Vedi i disegni degli altri bambini e leggi le storie che ci hanno raccontato (materiale tratto dai giornalini scolastici).
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Benvenuto nelle pagine web de “La scuola in ospedale”.
Qui troverai tutte le informazioni sulla scuola e le nostre attività.
La scuola ospedaliera "Casa Sollievo della Sofferenza", funzionante presso l'omonimo istituto, sezione di Ematologia e Oncologia Pediatrica, è riconosciuta paritaria relativamente ai corsi di studio dell'infanzia e della primaria.
Molti bambini come te hanno vissuto con noi giornate di studio e di gioco.
La vita in ospedale non è facile, ma grazie all’aiuto di tutti, le giornate sono intense e allegre. Durante le ore scolastiche potrai studiare seguendo i programmi ministeriali in collaborazione con la tua scuola di provenienza. Il contatto con l’esterno non viene mai interrotto. Molto tempo è dedicato alle diverse attività di laboratorio.
La nostra scuola dispone di testi scolastici e di una biblioteca, di supporti informatici e di materiale di ogni genere per la realizzazione di iniziative creative e divertenti.
Devi sapere che nella nostra scuola “c’è sempre un gran da fare”!
Buona navigazione!!!
Domenica 26 novembre 2006 si svolgerà nella città di Rimini il tradizionale Convegno Diocesano dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, giunto alla sua XIX edizione, avente come tema: “Narratori di Speranza con Passione”.Il Convegno avrà luogo presso la Chiesa Gesù Nostra Riconciliazione di Rimini.
Vi segnaliamo questa iniziativa del Coordinamento Diocesano dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio di Roma e Lazio per i giorni 24-25-26 novembre 2006 presso la Basilica Santa Maria Regina Pacis di Ostia.
Nel pomeriggio di giovedì, 16 novembre 2006, presso la Chiesa Cattedrale di Civitavecchia, avrà luogo un incontro aperto a tutti i membri dei Gruppi di Preghiera presenti nella Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Sarà presente con la sua testimonianza Padre Guglielmo Alimonti, Cappuccino.
Ai Coordinatori Regionali e Diocesani
Ai Direttori Spirituali
ed ai Capi Gruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
delle Province di Alessandria, Asti e
Vercelli
LORO SEDI
Carissimi,
sono lieto di comunicarVi che Don Lino Mascia, Coordinatore Regionale dei Gruppi di Preghiera del piemonte, desidera incontrarVi e conoscerVi insieme ai vostri collaboratori e per questo motivo ha stabilito un incontro che ha lo scopo di programmare insieme le attività dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e armonizzarle secondo le ndicazioni delle varie pastorali diocesane.Sarà certo un prezioso momento di grazia che permetterà di far conoscere, approfondire e testimoniare nelle Chiese locali la spiritualità del nostro Fondatore San Pio da Pietrelcina.
Nel trasmetterVi il programma, certo della presenza di ciascuno di Voi , Vi invito a partecipare numerosi.
Vi saluto fraternamente,
Sabato 14 ottobre 2006 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza l’Opera di San Pio da Pietrelcina in occasione del 50° anniversario della inaugurazione dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”.
Erano presenti circa trentamila persone. Folta la rappresentanza degli operatori sanitari della Casa Sollievo, dei Gruppi di Preghiera italiani ed esteri, della Famiglia Cappuccina, dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Siamo lieti di esprimere il nostro sincero grazie al Santo Padre e ai partecipanti.
L'Assoclub Eventi in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di San Giovanni Rotondo e l'Amministrazione Provinciale di Foggia presenta:
Celebrare con un convegno il trentennale della morte del Cav. Francesco Morcaldi, noto a tutti come il "Sindaco di Padre Pio", è un'immensa gioia, un gesto di riconoscenza e di gratitudine verso un uomo che dedicò tutto se stesso, spesso mettendo a rischio la propria vita, non solo per impedire l'allontanamento di Padre Pio dal Suo Convento e dal Suo amato popolo sangiovannese ma, anche e sopratutto per ottenere la riabilitazione alle funzioni del Suo Ministero Sacerdotale. Una missione, questa del Morcaldi, impregnata di amore, fede e giustizia
Tra Padre Pio e il popolo di San Giovanni Rotondo vi è stato sempre un cordone ombelicale, rappresentato da una commovente lettera-testamento, scritta da Padre Pio al Suo caro e amico Sindaco Cav. F. Morcaldi il 12.08.1923 :
"…Ricorderò sempre cotesto popolo generoso nelle mie povere ed assidue preghiere, implorando per esso pace e prosperità e quale segno della mia predilezione, null'altro potendo fare, esprimo il mio desiderio che, ove i miei superiori non si oppongano, le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa terra…".
