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4° Convegno Regionale dei Gruppi della Sardegna


Ai Direttori Spirituali
ed ai Capi Gruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
della Sardegna
LORO SEDI

Carissimi,
sono lieto di comunicarVi che il prossimo Sabato 2 giugno 2007 si celebrerà il 4° Convegno Regionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio della Sardegna.
Come potrete osservare dal programma, a questo incontro sarà presente per la prima volta Sua Eccellenza Monsignor Domenico D’Ambrosio, Direttore Generale dei Gruppi di Preghiera che sarà felice di poterVi incontrare e salutare.
Come abbiamo potuto constatare negli anni precedenti, sarà certo un’occasione di grazia per conoscere, approfondire e testimoniare nelle Chiese locali la spiritualità del nostro Fondatore San Pio da Pietrelcina.
Nel trasmetterVi il programma, certo della presenza di ciascuno di Voi, Vi invito a partecipare numerosi.
Vi saluto fraternamente.
Don Vincenzo D’Arenzo


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Come è nato il logo dell’ambulatorio anti-fumo



 


Due parole sul logo dell’Ambulatorio antifumo. Con la nascita del portale di CSS si è pensato alla creazione di un logo ed un nome da dare all’ambulatorio, non potendosi usare in internet loghi o nomi altrui, coperti da copyright.
"Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama...farfalla" è la più citata frase di Lao Tze (in cinese "Vecchio maestro") filosofo cinese vissuto in Cina nel VI-V secolo a.C., contemporaneo di Confucio, probabilmente bibliotecario presso la corte della dinastia Zhou, gli è attribuita la composizione del Tao-te-ching ("Libro della via e della virtù"). La frase si riferisce alla difficoltà del cambiamento, probabilmente al periodo del cambiamento per eccellenza: l’adolescenza. Ho sempre pensato fosse il modo più bello di rappresentare la persona che cerca di smettere di fumare: sembra che il mondo gli stia cascando addosso, in realtà è solo la farfalla che cerca di venir fuori.
Una mattina ne parlavo in reparto con un paziente della nostra sezione (il signor Sergio D.), un grafico pubblicitario, che mi ha regalato il disegno della farfalla che si invola dalla sigaretta spezzata. Purtroppo il paziente ci ha lasciato a causa della sua malattia (gli sono veramente molto grato e vorrei ricordarlo con il suo disegno).
Vito D’Alessandro
 

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XXI Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di San Pio


Ai Membri del Consiglio Generale
Coordinatori Regionali e Diocesani
Direttori Spirituali
Capi Gruppo dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
LORO SEDI

Carissimi,
da Venerdì 4 a Domenica 6 maggio prossimi si svolgerà a San Giovanni Rotondo il Convegno Nazionale dei Direttori Spirituali e dei Capigruppo di Preghiera.Questo appuntamento segnerà la conclusione delle celebrazioni del Cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza e ci indicherà, nel contempo, l’inizio del percorso attraverso il quale, sino alla notte tra il 22 ed il 23 settembre 2008, faremo memoria del quarantesimo anniversario del transito di San Pio da Pietrelcina, nostro Fondatore.
Il tema del Convegno, che prende spunto dalle parole che il Santo Padre ha pronunciato lo scorso 14 Ottobre all’udienza concessa ai Gruppi di Preghiera, ci invita a riflettere sulla sostanza di questa Opera: «Un grande cantiere animato dalla preghiera e destinato alla carità operosa».
Mi preme particolarmente qui sottolineare l’alto valore delle relazioni che scandiranno le giornate del Convegno.
Il 5 maggio rappresenterà poi il momento più intenso, nella mattinata con la S. Messa da me presieduta, nel pomeriggio con la benedizione della PET TAC da parte di S. Em.za Cardinale Tarcisio Bertone - che il 6 Maggio alle ore 11.30 presiederà la Concelebrazione Eucaristica presso Casa Sollievo - e nella serata con la rappresentazione in anteprima nazionale dell’Opera Musical “Actor Dei”.
L’iniziativa “Due Gocce di Speranza” ha mostrato il corale e coinvolgente impegno di tutti i Gruppi di Preghiera e posso affermare che avete risposto con grande generosità. Ne sono commosso!
Grazie al contributo e spesso al sacrificio personale di ciascun membro dei Gruppi, in meno di due anni sono stati raccolti più di 3.500.000,00 €, che hanno permesso alla Casa Sollievo della Sofferenza di dotarsi della PET TAC, e così rendere più efficace la prevenzione dei tumori.
Ricordo che, purtroppo, oltre il trenta per cento dei pazienti che si ricoverano ogni anno presso questo nostro Ospedale sono affetti da patologie oncologiche e questa apparecchiatura, che è divenuta indispensabile, ci permetterà di continuare a fornire quelle prestazioni di eccellenza che ci sono riconosciute ai più alti livelli della Sanità italiana.
Il Musical “Actor Dei”, del quale è stato offerto un assaggio il 13 ottobre scorso nella Sala Nervi, è uno spettacolo giovane per i giovani e di notevole valore artistico.
Attraverso di esso, come nuova occasione di riflessione, nell’arco di due anni sarà portata nei maggiori teatri delle città italiane la spiritualità di Padre Pio presentandola al pubblico più vasto ed eterogeneo.
Circa la sistemazione alberghiera Vi raccomando di provvedere per tempo e autonomamente. La consultazione del Sito: www.sangiovannirotondo.com alla Sezione “Ospitalità e Ricettività”, potrà esserVi di aiuto per la scelta dell’albergo.
Con l’animo colmo di questi sentimenti di gratitudine e di speranza, certo della Vostra costante e fattiva collaborazione, Vi invito a partecipare numerosi al Convegno e Vi benedico in Cristo Gesù.
+ Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo
Scheda di Iscrizione
Programma

