Pratica innovativa in Neurochirurgia

Lunedì, 21 Marzo 2005 12:52


Padre Pio e il Presepe Un paziente di 48 anni, proveniente dalla provincia di Benevento, è stato di recente operato al cervello con la sola anestesia locale. Tale tecnica è stata praticata presso l’U.O. di Neurochirurgia del nostro Ospedale dall’equipe diretta dal dottor Vincenzo d’Angelo, coadiuvato dai dottori Vincenzo Monte, Leonardo Gorgoglione, Antonello Ceddia e Vincenzo Bozzini.
L’operazione da sveglio rappresentava l’unica possibilità per rimuovere la massa tumorale, che insisteva sul Centro della parola, per cui per cinque ore, durante l’intervento, il paziente ha dialogato con i medici e ha potuto così collaborare per la buona riuscita dell’exeresi chirurgica della neoformazione. Non meno importante, per la buona riuscita dell’operazione, il ruolo degli anestesisti del II Servizio (Primario dottor Paolo De Vivo e dottori Alfredo Del Gaudio e Francesco Perrotta), a cui è toccato il delicato compito di dosare i farmaci in modo da mantenere sempre sveglio il paziente senza fargli avvertire dolore. Preziosa, come sempre, la collaborazione professionale del personale tecnico e infermieristico.


Padre Pio e il Presepe Un paziente di 48 anni, proveniente dalla provincia di Benevento, è stato di recente operato al cervello con la sola anestesia locale. Tale tecnica è stata praticata presso l’U.O. di Neurochirurgia del nostro Ospedale dall’equipe diretta dal dottor Vincenzo d’Angelo, coadiuvato dai dottori Vincenzo Monte, Leonardo Gorgoglione, Antonello Ceddia e Vincenzo Bozzini.
L’operazione da sveglio rappresentava l’unica possibilità per rimuovere la massa tumorale, che insisteva sul Centro della parola, per cui per cinque ore, durante l’intervento, il paziente ha dialogato con i medici e ha potuto così collaborare per la buona riuscita dell’exeresi chirurgica della neoformazione. Non meno importante, per la buona riuscita dell’operazione, il ruolo degli anestesisti del II Servizio (Primario dottor Paolo De Vivo e dottori Alfredo Del Gaudio e Francesco Perrotta), a cui è toccato il delicato compito di dosare i farmaci in modo da mantenere sempre sveglio il paziente senza fargli avvertire dolore. Preziosa, come sempre, la collaborazione professionale del personale tecnico e infermieristico.

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