Dott.ssa Adelaide Maria Potenza
Direttore U.O.S. Dietologia e Nutrizione Clinica
email: a.potenza@operapadrepio.it
Staff:
Dott.ssa Angela Celona
Dott.ssa Adelaide Maria Potenza
Direttore U.O.S. Dietologia e Nutrizione Clinica
email: a.potenza@operapadrepio.it
Staff:
Dott.ssa Angela Celona
Casa Sollievo della Sofferenza è, secondo le parole del suo Fondatore, un “tempio di preghiera e di scienza”, un luogo sacro, pertanto, dove ai fratelli bisognosi e sofferenti viene offerta un’assistenza qualificata dal punto di vista sanitario e caratterizzata da una profonda umanità cristiana.
La medicina è una scienza che da sola non può bastare a curare la malattia, anche avvalendosi delle più moderne tecnologie mediche e delle più avanzate competenze professionali.
E’ necessario che chi viene chiamato a prestare la propria opera di assistenza accanto a sofferenti manifesti uno spirito cristiano di conforto e solidarietà verso di loro.
E’ questa l’estrema sintesi dell’eredità spirituale che ci ha donato Padre Pio, l’insegnamento che abbiamo raccolto e che da cinquanta anni ci guida nell’attività di assistenza che prestiamo agli ammalati e a tutti coloro i quali rivolgendosi a noi con tanta fiducia e speranza, entrano a far parte di una grande “Casa” appunto. Un luogo dove la vocazione-missione di chi vi opera è quella di prestare la propria attività con competenza e dedizione, guidati dall’impegno di assistere i bisognosi secondo gli insegnamenti di Padre Pio.
Chi si prenderà cura di voi
I servizi clinico assistenziali di Casa Sollievo della Sofferenza sono forniti di una staff sanitario composto da professionisti altamente qualificati e costantemente aggiornati sulla propria disciplina professionale, attraverso la partecipazione ad eventi e percorsi formativi, in Italia e all’estero.
Intorno al paziente ruotano tante figure professionali che con il loro servizio specializzato contribuiscono, con un prezioso lavoro di equipe, a soddisfarne tutti i bisogni di diagnosi e cura: i medici specialisti e specializzandi, gli infermieri professionali, i tecnici dei servizi diagnostici, i biologi, i chimici, gli assistenti sociali, gli educatori e animatori, i ricercatori, i farmacisti, gli strumentisti, i dietisti, gli psicologi, i terapisti della riabilitazione, i fisici sanitari.
Anche se non direttamente percepibile dai pazienti, non è da considerarsi meno importante la funzione svolta “dietro le quinte” dal personale amministrativo che opera con dedizione eseguendo tutta una serie di attività a supporto di quelle clinico assistenziali.
L’attività svolta dall’area amministrativa in sinergia con quella medica è alla base dell’alta qualità del servizio reso al paziente e dell’eccellenza raggiunta dal nostro Istituto.
Tutto il personale della Casa è identificabile da un tesserino di riconoscimento portato sulla divisa che ne mostra il cognome, il nome e la qualifica, in modo che chiunque entri in Ospedale possa avere, in caso di bisogno, dei riferimenti sicuri e continui negli operatori della Casa.
Il Personale religioso
“Portate Dio al letto degli ammalati”, era l’invito che Padre Pio soleva rivolgere al personale della Casa.
Questo richiamo incessante a coltivare la dimensione spirituale e caritatevole della cura agli ammalati è diventata la missione di quel corpo di religiosi che con il loro servizio portano sollievo e conforto al letto dei sofferenti. Sono i confratelli dei Frati Minori Cappuccini e le suore Apostole del Sacro Cuore di Gesù che operano e vivono all’interno dell’Ospedale fin dalla sua apertura, chiamati e voluti direttamente da San Pio.
Molte delle suore sono impegnate direttamente nei servizi di assistenza sanitaria agli ammalati, con compiti dirigenziali in qualità di Capo Sala nei reparti e nelle Sale Operatorie.
Chi entra nella Casa per curarsi incontrerà diversi degli operatori sanitari qui menzionati, ognuno di loro interverrà nel processo di diagnosi e cura in momenti, modi e per finalità cliniche diverse, ma tutti, indistintamente, sono accomunati da un unico desiderio: agire nel miglior modo possibile per il bene dei pazienti.
