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Centro Accoglienza S. Maria delle Grazie

Il Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie" è un complesso alberghiero situato a poche decine di metri dal Santuario di San Pio e dall'Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.
Gestita dalla Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" e diretta dalle Suore del Bambin Gesù, la struttura dispone di 217 posti letto, in camere singole e doppie dotate di servizi privati, suddivise tra il corpo centrale e varie depandances.

Servizi

Salone per convegni, Cappella con Eucaristia, Ristorante, Sala TV, Bar riservato solo agli ospiti, Parcheggio auto con garage.
 

 
 
Contatti
Centro di Accoglienza "Santa Maria delle Grazie"
Piazza San Pio
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 456031-586-621-622


Listino Prezzi (Validi fino al 31-07-2025)
I prezzi nella tabella si intendono A persona

 
Pensione Completa
Mezza Pensione
Pernotto e Colazione
Camera Doppia
€ 70,00*
€ 55,00
€ 40,00
Camera Singola
€ 85,00*
€ 70,00*
€ 50,00
DUS
-
-
€ 80,00
Solo Pranzo € 20,00*
 
*Compreso acqua minerale e vino

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Residenza per anziani "Casa Padre Pio"

Guarda il video

Il 5 maggio del 1957, primo anniversario della Casa Sollievo della Sofferenza, Padre Pio nel tracciare profeticamente le linee di sviluppo della sua Opera anticipò l'apertura di una residenza socio-assistenziale per gli anziani.
"Ad essa - disse riferendosi alla Casa Sollievo della Sofferenza - dovranno aggiungersi due case, una per donne e una per uomini, dove gli spiriti e i corpi affaticati e stanchi vengano al Signore e ne abbiano da Lui sollievo".
Quel progetto trovava concreta attuazione nel 1991 con l'apertura della Casa Padre Pio, Residenza per Anziani, costruita nel breve arco di quattro anni dalla posa della prima pietra benedetta dal Papa Giovanni Paolo II il 23 maggio del 1987.

Con Casa Padre Pio, la Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza" gestisce ed offre servizi assistenziali e sociosanitari in favore di persone anziane, secondo diverse tipologie di servizio e assistenza:
- Casa di Riposo
- Casa Protetta
- Casa Albergo
che dispongono rispettivamente di 56, 36 e 114 posti letto.

La struttura
Ubicata lungo il Viale dei Cappuccini, a duecento metri dall'Ospedale, Casa Padre Pio offre agli anziani un servizio di ospitalità di tipo alberghiero, cordiale e decoroso nel pieno rispetto della libertà personale e della dignità umana e cristiana, secondo l'insegnamento di Padre Pio.
Divisa in più palazzine collegate tra loro e immerse in un parco verde attrezzato, la struttura è dotata di servizi generali comuni ed è in grado di accogliere fino a 206 persone, sistemate in monolocali e appartamentini singoli e doppi, a seconda dei nuclei che ospita.

Servizi
Sala di lettura, sala TV, biblioteca, sala convegni, palestra con istruttore, ristorante bar, servizio di lavanderia e di parrucchiere per uomo e donna, cappella privata con celebrazione quotidiana della Santa Messa, assistenza spirituale e religiosa, assistenza socio-sanitaria garantita da personale specializzato e professionalmente qualificato.

Contatti
Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza
Viale Cappuccini
71013 San Giovanni Rotondo
Telefono: 0882 413080
Email: casaanziani@operapadrepio.it
 
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L'Opera di Padre Pio con affetto vicino al Papa

Giovanni Paolo II è stato sempre molto vicino all’Opera di Padre Pio, fin dal primo momento del suo Pontificato.
L’aveva conosciuta quando era venuto da Cardinale a San Giovanni Rotondo, nel 1974. In quell’occasione per un piccolo infortunio occorsogli fu prontamente visitato e curato al Pronto Soccorso.
Vi tornò da Papa per il Centenario della nascita di Padre Pio, nel 1987, soggiornando nella stessa Casa Sollievo della Sofferenza, e visitando tutti i reparti ospedalieri.
Ha ricevuto in udienza, a Roma, più volte i Gruppi di Preghiera, in particolare nel 1990, per il Quarantesimo della loro nascita.
Sempre, nelle loro riunioni, i Gruppi di Preghiera hanno pregato per il Papa. Un invito a offrire preghiere per il Sommo Pontefice che risale a Padre Pio, che espressamente lo mise a base delle riunioni dei Gruppi da lui voluti.
Particolarmente in queste ore, l’Opera di Padre Pio, con i suoi Gruppi di Preghiera, è vicina al Papa, con tutto il suo affetto e la sua riconoscenza, per quanto ha avuto sempre da Lui. Ultimamente con l’assegnarle come capo l’Arcivescovo della Diocesi, Delegato per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina, Monsignor Domenico D’Ambrosio.


Dalla Redazione della rivista «La Casa Sollievo della Sofferenza»

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Presentazione

Il Centro Internazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio ha sede a San Giovanni Rotondo nella "Casa Sollievo della Sofferenza". Esso, culla dei Gruppi, è ubicato al numero 172 del Viale Cappuccini, e rappresenta il centro pulsante, il riferimento ufficiale, autorevole e unico per il mondo dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio.

Esso segue la formazione, l’organizzazione e la vita dei Gruppi di Preghiera. Gli uffici del Centro svolgono tutta una serie di compiti organizzativi; amministrano, ad esempio, tutte le pratiche relative ai Gruppi di Preghiera esistenti e si occupano di registrare i nuovi Gruppi e di orientarli in tutti i passi necessari, verificando che il tutto avvenga secondo le indicazioni dello Statuto, approvato dalla Santa Sede il 3 maggio 1986.
Al Centro affluiscono le relazioni e le notizie di ogni genere riguardanti le attività dei Gruppi in tutto il mondo.

Il Centro è in contatto costante con i Gruppi, li assiste nelle loro iniziative, fornendo tutti i dati necessari e il materiale occorrente. Incoraggia, orienta, dissuade quando è necessario. Impartisce loro istruzioni e informazioni anche mediante circolari e comunicati.

Il Centro dei Gruppi di Preghiera è sempre a disposizione degli aderenti ai Gruppi, dei pellegrini e dei devoti di San Pio che giungono a San Giovanni Rotondo.
Il Presidente dell'Opera, che è anche Direttore Generale dei Gruppi di Preghiera, è a completa disposizione per tutto quanto concerne i loro problemi di organizzazione e partecipa alle loro iniziative e manifestazioni secondo le sue possibilità.

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Contatti

Centro Gruppi di Preghiera "Casa Sollievo della Sofferenza"
Viale Cappuccini, 172
71013 San Giovanni Rotondo (FG)
Telefono: 0882 410252, 0882 410486
Fax: 0882 452579
E-mail: centrogruppidipreghiera@operapadrepio.it

Si può contattare il Centro Gruppi di Preghiera anche con Skype, durante l'orario di ufficio quando gli operatori sono online.

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Modulistica

 
 
 

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Il giubilo nello Spirito di Padre Pio

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Si, o Padre, perché così è piaciuto a te».

I versetti 25 e 26 del capitolo 11 dell’Evangelo di Matteo (insieme con gli altri dal 27 al 30), sono proclamati nella celebrazione eucaristica propria di San Pio da Pietrelcina.
Fedeli alla regola della Lex Orandi e secondo il metodo della Lectio divina ci chiediamo: Cosa significano questi versetti? Cosa hanno detto a Padre Pio e, quindi, a noi?

