5xmille 2019

Il fondatore, la sua vita in breve

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I carismi: il profumo

 

Ma che cosa aveva di speciale Padre Pio per catalizzare intorno a sé tanto inte- resse e tanta venerazione? oltre le piaghe come il crocifisso, che rimanevano nelle ma- ni, abitualmente coperte da mezzi guanti color marrone, che si toglieva solo per cele- brare?

Sarebbero bastate solo queste per farlo apparire come un essere superiore, perché quelle piaghe emanavano a volte un profumo inconfondibile, che inondava i presenti, e veniva avvertito, in certe circostanze, anche da persone in paesi lontani.

E già questo era miracoloso. Si ambiva, subito dopo la messa, riuscire a baciarle prima che in sagrestia si rimettesse i guanti. E si ricercava sul bancone dove si vestiva e si spogliava le crosticine che nel togliere e nel rimettere i guanti vi cadevano sopra; con- servate come reliquie, quelle crosticine continuavano ad emanare il caratteristico pro- fumo di Padre Pio, e verıivano considerate miracolose.

 

I carismi: l'introspezione delle anime

 

A parte i segni già di per sé eccezionali che portava sul suo corpo, era evidente in Padre Pio la sua capacità di vedere l'intimo delle anime, illuminato com'era da Dio. Ciò era abituale in confessione, dove i penitenti si sentivano non di rado ricordare dei peccati non detti. E se l'omissione era stata involontaria, e si trattava di cose veniali, tutto poi filava liscio. Ma se era stata fraudolenta e se si trattava di cose gravi i rim- proveri di Padre Pio salivano per così dire alle stelle, tanto erano aspri e sferzanti, e il più delle volte il peccatore veniva scacciato in malo modo. Coram populo, perché Pa- dre Pio non aveva mezze misure. L'umiliazione era grande, non tanto per la vergogna di quel ripudio pubblico, che intimoriva anche gli altri che attendevano il loro turno, ma il più delle volte per l'orgoglio ferito.

Come si permetteva quel frate di trattare in quel modo una persona umana? Con quale diritto? Con quale autorità? E c'era chi se ne andava sdegnato, giurando che non a- vrebbe rimesso più piede in quel posto; salvo poi a ripensarci, anche con l'aiuto di qualche samaritano che spiegava come stavano le cose, e li guidava e assisteva per una nuova confessione, con altri sacerdoti se non con Padre Pio. Per questi scaccioni in confessione, si vedeva gente piangere dopo. Un pianto che faceva bene, perché faceva loro vedere con più chiarezza tutti i loro comportamenti. Ma anche fuori della confes- sione spesso in Padre Pio si rivelava questo discernimento interiore: quando nel mez- zo della folla rimproverava ad alta voce qualcuno, o senza dire nulla ritirava la mano a chi si disponeva a baciarla, o addirittura passava oltre nel fare la comunione ai fedeli. C'erano poi le volte che strapazzava di fronte a tutti una persona, lasciando di stucco gli altri.

E c'era sempre un motivo, che in genere sapeva solo il malcapitato.

 

I carismi: la bilocazione

 

Di certo, la testimonianza del dono della bilocazione in Padre Pio ci viene da lui stesso. Una volta, mentre stava con le sue prime figlie spirituali nella foresteria del convento per le consuete conferenzine, apparve a un tratto come assente. La cosa si prolungava troppo a lungo perché si trattasse di una semplice concentrazione interiore.

Alla fine si riscosse, e alla domanda di che cosa gli fosse accaduto, rispose con semplicità che era stato in America a trovare il fratello Michele.

Troviamo poi negli Epistolari chiare rivelazioni di una sua visita a una figlia spirituale di Foggia inferma: Giovina, sorella di Raffaelina Cerase, con la quale Padre Pio era in corrispondenza quando si trovava a Pietrelcina e che era stata l'occasione della sua ve- nuta a Foggia, e poi a San Giovanni Rotondo.

Noi ci limitiamo a questi due casi che vengono dallo stesso Padre Pio. Ma dobbiamo aggiungere che anche il profumo era un segno della sua presenza, o per lo meno della sua assistenza nella preghiera. Lo avvertivano anche persone che non avevano mai avuto nessun contatto con lui.

Era di solito un buon odor di violette, intensissimo e inconfondibile. Ma a volte si sentiva un odore di tabacco, o anche di acido fenico.

Quest'ultimo, Padre Pio l'aveva usato per qualche tempo subito dopo la stimmatizza- zione come disinfettante. In quanto al tabacco, Padre Pio usava annusarlo per liberare le narici intasate.

Vengono comunemente assegnati dei significati a una intera gamma di altri odori attribuiti a Padre Pio; ma, sinceramente, sono attribuzioni opinabili.

Quel che è certo è che Padre Pio anche da lontano faceva sentire la sua presenza o as- sistenza.

È anche certo che il suo sangue non aveva un odore repellente, ma gradevole. Ne ri- manevano intrisi anche i fazzolettini e le pezzuole poggiate sulle sue piaghe.

Chi riusciva ad averne uno, in qualche modo trafugato dalla sua cella, lo conservava gelosamente come una reliquia, ricorrendovi nei momenti di bisogno.

 

 

I carismi: le grazie

La preghiera d'intercessione di Padre Pio l’otteneva grazie non imputabili all'in- tervento umano. Senza arrivare, nella stragrande maggioranza dei casi al miracolo vero e proprio.  I benefici che ottenevano quelli che ricorrevano a Padre Pio sono incalcolabili, e tut- tora è così. Quando gli si raccomandava di pregare per questa o quella cosa annuiva subito, e a sua volta esortava anche il ricorrente a pregare.  In particolare, la sua preghiera abituale, diffusissima tra ı suoi devoti, era la «coroncina al Cuore di Gesù». Che Padre Pio recitava ogni giorno.

A volte il profumo intenso che si avvertiva era il segno, oltre che della sua presenza, della grazia; e si vedeva subito. Ma quando qualcuno lo ringraziava, Padre Pio in genere rispondeva: «Non me ringrazia, ma la Madonna».

Ma se qualche fedele lo metteva quasi alle strette, dopo qualche segno straordinario, chiedendogli: «Padre, eravate voi?» rispondeva di solito: «E chi volevi che fosse?».

Altre volte, da una osservazione che faceva su particolari della persona che non poteva umanamente conoscere, si capiva chiaramente il suo intervento.


Ultima modifica Venerdì, 07 Novembre 2014 09:55

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