L'embolizzazione nel trattamento del fibroma uterino

Venerdì, 13 Marzo 2015 09:21

Il video e la trascrizione dell'intervista di Francesco Florio alla rubrica TG1 Medicina

Manuela Lucchini, giornalista della rubrica Medicina del TG1, ha intervistato Francesco Florio, direttore dell'Unità di Radiologia Interventistica dell'Ospedale. Il servizio - dedicato al fibroma uterino, una delle neoplasie benigne più diffuse nelle donne - è andato in onda domenica 8 febbraio. Pubblichiamo qui sotto la trascrizione integrale dell'intervista. Clicca qui per il video dell'intervista selezionando poi, nel menù in basso, la puntata 8-02-2015.

 

 

Che cos'è il fibroma uterino e quanto è diffuso?

Il fibroma uterino è una neoplasia benigna, la più frequente neoplasia benigna che colpisce l'apparato genitale femminile.

Da qualche tempo c'è un arma in più, l'embolizzazione. Di cosa si tratta?

Si tratta di una metodica di radiologia interventistica che consiste nel chiudere i vasi arteriosi che nutrono il fibroma, fino a provocarne la sua contrazione e la sua riduzione volumetrica.

Il fibroma che fine fa?

Non essendo più alimentato dal sangue che normalmente lo nutre, si riduce di volume e diventa un tessuto fibrotico inerte.

In quali casi si può intervenire?

Quando i fibromi sono sintomatici, danno dei disturbi quali il dolore pelvico, la perdita di sangue abbondante o nell'intervallo tra due mestruazioni e disturbi di compressione di organi adiacenti, per esempio la vescica o le anse intestinali.

Quali sono i vantaggi?

La bassa invasività, quindi l'ottima tollerabilità da parte del paziente, perché non occorrono tagli chirurgici sulla parete addominale. Non occorre l'anestesia generale e si preserva l'utero che resta nella sua sede abituale.  

Anche un recupero molto più rapido?

Ovviamente i tempi di degenza ospedaliera sono ridotti al minimo. In genere due, al massimo 3, notti in ospedale sono sufficienti per questo tipo di intervento.

E' un intervento di Radiologia Interventistica. Voi specialisti del settore nel settembre scorso avete fondato una società la I.E.S.I.R., perché?

L'intento principale è di dare spessore e visibilità a questa disciplina che pur avendo origine radiologica ha un'applicazione clinica diversa dalla radiologia come siamo abituati a concepirla e vogliamo che anche i pazienti ne conoscano le numerose potenzialità terapeutiche.

 

I.E.S.I.R. - Italian European Society of Interventional Radiology

 

La I.E.S.I.R. (in italiano Società Italo Europea di Radiologia Interventistica) è una società scientifica che si propone il principale obiettivo di promuovere la figura “clinica” del radiologo interventista in Italia ed in Europa. Ha una struttura organizzativa trasversale e aperta, priva di gerarchie. Promuove inoltre la ricerca scientifica, l'attività didattica e formativa. Info: www.iesir.info

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