1 - Significato e contesto
«La stupenda benedizione che oggi leggiamo nel Vangelo, dice G. Ravasi in Secondo le Scritture, Anno A, pag. 203, – è l’unica preghiera di Gesù riferita dai Sinottici: il Padre Nostro è, infatti, “insegnato” ai discepoli, mentre al Getsemani e sulla Croce sono annotate dagli evangelisti solo brevi invocazioni. Su questa preghiera di straordinaria intensità sono state compiute molte analisi: ogni parola ha un suo valore che si alimenta al messaggio dell’Antico Testamento e si espande nella visione del Regno e del suo mistero rivelato dal Cristo».
Tutto il passo di solito è chiamato «giubilo messianico» poiché nel suo parallelo, Luca (10, 21-24) ha come esordio: «in quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse…».
Il Contesto è alquanto incerto. È suggestivo pensare che essendo la traduzione letterale: «in quel tempo, avendo risposto, Gesù prese a dire...» ed avendo ancora parlato Lui precedentemente in 11, 20-24 con le invettive contro le città benestanti del lago di Tiberiade, in realtà Gesù non stia rispondendo a qualcuno o a qualcosa ma alla sollecitazione dello Spirito in una esperienza interiore orante.
In questo contesto e sotto la mozione dello Spirito, Gesù, allora, rifiutato dai potenti, dichiara esplicitamente la sua preferenza per i poveri, i semplici, gli ultimi, i piccoli, in un canto di lode e di gioia distinto in tre strofe connesse tra di loro.
Ci fermiamo sulla prima strofa, Mt 11, 25-26, che G. Ravasi (Idem pag: 202) sintetizza così: «È una benedizione, cioè un ringraziamento che sale dalla terra verso Dio “come incenso, con le mani alzate nel sacrificio della sera” (Sal 141, 2). Gesù ringrazia il Padre perché dal mistero del Regno di Dio, cioè dal progetto di salvezza che Dio sta attuando nella persona del Cristo, è caduto il velo e gli occhi non altezzosi e non pieni di sé dei poveri e degli umili lo possono contemplare. Nella persona del Cristo piccolo e disprezzato i piccoli della terra riescono a vedere l’azione del “Signore del cielo e della terra”. I sapienti, gli intelligenti orgogliosi hanno invece gli occhi spenti e vedono in Gesù solo un modesto predicatore galilaico, figlio di un artigiano, degno solo di ironia per le sue velleità».

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Padre Pio e noi: icone di Cristo nello Spirito

Per quasi un anno, carissimo lettore, abbiamo dialogato sul tema dell'identità dei Gruppi di Preghiera.
Un viandante assorto nelle cose della sua vita e distratto dagli impulsi continui di un mondo che non sempre pensa come Cristo, se si fosse fermato a leggere gli articoli del 2004 della nostra rivista forse avrebbe trovato il perchè dell'appartenenza ad un gruppo tra i tanti che si presentano nell'orizzonte ecclesiale attuale. Il nostro tentativo scrivendo quegli articoli, è stato quello di rendere ragione della nostra esistenza e, insieme, di fondare la nostra attualità alla scuola di San Pio da Pietrelcina e con Lui alla scuola della Parola di Dio, della grande Tradizione della Chiesa, e del Magistero del Papa e dei Vescovi.

In questo 2005 è nostra intenzione contemplare il volto di Cristo sul quale Padre Pio si è modellato; rimettere (se qualcuno non lo avesse ancora fatto) Cristo al centro; ripartire da Cristo, come Giovanni Paolo II continuamente ci ha invitato a compiere. Ancora nella Mane nobiscum Domine, al numero 6 scrive: "Cristo infatti è al centro non solo della storia della Chiesa, ma anche della storia dell'umanità. In lui tutto si ricapitola (cfr Ef 1,10; Col 1,15-20). Come non ricordare lo slancio con cui il Concilio Ecumenico Vaticano II, citando il Papa Paolo VI, confessò che Cristo è il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia d'ogni cuore, la pienezza delle loro aspirazioni"
Al numero 8 della stessa Lettera apostolica, il Papa continua: "L'eredità del grande Giubileo fu in qualche modo raccolta nella lettera Apostolica Novo Millennio ineunte. In questo documento di carattere programmatico suggerivo una prospettiva di impegno pastorale fondato sulla contemplazione del volto di Cristo, all'interno di una pedagogia ecclesiale capace di tendere alla "misura alta" della santità, perseguita specialmente attraverso l'arte della preghiera".
Sono qui le coordinate delle nostre riflessioni per il 2005.

1 - Contemplazione del Volto di Cristo: "Il tuo Volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo Volto" (Sal 27,8-9). A questo supremo e profondo bisogno dell'uomo Dio risponde facendosi vedere, toccare: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). La via della contemplazione, poi, è una sola: quella della sua Parola annunciata, trasmessa, scritta: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (...), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi (...). Queste cose vi scriviamo, perchè la vostra gioia sia perfetta" (1 Gv 1,1-4).

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Nel cuore di Dio il sollievo di ogni sofferenza

Il riposo nel Signore come dono dello Spirito Santo all’anima che cerca la volontà di Dio pur tra le afflizioni della vita merita un approfondimento. Concludevamo con queste parole l’articolo precedente.
In sintesi, dicevamo che l’affermazione del Vangelo: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi ristorerò» (Mt 11,28) collega il ristoro, la quiete dello spirito con le fatiche e le oppressioni della vita.
I poli della spiritualità di Padre Pio sono proprio questi: i fratelli con le loro sofferenze e Dio con il suo sollievo. Padre Pio, posto tra Dio e i fratelli, sente che il suo ruolo è quello di stare dalla parte di Dio, ricevendo e dando sollievo, e dalla parte dei fratelli, assumendosi e alleviandone le sofferenze. «Sollievo» e «sofferenza» sono due anelli della catena ininterrotta che è la vita dello spirito. Nella sofferenza, nella croce, Dio ci modella, ci purifica in vista della unione nuziale d’amore con Lui. Raggiunto questo stato di gaudio, di pace, di sollievo alle sofferenze dell’anima, Dio ci «strizza» ancora, ci purifica di nuovo con la sofferenza in vista di un grado superiore di unione con Lui.
Ci chiediamo: Questo cammino spirituale è riservato solo ad alcuni oppure è di tutti?
La risposta a noi sembra certa: è un cammino per tutti! Spesso sono i ritardi, le ribellioni, la non comprensione (forse anche dovuta alla mancanza di veri direttori spirituali!) che non consentono di raggiungere il traguardo di una unione più profonda con Dio. Altre volte, le pigrizie spirituali, la paura di un Dio che ci vuole condurre su strade non gradite, l’anteporre i nostri programmi umani al progetto di Dio ci fanno fermare a traguardi minimi.

Padre Pio è sulla scia della grande e ininterrotta spiritualità della Chiesa

Cosa pensa Padre Pio a riguardo?
Vorrei invitarvi ancora una volta a leggere l’Epistolario di San Pio. Nella corrispondenza con Raffaelina Cerase, riportata nel volume II, intrecciandosi l’esperienza spirituale del Direttore con quella della diretta, Padre Pio vi ritorna più volte.

