L'esercizio fisico come prima terapia nella Malattia Renale Cronica

Venerdì, 12 Settembre 2014 09:56

Su Kidney & Blood Pressure Research la nuova pubblicazione scientifica del gruppo di studio riunito nell'aprile scorso in Casa Sollievo  dall'Unità di Nefrologia e Dialisi  

Sono stati pubblicati su Kidney&Blood Pressure Research gli atti del convegno Physical exercise as the first therapy in CKD (L'esercizio fisico come prima terapia nella Malattia Renale Cronica) svoltosi l'aprile scorso in Casa Sollievo della Sofferenza. Al testo hanno contribuito tutti gli aderenti all'omonimo gruppo di studio nazionale coordinato, per il triennio 2013-2015 da Filippo Aucella, direttore dell'Unità di Nefrologia e Dialisi del nostro Ospedale, direttore del Dipartimento Interaziendale Nefrologia Dialisi e Trapianto della Provincia di Foggia e guest editor della pubblicazione.

 

La sedentarietà rappresenta uno dei principali determinanti dell’aumentato rischio cardiovascolare nella popolazione. L’attività’ fisica, invece, si associa ad una riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari quali ipertensione, diabete mellito tipo 2, obesità, dislipidemia oltre che della mortalità. Il problema della sedentarietà assume particolare rilievo anche nei pazienti con Malattia Renale Cronica (circa l’8% della popolazione generale in Italia), e soprattutto nei pazienti in emodialisi cronica. Per questo tipo di pazienti le possibili conseguenze sullo stato di benessere psicofisico, sulla qualità di vita, sulla condizione nutrizionale e sulla sopravvivenza possono essere particolarmente rilevanti.

 

Numerose barriere di tipo psicologico, sociale e clinico contribuiscono ad aumentare il rischio di sedentarietà nei soggetti in dialisi; gli stessi meccanismi possono anche determinare un peggioramento dello stato nutrizionale, attraverso una riduzione dell’apporto di nutrienti, ed inoltre disabilità e perdita dell’autosufficienza.

 

Sebbene esistano precise raccomandazioni nelle linee guida nefrologiche, purtroppo vi è, da parte dei nefrologi, una scarsa consapevolezza riguardo l’importanza dell’attività fisica e le patologie da sedentarietà nei pazienti in dialisi.

 

Infine, nonostante i potenziali effetti positivi dimostrati, i nefrologi raramente valutano i livelli di attività fisica nei pazienti in dialisi, per ridotta disponibilità di tempo, limitata competenza nella prescrizione dell’esercizio e per timori di eventi avversi associati all’esercizio fisico stesso. A tale proposito, è ragionevole ipotizzare la creazione di team multidisciplinari che includa, oltre ai nefrologi e gli infermieri di dialisi, anche medici dello sport e professionisti delle attività motorie, in particolare laureati dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie. L'obiettivo da perseguire è implementare un programma di valutazione e prevenzione della sedentarietà nei soggetti in dialisi ed assicurare una adeguata partecipazione dei soggetti coinvolti.

 

Il volume sarà presto scaricabile dal sito dell’editore svizzero Karger, a questo link.

 

Negli anni 2010 e 2012, invece, l'Unità di Nefrologia e Dialisi della Casa Sollievo ha pubblicato sul Journal of Nefrology due supplementi sul Renal Ageing, ovvero sulle problematiche della nefrologia geriatrica. Con il contributo di esperti nazionali aderenti al Gruppo di studio di Nefrologia Geriatrica della Società Italiana di Nefrologia, della struttura di Geriatria e di numerose Unità dell'Ospedale, sono state illustrate le modalità di applicazione e i risultati della valutazione multidimensionale del paziente geriatrico con malattia renale cronica o in dialisi grazie a diversi studi multicentrici svoltisi nel nostro Istituto.

 

Tutti e 3 i volumi sono stati editi quali supplementi di riviste internazionali recensite su Pubmed e dotate di relativo Impact Factor.

 

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