio della Messa, in cui vi presento davanti al Trono della Divina Maestà, implorando grazie e benedizioni per tutti; in modo particolare per gli ammalati di “Casa Sollievo” e per tutti gli ammalati del mondo spiritualmente accomunati in una sola famiglia dai vincoli del dolore e della carità, esortandoli a sopportare cristianamente la loro sofferenza in unione ai patimenti di Gesù e della Vergine Santa.

Sia lodato Gesù e Maria!

Ultima modifica Venerdì, 07 Novembre 2014 11:25