Innovazioni in Radioterapia

Lunedì, 21 Marzo 2005 12:52


Una innovativa metodica denominata Radioterapia Stereotassica Frazionata è finalmente attuabile nel nostro Ospedale grazie al lavoro dell’U.O. di Radioterapia (dottori Salvatore Parisi, Antonio Canistro, Pietro Corsa), del Servizio di Fisica Sanitaria (dottori Alberto Maiorana, Marco Mangiantini e Pietro Lauriola) e dell’U.O. di Neurochirurgia. Per undici anni sono stati trattati oltre 600 pazienti, affetti da lesioni cerebrali, con Radiochirurgia in unica seduta, mediante il posizionamento di un casco invasivo che aderisce al cranio con viti infisse su paziente in anestesia locale.
Oggi, grazie all’utilizzo di sistemi di immobilizzazione in materiale termoplastico e di uno speciale collimatore da collegare alla testata dell’acceleratore lineare, è possibile trattare il paziente in più frazioni giornaliere ed eventualmente anche in regime ambulatoriale estendendo le indicazioni anche ai pazienti in età pediatrica. Tale metodica riduce l’incidenza di effetti collaterali e consente di aumentare la dose di radiazione al tumore, con maggiori probabilità di cura.

stereotassi



Una innovativa metodica denominata Radioterapia Stereotassica Frazionata è finalmente attuabile nel nostro Ospedale grazie al lavoro dell’U.O. di Radioterapia (dottori Salvatore Parisi, Antonio Canistro, Pietro Corsa), del Servizio di Fisica Sanitaria (dottori Alberto Maiorana, Marco Mangiantini e Pietro Lauriola) e dell’U.O. di Neurochirurgia. Per undici anni sono stati trattati oltre 600 pazienti, affetti da lesioni cerebrali, con Radiochirurgia in unica seduta, mediante il posizionamento di un casco invasivo che aderisce al cranio con viti infisse su paziente in anestesia locale.
Oggi, grazie all’utilizzo di sistemi di immobilizzazione in materiale termoplastico e di uno speciale collimatore da collegare alla testata dell’acceleratore lineare, è possibile trattare il paziente in più frazioni giornaliere ed eventualmente anche in regime ambulatoriale estendendo le indicazioni anche ai pazienti in età pediatrica. Tale metodica riduce l’incidenza di effetti collaterali e consente di aumentare la dose di radiazione al tumore, con maggiori probabilità di cura.

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