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3° Raduno Diocesano Foggia-Bovino


"Soprattutto vi stia a cuore la carità verso Dio e verso il prossimo.Astenetevi dal giudicare chiunque"

P.Pio
Programma
- Ore 8,00: Arrivo al Teatro del Fuoco(Via Cutino, traversa Via Onorato) e sistemazione dei Gruppi e degli Stendardi
- Ore 8,30: Recita delle Lodi e preghiera comunitaria
- Ore 9,00: Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Foggia-Bovino S.E. Mons. Francesco Pio Tamburino
- Ore 10,00: Padre Marciano Morra, del Centro Internazionale dei Gruppi di Preghiera relaziona su: "La Carità di Padre Pio verso i suoi Figli Spirituali"
- Ore 10,45: Pausa
- Ore 11,30: Padre Luciano Lotti, Coordinatore Regionale dei Gruppi di Preghiera, porge il suo saluto
- Ore 12,00: Padre Gerardo Saldutto relaziona su: "I Gruppi di Preghiera della diocesi di Foggia-Bovino"
- Ore 12,30: Testimonianze
- Ore 13,00: Preghiera a Padre Pio
- Ore 17,30: Teatro del Fuoco. La Compagnia Teatrale "S.Anna" presenta in prima assoluta: "La venuta di Padre Pio a Foggia e la sua guida spirituale a Raffaelina Cerase", in 2 atti
- Ore 18,00: Si apre il sipario. La serata sarà allietata dai canti eseguiti dal trio formato da Rosa Ricciotti (soprano), Luciano Natale (tenore), Lino Impagliatelli (pianista)
- Ore 19,30: Preghiera e saluto finale

Il Signore vi benedica e Padre Pio vi protegga!

P. Gerardo Saldutto, o.f.m. capp.
Coordinatore Diocesano

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Convegno dei Gruppi dell’Italia Centrale: «A Gesù, sulle orme di Maria»


Nel pomeriggio di mercoledì, 25 aprile 2007, i Gruppi di Preghiera dell’ Italia Centrale sono invitati a partecipare al Convegno organizzato presso il Santuario della Santa Casa a Loreto, organizzato dal Centro Gruppi di Preghiera e dal Coordinamento Regionale dei Gruppi di Preghiera della Regione Ecclesiastica Abruzzo-Molise.

Il Centro Gruppi


PROGRAMMA

ore 14,00: Accoglienza
ore 14,30: Adorazione Eucaristica
ore 16,00: Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi
ore 17,30: Nella “Sala Pomarancio” – Incontro dei Direttori Spirituali e Capigruppo con P. Marciano Morra, O.F.M., capp., Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera di S. Pio

«La santissima Vergine… fu la prima a praticare il vangelo in tutta la sua perfezione, in tutta la severità, anche prima che fosse pubblicato». P. Pio, Ep. I, p.602

«Nell’unione a Cristo ci prende e ci guida la Vergine Maria, tanto amata e venerata in ogni contrada d’Italia». Benedetto XVI, Verona 19 ottobre 2006

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48° Convegno Regionale dei Gruppi dell'Emilia-Romagna

 

Ai Direttori Spirituali
e ai Capigruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
dell’Emilia Romagna



Carissimi,
sono lieto di trasmettervi il programma del Convegno dei Gruppi di Preghiera di San Pio da Pietrelcina dell’Emilia-Romagna organizzato dal Coordinamento Diocesano di Bologna con la consueta accuratezza.
Vi esorto a partecipare numerosi all’appuntamento, a Bologna Mercoledì 25 Aprile p.v., il cui tema si concentra su uno dei cardini della spiritualità del nostro Fondatore, l’Eucaristia. E’ una preziosa occasione di approfondimento personale oltre che opportunità di confronto ed incontro con gli altri gruppi presenti nella regione, per il loro sempre maggior sviluppo e diffusione.
Auguro a tutti voi una Santa Pasqua e vi saluto fraternamente in Cristo.

