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Il fondatore, la sua vita in breve

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Combattimenti interiori

Ma quell'abbandono, al quale Francesco s'era preparato in tutti quegli anni dalla puerizia all'adolescenza, man mano che si avvicinava il tempo prefisso non gli appariva in realtà facile.

Un combattimento atroce che lo straziava.

Fino a quando una sorta di visione gli delineò con sicurezza quale doveva essere il suo futuro: una lotta senza quartiere contro un nemico terribile, che sarebbe tornato sem- pre alla carica, più e più volte, ma sempre egli l'avrebbe sconfitto, guidato e incorag- giato da un personaggio misterioso bellissimo.

Non ebbe allora più dubbi.

La visione si ripeté, come una spinta definitiva, proprio il mattino della partenza da Pietrelcina.

 

Al noviziato

 

Era il 6 gennaio del 1903. Francesco aveva quasi sedici anni. I quindici anni ri- chiesti dalle regole cappuccine li aveva compiuti nel maggio dell'anno prima. Partì in treno per Morcone, dov'era il noviziato, con altri due compagni, e con il maestro An- gelo Caccavo con il quale tutti e tre avevano studiato.

Alla stazione il distacco dalla madre fu terribile.

Zi' Giuseppa piangeva, anche se offriva con tutto il cuore quel figlio a san Francesco. E anche per il figlio fu uno strazio staccarsi dalla madre.

C'era solo un'ora di treno da Pietrelcina a Morcone. 

Giunti al convento, i superiori che li accolsero procedettero subito a un esame indivi- duale dei tre aspiranti sulle materie studiate. Tutti e tre lo superarono.

Ma uno di essi non aveva ancora l'età prescritta e dovette tornare indietro col maestro. L'altro compagno di Francesco fu accolto, ma dopo alcuni giorni nel noviziato capì che quella vita non era per lui e se ne tornò a casa. Francesco così rimase solo.


Ultima modifica Venerdì, 07 Novembre 2014 09:55

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