Impiantato per la prima volta un bypass aorto-carotideo in toracoscopia totale

Mercoledì, 24 Febbraio 2010 01:00

Presso Casa Sollievo della Sofferenza, è stato eseguito un bypass aorto-carotideo sinistro con accesso totalmente videotoracoscopico, senza stereotomia. L’intervento è stato seguito dal prof. Giovanni Colacchio, Primario dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare Mininvasiva e Alta Specializzazione (M.A.S.). Hanno collaborato il prof. Marc Coggia, il dottor Giancarlo Palena e la dr.ssa Angela Ferrante.

La complessa gestione anestesiologica è stata curata dal dottor Angelo Tancredi. Il decorso postoperatorio è risultato eccellente e il paziente ha potuto lasciare l'Ospedale pochi giorni dopo l'intervento. Al ricovero in ospedale il paziente presentava ostruzione di entrambi gli assi carotidei e stenosi significativa della succlavia e vertebrale sinistra, con recenti sintomi neurologici transitori subentranti.

E’ la prima volta in Italia che viene impiantato un bypass aorto-carotideo in toracoscopia totale, una tecnica che rappresenta un nuovo traguardo per la Casa Sollievo della Sofferenza, l’unico ospedale italiano dove già si eseguono regolarmente interventi di chirurgia vascolare totalmente video-assistita per il trattamento di patologie ostruttive o aneurismatiche dell'aorta addominale.

Il trattamento chirurgico delle stenosi della biforcazione carotidea è una prassi da anni standardizzata, e più recentemente l'impiego di metodiche endovascolari (stent) si è aggiunto - in casi selezionati - alle opzioni terapeutiche a disposizione. Quando l'aterosclerosi è localizzata a livello dell'arco aortico, essa può ostruire l'origine dei principali rami arteriosi (carotidi, succlavie) mettendo così a repentaglio la vascolarizzazione cerebrale nel suo insieme.

Il trattamento chirurgico in questi casi prevede la rivascolarizzazione mediante l'impianto di un bypass tra l'aorta ascendente e uno o più tronchi epiaortici; l'intervento tradizionale richiede la sternotomia ed eventualmente una circolazione extracorporea (CEC) parziale. L’accesso in videotoracoscopia, senza stereotomia, rappresenta pertanto un prestigioso traguardo.

Presso Casa Sollievo della Sofferenza, è stato eseguito un bypass aorto-carotideo sinistro con accesso totalmente videotoracoscopico, senza stereotomia. L’intervento è stato seguito dal prof. Giovanni Colacchio, Primario dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare Mininvasiva e Alta Specializzazione (M.A.S.). Hanno collaborato il prof. Marc Coggia, il dottor Giancarlo Palena e la dr.ssa Angela Ferrante.

La complessa gestione anestesiologica è stata curata dal dottor Angelo Tancredi. Il decorso postoperatorio è risultato eccellente e il paziente ha potuto lasciare l'Ospedale pochi giorni dopo l'intervento. Al ricovero in ospedale il paziente presentava ostruzione di entrambi gli assi carotidei e stenosi significativa della succlavia e vertebrale sinistra, con recenti sintomi neurologici transitori subentranti.

E’ la prima volta in Italia che viene impiantato un bypass aorto-carotideo in toracoscopia totale, una tecnica che rappresenta un nuovo traguardo per la Casa Sollievo della Sofferenza, l’unico ospedale italiano dove già si eseguono regolarmente interventi di chirurgia vascolare totalmente video-assistita per il trattamento di patologie ostruttive o aneurismatiche dell'aorta addominale.

Il trattamento chirurgico delle stenosi della biforcazione carotidea è una prassi da anni standardizzata, e più recentemente l'impiego di metodiche endovascolari (stent) si è aggiunto - in casi selezionati - alle opzioni terapeutiche a disposizione. Quando l'aterosclerosi è localizzata a livello dell'arco aortico, essa può ostruire l'origine dei principali rami arteriosi (carotidi, succlavie) mettendo così a repentaglio la vascolarizzazione cerebrale nel suo insieme.

Il trattamento chirurgico in questi casi prevede la rivascolarizzazione mediante l'impianto di un bypass tra l'aorta ascendente e uno o più tronchi epiaortici; l'intervento tradizionale richiede la sternotomia ed eventualmente una circolazione extracorporea (CEC) parziale. L’accesso in videotoracoscopia, senza stereotomia, rappresenta pertanto un prestigioso traguardo.

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