Cellule staminali emopoietiche da cordone ombelicale

Martedì, 20 Luglio 2010 02:00

Lo scorso aprile è pervenuta alla Banca del Sangue Placentare della Regione Puglia una richiesta di informazioni relative ad una unità di sangue cordonale, donata da una mamma pugliese, per una possibile utilizzo a fini trapiantologici, in favore di un bambino francese affetto da emopatia maligna, che probabilmente non aveva trovato nessun donatore compatibile sia in ambito familiare che dai registri.
Dopo circa due mesi è pervenuta a San Giovanni Rotondo una richiesta di cessione “urgente” dell’unità (naturalmente dopo aver effettuato le verifiche di identità della sacca e altri controlli di qualità).
L’unità è stata ceduta dalla Puglia Cord Blood Bank ubicata in Casa Sollievo della Sofferenza, diretta dal dottor Lazzaro Di Mauro, il 29 giugno 2010 ed è pervenuta a Nancy (Francia) il giorno dopo pronta per essere trapiantata.

E’ da segnalare che vi sono altre richieste da varie parti del mondo di “informazioni” per altre unità di sangue cordonale pronte per essere utilizzate qualora giunga una richiesta di trasferimento, segno che la sensibilità delle donatrici pugliesi ed il lavoro svolto da tutto il personale coinvolto nel progetto regionale per il prelievo, la raccolta e il bancaggio del sangue cordonale sta dando i suoi frutti.

Attualmente il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE), prelevate dal midollo osseo o dal sangue venoso periferico, rappresenta una procedura terapeutica largamente impiegata nel trattamento di numerose patologie.
Per alcuni pazienti, la difficoltà a reperire un donatore compatibile o la necessità di un intervento terapeutico rapido, ha spinto a ricercare delle fonti alternative di CSE rispetto al midollo. L’identificazione di CSE nel sangue cordonale e la possibilità di effettuare trapianti con queste cellule ha indotto la costituzione di vere e proprie "banche", dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte. In Italia sono attive 18 banche di sangue cordonale distribuite su tutto il territorio nazionale.
Dall’agosto del 2007, anche la Regione Puglia ha una Banca del Sangue Placentare, ma solo nel gennaio 2008 ha inizio l’attività di prelievo, raccolta e bancaggio di unità di sangue placentare.
A partire dal mese di settembre 2008, in seguito all’emanazione del “Progetto Rete Regionale per il prelievo e la raccolta del sangue placentare”, l’attività ha subito una fase di forte crescita, caratterizzata dalla adesione al progetto di quasi tutti i centri di raccolta periferici coinvolti, tra i quali spicca la Casa Sollievo della Sofferenza come capofila degli altri 13 centri pugliesi.

Lo scorso aprile è pervenuta alla Banca del Sangue Placentare della Regione Puglia una richiesta di informazioni relative ad una unità di sangue cordonale, donata da una mamma pugliese, per una possibile utilizzo a fini trapiantologici, in favore di un bambino francese affetto da emopatia maligna, che probabilmente non aveva trovato nessun donatore compatibile sia in ambito familiare che dai registri.
Dopo circa due mesi è pervenuta a San Giovanni Rotondo una richiesta di cessione “urgente” dell’unità (naturalmente dopo aver effettuato le verifiche di identità della sacca e altri controlli di qualità).
L’unità è stata ceduta dalla Puglia Cord Blood Bank ubicata in Casa Sollievo della Sofferenza, diretta dal dottor Lazzaro Di Mauro, il 29 giugno 2010 ed è pervenuta a Nancy (Francia) il giorno dopo pronta per essere trapiantata.

E’ da segnalare che vi sono altre richieste da varie parti del mondo di “informazioni” per altre unità di sangue cordonale pronte per essere utilizzate qualora giunga una richiesta di trasferimento, segno che la sensibilità delle donatrici pugliesi ed il lavoro svolto da tutto il personale coinvolto nel progetto regionale per il prelievo, la raccolta e il bancaggio del sangue cordonale sta dando i suoi frutti.

Attualmente il trapianto di cellule staminali emopoietiche (CSE), prelevate dal midollo osseo o dal sangue venoso periferico, rappresenta una procedura terapeutica largamente impiegata nel trattamento di numerose patologie.
Per alcuni pazienti, la difficoltà a reperire un donatore compatibile o la necessità di un intervento terapeutico rapido, ha spinto a ricercare delle fonti alternative di CSE rispetto al midollo. L’identificazione di CSE nel sangue cordonale e la possibilità di effettuare trapianti con queste cellule ha indotto la costituzione di vere e proprie "banche", dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte. In Italia sono attive 18 banche di sangue cordonale distribuite su tutto il territorio nazionale.
Dall’agosto del 2007, anche la Regione Puglia ha una Banca del Sangue Placentare, ma solo nel gennaio 2008 ha inizio l’attività di prelievo, raccolta e bancaggio di unità di sangue placentare.
A partire dal mese di settembre 2008, in seguito all’emanazione del “Progetto Rete Regionale per il prelievo e la raccolta del sangue placentare”, l’attività ha subito una fase di forte crescita, caratterizzata dalla adesione al progetto di quasi tutti i centri di raccolta periferici coinvolti, tra i quali spicca la Casa Sollievo della Sofferenza come capofila degli altri 13 centri pugliesi.

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