Il Vice Direttore Generale
Don Vincenzo D’Arenzo

48° CONVEGNO REGIONALE
GRUPPI DI PREGHIERA DI SAN PIO DA PIETRELCINA
DELL’EMILIA ROMAGNA
Bologna, 25 Aprile 2006



PROGRAMMA

Basilica di San Francesco
Ore 9.00
Santa Messa concelebrata dai Direttori Spirituali dei Gruppi di Preghiera, presieduta da Sua Eccellenza Mons. Ernesto Vecchi, Vescovo Ausiliare di Bologna e Vicario Generale.
Durante la S. Messa sarà esposto un prezioso reliquiario, benedetto nel 2001 da S.S. Giovanni Paolo II.

Biblioteca del Convento di San Francesco
Ore 10.30
Apertura del Convegno e saluto del Coordinatore Diocesano Mons. Aldo Rosati.
S.E. Rev.ma Mons. Gaetano Bonicelli, Arcivescovo emerito di Siena, parlerà sul tema: “Eucaristia: il segreto della santità di Padre Pio”.

Ore 12.30
Trasferimento e sosta con pranzo (su prenotazione) nella sala dei Pellegrini presso il santuario della Beata Vergine di S. Luca.

Santuario della Beata Vergine di S. Luca
Ore 15.00
Saluto dei Gruppi di Preghiera alla Beata Vergine di S. Luca.
Ore 15.30
Recita del S. Rosario, alla presenza del prezioso reliquiario.
Ore 16.30
Ritorno a Bologna, con sosta davanti al monumento di Padre Pio per la benedizione finale.
Ore 17.30
Chiusura del Convegno

Essendo previsto il trasferimento in pulman ed il pranzo, i posti sono limitati. E’ pertanto necessaria la prenotazione da effettuarsi il prima possibile, telefonando il Martedì e Venerdì mattina al n° 051 6480722 oppure alla sera al n° 051 385669 (Sig. Landi)

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Editoriale Mons. D'Ambrosio n.5


La «Vita Consacrata» è stato il tema della Giornata indetta il 26 gennaio a San Giovanni Rotondo, al Centro di Accoglienza della Casa Sollievo della Sofferenza, con un incontro di sacerdoti e suore, conclusosi con la celebrazione eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo della diocesi, S.E. Monsignor D’Ambrosio. Riportiamo la sua omelia.

Non a caso la liturgia della Chiesa, dopo averci invitato a celebrare e rendere lode al Signore per il grande dono della conversione dell’Apostolo Paolo, oggi ci invita a celebrare la memoria dei suoi due fedeli discepoli, Timoteo e Tito.

Abbiamo ascoltato questa stupenda pagina della II Lettera a Timoteo, nella quale sentiamo tutta la tenerezza del padre e del maestro che guida il discepolo che egli ha posto a guida della comunità. Sono parole che, da una parte manifestano la tenerezza dell’apostolo verso Timoteo, e dall’altra ricordano a Timoteo la ricchezza di cui egli è depositario, che non deve in nessun modo depauperare e disperdere, ma deve continuamente arricchire attraverso il gesto della fedeltà continua e l’impegno alla testimonianza che deve manifestarsi anche attraverso la sofferenza, la fatica: «Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te».
Sappiamo qual è il senso di questa espressione. Il verbo greco sta ad indicare quel gesto di «attizzare». Come la brace che cova sotto la cenere, c’è, ma bisogna soffiare, perché emerga il calore e la potenza del fuoco.

Noi corriamo il rischio di lasciare depositare, nella nostra vita, sui doni che il Signore ci ha elargito, la polvere delle nostre abitudini, delle nostre superficialità, del nostro dimenticare che la bontà di Dio è qualcosa che ogni giorno deve parlare, deve giudicare, deve spingere la nostra vita a quella fedeltà costante che non può mai accontentarsi del già visto, del già fatto, del già ripetuto, per ravvivare il dono di Dio che è in noi.Questa mattina, il sacerdote che ha guidato il ritiro al clero, ha voluto sottolineare proprio questo impegno, questa capacità, richiamando una espressione del Servo di Dio Giovanni Paolo II, nell’Enciclica «Ecclesia de Eucharistia»: lo stupore, la meraviglia.

