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Centralino

Telefono: 0882 4101

 
Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)
La missione dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (URP) è assicurare all'utenza dell'ospedale l'aiuto e il supporto necessario per ogni tipo di necessità e bisogno.

Il personale dell'URP è a disposizione per:
  • fornire informazione sulle prestazioni e sui servizi sanitari;
  • garantire il diritto di essere ascoltati e di ricevere una risposta;
  • ricevere osservazioni, suggerimenti e reclami, direttamente, attraverso la compilazione di moduli già predisposti, per telefono oppure on line;
  • agevolare l'accesso e l'orientamento all'interno della struttura


Sede: Ospedale - complesso monumentale, piano rialzato lato ovest
Orari mattina: dal lunedì al sabato 8,00 - 14,00
Orari pomeriggio: lunedì e giovedì 16,00 - 18,00; martedì e mercoledì 15,00 - 18,00

Telefono: 0882 410389
Fax: 0882 410046
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Sportello c/o Poliambulatorio: dal lunedì al sabato 8,00 - 14,00

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Scheda reclamo

 

 
Centro Unico Prenotazioni (CUP) Ambulatoriali

Informazioni sui tempi di attesa e prenotazioni di visite specialistiche ed esami diagnostici strumentali:

Centro Unico Prenotazioni (CUP) AMBULATORIALI

 

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Centro Unico Prenotazione (CUP) Ricoveri

Poliambulatorio

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Informazioni sui tempi di attesa e prenotazioni ricoveri nei reparti di:

  • Chirurgia I Addominale,
  • Chirurgia II Toraco Polmonare,
  • Chirurgia Vascolare,
  • Gastroenterologia Medicina Generale,
  • Neurochirurgia,
  • Neurologia,
  • Oculistica,
  • Ortopedia e Traumatologia,
  • Otorinolaringoiatria,
  • Urologia
 
Accettazione Prestazioni Ambulatoriali

Informazioni su costi, rimborsi, esenzioni, accesso ad esami e visite specialistiche, registrazione impegnative mediche e pagamento ticket

 

Poliambulatorio "Giovanni Paolo II" - piano terra lato sud, (sportelli polifunzionali)

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Ospedale - piano rialzato, lato ovest (sportelli polifunzionali)

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Orari: dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 13.00, sabato dalle 7.30 alle 13.00

 

 
Ufficio Accettazione sanitaria e registrazione ricoveri

Informazioni generali e registrazione ricoveri, certificati di ricovero


Sede: Ospedale, piano terra lato ovest
Orari: lunedì-venerdì dalle 8.00 alle 20.00, sabato dalle 8.00 alle 14.00
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Neurologia

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Dirigente Medico Responsabile: Dott. Leone Maurizio Angelo

L’ Unità Operativa Complessa di Neurologia è dedicata da anni alla diagnosi ed alla cura delle malattie del Sistema Nervoso Centrale e Periferico comuni e rare.

 

E’ riconosciuta dalla Regione Puglia quale Presidio della Rete Nazionale delle Malattie Rare per:

  • Distonia di torsione idiopatica
  • Malattie spinocerebellari
  • Neuropatie ereditarie
  • Polineuropatia cronica infiammatoria demielinizzante
  • Sclerosi laterale amiotrofica
  • Sclerosi laterale primaria

(Deliberazione della Giunta Regionale 23/12/2003, n. 2238: "Rete regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi, la terapia delle malattie rare, ai sensi del D.M. 18 Maggio 2001, n. 179").

 

Provvede ad oltre 1700 ricoveri all’anno finalizzati alla diagnosi e terapia dei disturbi neurologici acuti e cronici, non gestibili ambulatorialmente.

 

Il Reparto dispone di un servizio di ambulatori specialistici sia generali, sia dedicati a specifiche patologie neurologiche.