Questa pagina non è sufficiente ad elencare tutte quelle opere di bene che il Cav. Morcaldi ha prodotto a favore del suo paese e dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo e tra le quali è doveroso evidenziare il contratto stipulato il 14 settembre 1925 tra il Sindaco Morcaldi e Padre Testa, Guardiano del Convento, per concedere in “enfiteusi perpetua” il Convento di Santa Maria delle Grazie con "annesso orto". Un gesto questo, di estrema generosità
Dopo il successo del "Memorial Morcaldi" 2005, abbiamo ideato questo Primo Convegno di Studi non solo per una semplice operazione di recupero del passato ma, anche per onorare e custodire il grande patrimonio culturale,morale e spirituale del nostro caro concittadino “Don Ciccio Morcaldi”
Vi invitiamo ad essere presenti a questo convegno per meglio conoscere, dalla viva voce di illustri relatori, l’importante ruolo svolto da Morcaldi al fianco dei suoi due amici: San Pio da Pietrelcina e San Luigi Orione.
L'iniziativa è organizzata da Stefano De Bonis e Italo Caratù
La Vergine Santa, la Regina di Siponto, la Madre nostra, oggi accoglie tutti noi che festosi e devoti la celebriamo e veneriamo nella sua grande e unica dignità per lei proclamata, come abbiamo ascoltato or ora dall’annunzio del Vangelo, dalla donna piena di Spirito Santo, Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne perché più che benedetto è il frutto del tuo grembo: Gesù».
La storia di fede della Chiesa da sempre è segnata dalla presenza e dalla devozione alla Santa Madre di Dio. Non riusciremmo a capire la sua storia, il suo cammino, il suo intrecciarsi alla vicenda umana spesso contorta e sofferta, senza la presenza e l’amore a questa Madre, icona della fedeltà alla Parola che dà vita e salva, speranza certa di redenzione e novità, anticipo e profezia dei cieli nuovi e della terra nuova.
La storia di questa nostra comunità avrebbe anfratti oscuri e non percorribili se a vegliare su di essa e a darle speranza, non ci fosse questa Madre il cui occhio grande, pensosamente mesto e grave, interrogante, accogliente, forse anche ammaliante, perché intriso di mistero che ella però continua a mostrarci, a indicarci con quella mano destra che sfiora il manto regale del Bambino Gesù a cui ci rimanda per essere certi di trovare la luce che rischiara i nostri passi sul sentiero di pellegrini che cercano l’incontro pieno con il Dio vivo e vero.
Da secoli l’incontro e la certezza della presenza di questa Madre che veglia sulla sua comunità, ci ha rinfrancati e le tristi vicende della nostra storia segnata da abbandoni, da povertà ricorrenti, da distruzioni e saccheggi, da violenze gratuite, barbare e assassine, da interventi sul territorio arbitrari e ingiustificati che hanno pagato il nolo a politiche sbagliate ed esosamente prezzolate che ancora oggi mostrano i vanesi sogni di gloria che il mare inghiotte senza una decisa inversione che paghi alla nostra comunità debiti contratti con povertà, incertezze e danni anche al nostro habitat.
Tutte queste vicende hanno trovato nello sguardo intensamente partecipe della Madre e Regina della nostra comunità, lo stimolo e la forza per ricominciare a lottare con i segni certi di una storia non più matrigna e avversa, ma complice nel ridisegnare i tratti di una speranza nuova e creatrice.
Celebrando la festa della Regina di Siponto, vogliamo leggere le nostre giornate e la nostra storia con i tratti di fiducia e di speranza che la presenza e l’amore di questa Madre ci garantiscono con certezza. A lei, soprattutto in questo giorno di festa, vogliamo ripetere la nostra corale invocazione: «A te ricorriamo noi esuli figli di Eva… vita dolcezza e speranza nostra… volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi».
Siamo ben consapevoli che queste invocazioni non ci esautorano dalle nostre responsabilità, dai nostri compiti, dall’essere costruttori convinti e consapevoli di una umanità e di un mondo rinnovati.
