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Il predecessore Monsignor Michele Castoro (2010-2018)

S.E. Mons. Michele Castoro è nato ad Altamura, diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti e provincia di Bari, il 14 gennaio 1952. Dopo le scuole medie ed il ginnasio frequentate nel Seminario Arcivescovile di Bari, è stato inviato a Roma dove ha compiuto gli studi liceali nel Seminario Romano Minore. Passato al Seminario Romano Maggiore, ha seguito i corsi filosofici e teologici nella Pontificia Università Lateranense e nella Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la Licenza in Teologia Fondamentale. In seguito ha ottenuto la Laurea in Storia e Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari.

È stato ordinato sacerdote ad Altamura il 6 agosto 1977, per la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti.

Ha svolto i seguenti incarichi: Segretario del Vescovo; Direttore spirituale del Seminario Minore diocesano; Collaboratore nella parrocchia della Cattedrale di Altamura; Insegnante di Religione nel Liceo classico statale e Assistente della F.U.C.I.

Assunto al servizio della Santa Sede presso la Congregazione per i Vescovi nel 1985, ne è divenuto Capo Ufficio nel 1996. Ha svolto inoltre il servizio di Archivista e poi Sostituto della Segreteria del Collegio Cardinalizio.

Eletto Vescovo di Oria il 14 maggio 2005, è stato consacrato il 25 giugno dello stesso anno.

Il 15 luglio 2009 è stato promosso alla sede arcivescovile di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e nominato Direttore Generale della "Associazione Internazionale dei Gruppi di Preghiera" di Padre Pio. Ha fatto l'ingresso nella nuova diocesi il 19 settembre 2009. Dal 1 gennaio 2010 è Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza".

E’ stato segretario della Conferenza Episcopale Pugliese e membro della Commissione episcopale della C.E.I. per l’ecumenismo e il dialogo. Dopo un breve periodo di malattia, è morto a San Giovanni Rotondo il 5 maggio del 2018.

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Le Origini

Quando nel 1916 Padre Pio, un frate cappuccino della provincia monastica che fa capo a Foggia, approdò a San Giovanni Rotondo per cambiare un po' d'aria a causa delle sue precarie condizioni di salute, trovò un convento eremitico immerso in una natura intatta e deserta, con a valle un paesino privo di ogni possibilità di assistenza e cura che non fosse quella dei diligenti medici condotti.

L'apparizione clamorosa, due anni più tardi, delle stimmate, e il conseguente enorme afflusso di folle intorno a lui, gli mostrò la sofferenza delle popolazioni più vicine del Gargano, e poi di quelle limitrofe, in tutta la sua vastità. Malati d'ogni genere lo supplicavano rivolgendosi a lui come uomo del Signore.
In particolare, lo colpiva il venire a conoscenza dei grandi disagi di chi da quei paesi arroccati sul promontorio del Gargano aveva bisogno di cure ospedaliere, o comunque specialistiche, per le quali il luogo più vicino era Foggia. Difficoltosa a raggiungersi con le strade e i mezzi di allora.

Incominciò subito a pensare a qualcosa che, per lo meno nel paese di San Giovanni Rotondo, potesse soddisfare i bisogni dei malati.Il risultato di questo suo spirito di carità fu l'"Ospedale Civile San Francesco", una piccola struttura ospedaliera che disponeva di pochi posti letto, ma attrezzata con due sale operatorie. Questa iniziativa fallì quasi subito, per il disinteresse di chi avrebbe dovuto gestirla e per una combinazione di eventi sfortunati, tra cui il terremoto del 1938 che distrusse quasi totalmente l'ex convento che ospitava il piccolo nosocomio.

Intanto, andava maturando la sua idea originaria di un sollievo della sofferenza da attuare con un nuovo ospedale da costruire nei pressi del convento, unendo le cure mediche del corpo a quelle dello spirito: la Casa Sollievo della Sofferenza.
Nata nelle parole e su appunti di carta il 10 gennaio del 1940 nella sua cella con alcuni dei suoi figli spirituali: Guglielmo Sanguinetti, Mario Sanvico, Carlo Kisvarday, John Telfener, Ida Seitz, Angela Serritelli, Cleonice Morcaldi. Un nucleo di fedeli guidati, esortati e incoraggiati da Padre Pio e mossi, nel difficile cammino intrapreso per realizzare il suo disegno, da una grande fiducia nella Provvidenza.

Con un fondo cassa di solo quattro milioni di lire, la costruzione iniziò subito dopo la sospensione forzata per gli eventi bellici, sulla base del progetto di Angelo Lupi, un uomo abruzzese di grande genialità che non era né ingegnere né geometra, ma autore di un progetto piaciuto a Padre Pio, che lo scelse tra altri indicando anche il luogo dove l'ospedale, allora chiamato "clinica", doveva sorgere: la montagna vicina.