 

Annesso al Reparto, il Servizio di Neurofisiopatologia utilizza le moderne strumentazioni neurofisiologiche per la diagnosi delle patologie del sistema nervoso centrale e periferico; effettua monitoraggi neurofisiologici in sala operatoria durante interventi neurochirurgici e in Rianimazione a pazienti con danno cerebrale grave.

Principali patologie trattate:

  • Demenze e disturbi cognitivi per una diagnosi precoce e trattamenti adeguati.
  • Disturbi cefalalgici per lo studio e terapia delle cefalee specie delle forme croniche e di complessa diagnosi differenziale. 
  • Disturbi del movimento con possibilità di esecuzione delle nuove strategie diagnostiche (Dat-scan, test di sensibilità farmacologia e studio dei profili genetici) e terapeutiche (infusione continua di Duodopa®     Link) nella malattia di Parkinson; riguardo alle distonie viene eseguita la terapia con tossina botulinica.
  • Epilessia con attenzione alle forme farmacoresistenti o di complessa diagnosi differenziale.
  • Malattie neuromuscolari (miastenia, neuropatie periferiche e malattia del motoneurone) con valutazioni clinico-elettrofisiologiche e trattamento, oltre alle terapie tradizionali, con cicli periodici di immunoglobuline ad alte dosi per via endovenosa.
  • Patologia cerebrovascolare con particolare riguardo, oltre al trattamento della fase acuta, alla prevenzione ed agli aspetti riabilitativi nonché alle forme giovanili con un accurato studio cardiovascolare ed ematologico.
  • Sclerosi multipla e altre malattie demielinizzanti con la finalità di una assistenza quanto più globale ed attenta alle necessità del paziente.

Successivamente alla fase diagnostica, i pazienti hanno la possibilità di sottoporsi a visita periodica, con controlli clinici ripetuti, e, se necessario, possono essere organizzate anche prestazioni specialistiche di altre branche ma connesse alle problematiche inerenti la patologia di base (controlli urologici, fisiatrici, neuropsicologici, oculistici, otorinolaringoiatrici ecc.). Il colloquio costante con i Neuroradiologi ci permette inoltre di monitorare attentamente l’evoluzione sia clinica che radiologica della patologia.

La nostra Unità Operativa è Centro dispensatore di terapie specifiche quali l’interferone e somministratore di altre e più innovative quali il Natalizumab e il Fingolimod.

Ultima modifica Venerdì, 07 Marzo 2014 10:21

Approfondimenti

Utilizzo del Duodopa®

La levodopa rappresenta , a tutt’oggi, il “gold standard” nel trattamento sintomatico per la maggior parte dei pazienti affetti da malattia di Parkinson. La terapia convenzionale orale permette, infatti, di ottenere un discreto controllo della sintomatologia motoria nei primi anni della malattia ( “luna di miele”), ma già dopo 4-5 anni circa la metà dei pazienti inizia a presentare una fluttuazione della risposta , esordio del successivo manifestarsi delle complicanze motorie ( Fluttuazioni motorie e/o discinesie). Lo sviluppo di tali condizioni è legato a 2 meccanismi:

  • Malattia-dipendente (pre-sinaptico) legato alla progressiva degenerazione nigrostriatale con progressiva perdita della funzione “buffer”dei terminali dopaminergici presinaptici
  • Terapia-dipendente (post-sinaptico) Breve emivita levodopa (t1/2 1,5 – 2 ore)

farmacocinetica fluttuante 

stimolazione dopaminergica pulsatile 

lterata espressione proteine post-sinaptiche;

ne deriva che la terapia orale è responsabile della variabile concentrazione plasmatica di levodopa e del restringimento della la finestra terapeutica. Una volta instauratesi le fluttuazioni motorie e discinesie tendono ad aggravarsi con il progredire della malattia (1).

