Laser in broncoscopia

Martedì, 28 Aprile 2009 02:00

Il 18 novembre dello scorso anno presso il Servizio di Fisiopatologia Respiratoria e Broncologia (aggregato alla Unità Operativa Complessa di Medicina Generale diretta dal prof. Gianluigi Vendemiale) un paziente di 65 anni si sottoponeva ad esame tracheobroncoscopico col sospetto diagnostico di una neoplasia bronchiale. L’esame aveva evidenziato la presenza di una neoformazione globosa che ostruiva quasi completamente il lume del bronco intermedio che rappresenta il passaggio dell’aria respirata per i bronchi lobari medio ed inferiore di destra (foto N° 1 - 2).
Questa condizione induceva nel paziente una penosa difficoltà respiratoria, a causa della riduzione dei flussi aerei ed un ristagno di secrezioni che non riuscivano ad oltrepassare l’ostruzione bronchiale. La stasi del muco aveva rappresentato inoltre un terreno di coltura per i germi causando un’infezione bronchiale con rischio di polmonite ostruttiva, pericolosa per la stessa vita del paziente.
Per questa ragione presso l’Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria e Broncologia (fanno parte dell’equipe coordinata dal dottor Antonio Dicorcia i Medici Pneumologi Aldo Albano e Vito Di Cosmo e gli Infermieri Pietro Gravina, Consiglia Leggieri, Antonietta Miglionico, Incoronata Occhiochiuso e Luigia Russo) è stata praticata la terapia laser al fine di vaporizzare la neoformazione e migliorare la pervietà bronchiale rimuovendo l’ostacolo ai flussi respiratori. L’effetto del laser è stato stupefacente: il materiale solido si è trasformato in gas facendo volatilizzare il tumore.
Dopo tre sedute laser, eseguite in anestesia locale, il lume bronchiale del bronco intermedio è stato riportato alla normalità (foto N° 3 -controllo endoscopico dello scorso 3 marzo).
La particolarità del caso clinico sta nel fatto che il tipo di neoplasia era a bassa malignità e ad accrescimento molto lento (il paziente accusava i sintomi da due anni). I risultati ottenuti con la laser terapia sono stati ottimi riportando alla normalità le condizioni broncopolmonari del paziente.

Un analogo intervento era stato eseguito in precedenza su un paziente di 67 anni, sottoposto all’esame tracheoscopico nel sospetto di un tumore della trachea. L’esame aveva evidenziato la presenza di una grossa neoformazione globosa che ostruiva oltre il 90% del lume tracheale.
Il paziente respirava soltanto attraverso un piccolo triangolo non occupato dal tumore. La gravità della stenosi impose un trattamento d’urgenza con l’utilizzo del laser al fine di carbonizzare la neoformazione e ripristinare una respirazione sufficiente. Dopo sei sedute laser, eseguite in anestesia locale, il lume della trachea fu riportato alla normalità. L’eccezionalità del caso clinico sta nel fatto che gli esami istologici e citologici, ripetuti più volte, non evidenziarono segni di malignità del tumore: il paziente era in imminente pericolo di vita per insufficienza respiratoria a causa di un tumore benigno.

L’importanza di una diagnosi precoce
I due casi riportati enfatizzano l’importanza della diagnosi precoce nella terapia dei tumori che ostruiscono le vie aeree centrali. Infatti fino a quando l’ostruzione della trachea e dei bronchi di maggior calibro è incompleta è possibile intervenire con grande efficacia con il trattamento laser.
Accade che il pericolo di ostruzione bronchiale sia scoperto tardivamente, quando non è più possibile intervenire. In particolare il paziente relativo al secondo caso era stato ricoverato in altro ospedale senza che fosse stata posta l’indicazione alla terapia disostruttiva.
La nostra tecnica è poco invasiva prevedendo l’utilizzo del broncoscopio flessibile in anestesia locale. Risulta pertanto ben tollerata dal paziente che evita si sottoporsi ad anestesia generale e al posizionamento del broncoscopio rigido, un tubo di metallo da inserire in trachea, sicuramente più traumatizzante del fibroscopio flessibile.

