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Centralino

Telefono: 0882 4101

 
Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP)
La missione dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico (URP) è assicurare all'utenza dell'ospedale l'aiuto e il supporto necessario per ogni tipo di necessità e bisogno.

Il personale dell'URP è a disposizione per:
  • fornire informazione sulle prestazioni e sui servizi sanitari;
  • garantire il diritto di essere ascoltati e di ricevere una risposta;
  • ricevere osservazioni, suggerimenti e reclami, direttamente, attraverso la compilazione di moduli già predisposti, per telefono oppure on line;
  • agevolare l'accesso e l'orientamento all'interno della struttura


Sede: Ospedale - complesso monumentale, piano rialzato lato ovest
Orari mattina: dal lunedì al sabato 8,00 - 14,00
Orari pomeriggio: lunedì e giovedì 16,00 - 18,00; martedì e mercoledì 15,00 - 18,00

Telefono: 0882 410389
Fax: 0882 410046
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Sportello c/o Poliambulatorio: dal lunedì al sabato 8,00 - 14,00

Telefono: 0882 416391

Scheda reclamo

 

 
Centro Unico Prenotazioni (CUP) Ambulatoriali

Informazioni sui tempi di attesa e prenotazioni di visite specialistiche ed esami diagnostici strumentali:

Centro Unico Prenotazioni (CUP) AMBULATORIALI

Telefono: 0882 416888

 

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Centro Unico Prenotazione (CUP) Ricoveri

Poliambulatorio

Telefono: 0882 416606

 

Orari: dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.00

 

Informazioni sui tempi di attesa e prenotazioni ricoveri nei reparti di:

  • Chirurgia I Addominale,
  • Chirurgia II Toraco Polmonare,
  • Chirurgia Vascolare,
  • Gastroenterologia Medicina Generale,
  • Neurochirurgia,
  • Neurologia,
  • Oculistica,
  • Ortopedia e Traumatologia,
  • Otorinolaringoiatria,
  • Urologia
 
Accettazione Prestazioni Ambulatoriali

Informazioni su costi, rimborsi, esenzioni, accesso ad esami e visite specialistiche, registrazione impegnative mediche e pagamento ticket

 

Poliambulatorio "Giovanni Paolo II" - piano terra lato sud, (sportelli polifunzionali)

Telefono: 0882 416400

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 7.00 alle 18.00, sabato dalle 7.30 alle 13.00

 

Ospedale - piano rialzato, lato ovest (sportelli polifunzionali)

Telefono: 0882 410 221-867

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 13.00, sabato dalle 7.30 alle 13.00

 

 
Ufficio Accettazione sanitaria e registrazione ricoveri

Informazioni generali e registrazione ricoveri, certificati di ricovero


Sede: Ospedale, piano terra lato ovest
Orari: lunedì-venerdì dalle 8.00 alle 20.00, sabato dalle 8.00 alle 14.00
Telefono: 0882 410 317-219

 
Ufficio comunicazione

Telefono: 0882 835521

Fax: 0881 350065

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Servizio di Portineria

Accedere alle strutture dell’Ospedale e del Poliambulatorio “Giovanni Paolo II”, raggiungere i punti di erogazione dei servizi

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Pronto Soccorso

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Radiologia Interventistica

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Telefono: 0882 410979
  0882 410570
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Dirigente Medico Responsabile: Dott. Francesco Paolo Florio

L’unità di Radiologia Interventistica del nostro Istituto esegue prestazioni diagnostiche e terapeutiche per pazienti che presentano patologie vascolari (arteriose e venose) ed extravascolari (apparati digerente, urinario, respiratorio, della riproduzione, scheletrico, della lacrimazione), effettuando sofisticate procedure interventistiche e terapeutiche con tecniche di chirurgia mini invasiva, non cruenti e per questo "gradite e preferite" dai nostri pazienti.
Dispone di due sale operatorie-radiologiche (più comunemente conosciute come Sale Angiografiche) dotate di Angiografi digitali e di un apparecchio EcoColorDoppler.
In dettaglio ci svolgono le attività di:

DIAGNOSTICA VASCOLARE (studio delle patologie vascolari arteriose e venose, di varia natura, anche tumorale)

Arteriografie:

  • aorta toracica, addominale
  • cerebrale
  • tronchi sovraortici
  • polmonare
  • bronchiale
  • midollare
  • arti superiori
  • arti inferiori
  • arterie viscerali (epatiche, spleniche, renali, mesenteriche, etc.)