In contrapposizione con la stimolazione dopaminergica pulsatile, come uno dei fattori eziopatogenetici delle complicanze motorie, si è andato sviluppando il concetto di stimolazione dopaminergica continua in grado di ridurre o controllare la variabilità plasmatica delle concentrazioni del farmaco a livello sinaptico. Purtroppo le varie strategie messe in campo:

  • somministrazione di frequenti basse dosi orali di levodopa,
  • formulazioni a rilascio controllato
  • inibitori COMT
  • IMAO
  • Dopaminoagonisti standard o rilascio modificato

non sono riuscite a garantire un controllo adeguato dei sintomi parkinsoniani. A questo si aggiunge la scarsa compliance dei pazienti in terapia orale convenzionale, che sono costretti ad assumere numerosi farmaci antiparkinsoniani svariate volte al giorno .

La qualità di vita di questi pazienti in fase avanzata è molto scarsa , e sovente non sufficiente per attendere allo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana.

 

Una nuova modalità terapeutica recentemente introdotta per il trattamento dei pazienti parkinsoniani in fase avanzata consente di superare il problema dello svuotamento gastrico erratico e di ottenere una stimolazione dopaminergica più continua e non pulsatile riuscendo ad assicurare dei livelli plasmatici di ldopa meno variabili.

Si tratta di un’infusione continua di un gel (Duodopa®) a base di levodopa/carbidopa (20 mg/ml – 5 mg/ml) direttamente a livello intestinale (digiuno) sito di assorbimento della levodopa.

La somministrazione avviene attraverso un sistema PEG/PEJ fisso (sondino transaddominale esterno e sondino intestinale interno posizionati tramite gastrostomia endoscopica percutanea) ed una pompa portatile, che per 12-14 h al dì (raramente 24 h) permette di ottenere dei livelli plasmatici stabili con riduzione delle fluttuazioni motorie e discinesie; altra prerogativa di tale modalità di somministrazione la possibilità di personalizzare la terapia ad ogni singolo paziente e modulare la somministrazione di farmaco in base alle varie necessità nell’arco della giornata.

 

E’ indicata nel trattamento del morbo di Parkinson in stadio avanzato rispondente a levodopa, con gravi fluttuazioni motorie e iper/discinesia, quando le combinazioni disponibili di medicinali antiparkinsoniani non hanno dato risultati soddisfacenti. Tale procedura può essere impiegata anche in pazienti che abbiano superato i 70 aa , in buone condizioni generali e non affetti da gravi patologie internistiche o significativo deterioramento cognitivo od alterazioni del comportamento. La terapia non è invece indicata per individui affetti da forme di parkinsonismo non responsivo ai farmaci dopaminergici.

Per una corretta gestione del sistema d’infusione è molto utile il coinvolgimento attivo di un caregiver motivato.

È richiesto un esito positivo del test della risposta clinica a Duodopa, somministrata attraverso un sondino naso-duodenale provvisorio per 2-3 gg, prima dell’inserimento di un sondino permanente attraverso l’applicazione di una PEG. Durante la fase test si provvede ad aggiustare la dose per una risposta clinica ottimale nel singolo paziente, il che significa massimizzare il periodo “ON” funzionale durante il giorno, riducendo al minimo il numero di episodi “OFF” e il periodo “OFF” (bradicinesia) e riducendo al minimo il periodo “ON” con discinesia invalidante.

Il trattamento con Duodopa può essere sospeso in qualsiasi momento, estraendo il sondino e lasciando cicatrizzare la ferita.

 

La dose giornaliera totale di Duodopa è composta da tre dosi aggiustate individualmente:

  • la dose bolo al mattino,
  • la dose di mantenimento continua
  • dosi bolo extra.

 

Dose mattutina: la dose bolo mattutina è somministrata tramite la pompa per raggiungere     rapidamente il livello di dosaggio terapeutico (entro 10-30 minuti).
La dose deve basarsi sull’assunzione di levodopa del mattino precedente del paziente + il volume per riempire il sondino.
La dose mattutina totale è abitualmente di 5-10 ml, corrispondenti a 100-200 mg di levodopa.
La dose mattutina totale non deve superare i 15 ml (300 mg di levodopa).