Foto 1
Foto 2
Foto 3

Il 18 novembre dello scorso anno presso il Servizio di Fisiopatologia Respiratoria e Broncologia (aggregato alla Unità Operativa Complessa di Medicina Generale diretta dal prof. Gianluigi Vendemiale) un paziente di 65 anni si sottoponeva ad esame tracheobroncoscopico col sospetto diagnostico di una neoplasia bronchiale. L’esame aveva evidenziato la presenza di una neoformazione globosa che ostruiva quasi completamente il lume del bronco intermedio che rappresenta il passaggio dell’aria respirata per i bronchi lobari medio ed inferiore di destra (foto N° 1 - 2).
Questa condizione induceva nel paziente una penosa difficoltà respiratoria, a causa della riduzione dei flussi aerei ed un ristagno di secrezioni che non riuscivano ad oltrepassare l’ostruzione bronchiale. La stasi del muco aveva rappresentato inoltre un terreno di coltura per i germi causando un’infezione bronchiale con rischio di polmonite ostruttiva, pericolosa per la stessa vita del paziente.
Per questa ragione presso l’Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria e Broncologia (fanno parte dell’equipe coordinata dal dottor Antonio Dicorcia i Medici Pneumologi Aldo Albano e Vito Di Cosmo e gli Infermieri Pietro Gravina, Consiglia Leggieri, Antonietta Miglionico, Incoronata Occhiochiuso e Luigia Russo) è stata praticata la terapia laser al fine di vaporizzare la neoformazione e migliorare la pervietà bronchiale rimuovendo l’ostacolo ai flussi respiratori. L’effetto del laser è stato stupefacente: il materiale solido si è trasformato in gas facendo volatilizzare il tumore.
Dopo tre sedute laser, eseguite in anestesia locale, il lume bronchiale del bronco intermedio è stato riportato alla normalità (foto N° 3 -controllo endoscopico dello scorso 3 marzo).
La particolarità del caso clinico sta nel fatto che il tipo di neoplasia era a bassa malignità e ad accrescimento molto lento (il paziente accusava i sintomi da due anni). I risultati ottenuti con la laser terapia sono stati ottimi riportando alla normalità le condizioni broncopolmonari del paziente.

Un analogo intervento era stato eseguito in precedenza su un paziente di 67 anni, sottoposto all’esame tracheoscopico nel sospetto di un tumore della trachea. L’esame aveva evidenziato la presenza di una grossa neoformazione globosa che ostruiva oltre il 90% del lume tracheale.
Il paziente respirava soltanto attraverso un piccolo triangolo non occupato dal tumore. La gravità della stenosi impose un trattamento d’urgenza con l’utilizzo del laser al fine di carbonizzare la neoformazione e ripristinare una respirazione sufficiente. Dopo sei sedute laser, eseguite in anestesia locale, il lume della trachea fu riportato alla normalità. L’eccezionalità del caso clinico sta nel fatto che gli esami istologici e citologici, ripetuti più volte, non evidenziarono segni di malignità del tumore: il paziente era in imminente pericolo di vita per insufficienza respiratoria a causa di un tumore benigno.

L’importanza di una diagnosi precoce
I due casi riportati enfatizzano l’importanza della diagnosi precoce nella terapia dei tumori che ostruiscono le vie aeree centrali. Infatti fino a quando l’ostruzione della trachea e dei bronchi di maggior calibro è incompleta è possibile intervenire con grande efficacia con il trattamento laser.
Accade che il pericolo di ostruzione bronchiale sia scoperto tardivamente, quando non è più possibile intervenire. In particolare il paziente relativo al secondo caso era stato ricoverato in altro ospedale senza che fosse stata posta l’indicazione alla terapia disostruttiva.
La nostra tecnica è poco invasiva prevedendo l’utilizzo del broncoscopio flessibile in anestesia locale. Risulta pertanto ben tollerata dal paziente che evita si sottoporsi ad anestesia generale e al posizionamento del broncoscopio rigido, un tubo di metallo da inserire in trachea, sicuramente più traumatizzante del fibroscopio flessibile.

Foto 1
Foto 2
Foto 3

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