Intervento chirurgico in tridimensionale

Martedì, 27 Luglio 2010 02:00

Per la prima volta in Casa Sollievo è stato utilizzata una tecnica tridimensionale per l'asportazione di un tumore dell'ipofisi. L'intervento chirurgico è definito “a quattro mani” poiché, in questo caso, hanno agito contemporaneamente l'otorino ed il neurochirurgo facendo scorrere gli strumenti operatori attraverso entrambe le narici.

“L'impressione che si ha da questa prima esperienza è che sia un sistema nuovo di missione chirurgica, sicuramente più raffinato nella definizione anatomica e nei dettagli perché può rendere la chirurgia precisa come quella microchirurgica endoscopica”, ha commentato il prof. Vincenzo D'Angelo, responsabile dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia di Casa Sollievo.
I principali vantaggi dell'apparecchio consistono nel notevole miglioramento della qualità visiva e della percezione della profondità, con la conseguente accresciuta capacità di riconoscimento delle strutture anatomiche e precisione dei movimenti chirurgici.
Ciò consente al chirurgo di operare con maggiore sicurezza in campi ristretti come quelli obbligati dalla via nasale. “Questo tipo di tecnologia può far vedere delle prospettive molto interessanti anche per altri campi in cui l'endoscopia ha un ruolo fondamentale”, sostiene il dott. Roberto Saetti, responsabile dell'Unità operativa complessa di Otorino.
























Per la prima volta in Casa Sollievo è stato utilizzata una tecnica tridimensionale per l'asportazione di un tumore dell'ipofisi. L'intervento chirurgico è definito “a quattro mani” poiché, in questo caso, hanno agito contemporaneamente l'otorino ed il neurochirurgo facendo scorrere gli strumenti operatori attraverso entrambe le narici.

“L'impressione che si ha da questa prima esperienza è che sia un sistema nuovo di missione chirurgica, sicuramente più raffinato nella definizione anatomica e nei dettagli perché può rendere la chirurgia precisa come quella microchirurgica endoscopica”, ha commentato il prof. Vincenzo D'Angelo, responsabile dell'Unità operativa complessa di Neurochirurgia di Casa Sollievo.
I principali vantaggi dell'apparecchio consistono nel notevole miglioramento della qualità visiva e della percezione della profondità, con la conseguente accresciuta capacità di riconoscimento delle strutture anatomiche e precisione dei movimenti chirurgici.
Ciò consente al chirurgo di operare con maggiore sicurezza in campi ristretti come quelli obbligati dalla via nasale. “Questo tipo di tecnologia può far vedere delle prospettive molto interessanti anche per altri campi in cui l'endoscopia ha un ruolo fondamentale”, sostiene il dott. Roberto Saetti, responsabile dell'Unità operativa complessa di Otorino.























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