Dose di mantenimento continua: la dose di mantenimento è aggiustabile in incrementi di 2 mg/ora (0,1 ml/ora).La dose deve essere calcolata sulla base dell’assunzione giornaliera precedente di levodopa del paziente.
Deve essere mantenuta all’interno di un range di 1-10 ml/ora (20-200 mg di levodopa/ora) e di solito è di 2-6 ml/ora (40-120 mg di levodopa/ora).
In casi eccezionali, può essere necessaria una dose più elevata.
Dose extra deve essere aggiustata individualmente ed è normalmente 0,5-2,0 ml.
In rari casi, può essere necessaria una dose più elevata.
Se la necessità di dosi bolo extra supera le 5 al giorno si dovrà provvedere ad un aumento della dose di mantenimento.

Dopo l’impostazione della dose iniziale, devono essere effettuati aggiustamenti precisi della dose bolo mattutina, della dose di mantenimento e delle dosi bolo extra nell’arco di qualche settimana.

 

Studi clinici hanno dimostrato che la somministrazione di levodopa tramite infusione duodenale è associata ad un significativo miglioramento delle fluttuazioni motorie, con un incremento delle fasi ON rispetto alla terapia convenzionale orale e ad una riduzione delle discinesie (2-9).

Un recente studio (7) ha inoltre messo in evidenza come questo trattamento induca un miglioramento statisticamente significativo anche di alcuni sintomi non motori (disturbi del sonno, affaticamento, attenzione, memoria ecc..).

La terapia con Duodopa in questa tipologia di pazienti porta complessivamente ad un miglioramento significativo della qualità di vita valutata sia secondo la scala UPDRS che PDQ39 (2, 4, 5, 7, 10).

E’ stata inoltre evidenziata la sicurezza a lungo termine (10 anni) della terapia con Duodopa (11).

Nella maggior parte dei casi i pazienti vengono trattati efficacemente con Duodopa in monoterapia senza un significativo cambiamento della dose di levodopa giornaliera.

I dati sull’uso di levodopa/carbidopa nelle donne in stato di gravidanza sono insufficienti.
I dati derivanti dagli studi sugli animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva.

Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.
Duodopa non deve essere usato durante la gravidanza a meno che i benefici per la madre non siano superiori al possibile rischio per il feto. La levodopa viene escreta nel latte materno in quantità significative.
Esistono prove che la lattazione viene inibita durante il trattamento con levodopa.
Le donne non devono allattare durante l’uso di Duodopa®.

Gli effetti indesiderati che si verificano frequentemente con levodopa/carbidopa sono quelli derivanti dall’attività neurofarmacologica a livello centrale della dopamina.( stati confusionali, psicosi etc.)

In conclusione, Duodopa® induce un miglioramento marcato delle condizioni dei pazienti parkinsoniani in stadio avanzato con fluttuazioni motorie moderato/severe e iper/discinesia. Nell’armamentario dei trattamenti disponibili per i pazienti affetti da malattia di Parkinson in stadio avanzato rispondenti alla levodopa ma non adeguatamente controllati con la terapia orale. Può costituire una valida alternativa alla Deep Brain Stimulation (stimolazione cerebrale profonda mediante elettrodi collocati chirurgicamente a livello subtalamico) od altre terapie infusionali (apomorfina/lisuride) qualora sussistano specifiche controindicazioni per il Ns Paziente .

