5xmille 2019

Il fondatore, la sua vita in breve

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Provvedimenti restrittivi della Santa Sede

Padre Pio si trovava al centro non solo del clamore suscitato involontariamente nelle folle da quell'evento prodigioso accaduto sul suo corpo, ma anche di aspri con- trasti e polemiche riguardanti la sua stessa personalità di religioso.

Messa in discussione, perfino con calunnie, soprattutto da una parte del clero della zona che faceva capo alla diocesi di Manfredonia, dove un vescovo poco benevolo nei suoi riguardi lo metteva in luce sfavorevole presso la Santa Sede.

D'altra parte i sostenitori di Padre Pio non usavano mezze misure per difenderlo, ri- torcendo le accuse infamanti sui suoi avversari con dossier esplosivi. E con agitazioni popolari quando la Santa Sede cominciò ad emanare provvedimenti su Padre Pio, dap- prima solo giudicando non di natura soprannaturale ciò che gli era accaduto, e in più riprese sconsigliando di andare da lui. Poi nel 1931, isolandolo all’interno della clausu- ra del convento, con il vietargli le confessioni, la celebrazione della messa in pubblico, la corrispondenza cui era solito e i contatti abituali con i fedeli.

Una prigionia di fatto, durante la quale Padre Pio celebrava Messa in una cappellina interna e s'intratteneva solo con i confratelli e con qualche visitatore amico.

Ci furono anche momenti di autentica sommossa quando si sparse la voce che Padre Pio stava per essere trasferito, e il convento fu assalito, con grave rischio di chi era stato indicato come esecutore dell'ordine di trasferimento.

Vera o falsa che fosse la notizia di quell'ordine, fu istituita, dai sangiovannesi, una sorveglianza a turni, giorno e notte, sul convento.

 

Padre Pio liberato

 

La clausura esasperata durò circa due anni. Finalmente, nel giugno del 1933, giunse per Padre Pio il permesso di poter riprendere a celebrare la messa in pubblico e confessare. Se non ricredutosi del tutto sul suo conto, per lo meno il Sant'Uffizio ave- va ritenuto fuori discussione la personalità di religioso di Padre Pio, e questo era im- portante. Cosi dopo la bufera, Padre Pio riprese i contatti pubblici con i fedeli e poté dirigere con più tranquillità le anime, pur non potendo dedicarsi come prima a una corrispondenza vera e propria, perché il divieto permaneva.

Ma i suoi figli spirituali s'andavano moltiplicando, un po' in tutte le regioni, e ce n'era- no di quelli che venivano assiduamente da lui trascorrendo qualche giorno, e anche in- tere settimane a San Giovanni Rotondo. Dove tutto, in quegli anni, era semplice e ge- nuino, per nulla toccato dal cosiddetto progresso. Un paese che conservava un tenore di vita antico, con usanze, tradizioni, caratteristiche originarie; e offriva ai forestieri, nelle proprie case, un'ospitalità fraterna e schietta. Non c'era nulla, allora, tra il con- vento e il paese: nessun abitato, e la strada era poco più che una mulattiera, faticosa e in saliscendi che bisognava percorrere a piedi, praticata com'era solo dai carretti che trasportavano ghiaia e sabbia prelevata dalle cave dietro al convento e dai carri coperti, tirati dai cavalli che venivano a volte dal circondario. Rarissime, autentici avvenimenti, le automobili che affrontavano le scoscesità della strada con qualche visitatore illustre.


Ultima modifica Venerdì, 07 Novembre 2014 09:55

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