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Padre Pio e noi: icone di Cristo nello Spirito

Per quasi un anno, carissimo lettore, abbiamo dialogato sul tema dell'identità dei Gruppi di Preghiera.
Un viandante assorto nelle cose della sua vita e distratto dagli impulsi continui di un mondo che non sempre pensa come Cristo, se si fosse fermato a leggere gli articoli del 2004 della nostra rivista forse avrebbe trovato il perchè dell'appartenenza ad un gruppo tra i tanti che si presentano nell'orizzonte ecclesiale attuale. Il nostro tentativo scrivendo quegli articoli, è stato quello di rendere ragione della nostra esistenza e, insieme, di fondare la nostra attualità alla scuola di San Pio da Pietrelcina e con Lui alla scuola della Parola di Dio, della grande Tradizione della Chiesa, e del Magistero del Papa e dei Vescovi.

In questo 2005 è nostra intenzione contemplare il volto di Cristo sul quale Padre Pio si è modellato; rimettere (se qualcuno non lo avesse ancora fatto) Cristo al centro; ripartire da Cristo, come Giovanni Paolo II continuamente ci ha invitato a compiere. Ancora nella Mane nobiscum Domine, al numero 6 scrive: "Cristo infatti è al centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell'umanità. In lui tutto si ricapitola (cfr Ef 1,10; Col 1,15-20). Come non ricordare lo slancio con cui il Concilio Ecumenico Vaticano II, citando il Papa Paolo VI, confessò che Cristo è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni"
Al numero 8 della stessa Lettera apostolica, il Papa continua: "L'eredità del grande Giubileo fu in qualche modo raccolta nella lettera Apostolica Novo Millennio ineunte. In questo documento di carattere programmatico suggerivo una prospettiva di impegno pastorale fondato sulla contemplazione del volto di Cristo, all'interno di una pedagogia ecclesiale capace di tendere alla "misura alta" della santità, perseguita specialmente attraverso l'arte della preghiera".
Sono qui le coordinate delle nostre riflessioni per il 2005.

1 - Contemplazione del Volto di Cristo: "Il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto" (Sal 27,8-9). A questo supremo e profondo bisogno dell'uomo Dio risponde facendosi vedere, toccare: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). La via della contemplazione, poi, è una sola: quella della sua Parola annunciata, trasmessa, scritta: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (...), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi (...). Queste cose vi scriviamo, perchè la vostra gioia sia perfetta" (1 Gv 1,1-4).

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