A noi cristiani non può appartenere la bandiera bianca della resa. «La Chiesa non è solo il luogo del bisogno di guarigione, di serenità, di pace, di armonia spirituale». La Chiesa è casa e luogo di comunione. È sguardo sulla storia da amare e costruire, è il luogo in cui la mia libertà «che oscilla tra desiderio illimitato e capacità limitate, si trova non solo guarita dal suo delirio di onnipotenza, ma diventa una libertà liberata per la comunione» (Testimoni di Gesù Risorto... n.3), per l’incontro, per la partecipazione, per la condivisione.
Qui veniamo a scoprire e a ricevere le ragioni vere della nostra presenza alla storia e del contributo che ad essa siamo chiamati a donare per inserirci, col nostro apporto, al dinamismo dei tanti che superano le molteplici diversità non annullandole ma sintetizzandole e discernendole con l’arte del dialogo che fa comprendere e amare.
In questo giorno di festa vogliamo invocare l’intercessione della nostra Regina, domandandole che presenti al Figlio suo, Liberatore e Redentore, la preghiera che abbiamo ascoltato nella prima lettura, quella della regina Ester, impotente e sola di fronte al male che grava sul suo popolo schiavo e destinato alla distruzione e all’annientamento:
«Accorri in mio aiuto, perché sono sola e non ho nessun altro che te, Signore, mio Dio...Dai libri dei miei antenati ho appreso che tu, Signore, liberi quanti in te si compiacciono sinoalla fine. Liberaci dalle mani dei nostri nemici...».
L’esperienza della solitudine la sperimentiamo di fronte ai drammi grandi della nostra personale esistenza che ci trovano deboli, fragili, disorientati, confusi.
È questa solitudine che ci prende di fronte ai ripetuti e quotidiani assalti a sicurezze faticosamente raggiunte.
C’è la solitudine che prende noi adulti incapaci di capire e dialogare, nonostante ripetuti e sinceri tentativi, con le giovani generazioni che sembrano allontanarsi sempre più da noi, dal nostro modo di pensare e progettare, assenti e non partecipi alla grande pagina della vita sociale e di gruppo, indifferenti talvolta alle nostre preoccupazioni e paure.
Ma c’è anche la solitudine delle giovani generazioni, quello che con un eufemismo continuiamo a chiamare «pianeta giovani», che sembra preferire l’uscita dal sistema che non riesce a cogliere e a dare risposte ad attese incerte e nebulose, delusi dai molti idoli a cui hanno o avevano consegnato la loro vita e i loro ideali.
Oggi si ha l’impressione che i percorsi dei giovani e degli adulti, si snodano lungo rette parallele che, benché vicine e uguali, accentuano l’impossibilità di un incontro e di un dialogo.
In tal modo aumentano i vuoti e le assenze e si sfoca in contorni incerti l’appartenenza civile e sociale. Si appanna la forza di un radicamento in una comunità che annunzia e testimonia il Vangelo della speranza, ma anche quella di un radicamento in una storia civile, dotata delle sue tradizioni e alle prese con i grandi problemi del lavoro che non c’è, della casa che non si trova, dell’ambiente che si sfigura, degli immigrati che in sempre maggior numero e con le loro povertà entrano nelle nostre comunità, della pace sempre insidiata e lontana.
Signore, per intercessione della tua e nostra Madre, liberaci dalle mani dei nostri nemici:
. la paura di lavorare o impegnarsi per la crescita del bene comune
. l’indifferenza di fronte ai mali che ci rattristano
. la latitanza e la fuga dal bene comune
. l’egoismo che ci fa assenti ed estranei ai drammi e alle sofferenze dei nostri simili
. la facile acquiescenza ai compromessi, alla svendita dell’onestà, al mercimonio anche del proprio corpo
. il crollo anche tra noi del valore e della saldezza della famiglia, scegliendo le cosiddette nuove forme precarie e ad libitum di unione, che vanno dalla fedeltà a tempo all’introduzione di un concetto di famiglia che tenta di adeguare la sacralità di questo istituto alla novità delle mode che si vogliono far passare come evoluzione giusta e giustificante verso pseudotraguardi di progresso, verso una società multietnica e multiculturale, prodotti della globalizzazione con cui, si dice, va guardata l’evoluzione della storia e del mondo.
