5xmille 2019

Il fondatore, la sua vita in breve

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A scuola privata

Fu trovato in Domenico Tizzano, che conduceva a Pietrelcina una scuoletta privata, come si usava allora nei paesi dove non c'erano scuole ufficiali. Francesco in cominciò così a prendere familiarità con il latino e le altre materie di rito. Ma sembrava che non apprendesse, e il maestro se ne lagnava con la madre.

Il padre, intanto, era emigrato in America perché gli studi del figlio avevano un costo, sia pur minimo, ma per un piccolo agricoltore come lui, che viveva dei prodotti della terra, e di denaro disponeva ben poco, la somma da pagare mensilmente, in aggiunta a tutto il resto occorrente, era un impegno troppo grande.

Gli studi da principio andavano male, o almeno così pareva. Addirittura Tizzano giu- dicava Francesco un asino.

Ma la madre non ci credeva.

Andò a parlare a un altro maestro privato, Angelo Caccavo. Il quale, prima di accetta- re, sottopose Francesco a una specie d'esame. Rilevata la sua buona volontà e la capa- cità d'apprendimento, lo prese con sé. A quanto pare, Francesco si trovava male col precedente maestro, perché contrariato dal suo comportamento morale.

 

Con il nuovo maestro Francesco si trovò benissimo. Non c era nulla da dire su di lui come studente. E neanche per il resto.

Era un ragazzo serio, e una volta che fu accusato di aver scritto un bigliettino d'amore a una compagna e venne punito duramente dal maestro, questi poi dovette ricredersi, riconoscendo che Francesco era stato vittima di una calunnia.

Per l'invidia della simpatia che suscitava nelle ragazzine, e per la diligenza nello studio. Si era fatto uno studiolo in un localetto di famiglia chiamato «la torretta».

Studiava con passione, e teneva la corrispondenza, per così dire, di famiglia, informando il padre in America dei suoi studi e di tutto ciò che accadeva in casa.

Lo informò anche della gita che con il maestro e i compagni aveva compiuto a Pom- pei. Precisando anche che la sua quota era stata di alcune lire.

Il padre trovò da ridire su quella spesa. Francesco gli diede ragione, ed aggiunse:

«...però dovete pensare che l'anno venturo, a Dio piacendo, finiranno tutte le feste e i divertimenti per me perché abbandonerò questa vita per abbracciarne un'altra migliore».


Ultima modifica Venerdì, 07 Novembre 2014 09:55

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