Gli aspetti negativi di tale procedura terapeutica sono fondamentalmente due :

l’elevato costo e gli eventuali malfunzionamenti del sistema d’infusione PEG/PEJ; il più comune è rappresentato dalla dislocazione del sondino intestinale posteriormente nello stomaco; tale condizione porta alla ricomparsa di fluttuazioni motorie (dovute allo svuotamento gastrico erratico di Duodopa nell’intestino tenue).Il riposizionamento del sondino viene effettuato utilizzando un filo-guida per indirizzare il sondino nel duodeno in fluoroscopia.
L’occlusione o l’attorcigliamento del sondino intestinale comporta l’emissione di segnali acustici di alta pressione dalla pompa. Le occlusioni vengono di solito corrette irrorando il sondino con acqua del rubinetto; l’attorcigliamento può richiedere il riposizionamento del sondino.
Qualora si verifichi un guasto completo del sondino intestinale o della pompa, il paziente deve essere trattato con levodopa/carbidopa orale fino alla risoluzione del problema ripristinando un programma di terapia orale prestabilito preventivamente dal neurologo di riferimento.
La stomia di solito guarisce senza complicazioni. Tuttavia, dolori addominali, infezione e perdita di liquido gastrico possono verificarsi subito dopo l’intervento chirurgico; raramente si tratta di problemi a lungo termine. Le infezioni locali intorno alla stomia sono trattate in modo conservativo (disinfettante); il trattamento con antibiotico è raramente necessario.
Occorre infine tener presente che sono stati descritti alcuni casi di pazienti che hanno sviluppato una neuropatia in corso di trattamento con Duodopa, verosimilmente sostenuta da una carenza di cobalamina (vit B12) e vitamina B6. Qualche osservazione è stata presentata su una possibile associazione anche con elevati livelli di omocisteina.

EcocolorDoppler Tronchi sovraortici e EcocolorDoppler Transcranico

Finalità

Studio ultrasonografico non invasivo del circolo cerebrale.

 

Descrizione

La metodica sfrutta le proprietà degli ultrasuoni e consente di rilevare:

1 – l’immagine ecografica e le velocità di flusso degli assi carotidei e succlavio-vertebrali nel loro decorso dal collo fino al cervello.

2 – l’immagine ecografica e le velocità di flusso delle arterie del circolo di Willis.

3 – l’immagine ecografica del cervello.

4 – le velocità di flusso delle principali vene intracraniche e dei seni venosi cerebrali.

 

Pazienti a cui è rivolto

Pazienti con malattie cerebrovascolari (attacchi ischemici transitori, ictus cerebrale) in fase preclinica (nella prevenzione in pazienti con fattori di rischio vascolare), nella fase acuta e nel follow-up.

 

Esecuzione

L’esame viene eseguito con il paziente in posizione supina. La sonda ecografica viene posizionata sulle regioni di interesse (collo, capo) con l’interposizione di gel dedicato per un miglior contatto cute-sonda.

L’esame, completamente innocuo per il paziente, ha una durata di circa 15 minuti. Patologie complesse possono richiedere tempi maggiori.

Per lo studio del circolo cerebrale, può essere necessario l’uso di un mezzo di contrasto ultrasonoro che viene somministrato per via endovenosa. Esso consente una migliore visualizzazione dei vasi sanguigni in caso di eccessivo spessore della teca cranica (iperostosi in circa il 20% dei soggetti di età superiore ai 60 anni). L’uso del mezzo di contrasto è controindicato in pazienti con diatesi allergica dimostrata, in pazienti con infarto acuto del miocardio recente ed in pazienti portatori di protesi valvolari cardiache.

Per la ricerca di shunt dx-sin in pazienti con sospetto forame ovale pervio, si somministra un bolo di una miscela costituita da: soluzione fisiologica, una piccola quantità di aria ed una piccola quantità di sangue del paziente stesso. Non sono descritti per tale somministrazione, effetti collaterali.


Preparazione

Per l’esecuzione dell’esame non è necessario il digiuno ed inoltre il paziente può regolarmente assumere l’abituale terapia farmacologica.

 

Documentazione richiesta

  • Impegnativa del medico curante per l’accesso convenzionato;
  • eventuale documentazione sanitaria


Dopo l’esame

I risultati vengono consegnati, in genere, subito dopo l'esecuzione dell’esame. In circostanze particolari il ritiro avverrà in maniera programmata previo accordo con il personale medico.