Fu necessario uno sbancamento massiccio della dura roccia garganica, con l'arruolamento di centinaia di operai reduci dalla guerra e venuti dai campi animati dalla volontà di lavorare all'erezione di quell'Opera che appariva a tutti come un dono della Provvidenza, nato dalla spiritualità e dal grande sentimento di carità di Padre Pio.

Come sostegno di quella azione cristiana volta ad alleviare le sofferenze, nascono in parallelo all'Ospedale i Gruppi di Preghiera, un movimento spirituale laicale, diffuso in tutto il mondo, che trova il suo carisma fondamentale nella preghiera di intercessione.

Casa Sollievo della Sofferenza fu inaugurata il 5 maggio 1956 come clinica privata di 250 posti letto, con le branche fondamentali di chirurgia e medicina generale, ostetricia e ginecologia, pediatria, radiologia, laboratori per esami clinici, ortopedia, ambulatori.

Da quel giorno, l'Ospedale e i Gruppi di Preghiera rappresentano il fulcro di un programma di sviluppo che, ispirandosi alle linee generali e ai principi da lui indicati nei discorsi pronunciati in diverse ricorrenze dell'Opera, nel tempo ha prodotto, con l'appoggio della Santa Sede, cui Padre Pio ha voluto donare la sua Opera, molteplici attività ed iniziative in favore degli ammalati, dei loro familiari, degli anziani, dei bisognosi in genere.
 

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Missione

“Guardate che fama ha avuto, che clientela mondiale ha adunato intorno a sé. Ma perché? Forse perché era un filosofo? Perché era un sapiente? Perché aveva mezzi a disposizione?
Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era, difficile a dire, rappresentante stampato dalle stimmate di nostro Signore. Era un uomo di preghiera e di sofferenza.” (Paolo VI)

 
Il pensiero di Paolo VI espresso tre anni dopo la morte di San Pio da Pietrelcina presenta il nostro Santo Fondatore come “epifania dell’amore crocifisso” teso a donare la sua vita perché quanti andavano a lui potessero ritrovare la gioia dell’incontro con l’amore di Dio che salva.

 
La grande Opera di Padre Pio, la Casa Sollievo della Sofferenza, è il frutto di un disegno della Provvidenza che sempre sa piegarsi, curare e sostenere il sofferente, il povero, l’ammalato.

Il Signore misericordioso si serve di un umile fraticello e del sostegno dei suoi figli spirituali e dei devoti sparsi nel mondo, per donare conforto e solidarietà all’uomo piegato e piagato dal dolore e dalla sofferenza fisica.

Inizialmente, l'idea di un ospedale da realizzare su un territorio roccioso come quello garganico, in una zona arida e povera, apparve come il progetto di un utopista che amava sognare.

La Fede, invece, è riuscita a sbancare la montagna permettendo così di realizzare quella “clinica” che Padre Pio ha tanto desiderato, sì da definirla “la pupilla dei miei occhi”.


In parallelo all’Ospedale, Padre Pio ha voluto i Gruppi di Preghiera, sorti in vista dei bisogni spirituali per la realizzazione del Regno di Dio attraverso il ministero dell’intercessione.

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Editoria

La rivista Casa Sollievo della Sofferenza nasce nel settembre del 1949 come un bollettino di poche pagine per diffondere l’idea del sollievo della sofferenza di Padre Pio.
Conquistò subito l’interesse dei figli spirituali e devoti di Padre Pio, che vi trovavano, oltre che notizie sull’Ospedale che andava sorgendo anche contenuti sui gruppi di preghiera che anch’essi, ispirati e sollecitati da Padre Pio, nascevano dappertutto.

Dopo la morte di Padre Pio, il piccolo bollettino è diventata una rivista quindicinale, semplice e sobria, che oggi ha trentasei pagine a colori e edizioni, sia pure in tiratura limitata, nelle lingue inglese, tedesca, spagnola, francese.

La rivista, organo ufficiale dei gruppi di preghiera, ha lo scopo di diffondere nel mondo:
• l’insegnamento autentico di Padre Pio, gli avvenimenti, e le attività dell’Opera, in particolare quelle legate ai Gruppi di Preghiera
• le testimonianze di chi ha conosciuto Padre Pio, e di quanti oggi vengono a contatto con il suo mondo
• il magistero del Papa e della Chiesa sui temi che riguardano la famiglia e la vita cristiana
• l’informazioni sull’attività ospedaliera e scientifica

Abbonamento edizione italiana (quindicinale):
Numero singolo: € 4
Ordinario: € 25,00
Sostenitore: € 50,00
In plico: (10 abbonamenti + 2 omaggio) € 125,00

CCP n.2717 intestato alla Casa Sollievo della Sofferenza.
Oppure:
Accredito bancario su IBAN IT31 O 030 6778 5900 0000 0000 022 intestato alla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza presso CARIME Spa San Giovanni Rotondo.
Causale:“Abbonamento alla rivista dell’Opera”

Abbonamento edizione per l’estero (mensile):
disponibile nella traduzione inglese, francese, tedesca e spagnola

Ordinario: € 25,00

I versamenti possono essere effettuati da qualsiasi Ufficio Postale o Banca utilizzando un unico mezzo valido da tutto il mondo indicando i seguenti parametri :
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Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza – Opera di San Pio da Pietrelcina 71013 San Giovanni Rotondo (Italia).