Flebografie:

  • vena cava superiore ed inferiore
  • cerebralevene del collo
  • arti superiori
  • arti inferiori
  • vene viscerali (epatiche, spleniche, renali, mesenteriche, etc.)
  • vene spermatiche
  • vene ovarico-uterine
  • selettive e superselettive dei vari distretti (cerebrali, polmonari, viscerali, periferiche)

DIAGNOSTICA EXTRAVASCOLARE (oncologica, gastroenterologica, nefro-urologica, ortopedica, oculistica, etc.)

  • Colangiografia Percutanea (studio della patologia biliare)
  • Dacriocistografia (studio delle vie lacrimali)

INTERVENTISTICA VASCOLARE (arteriosa e venosa di tutti distretti: cervello, collo, torace, periferia, addome, etc.)

Interventistica vascolare arteriosa:

  • angioplastica / stenting (stenosi arterie cerebrali, viscerali; steno-occlusioni arterie periferiche)
  • embolizzazioni (emorragie cerebrali, bronchiali, viscerali, periferiche, malformazioni vascolari)
  • embolizzazioni fibromi uterini
  • embolizzazioni prostatiche
  • trombolisi (trombosi acuta cerebrale, viscerale, periferica)
  • chemioterapia locoregionale intrarteriosa (tumori e metastasi cerebrali, viscerali, periferiche)
  • chemioembolizzazioni epatiche (tumori primitivi e metastasi)
  • radioembolizzazioni epatiche (tumori primitivi e metastasi)

Interventistica vascolare venosa:

  • tipss (ipertensione portale, emorragie digestive, ascite refrattaria)
  • filtri cavali (trombosi venose arti inferiori, embolia polmonare)
  • fibrinolisi loco-regionale (cerebrale, polmonare, viscerale, periferica)
  • angioplastica / stenting (stenosi o ostruzioni venose)
  • scleroembolizzazioni (varicocele maschile e femminile)
  • recupero corpi estranei intravascolari


INTERVENTISTICA EXTRAVASCOLARE (oncologica, gastroenterologica, nefro-urologica, ortopedica, oculistica etc.)

  • vertebroplastica (crollo vertebrale di varia natura)
  • pta, drenaggi, endoprotesi e stenting biliare (ittero ostruttivo)
  • pta, drenaggi, endoprotesi nefro-uretero-vescicali (idronefrosi ostruttiva)
  • drenaggio ascessi
  • biopsie
  • ipertermia a radiofrequenza (tumori e metastasi epatiche, ossee, polmonari)
  • nucleoplastica cervicale
  • nucleoplastica lombare

Note

L'attività clinica è effettuata presso l'unità ed è rivolta quasi esclusivamente a pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie dell'Istituto competenti per la patologia da trattare.

Per informazioni telefonare dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.00 ai numeri telefonici 0882 410532-570

Ultima modifica Venerdì, 11 Marzo 2016 08:41

Approfondimenti

Piede Diabetico

L'Unità operativa complessa di radiologia interventistica in collaborazione con le unitè operative di endocrinologia e di chirurgia vascolare ha ottimizzato il trattamento endovascolare mediante ricanalizzazione+angioplastica dei pz. affetti dalle complicanze vascolari del diabete agli arti inferiori, in particolare del cosidetto "piede diabetico"


Il "piede diabetico" è una fra le complicanze più invalidanti e più frequenti nei pazienti diabetici (incidenza:2,5-5,9%; prevalenza:2-10% nella popolazione diabetica) ed è causato dal progressivo e rapido deterioramento dei piccoli vasi arteriosi periferici degli arti inferiori (a livello di gamba e piede), che determinano alterazioni trofiche sempre più gravi della cute e dei tessuti molli, con comparsa di ulcerazioni, fino alla gangrena. L'esito di tali lesioni comporta l'amputazione più o meno estesa a livello delle estremità inferiori. Il "piede diabetico" inoltre è la complicanza che determina il maggior numero di ricoveri ospedalieri per i Pazienti diabetici; circa il 40-50% delle amputazioni non traumatiche degli arti inferiori sono eseguite su pazienti diabetici. L'85% delle amputazioni delle estremità inferiori associate al diabete sono precedute da ulcere del piede, presenti nel 4-15% dei diabetici.