Ricordo una delle prime volte che andai a Spello. C’era quella fraternità dei Piccoli Fratelli di Gesù, e c’era quel grande uomo che era Carlo Carretto, che non andava per il sottile, qualche volta. Nella cappella dell’Eremo di San Girolamo, c’era una immagine della Vergine Maria, un po’ stanca nelle sue fattezze, nelle sembianze, nell’espressione del volto. Io lessi lo stupore nel volto di Maria. Era Maria che riceveva il nunzio dell’Angelo. Come è possibile? Lo stupore, la sorpresa. Lasciarci sorprendere ogni giorno da Dio, dai suoi doni, dalla sua grazia. Meravigliarci per quello che accade, che egli fa per noi. Questa è garanzia di una vita che non si abitua mai.
Ma questo è possibile soltanto se catturiamo quella parola che abbiamo ascoltato dal Vangelo: «Vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi».
Siano le nostre orecchie attente alla tua Parola. C’è questa tensione e questa attenzione alla Parola con cui Dio ci raggiunge continuamente, e allora la sorpresa è sempre tale. Dio risulta sempre nuovo. La Parola è la stessa, ma quando giunge a noi, assume dei connotati diversi che non abbiamo mai percepito, è la prima volta.

Questo è lo stupore di Dio, non si ripete mai. Capire attraverso queste orecchie attente, questo cuore aperto. Capire questo avvento quotidiano di Dio nella nostra vita. E allora c’è la sorpresa, c’è lo stupore, c’è la meraviglia, c’è la novità, c’è il desiderio di una risposta nuova a Dio, che in modo nuovo viene a parlare a noi.

Tutto questo richiede veramente una dimensione che molto spesso trascuriamo. Ricordo che una delle prime lettere pastorali del Cardinale Martini era la dimensione contemplativa della vita, questo spazio della contemplazione. Contemplare Dio. La contemplazione significa lo stupore. Noi dobbiamo garantirci questo spazio di contemplazione, per cogliere l’evento e l’avvento del mistero. Che è Dio che parla alla nostra vita, che suscita, rigenera a spazi nuovi la nostra risposta, per accogliere tutto quello che Lui, il Maestro, ha da dire a noi discepoli.

La sua Parola ha risorse infinite, e quando la comprendiamo, scopriamo sempre la novità. Uno dei gesti che veramente ci fa percepire questa novità è il modo in cui ci poniamo nei confronti di quella Lectio Divina, che garantisce questa attenzione ripetutamente nuova di fronte alla Parola. Per cui sento il desiderio di accoglierla, genera in me la sorpresa, lo stupore, la meraviglia per questa pienezza di Dio che ha sempre qualcosa di nuovo per noi. I suoi doni sono infiniti!

†Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo

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Pellegrinaggio Abruzzo-Molise


Domenica, 25 marzo 2006, i Gruppi di Preghiera della Regione Ecclesiastica Abruzzo-Molise si danno appuntamento a San Giovanni Rotondo presso il Santuario Santa Maria delle Grazie.
Tema del pellegrinaggio è:

«L’Amore è crocifisso…Vi riconoscerete figli di Padre Pio…al quale Dio ha affidato il perenne messaggio del suo Amore crocifisso per l’intera umanità».

Benedetto XVI, Roma 14 ottobre 2006


«Quante volte – mi ha detto Gesù - …sotto la croce s’impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo alle anime che mi sono più care». (San Pio, Ep. I, p. 339)

Programma

ore 10.00
- Accoglienza
- Via Crucis
- Saluto di M.R. Padre Aldo Broccato OFM capp. (Ministro Provinciale) e Don Vincenzo D’Arenzo (Vice Direttore Generale dei Gruppi di Preghiera)

ore 11.30
- Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Michele Seccia (Vescovo di Teramo-Atri)

ore 14.30
- Adorazione Eucaristica

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Conferenza Episcopale Pugliese


I Vescovi della Puglia, con il loro presidente Arcivescovo Monsignor Cosmo Francesco Ruppi, hanno tenuto a San Giovanni Rotondo, alla fine di gennaio, una sessione della CEP (Conferenza Episcopale Pugliese). Le riunioni si sono tenute al Centro di Accoglienza della Casa Sollievo. Il 30 mattina hanno celebrato la Messa nella cripta di Padre Pio, con l’Arcivescovo della Diocesi Monsignor D’Ambrosio, del quale pubblichiamo l’omelia.