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Come Cristo "Mite e umile di cuore"

«Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero (Mt 11, 29-30).
Per due numeri del nostro giornale abbiamo commentato il versetto 28 del capitolo 11 del Vangelo di Matteo. I versetti 25-30 del capitolo 11 costituiscono il brano evangelico della Messa propria di San Pio, come abbiamo più volte sottolineato. L’ultima nota, quella dei versetti 29-30, è sul giogo. Esso indica per sé la tremenda schiavitù e fatica senza fine che nei millenni sono state imposte senza pietà su bovi e altre povere bestie che le hanno dovuto sopportare. Ma il giogo che adesso la Sapienza divina viene a proporre è buono, è imposto dal Buono e rende buoni (T. Federici, op. cit., pag. 678).

G. Ravasi aggiunge: «L’immagine del giogo era usata per indicare la Legge che il Signore aveva imposto ad Israele (Sir. 51,23. 26-27: “Avvicinatevi, voi che siete senza istruzione, prendete dimora nella mia scuola. Sottoponete il collo al suo giogo, accogliete l’istruzione. Essa è vicina e si può trovare. Vedete con gli occhi che poco mi faticai, e vi trovai per me una grande pace”). Gesù la ripropone, ma la spoglia del suo aspetto di peso, di trionfo, di imposizione e la usa in un senso più «dolce» e quindi più impegnativo. Infatti, il castello della casistica morale giudaica è ora semplificato da un impegno totalizzante, il giogo dell’amore. Il rapporto con Dio non è più regolato dal terrore ma è filiale e spontaneo e proprio per questo diviene più esigente» (op. cit., pag. 165).

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Il Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri

I Salmi, libro della preghiera di sempre, hanno anche la funzione gloriosa tra tutte di accogliere cantando di gioia sia la proclamazione dell’Evangelo (nel numero 12 della nostra rivista abbiamo commentato l’Antifona al vangelo della messa propria di San Pio) che è sempre della resurrezione, sia la partecipazione alla Mensa divina. L’Antifona presuppone il Salmo e non può essere ridotta ad un semplice versetto, spesso neanche letto perché sostituito dal Canto di comunione (spesso, purtroppo, molto scadente!).

L’esemplare dovremmo pensarlo così: la notte di Pasqua, in Cattedrale, sotto la presidenza del Vescovo, con la presenza dei presbiteri, dei religiosi e delle religiose e con il popolo tutto che si incammina per andare all’altare a ricevere il Corpo di Cristo, dopo che tutto il popolo ha accolto la Parola proclamata e spezzata, vero Corpo del Risorto, a sua volta. Cantando, nella gioia grande, in processione, come la vergine prudente e saggia, tutta la Chiesa va incontro allo Sposo per mangiarne le carni immacolate!

Con questo quadro negli occhi e nel cuore, leggiamo ora l’Antifona di Comunione della Messa propria di San Pio, tratta da Isaia 61,1.2:

«Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore...».

Abbiamo preferito riportare tutto il testo del profeta e avremmo dovuto continuare con il resto del versetto 2, con il versetto 3 e poi con Is 58, 1-11 e 35, 1-6.

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Ai Direttori Spirituali e ai Capi Gruppo

Carissimi, desidero rendere partecipi tutti Voi del progetto e di alcune iniziative che sono state avviate per rendere sempre più efficace la reciproca circolazione delle comunicazioni tra questa Direzione Generale ed ogni singolo Gruppo di Preghiera. RACCOLTA DEI NOMINATIVI DEGLI ISCRITTI ALL'ASSOCIAZIONE DEI GRUPPI DI PREGHIERA DI PADRE PIO Per favorire la massima diffusione dell'informazione relativa all'Opera di Padre Pio, dal 24 Dicembre 2004 è stato attivato il Sito Internet www.operapadrepio.it, ancora in fase di allestimento ma che contiene un'ampia parte dedicata ai Gruppi di Preghiera. Siamo prossimi alla ricorrenza del Cinquantesimo anniversario della inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza e da questo momento i nostri progetti rispondono ad un disegno di ampia portata. La nostra presenza sarà sempre più vicina ai Gruppi, ed in questa visione desidero e ritengo utile potermi rivolgere personalmente a ciascuno degli iscritti alla nostra Associazione. E' dunque necessario che, procedendo per fasi successive, possiamo realizzare al più presto il censimento degli Iscritti.I dati raccolti saranno utilizzati solo per i fini propri dell'Associazione, con la massima riservatezza e con le garanzie previste dalla vigente normativa sulla privacy. Si tratta di un impegno certo gravoso e complesso che si svolgerà in alcune fasi successive. Per il momento occorre mettere in pratica una prima fase. Per rendere uniforme la trasmissione delle informazioni e facilitare il compito del Centro Gruppi,occorreche ognuno di Voi si attenga alle istruzioni riportate di seguito: 1) in ogni Gruppo di Preghiera deve essere individuata al più presto una persona che appartenga o sia vicina al Gruppo, la quale d'ora in poi sarà considerata come il Referente Informatico, e che abbia la disponibilità di un Personal Computer e sia titolare di un indirizzo di posta elettronica; 2) il Referente Informatico, per avviareil primo contatto, invierà una e-mail all'indirizzo di posta elettronica del Centro Gruppi di Preghiera: centrogruppidipreghiera@operapadrepio.it strutturata in modo da indicare - come oggetto la dicitura: Designazione del Referente Informatico - nella comunicazione il Referente Informatico segnalerà: a) la propria e-mail; il proprio cognome, nome e indirizzo completo; b) la denominazione del Gruppo di Preghiera, la Località, la Provincia, la Diocesi e la Chiesa presso la quale il Gruppo si riunisce. Raccomando a ciascuno di Voi di provvedere con diligente e responsabile sollecitudine a quanto richiesto. Se per alcuni di Voi risultasse particolarmente difficoltosa o non facilmente comprensibile la terminologia informatica, Vi prego comunque di non sottovalutare questa comunicazione. Potrete invece sottoporla a qualche componente del Gruppo o rivolgerVi a qualcuno della Vostra cerchia familiare o di amici che possano esserVi di concreto ausilio. Successivamente, in una seconda fase, sarà nostra cura indicare al Referente Informatico le modalità di raccolta e di trasmissione dei dati attraverso e-mail. FORMAZIONE E CATECHESI Da qualche tempo, attraverso le pagine e gli inserti della nostra Rivista, giungono a ciascuno di Voi e a tutti gli abbonati sussidi per la preghiera e la catechesi. Essi rappresentano il frutto del nostro quotidiano impegno, teso a condurre i Gruppi di Preghieraverso un cammino più maturo, tracciato da quella spiritualità crocifissa che è stata la spiritualità del nostro Santo Fondatore, nutrita e consolidata dalla formazione. La proposta di alcuni ulteriori testi pubblicati dalla Casa Editrice "La Casa Sollievo della Sofferenza" permetterà inoltre di rispondere anche alle sollecitazioni di tanti componenti dei Gruppi che avvertono l'esigenzadi perfezionare il proprio itinerario spirituale e manifestano la necessità di poter disporre di sussidi sempre più rispondenti alle necessità di una formazione personale costante e approfondita.La nostra Casa Editrice, non disponendo di rete di distribuzione, deve affidarsi al Servizio di spedizione di Poste Italiane.A breve Vi arriverà una busta contenente i testi che abbiamo pensato di inviarVi. Si tratta di novità editoriali destinate agli aderenti che ne facciano richiesta, al costo fissato in 35 €. Chi non volesse aderire all'iniziativa, potrà restituirci il tutto, a spese nostre, oppure, rispondendo allo spirito di evangelizzazione che da sempre contraddistingue i Gruppi di Preghiera, divulgarli al di fuori del Gruppo, avvicinando i tiepidi edi lontani. CALENDARIO DEGLIAPPUNTAMENTI DEI GRUPPI DI PREGHIERA DEL 2005 Mi è gradito infine comunicarVi le date di alcuni appuntamenti dedicati ai Gruppi di Preghiera. I programmi dettagliati relativi a numerose altre varie iniziative come Convegni, Incontri e pellegrinaggi a livello nazionale e regionale sono consultabili sul sito www.operapadrepio.it e saranno inoltre pubblicati per tempo sulle pagine della Rivista "La Casa Sollievo della Sofferenza". - Dal 17 al 20 Marzo 2005 il Reverendo don Nello Castello animerà un Corso di Esercizi Spirituali Per i Gruppi di Preghiera della Lombardia sul Tema " Eucaristia mistero che si dischiude allo spezzar del Pane: Noi ieri alla Messa di Padre Pio". Il Corso si terrà presso la Casa di Spiritualità del Santuario di Caravaggio (BG). Chi desidera partecipare può rivolgersi alla Signora Cecilia Boninitel. 0381 / 930 100 . - Venerdì 27 maggio a BARI: i Gruppi di Preghiera parteciperanno alla Giornata dei Movimenti, nell'ambito del Congresso Eucaristico Nazionale. Non é previsto un momento specifico dedicato ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio Programma: La Domenica giorno della Chiesa-l'Eucaristia cuore della Domenica. Sono attesi in particolare: il clero; i consacrati e le consacrate; i seminaristi, i novizi e le novizie, i giovani in ricerca e gli animatori vocazionali; il laicato (gli operatori pastorali della liturgia, della Caritas, della catechesi; i movimenti, i gruppi ecclesiali;le associazioni e le confraternite del SS.Sacramento). IN CATTEDRALE ore 8,30: CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA E ADORAZIONE EUCARISTICA. ALLA FIERA DEL LEVANTE: ore 10,00: INCONTRO GENERALE: Catechesi ore 15,00: INCONTRO PER GRANDI GRUPPI DAL POLICLINICO alla zona della CASA CIRCONDARIALE: ore 19,00: CELEBRAZIONE DELLA VIA CRUCIS. Con la benedizione del Signore + Mons. Domenico D'Ambrosio Arcivescovo