 

La prevenzione, si articola in prevenzione primaria (ottimizzazione del compenso metabolico, verifica periodica dei piedi e provvedimenti di igiene adeguati) e prevenzione secondaria (diagnosi e trattamento precoce ed efficace delle lesioni iniziali del piede). Il Radiologo Interventista assume, pertanto, duplice ruolo: diagnostico (nello screening mediante Eco-Color-Doppler e nella pianificazione del trattamento mediante metodiche non invasive come Angio-Tc ed Angio-Rm) e terapeutico (mediante tecniche endo-vascolari di ricanalizzazione dei rami arteriosi, come l'Angioplastica in corso di Angiografia).


I recenti, enormi progressi della tecnologia consentono, oggi, di effettuare la dilatazione o la ricanalizzazione di vasi arteriosi molto periferici, di calibro estremamente ridotto: è oggi possibile spingere la ricanalizzazione fino al piede ottenendo la completa ricostruzione dell'albero arterioso. Il successo tecnico è ottenibile nell'80-97% dei casi; il successo clinico a 12, 24 e 36 mesi dal trattamento (inteso come ulcere guarite o in via di guarigione) è raggiungibile rispettivamente nel 76%, 68% e 68%; nello steso arco di tempo il tasso "amputation free" è del 84-96%, 79% e 79%.

 

 

Trattamento endovascolare dei tumori del fegato

L'Unità operativa complessa di radiologia interventistica in collaborazione con le unitè operative di gastroenterologia, oncologia, chirurgia addominale e medicina nucleare ha ottimizzato il trattamento endovascolare dei tumori primitivi del fegato (epatocarcinoma) mediante chemioembolizzazione epatica (TACE) e radioembolizzazione epatica.
L'epatocarcinoma è una delle più frequenti neoplasie maligne nel mondo. In Italia nell'ultimo trentennio si e' osservato un progressivo incremento delle segnalazioni di morte per tale tumore. Secondo gli ultimi dati dell'ISTAT nuovi casi di tumore si verificano in media in 10-15 persone su 100.000 abitanti ogni anno.
Nei Paesi occidentali l'epatocarcinoma si verifica prevalentemente nei pazienti affetti da cirrosi. Il rischio di ammalarsi di tale tumore e' maggiore nei soggetti di sesso maschile e di età intorno ai 60 anni. I fattori implicati nella genesi dell'epatocarcinoma sono essenzialmente quelli che sono in causa nel determinare l'insorgenza di cirrosi e soprattutto i virus epatitici B e C. La cirrosi è in se stessa considerata un fattore di rischio di sviluppo di epatocarcinoma.
L'epatocarcinoma e' un tumore subdolo e, a differenza di altri tumori maligni, ha spesso un decorso lento e difficilmente dà localizzazioni secondarie (metastasi) in altri organi. Infatti si diffonde per lo più all'interno del fegato o crescendo all'interno della vena porta provocandone l'occlusione (trombosi neoplastica).
Le indagini utili per l'iniziale diagnosi di epatocarcinoma sono il dosaggio nel sangue dell'alfa-fetoproteina (AFP) e l'ecografia.. L'utilizzo, eventualmente, dell'ecografia con mezzo di contrasto permette inoltre di rendere la diagnosi più rapida e precisa.
L'effettuazione di una Tomografia Computerizzata (TC) con somministrazione di contrasto endovenoso, preferibilmente con tecnica trifasica, è un passo diagnostico successivo molto importante, che permette di indirizzare il paziente ad una terapia appropriata.
La chemioembolizzazione (TACE, transcatheter arterial chemoembolization) è una procedura endovascolare consistente nell'iniezione di agenti embolizzanti inerti di vario tipo e caratteristiche diverse miscelati e combinati ad un farmaco chemioterapico (LUF) nei rami arteriosi afferenti ai noduli tumorali epatici, cateterizzati selettivamente mediante accesso percutaneo transfemorale. Il presupposto all'impiego della TACE si basa sull'accumulo selettivo e persistente del LUF nelle neoplasie ipervascolarizzate, prevalentemente da rami dell'arteria epatica, contrariamente al parenchima epatico normale, che riceve la maggior parte dell'apporto ematico dalla vena porta. L'impregnazione del tessuto neoplastico consente di ottenere una concentrazione locale del farmaco notevolmente superiore a quella raggiungibile con la chemioterapia sistemica, riducendo gli effetti collaterali, mentre l'azione terapeutica viene potenziata dall'ischemia del tessuto neoplastico provocata dal LUF e soprattutto dalla successiva embolizzazione.mediante le particelle di Spongostan, anch'esse emulsionate finemente con mezzo di contrasto idrosolubile ed iniettate lentamente fino ad ottenere l'obliterazione dei rami arteriosi periferici.
Dopo la procedura, i pazienti restano ricoverati per almeno 24 ore, in base al decorso clinico ed all'entità della sindrome post-embolizzazione, trattata al bisogno con antidolorifici, antiemetici ed antibiotici, in caso di rialzo termico > 38° persistente. Durante il decorso post-embolizzazione, raramente possono verificarsi effetti collaterali gravi, tra cui l'insufficienza renale od epatica grave, la colecistite, il sanguinamento da ulcera peptica. Comunque le morti legate al trattamento sono estremamente rare.
Più recentemente, è stata introdotta un'evoluzione della TACE, che non utilizza più il LUF come vettore del farmaco ma micro-sfere caricate con chemioterapici che vengono rilasciate lentamente ed in modo controllato all'interno dei vasi neoplastici secondo le modalità consuete dell'embolizzazione selettiva. Questa nuova tecnica permette una maggiore concentrazione del chemioterapico all'interno dei noduli tumorali, con riduzione del farmaco nel circolo sistemico. Complessivamente, vengono riportate risposte nell'80% (con una variabilità dal 63% al 100% nei diversi studi) dei pazienti sottoposti a trattamenti vascolari, in termini di miglioramento dei sintomi ed una riduzione dei marcatori.