Contatti
Ufficio Abbonamenti
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Fax: 0882 452579
Redazione
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Per informazioni sui versamenti effettuati tramite Conto Corrente Postale:
Ufficio Conti Correnti
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Cenacolo Santa Chiara

Il cenacolo "Santa Chiara" è stato realizzato dai coniugi Carlo e Clara Terzaghi con lo scopo di permettere a quanti lo desiderassero di arricchire la propria vita interiore con esercizi e incontri spirituali. L'ambiente interno, il parco che circonda il Cenacolo e la quiete del luogo favoriscono il raccoglimento degli ospiti impegnati negli esercizi spirituali.
Gestita dalla Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza in collaborazione con le Suore "Apostole del Sacro Cuore di Gesù", la struttura dispone di 70 posti letto in camere singole e doppie con servizi, una sala mensa, la chiesa, una sala convegni.
 
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Contatti
Cenacolo "Santa Chiara"
Via San Salvatore
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456645-6305
 

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Casa S. Francesco

Agendo in coerenza con le finalità e i principi ispiratori dell'Opera di San Pio da Pietrelcina che hanno promosso e animato tutte le attività e le opere attuate per il sollievo della sofferenza, la Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" ha avviato una iniziativa a sostegno di quanti hanno bisogno di soggiornare nella città di San Giovanni Rotondo, per curarsi, per assistere o stare vicini ai propri cari che sono ricoverati in Casa Sollievo della Sofferenza.
In questi casi, chi ha bisogno può rivolgersi alle suore Capo Sala dell'Ospedale per usufruire dell'ospitalità di Casa San Francesco, una struttura di accoglienza di tipo alberghiero dove si contribuisce alle spese con una retta minima.
Immersa nel verde in luogo ameno e silenzioso a poche centinaia di metri dall'Ospedale, Casa San Francesco dispone di 25 posti letto, suddivisi in 18 camere con servizi autonomi.
Contatti
Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie"
Piazza San Pio
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456031-586-621-622
Email: centroaccoglienza@operapadrepio.it

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Centro Accoglienza S. Maria delle Grazie

Il Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie" è un complesso alberghiero situato a poche decine di metri dal Santuario di San Pio e dall'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
Gestita dalla Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" e diretta dalle Suore del Bambin Gesù, la struttura dispone di 217 posti letto, in camere singole e doppie dotate di servizi privati, suddivise tra il corpo centrale e varie depandances.

Servizi

Salone per convegni, Cappella con Eucaristia, Ristorante, Sala TV, Bar riservato solo agli ospiti, Parcheggio auto con garage.
 

 
 
Contatti
Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie"
Piazza San Pio
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456031-586-621-622


Listino Prezzi (Validi fino al 31-07-2025)
I prezzi nella tabella si intendono A persona

 
Pensione Completa
Mezza Pensione
Pernotto e Colazione
Camera Doppia
€ 70,00*
€ 55,00
€ 40,00
Camera Singola
€ 85,00*
€ 70,00*
€ 50,00
DUS
-
-
€ 80,00
Solo Pranzo € 20,00*
 
*Compreso acqua minerale e vino

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Residenza per anziani "Casa Padre Pio"

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Il 5 maggio del 1957, primo anniversario della Casa Sollievo della Sofferenza, Padre Pio nel tracciare profeticamente le linee di sviluppo della sua Opera anticipò l'apertura di una residenza socio-assistenziale per gli anziani.
"Ad essa - disse riferendosi alla Casa Sollievo della Sofferenza - dovranno aggiungersi due case, una per donne e una per uomini, dove gli spiriti e i corpi affaticati e stanchi vengano al Signore e ne abbiano da Lui sollievo".
Quel progetto trovava concreta attuazione nel 1991 con l'apertura della Casa Padre Pio, Residenza per Anziani, costruita nel breve arco di quattro anni dalla posa della prima pietra benedetta dal Papa Giovanni Paolo II il 23 maggio del 1987.

Con Casa Padre Pio, la Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" gestisce ed offre servizi assistenziali e sociosanitari in favore di persone anziane, secondo diverse tipologie di servizio e assistenza:
- Casa di Riposo
- Casa Protetta
- Casa Albergo
che dispongono rispettivamente di 56, 36 e 114 posti letto.