La ripresa delle attività abituali può essere immediata.

Elettromiografia-Elettroneurografia

Finalità

L'esame elettromiografico è un potente strumento diagnostico per la valutazione delle malattie del sistema nervoso periferico.

Descrizione

L’esame si avvale di due fasi:

  • l'elettroneurografia (ENG) con la velocità di conduzione nervosa motoria (VCM) e sensitiva (VCS
  • l'elettromiografia (EMG) propriamente detta.

Tali due tecniche, eseguite in successione, sono complementari per la diagnosi e per tale motivo, in genere, con il termine di elettromiografia si intende anche quello di elettroneurografia.

Tecniche particolari sono il test di stimolazione ripetitiva e l’EMG di singola fibra specifiche per lo studio della funzionalità della giunzione neuromuscolare

L’esecuzione dell’esame non presenta controindicazioni in donne in stato di gravidanza e non è necessario venire accompagnati.

Pazienti a cui è rivolto

In caso di dolori, alterazioni della sensibilità, riduzione della forza, l’esame fornisce utili informazioni per la diagnosi. In particolare l’esame è indicato in tutti i casi di neuropatie (da compressione, traumatiche, infiammatorie, in corso di diabete mellito, ecc…), nelle malattie muscolari, radicolopatie, stenosi del canale spinale, malattia del motoneurone, miastenia e sindromi correlate.

I pazienti in terapia anticoagulante o con disturbi della coagulazione (es. emofilia, grave insufficienza epatica) possono sottoporsi all'esame informando il medico.


Esecuzione

L’indagine elettromiografia, effettuata da un neurologo esperto, prevede l’inserzione di un ago sottile in alcuni muscoli per registrare l’attività all’interno del muscolo stesso. All’inizio Il muscolo deve essere completamente rilasciato e successivamente il paziente viene invitato a contrarre il muscolo gradualmente fino allo sforzo massimale.

L’indagine elettroneurografica consiste in piccole scosse elettriche determinate applicando sulla cute elettrodi di superficie. Gli stimoli elettrici si propagano lungo il nervo e vengono registrati a distanza. Si determina la latenza degli stimoli registrati, la distanza tra gli elettrodi e si calcola la velocità di conduzione nei tratti nervosi esaminati.

L’elettromiografia ad ago non è un’indagine priva di dolore, tuttavia la maggior parte dei pazienti definisce l’esame sopportabile.

Gli impulsi elettrici durante l’elettroneurografia sono ben tollerati, solo a volte possono essere percepiti come fastidiosi.

La durata dell’esame ha tempi variabili in base alla patologia in esame e può durare dai 20 minuti a 1 ora.

Tutti gli aghi utilizzati per eseguire l'elettromiografia sono monouso, per cui non sussiste alcun rischio infettivo.

Preparazione

Evitare di applicare sulla cute dell’arto da esaminare lozioni e creme in quanto questi possono ridurre il contatto degli elettrodi con la pelle.

Per l’esecuzione dell’esame non è necessario il digiuno e il paziente può assumere i farmaci abituali.

Avvisare il medico esaminatore se si è in terapia con farmaci anticoagulanti, se si è affetti da patologie infettive, da disturbi della coagulazione, o se si è portatori di pace-maker o stimolatori elettrici.

Documentazione richiesta

  • Impegnativa del medico curante per l’accesso convenzionato;
  • eventuale documentazione sanitaria.

Dopo l’esame

I risultati vengono consegnati, in genere, subito dopo l'esecuzione. In circostanze particolari il ritiro avverrà in maniera programmata previo accordo con il personale medico.

L’elettromiografia ad ago può provocare la comparsa di piccoli sanguinamenti ed eventuali lividi con leggero indolenzimento dei muscoli esaminati. Tutti fenomeni che non determinano nessun rischio e si risolvono spontaneamente.

La ripresa delle attività abituali può essere immediata.