Madre, liberaci dalle mani di questi nemici.
A noi, discepoli del tuo Figlio, spesso soli e indifesi, donaci il tuo aiuto, il tuo sostegno, la tua intercessione, perché i pericoli della tacita acquiescenza, dell’adattamento alle nuove mode, al relativismo etico, ci hanno raggiunti e tentano di conquistarci e garantirsi così il silenzio e l’omertà di fronte al tentativo continuo di dare al male, nelle sue varie e subdole forme, la copertura e la maschera di un bene che tale non è.
A te ricorriamo, o Madre.
Salvaci e liberaci da ogni pericolo,
Vergine gloriosa,
vita, dolcezza e speranza nostra.
Amen.
Domenica 29 gennaio 2006, in tutte le parrocchie del Gargano che rientrano nell'ambito della diocesi è stato letto e presentato il Decreto di indizione della Visita Pastorale del nostro Padre e Arcivescovo, Monsignor Domenico D'Ambrosio. Al termine del commento, il sacerdote ha lanciato un caldo invito alla comunità parrocchiale affinché si preghi intensamente perché questo momento qualificante nella vita della Chiesa di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo si trasformi in tempo favorevole per la salvezza.
La Visita si svolge nell'ambito di una missione popolare intorno alla Sacra Icona di Maria SS. Regina di Siponto, pellegrina in tutte le Comunità parrocchiali nel 50° anniversario della sua Incoronazione. Tale missione raggiunge tutte le categorie sociali e tutte le persone, anche quelle lontane dalla pratica religiosa.
Momento importante ed essenziale della Visita Pastorale resta comunque la preghiera. Un invito diretto in particolare ai fanciulli del catechismo, agli ammalati, alle anime consacrate. Non manca una particolare intenzione alla preghiera dei fedeli nelle domeniche precedenti la Visita.
«La proposta della Peregrinatio Mariae, Missione al popolo e Visita pastorale dell'Arcivescovo» - spiega don Stefano Mazzone sulle pagine di Gargano Sette di Avvenire - «è un pellegrinaggio lungo un anno che ci porterà l'8 dicembre 2006 a riaffidare tutta la Chiesa Diocesana alla materna e amorevole protezione della Madre di Dio e Madre nostra così come avvenne cinquant'anni fa».
«La Peregrinatio Mariae, Missione al popolo e Visita pastorale» - continua don Stefano - «richiama il pellegrinaggio che ciascuno è chiamato a compiere per riscoprire la propria fede, e costituisce, inoltre, un invito concreto per tutta l'Arcidiocesi a "mettersi in cammino" sulle strade garganiche con cuore nuovo per la nuova evangelizzazione».
Momento centrale della visita del Vescovo alle parrocchie è la concelebrazione Eucaristica con la predica della Parola di Dio e il conferimento solenne del sacramento della Cresima. In base alle indicazioni comunicate a Manfredonia il giorno dell'Epifania, è possibile programmare la celebrazione di altri sacramenti, della Liturgia delle Ore, della Parola di Dio; dedicarsi al ministero della Confessione; recarsi a pregare nel Cimitero con la partecipazione del popolo; intrattenersi a colloquio con il parroco ed altri sacerdoti a servizio della parrocchia in forma comunitaria e personale; visitare le religiose che operano nell'ambito della parrocchia; visitare gli infermi e gli anziani nelle famiglie e nelle Case di Riposo o in analoghe istituzioni; incontrare i fanciulli, ragazzi e adolescenti della scuola catechistica parrocchiale; visitare gli alunni delle scuole presenti nel territorio parrocchiale; incontrare il gruppo dei catechisti, il Consiglio pastorale e quello per gli affari economici, l'Azione Cattolica, le associazioni, i movimenti, i gruppi ecclesiali; avvicinare e parlare agli operai possibilmente negli stessi luoghi di lavoro; avere particolari incontri con i giovani, i fidanzati, le giovani coppie, il gruppo famiglie, i volontari; offrire facile possibilità di colloquio a tutti quelli che desiderano conferire con il Vescovo per cose attinenti alla loro vita spirituale o al bene della parrocchia.
