La nucleoplastica

Martedì, 11 Ottobre 2005 13:52

Presso l’Unità Operativa Complessa di Radiologia Interventistica della “Casa Sollievo della Sofferenza” (Primario dottor Francesco Florio) ormai numerosi pazienti sono stati sottoposti ad una nuova terapia per il trattamento delle ernie del disco: la Nucleoplastica.
Questo tipo di trattamento è stato reso possibile dalla stretta collaborazione clinica vigente con il reparto di Ortopedia dello stesso Ospedale. La metodica consiste nell’inserimento per via per cutanea, tramite aghi particolari, di speciali sonde di piccolo diametro all’interno della parte più centrale del disco (il nucleo polposo).
L’applicazione di una corrente bipolare a radiofrequenza all’estremità della sonda permette la rapida rimozione di tessuto discale, che viene vaporizzato per effetto della ipertermia indotta dalla radiofrequenza (coblazione). La temperatura raggiunta durante la coblazione all’interno del nucleo non supera i 70 gradi.
Si crea così all’interno del disco patologico uno spazio vuoto sufficiente ad allentare la pressione interna del disco e far rientrare l’azione meccanica della parte periferica del disco (anulus fibroso) sulle radici nervose. Ciò consente di ottenere una netta e rapida riduzione della sintomatologia dolorosa.

La Nucleoplastica rappresenta sicuramente un passo avanti nel trattamento delle ernie discali della colonna lombare: la sua indicazione precisa sono le ernie sintomatiche, non ancora espulse (ossia poco sporgenti ) e pertanto non ancora indicate per l’intervento chirurgico.
La Nucleoplastica, pertanto, non si pone in concorrenza con l’intervento chirurgico classico, ma va ad affiancarsi a quest’ultimo, ampliando così le possibilità di trattamento per i pazienti affetti da questa fastidiosissima sintomatologia spesso debilitante.
Il grado di invasività della metodica è minimo ed i rischi per il paziente quasi inesistenti: gli aghi e le sonde utilizzati sono di esile calibro; con la semplice anestesia locoregionale il trattamento risulta assolutamente indolore per il paziente; il tempo di applicazione della radiofrequenza è di pochi minuti e molto breve risulta anche il tempo di giacenza del paziente sul lettino radiologico.
Il periodo di degenza ospedaliera è di 2 o 3 giorni e rapida risulta la ripresa dell’attività lavorativa.
I pazienti candidati ideali per questa metodica sono pazienti che presentano un bulging, cioè un iniziale sfiancamento del disco intervertebrale mediano o intraforaminale o di entrambi ed una sintomatologia dolorosa di tipo assiale e lombosciatalgico irradiato agli arti inferiori.
I migliori risultati si ottengono in pazienti di età non troppo avanzata e quando la sintomatologia dolorosa sia insorta in epoca relativamente recente, ossia quando il disco intervertebrale non sia ancora degenerato e l’ernia non sia ancora espulsa.

Repertorio iconografico

Immagine 1 - Immagine 2 - Immagine 3 - Immagine 4

Presso l’Unità Operativa Complessa di Radiologia Interventistica della “Casa Sollievo della Sofferenza” (Primario dottor Francesco Florio) ormai numerosi pazienti sono stati sottoposti ad una nuova terapia per il trattamento delle ernie del disco: la Nucleoplastica.
Questo tipo di trattamento è stato reso possibile dalla stretta collaborazione clinica vigente con il reparto di Ortopedia dello stesso Ospedale. La metodica consiste nell’inserimento per via per cutanea, tramite aghi particolari, di speciali sonde di piccolo diametro all’interno della parte più centrale del disco (il nucleo polposo).
L’applicazione di una corrente bipolare a radiofrequenza all’estremità della sonda permette la rapida rimozione di tessuto discale, che viene vaporizzato per effetto della ipertermia indotta dalla radiofrequenza (coblazione). La temperatura raggiunta durante la coblazione all’interno del nucleo non supera i 70 gradi.
Si crea così all’interno del disco patologico uno spazio vuoto sufficiente ad allentare la pressione interna del disco e far rientrare l’azione meccanica della parte periferica del disco (anulus fibroso) sulle radici nervose. Ciò consente di ottenere una netta e rapida riduzione della sintomatologia dolorosa.

La Nucleoplastica rappresenta sicuramente un passo avanti nel trattamento delle ernie discali della colonna lombare: la sua indicazione precisa sono le ernie sintomatiche, non ancora espulse (ossia poco sporgenti ) e pertanto non ancora indicate per l’intervento chirurgico.
La Nucleoplastica, pertanto, non si pone in concorrenza con l’intervento chirurgico classico, ma va ad affiancarsi a quest’ultimo, ampliando così le possibilità di trattamento per i pazienti affetti da questa fastidiosissima sintomatologia spesso debilitante.
Il grado di invasività della metodica è minimo ed i rischi per il paziente quasi inesistenti: gli aghi e le sonde utilizzati sono di esile calibro; con la semplice anestesia locoregionale il trattamento risulta assolutamente indolore per il paziente; il tempo di applicazione della radiofrequenza è di pochi minuti e molto breve risulta anche il tempo di giacenza del paziente sul lettino radiologico.
Il periodo di degenza ospedaliera è di 2 o 3 giorni e rapida risulta la ripresa dell’attività lavorativa.
I pazienti candidati ideali per questa metodica sono pazienti che presentano un bulging, cioè un iniziale sfiancamento del disco intervertebrale mediano o intraforaminale o di entrambi ed una sintomatologia dolorosa di tipo assiale e lombosciatalgico irradiato agli arti inferiori.
I migliori risultati si ottengono in pazienti di età non troppo avanzata e quando la sintomatologia dolorosa sia insorta in epoca relativamente recente, ossia quando il disco intervertebrale non sia ancora degenerato e l’ernia non sia ancora espulsa.

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