La struttura
Ubicata lungo il Viale dei Cappuccini, a duecento metri dall'Ospedale, Casa Padre Pio offre agli anziani un servizio di ospitalità di tipo alberghiero, cordiale e decoroso nel pieno rispetto della libertà personale e della dignità umana e cristiana, secondo l'insegnamento di Padre Pio.
Divisa in più palazzine collegate tra loro e immerse in un parco verde attrezzato, la struttura è dotata di servizi generali comuni ed è in grado di accogliere fino a 206 persone, sistemate in monolocali e appartamentini singoli e doppi, a seconda dei nuclei che ospita.

Servizi
Sala di lettura, sala TV, biblioteca, sala convegni, palestra con istruttore, ristorante bar, servizio di lavanderia e di parrucchiere per uomo e donna, cappella privata con celebrazione quotidiana della Santa Messa, assistenza spirituale e religiosa, assistenza socio-sanitaria garantita da personale specializzato e professionalmente qualificato.

Contatti
Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza
Viale Cappuccini
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 413080
Email: casaanziani@operapadrepio.it
 
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L'Opera di Padre Pio con affetto vicino al Papa

Giovanni Paolo II è stato sempre molto vicino all’Opera di Padre Pio, fin dal primo momento del suo Pontificato.
L’aveva conosciuta quando era venuto da Cardinale a San Giovanni Rotondo, nel 1974. In quell’occasione per un piccolo infortunio occorsogli fu prontamente visitato e curato al Pronto Soccorso.
Vi tornò da Papa per il Centenario della nascita di Padre Pio, nel 1987, soggiornando nella stessa Casa Sollievo della Sofferenza, e visitando tutti i reparti ospedalieri.
Ha ricevuto in udienza, a Roma, più volte i Gruppi di Preghiera, in particolare nel 1990, per il Quarantesimo della loro nascita.
Sempre, nelle loro riunioni, i Gruppi di Preghiera hanno pregato per il Papa. Un invito a offrire preghiere per il Sommo Pontefice che risale a Padre Pio, che espressamente lo mise a base delle riunioni dei Gruppi da lui voluti.
Particolarmente in queste ore, l’Opera di Padre Pio, con i suoi Gruppi di Preghiera, è vicina al Papa, con tutto il suo affetto e la sua riconoscenza, per quanto ha avuto sempre da Lui. Ultimamente con l’assegnarle come capo l’Arcivescovo della Diocesi, Delegato per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina, Monsignor Domenico D’Ambrosio.


Dalla Redazione della rivista «La Casa Sollievo della Sofferenza»

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Presentazione

Il Centro Internazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio ha sede a San Giovanni Rotondo nella "Casa Sollievo della Sofferenza". Esso, culla dei Gruppi, è ubicato al numero 172 del Viale Cappuccini, e rappresenta il centro pulsante, il riferimento ufficiale, autorevole e unico per il mondo dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio.

Esso segue la formazione, l’organizzazione e la vita dei Gruppi di Preghiera. Gli uffici del Centro svolgono tutta una serie di compiti organizzativi; amministrano, ad esempio, tutte le pratiche relative ai Gruppi di Preghiera esistenti e si occupano di registrare i nuovi Gruppi e di orientarli in tutti i passi necessari, verificando che il tutto avvenga secondo le indicazioni dello Statuto, approvato dalla Santa Sede il 3 maggio 1986.
Al Centro affluiscono le relazioni e le notizie di ogni genere riguardanti le attività dei Gruppi in tutto il mondo.

Il Centro è in contatto costante con i Gruppi, li assiste nelle loro iniziative, fornendo tutti i dati necessari e il materiale occorrente. Incoraggia, orienta, dissuade quando è necessario. Impartisce loro istruzioni e informazioni anche mediante circolari e comunicati.

Il Centro dei Gruppi di Preghiera è sempre a disposizione degli aderenti ai Gruppi, dei pellegrini e dei devoti di San Pio che giungono a San Giovanni Rotondo.
Il Presidente dell'Opera, che è anche Direttore Generale dei Gruppi di Preghiera, è a completa disposizione per tutto quanto concerne i loro problemi di organizzazione e partecipa alle loro iniziative e manifestazioni secondo le sue possibilità.

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Contatti

Centro Gruppi di Preghiera "Casa Sollievo della Sofferenza"
Viale Cappuccini, 172
71013 San Giovanni Rotondo (FG)
Telefono: 0882 410252, 0882 410486
Fax: 0882 452579
E-mail: centrogruppidipreghiera@operapadrepio.it

Si può contattare il Centro Gruppi di Preghiera anche con Skype, durante l'orario di ufficio quando gli operatori sono online.

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Modulistica

 
 
 

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Il giubilo nello Spirito di Padre Pio

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perché così è piaciuto a te».