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Specialità Cliniche

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Procedure di ammissione in pronto soccorso

I pazienti che accedono al Pronto Soccorso effettuano una prima valutazione infermieristica di Triage in un apposito locale dedicato a tale mansione.

Il Triage è una procedura obbligatoria in ogni Pronto Soccorso, con oltre 25.000 accessi l’anno presso la nostra unità, il servizio viene svolto da personale infermieristico formato e dedicato a tale funzione (tutto il personale infermieristico ha conseguito l’idoneità alla mansione di triagista mediante corsi di formazione aziendali), che conduce ad una valutazione dello status del paziente e della gravità delle sue condizioni cliniche, per definire la priorità di accesso alla visita medica tramite l’attribuzione di un codice colore.

La funzione del Triage infermieristico consiste quindi nel farsi carico dei problemi dell’utente-paziente sin dal suo ingresso in Pronto Soccorso, stimando la gravità del quadro clinico, rassicurandolo sul piano relazionale ed inquadrandolo su quello nosologico mediante:

  • la raccolta dei dati anagrafici
  • una accurata anamnesi ed un attento ascolto a quanto viene riferito
  • una attenta valutazione dei parametri vitali e di ogni altro rilievo obiettivo (aspetto generale, stato di coscienza, pervietà delle vie aeree, eventuali deficit motori, rilevazione della temperatura, valutazione dell’intensità del dolore, se presente, etc.).

La postazione di triage è dotata di: un monitor multiparametrico per la misurazione automatica della pressione arteriosa e, se utile, per una prima valutazione elettrocardiografica; un saturimetro per la misurazione della concentrazione di ossigeno ematico e della frequenza cardiaca; un termometro digitale; un glucometro; uno stick per l’esame delle urine.

La postazione è dotata, inoltre, di un sistema informatico per l’immissione in rete di quanto ascoltato e analizzato.

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Organizzazione

PIAZZALE di ACCESSO
per le ambulanze e auto, con porta scorrevole automatica che immette direttamente nei locali del Pronto Soccorso - Sala d’Attesa.

SALA d’ATTESA
arredata seguendo i principi dell’umanizzazione dell’ospedale.

AREA TRIAGE
dove l’utente viene accolto immediatamente dall’infermiere professionale per l’esecuzione del triage. Qui vengono acquisiti per via informatica i dati anagrafici e individuate le necessità del paziente, nel rispetto della privacy.

3 AMBULATORI
ognuno attrezzato per visita, indagini diagnostiche e piccoli interventi.

SALA EMERGENZA
dotata di tutte le attrezzature per i casi di emergenza, quali monitor, elettrocardiografo, defibrillatore, respiratore automatico, emogasanalizzatore, aspiratore, ecografo, ecc.

SALA OSSERVAZIONE BREVE
attrezzata di 3 letti dotati di monitor e ossigeno. Ha la funzione di trattenere per un numero limitato di ore quei pazienti che necessitano di una terapia di breve durata o di un completamento e/o migliore definizione diagnostica o in attesa di ricovero.

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Organizzazione

Le attività del Servizio Trasfusionale sono ripartite funzionalmente tra le seguenti strutture:

CENTRO DI RACCOLTA DEL SANGUE
UNITA’ MOBILE PER RACCOLTA ESTERNA DEL SANGUE
SEGRETERIA DONATORI
EMAFERESI
BIOLOGIA MOLECOLARE - NAT
HLA
VIROLOGIA
IMMUNOEMATOLOGIA ERITROCITARIA
CRIOBIOLOGIA
ASSEGNAZIONE E DISTRIBUZIONE DEL SANGUE E DEGLI EMOCOMPONENTI
CONTROLLI DI QUALITÀ
SEZIONI DI PRELIEVO, PREPARAZIONE , STOCCAGGIO, CONSERVAZIONE , ATTIVAZIONE E DISTRIBUZIONE EMOCOMPONENTI PER USO TOPICO
IMMUNOEMATOLOGIA SPECIALE
SERVIZIO INFORMATICO
LABORATORIO DI PRODUZIONE DEGLI EMOCOMPONENTI
BANCA DELLE CELLULE CORDONALI

