Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa

Martedì, 17 Maggio 2011 02:00
Come già negli anni scorsi, anche quest’anno la Casa Sollievo della Sofferenza parteciperà alla celebrazione della Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa, indetta dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa e dalla Lega Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa al fine di promuovere la campagna di sensibilizzazione nei confronti di una delle più importanti malattie di importanza sociale.

Il 17 maggio prossimo sarà allestita, nell’atrio del Poliambulatorio “Giovanni Paolo II”, a cura della S.C. di Nefrologia e Dialisi, una postazione, presso la quale sarà distribuito materiale informativo e sarà possibile porre quesiti e sottoporsi a misurazione della pressione arteriosa.

L'ipertensione arteriosa
L'ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la mortalità globale nel mondo, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Essa costituisce, inoltre, un fattore di rischio altrettanto importante, ed indipendente, per malattie renali e per diverse affezioni cardiovascolari, tra cui la cardiopatia ischemica, gli accidenti cerebro-vascolari, lo scompenso cardiaco e le arteriopatie periferiche. Tuttavia danni subclinici a carico dei cosiddetti 'organi bersaglio' possono prodursi anche molto precocemente nel corso dell'ipertensione e possono essere identificati con indagini non invasive. Essi sono costituiti dall'ipertrofia e dalla disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, dalla microalbuminuria, dalla perdita di elasticità delle pareti vascolari, dalla disfunzione cognitiva e dalla demenza vascolare.

Nei paesi industrializzati il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa (cioè valori di pressione superiori a 140/90 mmHg) nell'arco della vita è superiore al 90%. La prevalenza di ipertensione varia significativamente nelle diverse aree del mondo (in America Latina e nei Caraibi, ad esempio, è più che doppia di quella osservata in Asia), e varia con il sesso e con l'età. La pressione arteriosa tende ad aumentare sia negli uomini che nelle donne in ragione dell'esposizione a fattori ambientali associati con lo 'sviluppo': aumento della vita media, abitudini alimentari comportanti un eccesso di assunzione di sale, calorie, grassi ed alcool da una parte, e riduzione di assunzione di frutta e vegetali e di esercizio fisico dall'altra. Fino ai 60 anni di età l'ipertensione è più comune negli uomini che nelle donne, ma dopo tale età la prevalenza è maggiore nelle donne.

Di contro, dati provenienti da studi condotti in diverse popolazioni non acculturate del mondo mostrano come la pressione arteriosa non aumenti con l’avanzare dell’età (nelle fasce tra i 20 ed i 60 anni), a conferma del fatto che, in assenza di condizioni ambientali avverse prodotte dallo ‘sviluppo’, la pressione arteriosa non aumenta una volta raggiunta la completa maturità fisica.

Quanto alla prospettive future relative alla prevalenza dell’ipertensione arteriosa, si consideri che la popolazione del mondo cresce, che l’80% di essa è in via di sviluppo e che la vita media aumenta. Tutto questo comporta l’attesa dell’aumento, nei prossimi vent’anni, non solo del numero di soggetti affetti da ipertensione ma anche della prevalenza globale di ipertensione nel mondo.

Attualmente gli ipertesi nel mondo sono circa 1 miliardo e mezzo: in accordo alla vecchia ‘regola delle metà’, metà di essi non sanno di esserlo, solo metà di quelli che lo sanno sono in trattamento e solo in metà di questi ultimi la pressione appare ben controllata.
In Italia i soggetti ipertesi sono circa 15 milioni: tra essi, solo 1 su quattro ha la pressione ben controllata, e circa 250.000 muoiono ogni anno per malattie cardiovascolari causate dall’ipertensione.

Si è già detto che l’ipertensione è uno dei più importanti fattori di rischio per malattie cardio- e cerebrovascolari, nefropatie e vasculopatie periferiche. Va aggiunto che anche le probabilità di sviluppare un’ipertensione arteriosa aumentano in presenza di altri fattori, quali la familiarità, le abitudini alimentari (eccessivo introito di sale con la dieta), il sovrappeso corporeo o l’obesità, lo stile di vita (sedentarietà e mancanza di esercizio fisico regolare), l’assunzione di farmaci o sostanze potenzialmente in grado di causare l’aumento della pressione arteriosa.

Di qui l’importanza della diagnosi precoce di ipertensione e della prevenzione delle sue complicanze; di qui le raccomandazioni a sottoporsi periodicamente alla rilevazione della pressione arteriosa (a casa o presso il medico curante), a ridurre il consumo di sale, di grassi e di alcool, a svolgere un’attività fisica regolare, ad assumere regolarmente la terapia eventualmente prescritta ed a sottoporsi periodicamente a controlli clinici e di laboratorio.

L’inadeguato controllo della pressione arteriosa nella popolazione è un problema ‘globale’, che non può essere attribuito unicamente alla mancanza di accesso alle strutture sanitarie od alla scarsa aderenza alla terapia. Esso rimane una sfida a cui non ci si deve sottrarre.
In questo senso la ‘VII Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa’ si propone lo scopo di contribuire a colmare le lacune ancora esistenti nel campo dell’informazione, della conoscenza, della prevenzione e della cura di questa condizione patologica di assoluta rilevanza sociale.
Come già negli anni scorsi, anche quest’anno la Casa Sollievo della Sofferenza parteciperà alla celebrazione della Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa, indetta dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa e dalla Lega Italiana contro l’Ipertensione Arteriosa al fine di promuovere la campagna di sensibilizzazione nei confronti di una delle più importanti malattie di importanza sociale.