«Questa è la mia terra, la mia casa, la mia famiglia, conosco ogni strada, ogni città, ogni paese. Ansie, dolori, gioie e speranze di tutti voi mi coinvolgono fortemente», scrive monsignor D’Ambrosio nella Bolla di indizione della Visita pastorale. «E’ lo stesso desiderio dell'apostolo Paolo che mi spinge a compiere questa Santa Visita: "Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la Parola del Signore, per vedere come stanno" (At 15,36). Desidero infatti vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate gratificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io (Rm 1,11). Devo farmi missionario e andare a visitare i miei fratelli per confermarli e rinvigorirli nella fede che ci fa membra vive della Chiesa "santa e sempre bisognosa di purificazione" (LG 8), "… non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete già saldi" (2Cor 1,24). Devo giungere ai vostri cuori per parlarvi di Dio e per parlare a Dio di voi, da me conosciuti e amati. Voglio stare con voi per prestare l’ossequio della stessa fede, nutrendoci della fedeltà alla Parola e saziandoci con il Pane di vita che il Signore Gesù moltiplica e divide per le folle dei discepoli che lo seguono. Voglio dare impulso alla nuova evangelizzazione nella nostra terra garganica attraverso una "missione popolare", che ci vedrà tutti raccolti intorno alla sacra Icona della Santa Madre di Dio Maria Regina di Siponto, pellegrina di pace nelle nostre comunità parrocchiali, nell'anno in cui celebriamo il 50° anniversario dell'Incoronazione, e farmi vicino a ciascuno di voi come il padre che si incontra con i figli per illuminarli e incoraggiarli, per promuovere l'unità e la comunione in Cristo e nella Chiesa, per dare slancio all'impegno missionario della nostra comunità diocesana e concretizzare così l'invito sollecitato dal Signore Gesù e riproposto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II: "duc in altum! (Lc 5,4)"».
Scarica il Programma
Ai Coordinatori Regionali e Diocesani
Ai Direttori Spirituali
ed ai Capi Gruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
dell’Italia Settentrionale
Carissimi, anche quest’anno, nel 50° anniversario della inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza, sono lieto di diramare il programma del XVI Pellegrinaggio Mariano dedicato ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio dell’Italia Settentrionale, per il consueto incontro presso il Santuario di Caravaggio l’ultima domenica di settembre, nel giorno successivo alla ricorrenza della nascita alla vera vita del nostro Santo Fondatore.
In questo clima di unione e condivisione sarebbe bello che Domenica 24 settembre potesse essere intesa come “giornata di preghiera di intercessione” e dedicata alla preparazione dell’incontro del 14 ottobre con il Santo Padre.
Nel trasmetterVi il programma, certo della presenza di ciascuno di Voi anche in Piazza San Pietro il 14 ottobre, Vi invito a partecipare numerosi.
Vi saluto fraternamente,
Don Vincenzo D’Arenzo
Fonte Istat, OMS
Nell'ambito della rassegna "Flegreinarte" il Presidente della Provincia di Napoli Dott. Di Palma ha voluto comprendere il musical "Un fremito d'ali - la vita di Padre Pio vista dagli angeli", diretto da Carlo Tedeschi, che avrà luogo il giorno 14 settembre alle ore 21 presso l'Arena Flegrea di Napoli (vedi cartellone).
Ulteriori informazioni possono essere reperite collegandosi al sito www.provincia.napoli.it
Nonostante la bassa frequenza delle singole patologie, le malattie rare costituiscono un problema sanitario importante in quanto colpiscono un numero rilevante di cittadini e di famiglie e richiedono un’assistenza specialistica e continuativa.
L’offerta clinico-assistenziale di Casa Sollievo della Sofferenza per le malattie rare comprende l’erogazione di servizi di diagnosi e terapia, attività scientifica e formazione tramite una serie di strutture altamente specializzate, in possesso di documentata esperienza in attività diagnostica e/o terapeutica specifica per le malattie o per i gruppi di malattie rare, nonché di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari.
Elenco delle unità del nostro Istituto riconosciute dalla Regione Puglia quali Presidi della Rete Nazionale delle Malattie Rare.(Deliberazione della Giunta Regionale 23/12/2003, n. 2238: "Rete regionale per la prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi, la terapia delle malattie rare, ai sensi del D.M. 18 Maggio 2001, n. 179"; Deliberazione Della Giunta Regionale 19 febbraio 2008, n. 171).
Classificazione dei Presidi
Dermatologia - B
Lichen sclerosus et atrophicus
Pemfigo
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