I versetti 25 e 26 del capitolo 11 dell’Evangelo di Matteo (insieme con gli altri dal 27 al 30), sono proclamati nella celebrazione eucaristica propria di San Pio da Pietrelcina.
Fedeli alla regola della Lex Orandi e secondo il metodo della Lectio divina ci chiediamo: Cosa significano questi versetti? Cosa hanno detto a Padre Pio e, quindi, a noi?

1 - Significato e contesto
«La stupenda benedizione che oggi leggiamo nel Vangelo, dice G. Ravasi in Secondo le Scritture, Anno A, pag. 203, – è l’unica preghiera di Gesù riferita dai Sinottici: il Padre Nostro è, infatti, “insegnato” ai discepoli, mentre al Getsemani e sulla Croce sono annotate dagli evangelisti solo brevi invocazioni. Su questa preghiera di straordinaria intensità sono state compiute molte analisi: ogni parola ha un suo valore che si alimenta al messaggio dell’Antico Testamento e si espande nella visione del Regno e del suo mistero rivelato dal Cristo».
Tutto il passo di solito è chiamato «giubilo messianico» poiché nel suo parallelo, Luca (10, 21-24) ha come esordio: «in quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse…».
Il Contesto è alquanto incerto. È suggestivo pensare che essendo la traduzione letterale: «in quel tempo, avendo risposto, Gesù prese a dire...» ed avendo ancora parlato Lui precedentemente in 11, 20-24 con le invettive contro le città benestanti del lago di Tiberiade, in realtà Gesù non stia rispondendo a qualcuno o a qualcosa ma alla sollecitazione dello Spirito in una esperienza interiore orante.
In questo contesto e sotto la mozione dello Spirito, Gesù, allora, rifiutato dai potenti, dichiara esplicitamente la sua preferenza per i poveri, i semplici, gli ultimi, i piccoli, in un canto di lode e di gioia distinto in tre strofe connesse tra di loro.
Ci fermiamo sulla prima strofa, Mt 11, 25-26, che G. Ravasi (Idem pag: 202) sintetizza così: «È una benedizione, cioè un ringraziamento che sale dalla terra verso Dio “come incenso, con le mani alzate nel sacrificio della sera” (Sal 141, 2). Gesù ringrazia il Padre perché dal mistero del Regno di Dio, cioè dal progetto di salvezza che Dio sta attuando nella persona del Cristo, è caduto il velo e gli occhi non altezzosi e non pieni di sé dei poveri e degli umili lo possono contemplare. Nella persona del Cristo piccolo e disprezzato i piccoli della terra riescono a vedere l’azione del “Signore del cielo e della terra”. I sapienti, gli intelligenti orgogliosi hanno invece gli occhi spenti e vedono in Gesù solo un modesto predicatore galilaico, figlio di un artigiano, degno solo di ironia per le sue velleità».

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Padre Pio e noi: icone di Cristo nello Spirito

Per quasi un anno, carissimo lettore, abbiamo dialogato sul tema dell'identità dei Gruppi di Preghiera.
Un viandante assorto nelle cose della sua vita e distratto dagli impulsi continui di un mondo che non sempre pensa come Cristo, se si fosse fermato a leggere gli articoli del 2004 della nostra rivista forse avrebbe trovato il perchè dell'appartenenza ad un gruppo tra i tanti che si presentano nell'orizzonte ecclesiale attuale. Il nostro tentativo scrivendo quegli articoli, è stato quello di rendere ragione della nostra esistenza e, insieme, di fondare la nostra attualità alla scuola di San Pio da Pietrelcina e con Lui alla scuola della Parola di Dio, della grande Tradizione della Chiesa, e del Magistero del Papa e dei Vescovi.

In questo 2005 è nostra intenzione contemplare il volto di Cristo sul quale Padre Pio si è modellato; rimettere (se qualcuno non lo avesse ancora fatto) Cristo al centro; ripartire da Cristo, come Giovanni Paolo II continuamente ci ha invitato a compiere. Ancora nella Mane nobiscum Domine, al numero 6 scrive: "Cristo infatti è al centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell'umanità. In lui tutto si ricapitola (cfr Ef 1,10; Col 1,15-20). Come non ricordare lo slancio con cui il Concilio Ecumenico Vaticano II, citando il Papa Paolo VI, confessò che Cristo è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni"
Al numero 8 della stessa Lettera apostolica, il Papa continua: "L'eredità del grande Giubileo fu in qualche modo raccolta nella lettera Apostolica Novo Millennio ineunte. In questo documento di carattere programmatico suggerivo una prospettiva di impegno pastorale fondato sulla contemplazione del volto di Cristo, all'interno di una pedagogia ecclesiale capace di tendere alla "misura alta" della santità, perseguita specialmente attraverso l'arte della preghiera".
Sono qui le coordinate delle nostre riflessioni per il 2005.