Il 17 maggio prossimo sarà allestita, nell’atrio del Poliambulatorio “Giovanni Paolo II”, a cura della S.C. di Nefrologia e Dialisi, una postazione, presso la quale sarà distribuito materiale informativo e sarà possibile porre quesiti e sottoporsi a misurazione della pressione arteriosa.

L'ipertensione arteriosa
L'ipertensione arteriosa rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la mortalità globale nel mondo, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Essa costituisce, inoltre, un fattore di rischio altrettanto importante, ed indipendente, per malattie renali e per diverse affezioni cardiovascolari, tra cui la cardiopatia ischemica, gli accidenti cerebro-vascolari, lo scompenso cardiaco e le arteriopatie periferiche. Tuttavia danni subclinici a carico dei cosiddetti 'organi bersaglio' possono prodursi anche molto precocemente nel corso dell'ipertensione e possono essere identificati con indagini non invasive. Essi sono costituiti dall'ipertrofia e dalla disfunzione diastolica del ventricolo sinistro, dalla microalbuminuria, dalla perdita di elasticità delle pareti vascolari, dalla disfunzione cognitiva e dalla demenza vascolare.

Nei paesi industrializzati il rischio di sviluppare ipertensione arteriosa (cioè valori di pressione superiori a 140/90 mmHg) nell'arco della vita è superiore al 90%. La prevalenza di ipertensione varia significativamente nelle diverse aree del mondo (in America Latina e nei Caraibi, ad esempio, è più che doppia di quella osservata in Asia), e varia con il sesso e con l'età. La pressione arteriosa tende ad aumentare sia negli uomini che nelle donne in ragione dell'esposizione a fattori ambientali associati con lo 'sviluppo': aumento della vita media, abitudini alimentari comportanti un eccesso di assunzione di sale, calorie, grassi ed alcool da una parte, e riduzione di assunzione di frutta e vegetali e di esercizio fisico dall'altra. Fino ai 60 anni di età l'ipertensione è più comune negli uomini che nelle donne, ma dopo tale età la prevalenza è maggiore nelle donne.

Di contro, dati provenienti da studi condotti in diverse popolazioni non acculturate del mondo mostrano come la pressione arteriosa non aumenti con l’avanzare dell’età (nelle fasce tra i 20 ed i 60 anni), a conferma del fatto che, in assenza di condizioni ambientali avverse prodotte dallo ‘sviluppo’, la pressione arteriosa non aumenta una volta raggiunta la completa maturità fisica.

Quanto alla prospettive future relative alla prevalenza dell’ipertensione arteriosa, si consideri che la popolazione del mondo cresce, che l’80% di essa è in via di sviluppo e che la vita media aumenta. Tutto questo comporta l’attesa dell’aumento, nei prossimi vent’anni, non solo del numero di soggetti affetti da ipertensione ma anche della prevalenza globale di ipertensione nel mondo.

Attualmente gli ipertesi nel mondo sono circa 1 miliardo e mezzo: in accordo alla vecchia ‘regola delle metà’, metà di essi non sanno di esserlo, solo metà di quelli che lo sanno sono in trattamento e solo in metà di questi ultimi la pressione appare ben controllata.
In Italia i soggetti ipertesi sono circa 15 milioni: tra essi, solo 1 su quattro ha la pressione ben controllata, e circa 250.000 muoiono ogni anno per malattie cardiovascolari causate dall’ipertensione.

Si è già detto che l’ipertensione è uno dei più importanti fattori di rischio per malattie cardio- e cerebrovascolari, nefropatie e vasculopatie periferiche. Va aggiunto che anche le probabilità di sviluppare un’ipertensione arteriosa aumentano in presenza di altri fattori, quali la familiarità, le abitudini alimentari (eccessivo introito di sale con la dieta), il sovrappeso corporeo o l’obesità, lo stile di vita (sedentarietà e mancanza di esercizio fisico regolare), l’assunzione di farmaci o sostanze potenzialmente in grado di causare l’aumento della pressione arteriosa.

Di qui l’importanza della diagnosi precoce di ipertensione e della prevenzione delle sue complicanze; di qui le raccomandazioni a sottoporsi periodicamente alla rilevazione della pressione arteriosa (a casa o presso il medico curante), a ridurre il consumo di sale, di grassi e di alcool, a svolgere un’attività fisica regolare, ad assumere regolarmente la terapia eventualmente prescritta ed a sottoporsi periodicamente a controlli clinici e di laboratorio.

L’inadeguato controllo della pressione arteriosa nella popolazione è un problema ‘globale’, che non può essere attribuito unicamente alla mancanza di accesso alle strutture sanitarie od alla scarsa aderenza alla terapia. Esso rimane una sfida a cui non ci si deve sottrarre.
In questo senso la ‘VII Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa’ si propone lo scopo di contribuire a colmare le lacune ancora esistenti nel campo dell’informazione, della conoscenza, della prevenzione e della cura di questa condizione patologica di assoluta rilevanza sociale.

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