Dott.ssa Maria Costanza Urbano Tel. 0882/410292
Direttore Scientifico
Prof. Angelo Luigi Vescovi
Telefono e fax 0882 410346
La Direzione Scientifica garantisce, riferendone al Direttore Generale, lo sviluppo di attività di ricerca in campo sanitario, anche sotto il profilo organizzativo, sia nel campo della Genetica che più in generale nelle aree di eccellenza dell’Ospedale, di livello adeguato al ruolo di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di cui l’Ospedale gode, sviluppando progetti secondo le linee di politica definite dai piani nazionali e regionali, nel rispetto del profilo etico determinato dalla Proprietà, e ricercando i relativi finanziamenti.
In particolare:
Individua, autonomamente o attraverso la collaborazione del Comitato Tecnico Scientifico, che dirige, aree e temi ritenuti importanti e da sviluppare attraverso attività di ricerca, elaborando i relativi piani di attuazione, per l’approvazione del Direttore Generale e del Consiglio di Amministrazione nonchè fonti di finanziamento a copertura dei costi per progetti di ricerca, curando i necessari rapporti con autorità pubbliche (Comunità europea, Ministero della salute, Regione) e finanziatori privati, per il reperimento dei fondi necessari.
La Direzione Sanitaria opera in equipe e per obiettivi, attraverso il suo staff tecnico, in stretta armonia con le Strutture preposte alla Formazione ed al Sistema Qualità.
I Salmi, libro della preghiera di sempre, hanno anche la funzione gloriosa tra tutte di accogliere cantando di gioia sia la proclamazione dell’Evangelo (nel numero 12 della nostra rivista abbiamo commentato l’Antifona al vangelo della messa propria di San Pio) che è sempre della resurrezione, sia la partecipazione alla Mensa divina. L’Antifona presuppone il Salmo e non può essere ridotta ad un semplice versetto, spesso neanche letto perché sostituito dal Canto di comunione (spesso, purtroppo, molto scadente!).L’esemplare dovremmo pensarlo così: la notte di Pasqua, in Cattedrale, sotto la presidenza del Vescovo, con la presenza dei presbiteri, dei religiosi e delle religiose e con il popolo tutto che si incammina per andare all’altare a ricevere il Corpo di Cristo, dopo che tutto il popolo ha accolto la Parola proclamata e spezzata, vero Corpo del Risorto, a sua volta. Cantando, nella gioia grande, in processione, come la vergine prudente e saggia, tutta la Chiesa va incontro allo Sposo per mangiarne le carni immacolate!Con questo quadro negli occhi e nel cuore, leggiamo ora l’Antifona di Comunione della Messa propria di San Pio, tratta da Isaia 61,1.2:«Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore...». Abbiamo preferito riportare tutto il testo del profeta e avremmo dovuto continuare con il resto del versetto 2, con il versetto 3 e poi con Is 58, 1-11 e 35, 1-6.
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«Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero (Mt 11, 29-30).Per due numeri del nostro giornale abbiamo commentato il versetto 28 del capitolo 11 del Vangelo di Matteo. I versetti 25-30 del capitolo 11 costituiscono il brano evangelico della Messa propria di San Pio, come abbiamo più volte sottolineato. L’ultima nota, quella dei versetti 29-30, è sul giogo. Esso indica per sé la tremenda schiavitù e fatica senza fine che nei millenni sono state imposte senza pietà su bovi e altre povere bestie che le hanno dovuto sopportare. Ma il giogo che adesso la Sapienza divina viene a proporre è buono, è imposto dal Buono e rende buoni (T. Federici, op. cit., pag. 678).G. Ravasi aggiunge: «L’immagine del giogo era usata per indicare la Legge che il Signore aveva imposto ad Israele (Sir. 51,23. 26-27: “Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola. Sottoponete il collo al suo giogo, accogliete l’istruzione. Essa è vicina e si può trovare. Vedete con gli occhi che poco mi faticai, e vi trovai per me una grande pace”). Gesù la ripropone, ma la spoglia del suo aspetto di peso, di trionfo, di imposizione e la usa in un senso più «dolce» e quindi più impegnativo. Infatti, il castello della casistica morale giudaica è ora semplificato da un impegno totalizzante, il giogo dell’amore. Il rapporto con Dio non è più regolato dal terrore ma è filiale e spontaneo e proprio per questo diviene più esigente» (op. cit., pag. 165).