1 - Contemplazione del Volto di Cristo: "Il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto" (Sal 27,8-9). A questo supremo e profondo bisogno dell'uomo Dio risponde facendosi vedere, toccare: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). La via della contemplazione, poi, è una sola: quella della sua Parola annunciata, trasmessa, scritta: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (...), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi (...). Queste cose vi scriviamo, perchè la vostra gioia sia perfetta" (1 Gv 1,1-4).

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Nel cuore di Dio il sollievo di ogni sofferenza

Il riposo nel Signore come dono dello Spirito Santo all’anima che cerca la volontà di Dio pur tra le afflizioni della vita merita un approfondimento. Concludevamo con queste parole l’articolo precedente.
In sintesi, dicevamo che l’affermazione del Vangelo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò» (Mt 11,28) collega il ristoro, la quiete dello spirito con le fatiche e le oppressioni della vita.
I poli della spiritualità di Padre Pio sono proprio questi: i fratelli con le loro sofferenze e Dio con il suo sollievo. Padre Pio, posto tra Dio e i fratelli, sente che il suo ruolo è quello di stare dalla parte di Dio, ricevendo e dando sollievo, e dalla parte dei fratelli, assumendosi e alleviandone le sofferenze. «Sollievo» e «sofferenza» sono due anelli della catena ininterrotta che è la vita dello spirito. Nella sofferenza, nella croce, Dio ci modella, ci purifica in vista della unione nuziale d’amore con Lui. Raggiunto questo stato di gaudio, di pace, di sollievo alle sofferenze dell’anima, Dio ci «strizza» ancora, ci purifica di nuovo con la sofferenza in vista di un grado superiore di unione con Lui.
Ci chiediamo: Questo cammino spirituale è riservato solo ad alcuni oppure è di tutti?
La risposta a noi sembra certa: è un cammino per tutti! Spesso sono i ritardi, le ribellioni, la non comprensione (forse anche dovuta alla mancanza di veri direttori spirituali!) che non consentono di raggiungere il traguardo di una unione più profonda con Dio. Altre volte, le pigrizie spirituali, la paura di un Dio che ci vuole condurre su strade non gradite, l’anteporre i nostri programmi umani al progetto di Dio ci fanno fermare a traguardi minimi.

Padre Pio è sulla scia della grande e ininterrotta spiritualità della Chiesa

Cosa pensa Padre Pio a riguardo?
Vorrei invitarvi ancora una volta a leggere l’Epistolario di San Pio. Nella corrispondenza con Raffaelina Cerase, riportata nel volume II, intrecciandosi l’esperienza spirituale del Direttore con quella della diretta, Padre Pio vi ritorna più volte.

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Come Cristo "Mite e umile di cuore"

«Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero (Mt 11, 29-30).
Per due numeri del nostro giornale abbiamo commentato il versetto 28 del capitolo 11 del Vangelo di Matteo. I versetti 25-30 del capitolo 11 costituiscono il brano evangelico della Messa propria di San Pio, come abbiamo più volte sottolineato. L’ultima nota, quella dei versetti 29-30, è sul giogo. Esso indica per sé la tremenda schiavitù e fatica senza fine che nei millenni sono state imposte senza pietà su bovi e altre povere bestie che le hanno dovuto sopportare. Ma il giogo che adesso la Sapienza divina viene a proporre è buono, è imposto dal Buono e rende buoni (T. Federici, op. cit., pag. 678).

G. Ravasi aggiunge: «L’immagine del giogo era usata per indicare la Legge che il Signore aveva imposto ad Israele (Sir. 51,23. 26-27: “Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola. Sottoponete il collo al suo giogo, accogliete l’istruzione. Essa è vicina e si può trovare. Vedete con gli occhi che poco mi faticai, e vi trovai per me una grande pace”). Gesù la ripropone, ma la spoglia del suo aspetto di peso, di trionfo, di imposizione e la usa in un senso più «dolce» e quindi più impegnativo. Infatti, il castello della casistica morale giudaica è ora semplificato da un impegno totalizzante, il giogo dell’amore. Il rapporto con Dio non è più regolato dal terrore ma è filiale e spontaneo e proprio per questo diviene più esigente» (op. cit., pag. 165).

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Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri

I Salmi, libro della preghiera di sempre, hanno anche la funzione gloriosa tra tutte di accogliere cantando di gioia sia la proclamazione dell’Evangelo (nel numero 12 della nostra rivista abbiamo commentato l’Antifona al vangelo della messa propria di San Pio) che è sempre della resurrezione, sia la partecipazione alla Mensa divina. L’Antifona presuppone il Salmo e non può essere ridotta ad un semplice versetto, spesso neanche letto perché sostituito dal Canto di comunione (spesso, purtroppo, molto scadente!).