CENTRO DI RACCOLTA DEL SANGUE
Referenti: Dr. Nicola Dello Iacono, Dr. Fania Giuseppe, Dr.ssa Paola Marchesani
Telefono: 0882 410481
L'attività primaria si svolge nella Sala Prelievi e si esplica nella raccolta e gestione delle donazioni del sangue e conseguentemente sul continuo controllo delle condizioni di salute dei Donatori, allo scopo di ottenere sempre i migliori risultati possibili in termini di sicurezza, sia relativamente al Donatore (sicurezza della donazione), sia nei riguardi del Paziente ricevente (sicurezza della trasfusione).
Attività che si esplicano nei seguenti modi:
- Informazione al Donatore, circa i comportamenti a rischio
- Valutazione dell'idoneità alla donazione, ottenuta con l'ausilio dei dati anamnestici forniti dallo stesso Donatore attraverso e la valutazione degli esami di laboratorio e strumentali cui il Donatore viene periodicamente sottoposto.
Si tiene conto, inoltre, della valutazione clinica diretta al momento della visita pre donazione.
Alla Sala prelievi è affidato anche il compito di eseguire:

-Valutazione dei candidati Donatori in Aferesi
-Prelievi di autodonazione, finalizzati al pre deposito di unità di sangue intero o emocomponenti da utilizzare eventualmente in corso del successivo e programmato intervento chirurgico
-Salassoterapia in Pazienti poliglobulici o emocromatosici

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UNITA’ MOBILE PER RACCOLTA ESTERNA DEL SANGUE
Referenti: Dr. Dello Iacono Nicola, Dr. Fania Giuseppe
Attività
Raccolta sangue presso le sedi delle associazioni dei Donatori di sangue della provincia:

Centro di raccolta
AVIS Apricena (Tel.: 0882641476)
AVIS Manfredonia (Tel.: 0884583315)
AVIS Mattinata (Tel.: 0884559422)
AVIS Margherita di Savoia (Tel.: 0883654769)
AVIS Monte Sant'Angelo (Tel.: 0884562875)
AVIS Ordona (Tel.: 0885796222)
AVIS Ortanova (Tel.: 0885783111)
AVIS Rignano Garganico
AVIS San Ferdinando di Puglia (Tel.: 0883620796)
AVIS San Giovanni Rotondo (Tel.: 0882456981)
AVIS San Marco in Lamis (Tel.: 0882834222)
AVIS Sannicandro (Tel.: 0882474049)
AVIS San Severo (Tel.: 0882331600)
AVIS Trinitapoli (Tel.: 0883630409)
FRATRES Cagnano
FRATRES Carpino
FRATRES Ischitella
FRATRES Peschici
FRATRES Rodi
FRATRES Vico
FRATRES Vieste

Modalità di accesso
Non è necessaria alcuna prenotazione, è sufficiente presentarsi presso le sedi locali delle associazioni nella data stabilita, a digiuno da cibi grassi, al mattino dalle ore 08.30 alle 12.00, mentre per le raccolte serali dalle ore 17.00 alle 21.00.

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SEGRETERIA DONATORI
Referente: Dr. G. Lotti
Sede: all’interno dell’unità
Telefono: 0882 410419
La segreteria è aperta tutti i giorni tranne i festivi dalle ore 8.30 alle 13.30 e svolge la sua attività in due settori distinti.

A) ORGANIZZAZIONE DELLE DONAZIONE
La segreteria dei Donatori si preoccupa di mantenere i contatti con le associazioni di Donatori e con il singolo Donatore.

- Mantiene aggiornato l'archivio dei Donatori, cartaceo ed informatico, contenente il curriculum delle donazioni e degli esami praticati in occasione di esse e per i controlli periodici di legge.
- Gestisce la convocazione alla donazione per i Donatori periodici, nonché le convocazioni a controllo dei Donatori idonei e le convocazioni a controllo dei Donatori sospesi.
- Invia i referti con i risultati degli esami ai Donatori.
- Elabora e mantiene aggiornati, i tabulati contenenti le informazioni che conferiscono l'idoneità o l'inidoneità alla donazione dei Donatori, per singola associazione.
- Elabora e mantiene aggiornati i tabulati contenenti le donazioni effettuate dai Donatori periodici iscritti afferenti alle singole associazioni.
- Stampa e invia i tabulati riassuntivi mensili e annuali a fini associativi.
- Stampa e invia le comunicazioni per campagne promozionali.
- Contatta per le iscrizioni all’IBMDR
- Elabora in accordo con le singole associazioni, il calendario annuale delle raccolte di sangue, presso le loro sedi.
- Organizza le raccolte non programmate presso Scuole, Comunità Civili o Militari, o in occasioni di manifestazioni pubbliche straordinarie.
- Promuove la donazione del sangue attraverso l'organizzazione di incontri informativi e formativi presso scuole, aziende, parrocchie e presso qualunque associazione lo richieda.

B) SETTORE DELLA SICUREZZA TRASFUSIONALE
Documentazione della sospensione del Donatore ed eventuale eliminazione delle unità con esami di idoneità alterati.
Convocazione a controllo e follow up dei Donatori risultati reattivi ai test virologici di screening, con approfondimento diagnostico delle positività evidenziate, tramite test di secondo livello con registrazione dei risultati e della idoneità o meno del Donatore.
Attività di sospensione temporanea, definitiva o riammissione dei Donatori con esami alterati.
Documentazione, registrazione e invio dei dati sulla sorveglianza delle malattie trasmissibili col sangue tramite programma SMITT dell’ISN. Documentazione, registrazione e invio dei dati sugli eventi avversi trasfusionali tramite programma PETRA dell’ISN.
Trasmissione trimestrale dei dati epidemiologici relativi all’ infezione da HIV all’Osservatorio Epidemiologico Regionale.
Trasmissione semestrale dei dati epidemiologici relativi all’infezione da HIV all’ISS.
Documentazione del look back trasfusionale ai fini degli accertamenti richiesti previsti dalla Legge 210 del 1992 sul danno biologico da trasfusione.

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SEZIONE DI EMAFERESI
Referenti: Dr. Dello Iacono Nicola, Dr. Fania Giuseppe, Dr.ssa Paola Marchesani
Sede:Ospedale, all'interno dell'Unità
Telefono: 0882 410481
L'attività della Sala Aferesi si attua a favore dei Pazienti ricoverati e ambulatoriali, a mezzo di speciali apparecchiature chiamate Separatori cellulari; questi strumenti sono in grado di raccogliere il componente ematico necessario ai trattamenti terapeutici o al supporto trasfusionale specifico per il Paziente.
Attraverso le seguenti modalità:
- Donazione di emocomponenti: Piastrine - Globuli Rossi - Plasma - Linfociti - Cellule staminali
- Donazione Multicomponent ossia la combinazione in diversi modi della donazione di Piastrine - Globuli Rossi - Plasma
- Scambio terapeutico del plasma
- Eritroaferesi terapeutica
- Raccolta delle cellule staminali ad uso autologo

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SEZIONE DI BIOLOGIA MOLECOLARE - NAT
Responsabile: Dr. Giuseppe Lotti
Referente: Dr.ssa Lucia Zaffarano
Sede: Poliambulatorio Giovanni Paolo II, 4° piano
Telefono: 0882 416206
Gli esami che si eseguono nella sezione ai Pazienti interni ed ambulatoriali, sono i seguenti:
HCV RNA Qualitativo
HCV RNA Genotipo
HCV RNA Quantitativo
HBV DNA Quantitativo

Sulle unita di emocomponenti prelevati sia all'interno dell'Ospedale che presso le strutture esterne e gli Ospedali convenzionati viene eseguito l'esame NAT per i virus dell'epatite B e C e dell'HIV.