 

 

La radioembolizzazione consiste in una radioterapia interstiziale interna, eseguita mediante iniezione arteriosa intra-epatica di microsfere bio-compatibili di 15-35 micron caricate con 90Ittrio, un radioisotopo β emittente puro, dotato di emi-vita di 64.2 ore. Le micro-sfere vengono captate in modo prevalente dal tessuto neoplastico ipervascolare rispetto al parenchima epatico normale, basandosi pertanto sullo stesso presupposto razionale della TACE. Le micro-sfere caricate con 90Ittrio, intrappolate nel circolo patologico del tumore, irradiano il tessuto circostante. La terapia si
divide in due fasi.
La prima fase consiste in uno studio angiografico completo della vascolarizzazione epatica, allo scopo di valutare ed identificare tutte le possibili varianti anatomiche. Ancora più importante, è evidenziare i rami arteriosi di pertinenza extra-epatica ad origine dalle arterie epatiche coinvolte nella terapia, come l'arteria gastroduodenale, l'arteria gastrica destra e sinistra ed altre più rare. Tutte queste arterie dovranno essere evitate durante il trattamento od embolizzate prima della terapia, poiché l'irradiazione ad alte dosi di altri organi produrrebbe sicuramente gravi effetti collaterali, quali ulcere gastroduodenali e colecistiti. Grande attenzione deve essere posta nel ricercare eventuali shunts vascolari con le strutture intestinali, che costituirebbero motivo di esclusione dalla terapia, come anche shunts epato-polmonari: l'eventuale dose ai polmoni non deve superare il 20% del totale. Al termine dello studio angiografico, nella sede scelta e prevista per l'iniezione delle micro-sfere, vengono iniettate delle macro-molecole di albumina marcata con Tecnezio (Tc-MAA): infatti, viene assunto che queste molecole si comportino come le micro-sfere con Ittrio e pertanto, viene effettuata una scintigrafia epatica ed una SPECT (Tomografia Computerizzata ad Emissione di Fotoni Singoli) con fusione delle immagini TC, al fine di prevedere sia la distribuzione all'interno del fegato e delle lesioni neoplastiche, sia la presenza di eventuali shunts epato-polmonari o epato-intestinali. Se tutte queste analisi forniscono risultati soddisfacenti, in una seconda seduta angiografica vengono iniettate, nella sede prescelta, le microsfere con Ittrio. Alcuni studi preliminari pubblicati confermano la fattibilità di questo approccio terapeutico, rimandando il giudizio di efficacia a studi prospettici su casistiche più numerose.

Personale Medico

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