Stato dell'arte e nuove strategie per la rete italiana delle banche cordonali

Venerdì, 20 Maggio 2011 02:00


C’è fermento nella comunità scientifica sul fronte delle cellule staminali cordonali. E le istituzioni impegnate in questo settore, il Centro Nazionale Trapianti e il Centro Nazionale Sangue, sono in prima linea per raccogliere le sfide che, con tempi sempre più serrati, la ricerca scientifica impone. I recenti convegni del GITMO (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, Cellule Staminali Emopoietiche e Terapia Cellulare), dell’Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) testimoniano come tutti gli attori coinvolti in questo campo stiano lavorando per migliorare sempre più un sistema già di buona qualità. Alcuni articoli di stampa pubblicati a latere di questi incontri impongono una riflessione più ampia sullo stato attuale della rete delle banche pubbliche di cordone (ITCBN).

Innanzitutto per rassicurare le coppie che hanno donato e che doneranno il sangue del cordone ombelicale raccolto alla nascita del loro bimbo. Un gesto solidale, sicuro e gratuito che, sottolineano gli esperti, rappresenta ad oggi l’unico modo efficace per salvare tante vite. Tant’è che questa posizione è stata messa nero su bianco in un documento condiviso dalle maggiori società scientifiche nazionali, coinvolte a vario titolo nella donazione e raccolta del sangue cordonale, dai diversi livelli della rete trapianti e sangue, dall’Ordine Provinciale di Roma dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri, da Federfarma, da altre Federazioni e dalle associazioni di volontariato del settore. Una task force che, nel corso di un incontro a Roma il 1 dicembre scorso, si è confrontata sulle più recenti applicazioni cliniche delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale e che, a conclusione dei lavori, ha fortemente voluto riassumerne le indicazioni terapeutiche in un Position Statement, scaricabile a breve sul sito di tutti i firmatari.

La donazione del sangue cordonale resta, quindi, un punto fermo per la cura di moltissime malattie come leucemie acute, immunodeficienze congenite, mielomi, linfomi e talassemie. Ma affinché gli ematologi e trapiantologi italiani e internazionali possano contare su un inventario di cellule staminali emopoietiche qualitativamente sempre più efficace, la Rete delle Banche sta individuando delle misure per migliorarne i criteri di selezione per la crioconservazione. Questo perché le cellule staminali cordonali rappresentano ormai una fonte affidabile per i trapianti pediatrici e adulti, al pari di quelle contenute nel midollo osseo e nel sangue periferico; infatti, il 15% dei 1538 trapianti di staminali avvenuti in Italia nel 2010 è stato realizzato grazie alle cellule del sangue cordonale. Grazie alla maturità del network italiano delle 18 banche pubbliche, si sta delineando una nuova strategia che punterà a offrire delle unità di cellule staminali emopoietiche con un alto numero di cellule; una condizione fondamentale per determinare l’efficacia del trapianto e per la guarigione del paziente. Oltre ad aumentare i campioni con un elevato numero di staminali, la Rete sta puntando a rendere queste unità immediatamente disponibili ai centri trapianto italiani e internazionali dotandole di tutta una serie di informazioni aggiuntive, da poco introdotte da standard internazionali. La natura di queste informazioni chiama in causa tutta una serie di analisi di compatibilità di altissimo livello che fornisce un quadro completo e dettagliato sulla caratterizzazione dei campioni. Nulla a che vedere con i criteri di sicurezza che rispondono già pienamente ai requisiti fissati dall’Europa e dagli standard internazionali. Una strategia che intende consolidare la posizione raggiunta dalla Rete italiana in questi anni; basti pensare che la ITCBN è al quinto posto per numero di unità rilasciate a scopo di trapianto.