Modalità prenotazione
Per l'esecuzione degli esami di virologia in biologia molecolare (PCR), non è necessaria alcuna prenotazione.
Seguono la stessa procedura amministrativa degli esami eseguiti dal Laboratorio Analisi.
Per cui, è sufficiente presentarsi al mattino dalle ore 07,00 alle ore 11,00, presso il Poliambulatorio Giovanni Paolo II, muniti di impegnativa del Medico curante, riportante la dicitura degli esami da eseguire. La richiesta compilata dal Medico curante deve contenere, per ogni esame richiesto, anche l’estrazione del DNA o dell’RNA.
Quindi per la determinazione dell’HCV RNA qualitativo la richiesta deve essere la seguente:
HCV RNA Qualitativo in P.C.R. + Estrazione dell’RNA.

Per la determinazione dell’ HCV RNA Genotipo:
HCV RNA Genotipo in P.C.R. + Estrazione dell’RNA.

Per la determinazione dell’ HCV RNA Quantitativo:
HCV RNA Quantitativo in P.C.R. + Estrazione dell’RNA.

Per la determinazione dell’ HBV DNA Quantitativo:
HBV DNA Quantitativo in P.C.R. + Estrazione del DNA.

Per detti esami non è necessario il digiuno.

Effettuare la registrazione dell'impegnativa agli sportelli del piano terra, quindi recarsi alla sala prelievi del Poliambulatorio, situata sullo stesso piano, alla destra degli sportelli, ritirare il numero di prenotazione ed attendere il proprio turno.
Le infermiere addette al prelievo, forniranno un memorandum sul quale è riportata la data del ritiro esami, in ragione del tipo di esami richiesti e quindi dei tempi necessari alla loro esecuzione: mediamente da una a due settimane.
Al momento della registrazione dell'impegnativa, è possibile richiedere, al personale di cassa, l'invio a casa degli esami a mezzo posta.

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Banca delle cellule cordonali

La donazione del sangue placentare è un atto di solidarietà
Il sangue del cordone ombelicale, detto anche “sangue placentare”, è il sangue che rimane nei vasi sanguigni del cordone ombelicale e della placenta al termine del parto.
Alcuni ricercatori scoprirono che il sangue cordonale è ricco di cellule staminali emopoietiche, simili a quelle presenti nel midollo osseo. La cellula staminale emopoietica (CSE) è l'elemento primitivo del sistema emopoietico. Ha capacità di riprodursi indefinitamente senza differenziarsi e, nelle condizioni opportune, di dare origine alle linee cellulari differenziate che costituiscono la parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).
L’uso delle cellule staminali del sangue cordonale non solleva problemi di natura etica, dal momento che queste cellule sono staminali “adulte” diverse dalle cellule staminali “embrionali”.
Lo scopo della raccolta del sangue cordonale è quello di approvvigionarsi di cellule staminali, utilizzabili per la cura di malattie che possono beneficiare del trapianto di CSE.

Perché donare
La sopravvivenza di molti pazienti affetti da alcune patologie oncologiche, ematologiche, immunologiche e dismetaboliche dell'infanzia e dell'età adulta, a volte rare e gravissime, dipende dalla possibilità di effettuare un trapianto di cellule staminali e, per i pazienti che non hanno un donatore familiare compatibile, il sangue cordonale donato rappresenta un’efficace alternativa al trapianto di midollo osseo.



La donazione del sangue placentare: dalla vita, alla vita
Per donare è necessario essere in buone condizioni di salute e rispettare alcune semplici procedure volte alla tutela del donatore e, nello stesso tempo, a minimizzare il rischio di trasmettere malattie al ricevente.

È necessario che la coppia donatrice esprima la propria volontà, sottoscrivendo un consenso informato alla donazione (che dovrà essere rinnovato al momento del ricovero per il parto) e compili un questionario anamnestico che riguarda le proprie condizioni di salute e quelle dei suoi familiari diretti.

È necessario, inoltre, che la madre donatrice accetti di sottoporsi ad un prelievo di sangue periferico di circa 12-15 ml per l'esecuzione degli esami obbligatori per legge per la donazione di sangue, come la determinazione dell’HBsAg, degli anti-HCV, degli anti-HIV e la sierologia per sifilide.

È necessario, infine, che il personale medico verifichi le condizioni di salute del neonato alla nascita.



L’unità prelevata, se rispetta i requisiti per essere bancata, non è prontamente disponibile, ma è necessario che a 6-12 mesi dal parto la mamma venga convocata presso il punto nascita, dove un sanitario controllerà nuovamente l'anamnesi familiare e del piccolo donatore; a tale proposito è sufficiente un certificato medico del pediatra che attesti la regolare evoluzione psico-somatica e l'assenza di manifestazioni cliniche da riferire a patologie di natura genetica a carico del neonato, mentre la mamma donatrice verrà nuovamente sottoposta ad un prelievo di sangue periferico, per la ripetizione degli esami di legge obbligatori per la donazione di sangue.

Criteri di non idoneità alla donazione
Come per la donazione di sangue, esistono condizioni cliniche e comportamenti a rischio che escludono dalla donazione del sangue placentare. È questo il motivo per il quale viene richiesta alle coppie donatrici la compilazione di questionari anamnestici che sono di volta in volta valutati dal personale medico del Centro di Raccolta.
Criteri di esclusione anamnestici
- Anamnesi familiare non disponibile
- Padre non rintracciabile
- Malattie autoimmuni
- Neoplasie
- Assunzione di sostanze stupefacenti
- Comportamenti sessuali a rischio
- Positività sierologia (Epatite B-C, Sifilide, HIV)
- Anamnesi di malattie genetiche dei genitori

Altri criteri di esclusione dalla donazione sono di natura ostetrico-neonatale e, di conseguenza, vengono valutati dal personale medico e ostetrico durante la gestazione e al momento del parto e sono i seguenti
- gestazione inferiore a 37 settimane
- rottura delle membrane superiore a 12 ore
- febbre della madre superiore a 38 °C al momento del parto
- parto vaginale operativo
- malformazioni congenite note del neonato
- stress fetale

Criteri specifici sono stabiliti per l’anamnesi relativa alla donazione dedicata
Più della metà delle unità raccolte ha un volume ed una cellularità che ne rendono impropria la conservazione, ma possono essere utilizzate per la ricerca. In ogni caso, sia che il sangue placentare sia utilizzabile oppure no, tutte le informazioni ottenute, sono garantite da assoluti criteri di riservatezza.
La donazione del cordone ombelicale è esente da rischi derivanti dalle procedure di raccolta, sia a carico della madre che del neonato.

Donazione allogenica-solidaristica (per tutti)
Consiste nel donare il sangue placentare per chiunque ne abbia bisogno e risulti compatibile. I dati relativi alle donazioni confluiscono in un registro nazionale, collegato con i registri internazionali dei donatori di midollo osseo, in maniera tale che qualunque paziente, in qualsiasi parte del mondo, possa trovare cellule staminali compatibili. La donazione allogenica è anonima e gratuita. Le mamme interessate alla donazione, potranno, comunque, anche al momento del parto, riconsiderare la loro decisione.