Elettroencefalogramma (EEG)

Finalità

L'EEG rappresenta un esame di base in neurologia essendo non invasivo e di facile esecuzione. Viene utilizzato per   identificare cambiamenti patologici dell’attività elettrica del cervello.

Descrizione

Ambulatorialmente vengono effettuati l’EEG basale e dopo privazione di sonno. L'esame è eseguito da un tecnico di neurofisiopatologia ed interpretato da un neurologo esperto di elettroencefalografia.

La privazione di sonno, metodica di attivazione,   si utilizza nei casi in cui eventuali anomalie di dubbia interpretazione, all’EEG basale, richiedono un approfondimento diagnostico.

L’esecuzione dell’esame non presenta controindicazioni in donne in stato di gravidanza.

Non è necessario venire accompagnati.

E’ un esame che può presentare carattere di urgenza negli stati di male epilettico e negli stati acuti di coma.

Viene eseguito anche in Rianimazione a pazienti con danno cerebrale grave e, come da legge, per l’accertamento della morte cerebrale.

Pazienti a cui è rivolto

Pazienti con episodi di alterazione dello stato di coscienza, epilessie, traumi cranici, infezioni cerebrali, problemi di memoria, demenze, disturbi cerebrovascolari, disturbi del sonno.

A volte l’EEG è utilizzato come screening per escludere, piuttosto che confermare, la presenza di alterazioni.

Esecuzione

La registrazione degli impulsi elettrici prodotti dall’attività del cervello avviene mediante degli elettrodi appoggiati sul cuoio capelluto e tenuti fissi da una cuffia elastica. All’interno degli elettrodi viene iniettata una piccola quantità di gel per assicurare una buona conduzione elettrica.

Durante l’esecuzione dell’esame, per verificare la reattività dell’encefalo, il tecnico chiede al paziente di aprire o chiudere gli occhi, respirare profondamente per tre minuti o guardare una lampada che emette una serie di rapidi flash.

L’elettroencefalografia non determina alcun fastidio o rischio per il soggetto, e richiede circa 30 minuti.


Preparazione

L'EEG basale non richiede nessuna preparazione particolare.

In caso di EEG da privazione di sonno il paziente deve rimanere sveglio la notte antecedente l’esame.

Per l’esecuzione dell’esame non è necessario il digiuno ed inoltre il paziente può assumere i farmaci abituali.


Documentazione richiesta

  • Impegnativa del medico curante per l’accesso convenzionato;
  • eventuale documentazione sanitaria.


Dopo l’esame

Finito l’esame si toglie il gel dal capo del paziente e sarà necessario un lavaggio successivo dei capelli per eliminarne ogni traccia.

La ripresa delle attività abituali può essere immediata.

Potenziali evocati: somatosensoriali (PES), acustici (PEA), visivi (PEV) e motori (PEM)

Finalità

I potenziali evocati evidenziano e localizzano disturbi delle vie somatosensoriali, acustiche, visive e motorie.

Descrizione

PES (Potenziali Evocati Somatosensoriali)

Valutano la conduzione di un impulso elettrico lungo le vie afferenti somatosensoriali, in genere dal nervo mediano al polso e dal nervo tibiale alla caviglia lungo il midollo spinale fino alla corteccia somatosensoriale.

L’esecuzione dei potenziali evocati richiede un tempo di circa un ora, sono ben tollerati ed è necessario il totale rilassamento del paziente.

PEA (Potenziali Evocati Acustici)

Valutano la conduzione degli stimoli acustici lungo il decorso del nervo acustico fino al tronco encefalico.

L’esame ha una durata di circa 30 minuti ed è ben tollerato.

PEV (Potenziali Evocati Visivi)

Studiano la via ottica attraverso stimoli visivi che eccitano la retina dando origine ad impulsi che giungono alle corteccia visiva cerebrale.

L’esame ha una durata di circa 20 minuti ed ben tollerato.