Contatti
Presidenza GITMO
Email:arambaldi@ospedaliriuniti.bergamo.it
Tel: 010 5554423

Ufficio Comunicazione CNT
Email: comunicazione.cnt@iss.it
Tel: 06 49904115

Ufficio Comunicazione CNS
Email: comunicazione.cns@iss.it
Tel: 06 49904973


C’è fermento nella comunità scientifica sul fronte delle cellule staminali cordonali. E le istituzioni impegnate in questo settore, il Centro Nazionale Trapianti e il Centro Nazionale Sangue, sono in prima linea per raccogliere le sfide che, con tempi sempre più serrati, la ricerca scientifica impone. I recenti convegni del GITMO (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, Cellule Staminali Emopoietiche e Terapia Cellulare), dell’Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) testimoniano come tutti gli attori coinvolti in questo campo stiano lavorando per migliorare sempre più un sistema già di buona qualità. Alcuni articoli di stampa pubblicati a latere di questi incontri impongono una riflessione più ampia sullo stato attuale della rete delle banche pubbliche di cordone (ITCBN).

Innanzitutto per rassicurare le coppie che hanno donato e che doneranno il sangue del cordone ombelicale raccolto alla nascita del loro bimbo. Un gesto solidale, sicuro e gratuito che, sottolineano gli esperti, rappresenta ad oggi l’unico modo efficace per salvare tante vite. Tant’è che questa posizione è stata messa nero su bianco in un documento condiviso dalle maggiori società scientifiche nazionali, coinvolte a vario titolo nella donazione e raccolta del sangue cordonale, dai diversi livelli della rete trapianti e sangue, dall’Ordine Provinciale di Roma dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri, da Federfarma, da altre Federazioni e dalle associazioni di volontariato del settore. Una task force che, nel corso di un incontro a Roma il 1 dicembre scorso, si è confrontata sulle più recenti applicazioni cliniche delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale e che, a conclusione dei lavori, ha fortemente voluto riassumerne le indicazioni terapeutiche in un Position Statement, scaricabile a breve sul sito di tutti i firmatari.

La donazione del sangue cordonale resta, quindi, un punto fermo per la cura di moltissime malattie come leucemie acute, immunodeficienze congenite, mielomi, linfomi e talassemie. Ma affinché gli ematologi e trapiantologi italiani e internazionali possano contare su un inventario di cellule staminali emopoietiche qualitativamente sempre più efficace, la Rete delle Banche sta individuando delle misure per migliorarne i criteri di selezione per la crioconservazione. Questo perché le cellule staminali cordonali rappresentano ormai una fonte affidabile per i trapianti pediatrici e adulti, al pari di quelle contenute nel midollo osseo e nel sangue periferico; infatti, il 15% dei 1538 trapianti di staminali avvenuti in Italia nel 2010 è stato realizzato grazie alle cellule del sangue cordonale. Grazie alla maturità del network italiano delle 18 banche pubbliche, si sta delineando una nuova strategia che punterà a offrire delle unità di cellule staminali emopoietiche con un alto numero di cellule; una condizione fondamentale per determinare l’efficacia del trapianto e per la guarigione del paziente. Oltre ad aumentare i campioni con un elevato numero di staminali, la Rete sta puntando a rendere queste unità immediatamente disponibili ai centri trapianto italiani e internazionali dotandole di tutta una serie di informazioni aggiuntive, da poco introdotte da standard internazionali. La natura di queste informazioni chiama in causa tutta una serie di analisi di compatibilità di altissimo livello che fornisce un quadro completo e dettagliato sulla caratterizzazione dei campioni. Nulla a che vedere con i criteri di sicurezza che rispondono già pienamente ai requisiti fissati dall’Europa e dagli standard internazionali. Una strategia che intende consolidare la posizione raggiunta dalla Rete italiana in questi anni; basti pensare che la ITCBN è al quinto posto per numero di unità rilasciate a scopo di trapianto.

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Tel: 010 5554423

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Email: comunicazione.cnt@iss.it
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Ufficio Comunicazione CNS
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Tel: 06 49904973

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