Donazione dedicata (in caso di…)
La donazione dedicata è una procedura riservata solo ai casi in cui il neonato o un consanguineo abbiano una patologia in atto al momento della raccolta, per la quale risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale. E’ altresì consentita la conservazione di sangue da cordone ombelicale per uso dedicato nel caso di famiglie ad alto rischio di avere ulteriori figli affetti da malattie geneticamente determinate, per le quali risulti scientificamente fondato e clinicamente appropriato l'utilizzo di cellule staminali da cordone ombelicale, previa presentazione di motivata documentazione clinico-sanitaria rilasciata da parte di un medico specialista nel relativo ambito clinico. La conservazione dedicata del sangue cordonale è gratuita: tutti i costi sono a carico del SSN.

Donazione Autologa (per se stessi)
Consiste nel conservare il sangue cordonale per uso personale del neonato.
La comunità scientifica internazionale non raccomanda la conservazione del sangue cordonale per uso autologo sia perchè non esistono protocolli consolidati per questo tipo di trapianto, sia perché alcune alterazioni a carico delle cellule staminali di un neonato che sviluppa una emopatia, possono già essere presenti alla nascita, rendendo quindi vana, nella maggior parte dei casi, l’utilizzazione di tali cellule a scopo trapiantologico. In Italia, è vietata la conservazione personale di sangue cordonale presso strutture sanitarie private anche accreditate e ogni forma di pubblicità alle stesse connessa.
La conservazione ad uso autologo è possibile all’estero, a seguito di specifica autorizzazione all’esportazione rilasciata dalla Direzione Sanitaria dell’Ospedale sede del parto ed i costi inerenti la conservazione sono a carico del richiedente.

Dove rivolgersi in Puglia
Le donne interessate alla donazione del sangue cordonale possono rivolgersi al Reparto di Ostetricia e Ginecologia dei seguenti Presidi Ospedalieri, per comunicare la propria volontà alla donazione. In questo momento, in Puglia, la donazione è possibile presso uno dei 14 Centri di raccolta di seguito elencati ed individuati dalla Regione Puglia sulla base del numero di parti/anno, rilevati nel 2007
:


IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza
Viale Padre Pio, 1
Poliambulatorio Giovanni Paolo II
San Giovanni Rotondo (Fg)
 
 
0882 410389
Ospedali Riuniti

Viale Pinto 1, 71100 Foggia

0881 732190
 
Az. Osp. Policlinico
 
Piazza Giulio Cesare 11, 70124  Bari
 
080 5593538
 
CDC. Santa Maria
 
Via De Ferraris Antonio 70124 Bari
 
080 5040670
 
Ospedale Vito Fazzi
 
 
Piazza Filippo Muratore - 73100 Lecce
 
0832 661533

 
Ospedale Perrino
 
Strada Statale 7 per Taranto
Brindisi
 
0831 537347
 
Ospedale S.S. Annunziata
Via Bruno 1, 74100 Taranto
099 4528069
 
Ospedale Civile Umberto I
 
Via Ruvo 108, 70033 Corato (BA)
 
080 3608571
 
Presidio Ospedaliero Bari Sud- Di Venere
 
Via Ospedale Di Venere 1,
70012 Carbonara (Ba)
 
080 5015333
 
 
Ospedale Miulli
 
Strada Provinciale 127
Acquaviva-Santeramo Km 4,1 Acquaviva delle Fonti 70021 Bari
 
080 3054634
 
Ospedale S. Paolo
 
Via Caposcardicchio, Località San Paolo 70100 Bari

080 5843598

 
Ospedale Cardinale G. Panico
 
Via PIO X n. 4, 73039 Tricase (Le)
0833 545205
 
Presidio Ospedaliero Vittorio Emanuele II
 
Via G. Bovio 279/A - 70052 Bisceglie (BA)
 
080 3363260
 
Ospedale S.M.M. Laureto
 
Piazza Padre Pio, 70017 Putignano (Ba)
 
080 4050684


Manifesto

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Attività Ambulatoriale

Centro di Raccolta del Sangue
Sede: Ospedale, 1° piano corpo centrale lato ovest
Orari : per le donazioni dalle ore 8.30 alle 11.30; per informazioni dalle ore 8.30 alle 19.30.
Tel. 0882 410419-481-369
Email:
c.trasfusionale@operapadrepio.it

Donazione di sangue intero
Donazione in Aferesi (singoli emocomponenti quali plasma e piastrine)
Trattamento terapeutico delle ulcere cutanee croniche con il Gel Piastrinico

Donazione di sangue intero
Per effettuare una donazione di sangue intero non è necessaria alcuna prenotazione.
I candidati Donatori possono recarsi tutti i giorni, compresi i festivi, presso il Servizio Trasfusionale, dalle ore 8.00 alle ore 11.00, dove verrà valutata la loro idoneità alla donazione e quindi eseguito l'eventuale prelievo donazionale.

Degli esami effettuati dal centro in occasione della donazione, verrà inviato a mezzo posta, referto al domicilio indicato dal Donatore, recante anche eventuali consigli sui comportamenti da tenere in ragione di quanto emerso dalla valutazione degli esami eseguiti.

I candidati Donatori che vorranno effettuare una donazione in aferesi per un loro famigliare ricoverato o per donazione libera; potranno recarsi senza alcuna prenotazione, presso la sala prelievi del nostro centro, dalle ore 10,00 alle ore 11,00 di tutti i giorni tranne i festivi.

Presso il Centro di Raccolta del Sangue, si effettuano inoltre le seguenti attività ambulatoriali

- Controllo e monitoraggio dei Pazienti affetti da poliglobulia
- Controllo e monitoraggio dei Pazienti affetti da emocromatosi
- Eritroaferesi in sacche multiple
- Autodonazione con predeposito unità di sangue e/o emocomponenti in Pazienti candidati ad interventi chirurgici
- Raccolta del sangue intero per la produzione di concentrato Piastrinico e Crioprecipitato per uso topico

Il Paziente che vorrà essere sottoposto a prelievo per autodonazione in regime ambulatoriale, dovrà far pervenire al nostro centro una richiesta a cura del Chirurgo o Anestesista della struttura che sottoporrà il paziente stesso ad intervento, riportante: la data in cui verrà eseguito l' intervento ed il tipo di intervento. Il tipo di emocomponente richiesto ed il numero di prelievi preferibili. Il tutto accompagnato da esami di laboratorio e strumentali volti a valutare le possibilità di eseguire quanto richiesto.
Il momento in cui verrà effettuato il prelievo, generalmente al mattino fra le ore 10.30 e le 12.30, sarà concordato telefonicamente, in ragione delle diverse esigenze, cliniche ed amministrative emerse.
In questa occasione verranno date indicazioni circa eventuali terapie a sostegno e fissato l'eventuale appuntamento per trattamenti successivi.
I Pazienti affetti da poliglobulia (Vaquez, etc.) ed i Pazienti emocromatosici che necessitano di salassoterapia, possono accedere al nostro centro direttamente dalle ore 10.30 alle 12.30 o su appuntamento chiamando il numero 0882 410481 tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 13.30.

