5xmille 2019

Il fondatore, la sua vita in breve

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Nuove amarezze: la malattia

 

L'antico sogno di Padre Pio si era realizzato. Il sollievo della sofferenza fisica era finalmente incominciato. Sotto i migliori auspici. Con primari scelti da clinici di grande fama di cui erano allievi, 

e personale ben selezionato.

In breve l'ospedale fece il pieno in tutti i suoi reparti. Tanto che solo un anno dopo si cominciò a parlare di ampliamenti, codificati da Padre Pio stesso nel discorso del pri- mo anniversario dell'inaugurazione.

Intensa era la vita dentro e intorno all'Opera, con uno sviluppo sensibile di iniziative da parte di privati. La presenza dell'ospedale, con tutto il suo movimento, determinava anche una trasformazione dell'intera zona del convento, e anche del paese, per adeguarsi alle nuove necessità.

Tutto sembrava filare quindi nel migliore dei modi. E anche la fisionomia giuridica dell'Opera, che tanto aveva preoccupato fin dall'inizio i suoi responsabili, appariva giunta in porto con una soluzione singolare che dava a Padre Pio pieni poteri di pro- prietario e di amministratore, sganciandolo, lui, figlio di san Francesco, per il solo scopo di dirigere la sua Opera, dai voti di povertà e di obbedienza.

Una concessione eccezionalissima, sancita dal Papa, Pio XII, che aveva avuto sempre grande stima per Padre Pio. Ma due anni dopo, nel 1959, in quel mese di maggio tanto pieno di iniziative, Padre Pio cominciò ad ammalarsi. Finì per non poter scendere a confessare e a dir messa, facendo temere per la sua stessa vita.

Grande fu lo sconforto dei suoi figli spirituali, che si vedevano privati della sua presenza e della sua guida. 

Padre Pio li rianimava come poteva, con qualche breve esortazione giornaliera, pronunziata al microfono dalla sua cella, e diffusa in chiesa e sul sagrato dagli alto

Finalmente si riprese, subito dopo la venuta a San Giovanni Rotondo della Madonna di Fatima pellegrina in Italia.

Attribuì esplicitamente a lei la sua guarigione e ricominciò a dir messa in pubblico e a confessare, ma con orari molto ridotti rispetto a prima.

 

Nuove amarezze: l'ennesima visita apostolica

 

Non bastava questa mortificazione fisica. Di lì a pochi mesi, cominciarono a soffiare nuovi venti di guerra verso la sua persona.

E questa volta c'era il coinvolgimento massiccio anche di un buon numero di persone a lui vicine, nello stesso Ordine e tra i suoi figli spirituali.

Dalla primavera del 1960 in poi fu un crescendo di ispezioni e controlli sotterranei,  che culminarono con la visita apostolica ufficiale di un inviato della Santa Sede: mon- signor Carlo Maccari. Che per circa due mesi esplorò a tappeto tutta la mappa delle persone e delle cose, portando poi le sue conclusioni alla Santa Sede, I vigente allora il Papa Giovanni XXIII.

L'esito delle sue indagini non tardò a manifestarsi. Severissimi provvedimenti furono presi nei riguardi di Padre Pio.

Non tanto per la sua personalità di sacerdote, ma per la guida delle anime. Isolandolo, in parole povere, dai contatti abituali con i fedeli, con il limitarli e ridimensionarli.

Una mortificazione grandissima per Padre Pio, abituato a sentirsi padre effettivo di tutti quelli che si affidavano a lui.

Anche per questo certamente la sua salute declinò in modo sensibile, fino a dover spo- starsi nei percorsi soliti in una sedia a rotelle, e a celebrare seduto.

Accompagnato e assistito giorno e notte. 

Non gli fu di sollievo effettivo l'ascesa alla cattedra di San Pietro di Paolo VI, suo ma- nifesto estimatore.

I provvedimenti, sia pure alleggeriti, per quanto si poteva, da superiori e confratelli che gli volevano particolarmente bene e lo curavano con amore, dovettero rimanere in vigore. Mentre crescevano dappertutto i suoi devoti, e si moltiplicavano dimostrazioni di stima da parte anche di grosse personalità della stessa Chiesa.


Ultima modifica Venerdì, 07 Novembre 2014 09:55

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