L’esemplare dovremmo pensarlo così: la notte di Pasqua, in Cattedrale, sotto la presidenza del Vescovo, con la presenza dei presbiteri, dei religiosi e delle religiose e con il popolo tutto che si incammina per andare all’altare a ricevere il Corpo di Cristo, dopo che tutto il popolo ha accolto la Parola proclamata e spezzata, vero Corpo del Risorto, a sua volta. Cantando, nella gioia grande, in processione, come la vergine prudente e saggia, tutta la Chiesa va incontro allo Sposo per mangiarne le carni immacolate!

Con questo quadro negli occhi e nel cuore, leggiamo ora l’Antifona di Comunione della Messa propria di San Pio, tratta da Isaia 61,1.2:

«Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore...».

Abbiamo preferito riportare tutto il testo del profeta e avremmo dovuto continuare con il resto del versetto 2, con il versetto 3 e poi con Is 58, 1-11 e 35, 1-6.

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Ai Direttori Spirituali e ai Capi Gruppo

Carissimi, desidero rendere partecipi tutti Voi del progetto e di alcune iniziative che sono state avviate per rendere sempre più efficace la reciproca circolazione delle comunicazioni tra questa Direzione Generale ed ogni singolo Gruppo di Preghiera. RACCOLTA DEI NOMINATIVI DEGLI ISCRITTI ALL'ASSOCIAZIONE DEI GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO Per favorire la massima diffusione dell'informazione relativa all'Opera di Padre Pio, dal 24 Dicembre 2004 è stato attivato il Sito Internet www.operapadrepio.it, ancora in fase di allestimento ma che contiene un'ampia parte dedicata ai Gruppi di Preghiera. Siamo prossimi alla ricorrenza del Cinquantesimo anniversario della inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza e da questo momento i nostri progetti rispondono ad un disegno di ampia portata. La nostra presenza sarà sempre più vicina ai Gruppi, ed in questa visione desidero e ritengo utile potermi rivolgere personalmente a ciascuno degli iscritti alla nostra Associazione. E' dunque necessario che, procedendo per fasi successive, possiamo realizzare al più presto il censimento degli Iscritti.I dati raccolti saranno utilizzati solo per i fini propri dell'Associazione, con la massima riservatezza e con le garanzie previste dalla vigente normativa sulla privacy. Si tratta di un impegno certo gravoso e complesso che si svolgerà in alcune fasi successive. Per il momento occorre mettere in pratica una prima fase. Per rendere uniforme la trasmissione delle informazioni e facilitare il compito del Centro Gruppi,occorreche ognuno di Voi si attenga alle istruzioni riportate di seguito: 1) in ogni Gruppo di Preghiera deve essere individuata al più presto una persona che appartenga o sia vicina al Gruppo, la quale d'ora in poi sarà considerata come il Referente Informatico, e che abbia la disponibilità di un Personal Computer e sia titolare di un indirizzo di posta elettronica; 2) il Referente Informatico, per avviareil primo contatto, invierà una e-mail all'indirizzo di posta elettronica del Centro Gruppi di Preghiera: centrogruppidipreghiera@operapadrepio.it strutturata in modo da indicare - come oggetto la dicitura: Designazione del Referente Informatico - nella comunicazione il Referente Informatico segnalerà: a) la propria e-mail; il proprio cognome, nome e indirizzo completo; b) la denominazione del Gruppo di Preghiera, la Località, la Provincia, la Diocesi e la Chiesa presso la quale il Gruppo si riunisce. Raccomando a ciascuno di Voi di provvedere con diligente e responsabile sollecitudine a quanto richiesto. Se per alcuni di Voi risultasse particolarmente difficoltosa o non facilmente comprensibile la terminologia informatica, Vi prego comunque di non sottovalutare questa comunicazione. Potrete invece sottoporla a qualche componente del Gruppo o rivolgerVi a qualcuno della Vostra cerchia familiare o di amici che possano esserVi di concreto ausilio. Successivamente, in una seconda fase, sarà nostra cura indicare al Referente Informatico le modalità di raccolta e di trasmissione dei dati attraverso e-mail. FORMAZIONE E CATECHESI Da qualche tempo, attraverso le pagine e gli inserti della nostra Rivista, giungono a ciascuno di Voi e a tutti gli abbonati sussidi per la preghiera e la catechesi. Essi rappresentano il frutto del nostro quotidiano impegno, teso a condurre i Gruppi di Preghieraverso un cammino più maturo, tracciato da quella spiritualità crocifissa che è stata la spiritualità del nostro Santo Fondatore, nutrita e consolidata dalla formazione. La proposta di alcuni ulteriori testi pubblicati dalla Casa Editrice "La Casa Sollievo della Sofferenza" permetterà inoltre di rispondere anche alle sollecitazioni di tanti componenti dei Gruppi che avvertono l'esigenzadi perfezionare il proprio itinerario spirituale e manifestano la necessità di poter disporre di sussidi sempre più rispondenti alle necessità di una formazione personale costante e approfondita.La nostra Casa Editrice, non disponendo di rete di distribuzione, deve affidarsi al Servizio di spedizione di Poste Italiane.A breve Vi arriverà una busta contenente i testi che abbiamo pensato di inviarVi. Si tratta di novità editoriali destinate agli aderenti che ne facciano richiesta, al costo fissato in 35 €. Chi non volesse aderire all'iniziativa, potrà restituirci il tutto, a spese nostre, oppure, rispondendo allo spirito di evangelizzazione che da sempre contraddistingue i Gruppi di Preghiera, divulgarli al di fuori del Gruppo, avvicinando i tiepidi edi lontani. CALENDARIO DEGLIAPPUNTAMENTI DEI GRUPPI DI PREGHIERA DEL 2005 Mi è gradito infine comunicarVi le date di alcuni appuntamenti dedicati ai Gruppi di Preghiera. I programmi dettagliati relativi a numerose altre varie iniziative come Convegni, Incontri e pellegrinaggi a livello nazionale e regionale sono consultabili sul sito www.operapadrepio.it e saranno inoltre pubblicati per tempo sulle pagine della Rivista "La Casa Sollievo della Sofferenza". - Dal 17 al 20 Marzo 2005 il Reverendo don Nello Castello animerà un Corso di Esercizi Spirituali Per i Gruppi di Preghiera della Lombardia sul Tema " Eucaristia mistero che si dischiude allo spezzar del Pane: Noi ieri alla Messa di Padre Pio". Il Corso si terrà presso la Casa di Spiritualità del Santuario di Caravaggio (BG). Chi desidera partecipare può rivolgersi alla Signora Cecilia Boninitel. 0381 / 930 100 . - Venerdì 27 maggio a BARI: i Gruppi di Preghiera parteciperanno alla Giornata dei Movimenti, nell'ambito del Congresso Eucaristico Nazionale. Non é previsto un momento specifico dedicato ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio Programma: La Domenica giorno della Chiesa-l'Eucaristia cuore della Domenica. Sono attesi in particolare: il clero; i consacrati e le consacrate; i seminaristi, i novizi e le novizie, i giovani in ricerca e gli animatori vocazionali; il laicato (gli operatori pastorali della liturgia, della Caritas, della catechesi; i movimenti, i gruppi ecclesiali;le associazioni e le confraternite del SS.Sacramento). IN CATTEDRALE ore 8,30: CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA E ADORAZIONE EUCARISTICA. ALLA FIERA DEL LEVANTE: ore 10,00: INCONTRO GENERALE: Catechesi ore 15,00: INCONTRO PER GRANDI GRUPPI DAL POLICLINICO alla zona della CASA CIRCONDARIALE: ore 19,00: CELEBRAZIONE DELLA VIA CRUCIS. Con la benedizione del Signore + Mons. Domenico D'Ambrosio Arcivescovo