PEM (Potenziali Evocati Motori)

Permettono di studiare il funzionamento della via motoria che conduce lo stimolo dalla corteccia cerebrale motoria ai muscoli attraverso il midollo spinale. L’esame ha una durata di circa 30 minuti ed è generalmente ben tollerato.

Non è possibile eseguire questo esame in soggetti portatori di pacemaker.

Pazienti a cui è rivolto

PES e PEM (Potenziali Evocati Somatosensoriali e Motori)

Pazienti con malattie demielinizzanti come la sclerosi multipla, con patologia del midollo spinale da varie cause, durante alcuni interventi neurochirurgici che comportano un rischio di danno alle strutture nervose, pazienti in Rianimazione con gravi traumatismi.

PEA (Potenziali Evocati Acustici)

Malattie demielinizzanti, neurinoma del nervo acustico, patologie a carico del tronco cerebrale, tumori dell’angolo ponto-cerebellare, trauma cranio-encefalico, monitoraggio neurologico di stati comatosi.

PEV (Potenziali Evocati Visivi)

Lesioni compressive a carico del nervo ottico, chiasma, tratto ottico. Processo demielinizzante della via ottica.


Esecuzione

PES (Potenziali Evocati Somatosensoriali)

Un piccolo stimolo elettrico, tale da indurre una debole contrazione muscolare, viene applicato al polso per gli arti superiori o alla caviglia per gli arti inferiori. La registrazione del potenziale avviene mediante elettrodi posizionati in punti precisi.

Al paziente viene chiesto di stare sdraiato su un lettino in completo rilassamento e ad occhi chiusi.

PEA (Potenziali Evocati Acustici)

Dopo aver posizionato dei piccoli elettrodi sullo scalpo e sui lobi auricolari il paziente, comodamente seduto, ascolta dei suoni a frequenza fissa attraverso una cuffia.

PEV (Potenziali Evocati Visivi)

Per la valutazione dei PEV il paziente seduto fissa, prima con un occhio e poi con l'altro, un punto posto al centro di uno schermo raffigurante una scacchiera con quadrati alternanti da bianco a nero e di varie dimensioni. Vengono applicati dei piccoli elettrodi sullo scalpo che registrano l’attività evocata a livello cerebrale dallo stimolo visivo.

PEM (Potenziali Evocati Motori)

L’esame consiste nell’applicare al paziente, comodamente seduto, uno stimolo magnetico a livello del cuoio capelluto ed in corrispondenza della colonna cervicale (per lo studio degli arti superiori) e lombare (per lo studio degli arti inferiori). Lo stimolo induce un piccolo movimento involontario degli arti che registrato da elettrodi di superficie consente di valutare il tempo di conduzione motoria centrale e periferico.

Tutti gli aghi utilizzati per eseguire i potenziali evocati sono usa e getta, per cui non sussiste alcun rischio infettivo.


Preparazione

Per l’esecuzione dell’esame non è necessario il digiuno e il paziente può assumere i farmaci abituali.

Riguardo i PEM al momento dell’esame il paziente non deve avere addosso oggetti metallici, carte magnetiche, telefonini, ecc.


Documentazione richiesta

  • Impegnativa del medico curante per l’accesso convenzionato;
  • eventuale documentazione sanitaria.


Dopo l’esame

La ripresa delle attività abituali può essere immediata.

Trattamento dell'emicrania cronica con Tossina Botulinica

L'ambulatorio di Tossina Botulinica della Struttura Complessa di Neurologia diretta dal Dr. Maurizio Leone tratta, da molti anni, diverse patologie quali: strabismo, blefarospasmo, emispasmo facciale, distonia cervicale, distonia oromandibolare, distonie focali segmentarie, spasticità, scialorrea, entropion spastico, iperidrosi focale etc.
Con il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N°35 dell'11 febbraio 2013, si è aggiunta una nuova indicazione terapeutica della Tossina Botulinica in tema di trattamento dell'emicrania cronica.

Personale Medico

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