Donazione di cellule staminali in aferesi

Mercoledì, 29 Novembre 2006 01:00

E’ stata effettuata con successo nei giorni scorsi presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza la prima raccolta di cellule staminali da sangue periferico da donatore volontario iscritto all’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) mediante «procedura aferetica», modalità simile a quella utilizzata per la donazione delle piastrine.

La donazione è avvenuta a favore di un paziente del nord Italia affetto da una grave emopatia. La procedura, di uso consolidato per i donatori familiari dei pazienti affetti da patologie oncoematologiche, a partire dal 2005 è utilizzabile anche per i donatori volontari non consanguinei per i quali negli anni scorsi era possibile esclusivamente la donazione mediante prelievo di sangue midollare dalle ossa del bacino in anestesia generale. Il Midollo osseo, spesso impropriamente associato al midollo spinale, non porta ad alcun rischio di paralisi ed il sangue midollare o periferico prelevato si rigenera velocemente riportando il donatore alla situazione di partenza senza alcuna menomazione.

Importante al fine della donazione è stata la collaborazione tra la sezione aferesi del servizio di medicina trasfusionale diretta da Lazzaro di Mauro, l’unità operativa di ematologia e centro trapianti di midollo osseo diretta da Nicola Cascavilla e la sezione ADMO di San Giovanni Rotondo, associazione costituitasi di recente in città ma già fortemente attiva nel diffondere il messaggio di impegno e di solidarietà verso i pazienti, spesso bambini, affetti da patologie oncoematologiche.


E’ stata effettuata con successo nei giorni scorsi presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza la prima raccolta di cellule staminali da sangue periferico da donatore volontario iscritto all’ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) mediante «procedura aferetica», modalità simile a quella utilizzata per la donazione delle piastrine.

La donazione è avvenuta a favore di un paziente del nord Italia affetto da una grave emopatia. La procedura, di uso consolidato per i donatori familiari dei pazienti affetti da patologie oncoematologiche, a partire dal 2005 è utilizzabile anche per i donatori volontari non consanguinei per i quali negli anni scorsi era possibile esclusivamente la donazione mediante prelievo di sangue midollare dalle ossa del bacino in anestesia generale. Il Midollo osseo, spesso impropriamente associato al midollo spinale, non porta ad alcun rischio di paralisi ed il sangue midollare o periferico prelevato si rigenera velocemente riportando il donatore alla situazione di partenza senza alcuna menomazione.

Importante al fine della donazione è stata la collaborazione tra la sezione aferesi del servizio di medicina trasfusionale diretta da Lazzaro di Mauro, l’unità operativa di ematologia e centro trapianti di midollo osseo diretta da Nicola Cascavilla e la sezione ADMO di San Giovanni Rotondo, associazione costituitasi di recente in città ma già fortemente attiva nel diffondere il messaggio di impegno e di solidarietà verso i pazienti, spesso bambini, affetti da patologie oncoematologiche.

nuovo-css