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Specialità Cliniche

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Procedure di ammissione in pronto soccorso

I pazienti che accedono al Pronto Soccorso effettuano una prima valutazione infermieristica di Triage in un apposito locale dedicato a tale mansione.

Il Triage è una procedura obbligatoria in ogni Pronto Soccorso, con oltre 25.000 accessi l’anno presso la nostra unità, il servizio viene svolto da personale infermieristico formato e dedicato a tale funzione (tutto il personale infermieristico ha conseguito l’idoneità alla mansione di triagista mediante corsi di formazione aziendali), che conduce ad una valutazione dello status del paziente e della gravità delle sue condizioni cliniche, per definire la priorità di accesso alla visita medica tramite l’attribuzione di un codice colore.

La funzione del Triage infermieristico consiste quindi nel farsi carico dei problemi dell’utente-paziente sin dal suo ingresso in Pronto Soccorso, stimando la gravità del quadro clinico, rassicurandolo sul piano relazionale ed inquadrandolo su quello nosologico mediante:

  • la raccolta dei dati anagrafici
  • una accurata anamnesi ed un attento ascolto a quanto viene riferito
  • una attenta valutazione dei parametri vitali e di ogni altro rilievo obiettivo (aspetto generale, stato di coscienza, pervietà delle vie aeree, eventuali deficit motori, rilevazione della temperatura, valutazione dell’intensità del dolore, se presente, etc.).

La postazione di triage è dotata di: un monitor multiparametrico per la misurazione automatica della pressione arteriosa e, se utile, per una prima valutazione elettrocardiografica; un saturimetro per la misurazione della concentrazione di ossigeno ematico e della frequenza cardiaca; un termometro digitale; un glucometro; uno stick per l’esame delle urine.

La postazione è dotata, inoltre, di un sistema informatico per l’immissione in rete di quanto ascoltato e analizzato.

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