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Donazione in Aferesi
Presso la sezione di Emaferesi, si effettuano le seguenti attività ambulatoriali:
- Plasma-exchange
- Eritroaferesi terapeutica
- Produzione di concentrato Piastrinico e Crioprecipitato per uso topico

Per effettuare una donazione in Aferesi è necessario contattare il Servizio Trasfusionale con qualche giorno di anticipo rispetto alla data in cui si vorrebbe effettuare la donazione, al duplice scopo di consentire al centro di valutare l'idoneità del candidato Donatore alla donazione in aferesi e di ridurre i tempi di attesa il giorno stabilito per la donazione.
Non è necessario portare al seguito alcun documento, se non eventuali esami eseguiti presso altri centri ed il tesserino di iscrizione alle associazioni dei donatori, nel caso in cui si è Donatori periodici iscritti.
Nel caso in cui sia necessario sottoporsi ad aferesi terapeutica, ancor di più sarà opportuno contattare il centro con sufficiente anticipo, per stabilire i tempi e le modalità di accesso al servizio.
Il Paziente si presenterà all'appuntamento fissato con una o più delle seguenti impegnative, secondo quanto concordato telefonicamente.
- Visita Immunoematologica
- Scambio terapeutico del plasma
- Eritroaferesi terapeutica

E' spesso necessario che il Paziente prima di effettuare una aferesi terapeutica, sia sottoposto ad esami di laboratorio o strumentali, al fine di meglio valutare le sue condizioni cliniche generali e relative alla patologia per cui specificamente verrà trattato con aferesi. La prima visita avrà quindi principalmente lo scopo di valutare clinicamente il Paziente e di stabilire un piano terapeutico personalizzato.

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Attività Clinica

Le attività del Servizio Trasfusionale, possono essere suddivise in due settori: Clinico e Laboratoristico.

Il settore laboratoristico si occupa in primis della lavorazione del sangue allo scopo di ricavarne gli emocomponenti: emazie concentrate, plasma fresco congelato ad uso clinico e ad uso industriale, piastrine, crioprecipitato.

- Esegue gli esami per il rilevamento delle infezioni virali da HBV, HCV, HIV.
- La presenza di marker di eventuali infezioni virali viene testata oltre che con i consueti esami Immunoenzimatici, anche con sistemi di amplificazione nucleare: PCR e NAT e con il sistema RIBA (Immunoblotting).

- Determinazione degli antigeni del sistema di Istocompatibilità HLA, con test di linfocitotossicità (metodica sierologica) e con test di biologia molecolare a fini diagnostici nelle patologie genetiche e soprattutto ai fini dell'arruolamento dei donatori di midollo osseo e loro inserimento nel registro internazionale dei Donatori.

- Determinazione dei gruppi ematici ABO ed RH e di altri sottogruppi, rilevamento ed identificazione di anticorpi irregolari ed autoanticorpi, ricerca delle crioglobuline, per la definizione della compatibilità trasfusionale e a fini diagnostici.

Il settore clinico si concretizza nelle strutture che forniscono un servizio al Paziente ricoverato ed ambulatoriale, ed al Donatore:

- La salassoterapia, in Pazienti Poliglobulici per ridurre i livelli di ematocrito e quindi migliorare l'ossigenazione dei tessuti, riducendo la viscosità ematica, ed Emocromatosici per ridurre i depositi di ferritina nei tessuti e conseguentemente ridurre l'evoluzione del danno d'organo

- L'Emaferesi Terapeutica, si applica: sia ai Pazienti emocromatosici e poliglobulici di cui si è appena parlato, sia nei Pazienti che si giovano del trattamento con scambio terapeutico del plasma: Patologie Autoimmuni, Sindromi da iperviscosità, stati tossici acuti.

- Emaferesi a scopo di donazione: oltre alla possibilità di donare emazie ed emocomponenti, a mezzo aferesi, attualmente è possibile effettuare anche la donazione delle cellule staminali, ovviamente per i Donatori risultati compatibili con uno specifico Paziente, a seguito della ricerca dell'IBMDR.Sino a poco tempo fa la donazione a mezzo aferesi delle cellule staminali, era esclusivamente riservata ai consanguinei compatibili. Attualmente a seguito della promulgazione di nuove normative è possibile effettuare la donazione delle cellule staminali con questa modalità, anche da parte di Donatori non consanguinei, previo trattamento con fattori di crescita emopoietici.

- Banca delle cellule cordonali: a completamento dell’attività di raccolta tipizzazione e conservazione delle cellule staminali, dalla seconda metà del 2007, il DIEF della Regione Puglia ha istituito presso la nostra struttura la “Banca delle Cellule Cordonali della Regione Puglia”. Successivamente, , con delibera regionale 1498 del 01-08-2008, si istituiscono 14 centri di raccolta periferici distribuiti su tutto il territorio regionale. Attualmente, tutti i centri sono stati attivati ed è possibile effettuare la donazione di cellule cordonali presso ognuno di essi.Il Servizio Immunotrasfusionale dell'ospedale è stato tra i primi, nella regione Puglia ad introdurre il trattamento terapeutico delle ulcere cutanee croniche con il Gel Piastrinico accumulando una buona esperienza in tale settore e ottenendo dei risultati entusiasmanti in termini di risposta al trattamento e di guarigione delle lesioni cutanee.

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Servizio Immunotrasfusionale

Il Servizio di Medicina Trasfusionale, inserito nel Dipartimento di Onco-Ematologia, si occupa della raccolta del Sangue Umano intero o dei singoli componenti, a fini Trasfusionali. Ne esegue la validazione biologica mediante screening dei markers delle malattie trasmissibili con il Sangue, sia con tecniche immunometriche che di biologia molecolare. Ne effettua la tipizzazione, l’assegnazione e distribuzione a pazienti che necessitano di trasfusioni, previo studio della compatibilità trasfusionale.
Il Servizio è inoltre impegnato nella raccolta in aferesi, lavorazione e criopreservazione delle cellule staminali emopoietiche periferiche allo scopo di trapianto sia autologo che allogenico. Per questo importante trattamento terapeutico il Servizio, nell'ambito della compatibilità del trapianto, fra pazienti e candidati donatori, provvede alla tipizzazione tissutale, mediante lo studio del sistema HLA con tecniche di biologia molecolare.
Inoltre il Servizio promuove e raccoglie la disponibilità a donare le cellule staminali emopoietiche dei cittadini volontari del territorio e ne effettua la tipizzazione HLA nell'ambito del registro regionale e nazionale dei donatori di midollo osseo (IBMDR).

A partire dal 2005 è stato implementato l'uso topico del concentrato piastrinico sotto forma di gel nelle lesioni cutanee torpide, quindi nelle piaghe di qualsiasi natura che non guariscono, nelle grosse lacune del mascellare e delle ossa lunghe in generale, in quanto i fattori di crescita che si apportano favoriscono la rigenerazione tissutale ed ossea.

Si è inoltre costituito e attivato un Comitato del Buon Uso del Sangue che si occupa della standardizzazione della pratica trasfusionale e della verifica e monitoraggio dell'attività trasfusionale nel nostro Ospedale. Attraverso questo continuo e assiduo monitoraggio si è riusciti ad ottimizzare e a tenere sotto controllo la richiesta di sangue od emocomponenti e l'appropriatezza delle trasfusioni.

A partire dal 2000, si è intrapreso un percorso di qualità teso ad ottenere la Certificazione ISO 9000, conseguita nel 2007.

In fine nell’agosto 2007, la Regione Puglia, istituendo la "Banca delle cellule staminali da sangue del Cordone Ombelicale", ne stabilisce la sede presso il nostro Servizio per merito della pluriennale esperienza da noi maturata nel settore della raccolta, manipolazione e tipizzazione delle cellule staminali.
 

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