Individuati i parametri predittivi di inizio trattamento insulinico per i pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2

Giovedì, 25 Ottobre 2018 13:15

Lo studio ha valutato più di 360.000 pazienti ed è stato realizzato dal gruppo di esperti dell’AMD-Associazione Medici Diabetologi con il coordinamento del direttore del Dipartimento di Scienze Mediche di Casa Sollievo Salvatore De Cosmo e la partecipazione della collega internista Pamela Piscitelli

Numerose evidenze suggeriscono che nei pazienti affetti da diabete mellito tipo 2 l’iperglicemia deve essere trattata il prima possibile, individualizzando il trattamento più opportuno per ogni singolo paziente ricorrendo anche all’insulina, qualora necessario.

 

Tuttavia quando l’insulina viene introdotta nello schema terapeutico, la qualità di vita percepita dal paziente peggiora e si assiste ad un incremento dei costi assistenziali. Pertanto diventava importante individuare precocemente i parametri predittivi di inizio del trattamento insulinico.

 

de cosmo piscitelli

Salvatore De Como, diabetologo e direttore del Dipartimento Scienze Mediche, e il medico internista Pamela Piscitelli 

 

«Il gruppo di studio dell’AMD-Associazione Medici Diabetologi – spiega Salvatore De Cosmo, a capo del Dipartimento di Scienze Mediche di Casa Sollievo, che ha coordinato lo studio a cui ha contribuito anche la collega internista Pamela Piscitelli – ha condotto, in condizioni di vita reale, un’analisi dei parametri clinici e laboratoristici di una vasta popolazione di pazienti affetti da diabete mellito tipo 2, in trattamento ipoglicemizzante orale, afferenti a centri diabetologici italiani con un periodo di osservazione di 42 mesi, con l’obiettivo di identificare i fattori predittivi di inizio della terapia insulinica. Complessivamente, sono stati valutati 366.955 pazienti con una durata media del diabete di 7 anni».

 

«I pazienti che nel corso del periodo di osservazione iniziavano la terapia insulinica – continua De Cosmo – mostravano al reclutamento una durata di malattia più lunga, un grado di scompenso del diabete maggiore, valori di trigligeridi più elevati, una maggiore prevalenza di ipertensione arteriosa ed un più alto tasso di retinopatia. Altri fattori molto importanti in grado di predire l’inizio della terapia insulinica erano la presenza di malattie renale e l’utilizzo di terapie con sulfaniluree».

 

 

journal of diabetes research

 

Le informazioni derivanti da questo studio, pubblicato sul Journal of Diabetes Research, consentiranno a medici e pazienti di applicare strategie preventive al fine di posticipare l'approccio alla terapia insulinica e aiuterà i diabetologi a rispondere, almeno in parte, alla tipica domanda del paziente con diabete: “avrò bisogno di insulina?”

 

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