Omelia
Carissimi fratelli dell’Episcopato, grazie per il dono di questa Eucaristia in questo luogo così importante e significativo per tutti noi, che qui viviamo e operiamo nel servizio a Cristo piagato e sofferente, tenendo fisso lo sguardo sul modello autentico del Cristo crocifisso che è San Pio da Pietrelcina.

Questa Eucaristia che condividiamo, si situa nei lavori della nostra assemblea, e tutti voi, fratelli e sorelle che partecipate a questa Eucaristia, siete invitati a pregare per tutti noi che siamo al vostro servizio, perché quello che nel nome del Signore a voi indichiamo sia il segno di quell’affetto grande che vuole aiutare tutti a crescere fino a raggiungere la piena maturità in Cristo Gesù.
Ma ci fa compagnia come sempre, in questa fatica all’inizio di questo giorno, il Signore. Che ci parla e ci indica dove il nostro sguardo deve fissarsi, dove dobbiamo lasciarci raggiungere e afferrare, prendere dal Cristo.
L’autore della lettera agli Ebrei ci pone davanti un’immagine molto bella. C’è questa corsa e ci sono questi testimoni. È bello pensare che la nostra vita può essere vissuta come una gara. San Paolo, anche lui, diverse volte nelle sue lettere, ricorrerà a questa immagine. Dobbiamo correre tenendo fisso lo sguardo su Gesù, ma non siamo soli in questa corsa. Al nostro fianco, a destra e a sinistra, ci sono gli spettatori interessati che ci sostengono, che ci incitano ad andare avanti, Ma non dobbiamo lasciarci distrarre né a destra né a sinistra. Siamo circondati da un gran numero di testimoni.

Il capitolo precedente indica quali sono questi testimoni, tutti illustri dell’Antico Testamento. I nostri testimoni che ci circondano, ci sostengono, fanno il tifo per noi, sono i nostri Santi, ma il nostro sguardo è su Gesù. È Lui che cerchiamo. E tentiamo di liberarci da ogni peso, come ogni buon atleta che deve eliminare tutto ciò che possa impedire l’agilità dei suoi movimenti. Dobbiamo liberarci dal peso dei nostri peccati, per andare lì a Lui, non smarrirlo mai. Oltre tutto è Lui, come ci dice il brano del Vangelo, è Lui che ci cerca, come cerca la donna che gli ha toccato il lembo del mantello. Egli guardava intorno per vedere colei che aveva fatto questo.

Non è uno sguardo qualsiasi, è uno sguardo che cerca. La salvezza, il miracolo accade non per effetti magici, ma perché si realizza quell’incontro personale con Lui, con il Cristo.
Noi fissiamo lo sguardo su di Lui, Lui fissa lo sguardo su di noi; e in questo incontro matura e cresce la nostra fede: «La tua fede ti ha salvato». Non sempre, purtroppo, riusciamo a toccare il lembo del suo mantello. Oppressi dai nostri limiti, appesantiti dalle nostre miserie, questa corsa a volte si inceppa, ci stanchiamo, ci fermiamo. E Gesù va oltre. Ma lo abbiamo davanti.

Non riusciamo neanche a toccare il lembo del suo mantello, perché sono momenti in cui diventiamo uomini di poca fede. Non abbiamo bisogno di Lui, vorremmo farne a meno, perché ci fidiamo dei nostri mezzi, ci fidiamo delle nostre capacità.
Deponiamo tutto ciò che è di peso per poter correre dietro a Cristo. È Lui che è davanti. Accanto ci sono i testimoni che ci aiutano. Fissiamo Lui, non possiamo perderlo nel momento in cui sparisce all’orizzonte. C’è qualche altra realtà che prende il suo posto, ma Lui continua a cercarci. Lasciamoci guardare da Lui. Fissiamo desiderosi di poter imprimere in noi le fattezze del suo volto, i connotati del suo nome.

†Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo

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I Convegno Regionale della Regione Ecclesiastica Calabra


Mons. Ezio Limina - Coordinatore Regionale dei Gruppi di Preghiera “San Pio da Pietrelcina” della Regione Ecclesiastica Calabra - ci dà notizia del Primo Convegno Regionale Calabrese, dal tema “I Gruppi di Padre Pio: Un Cantiere aperto tra Carità e Preghiera” che si terrà presso la Sala Congressi Hotel Eurolido a Falerna Marina (CZ).
Il Centro Gruppi

PROGRAMMA
4 marzo 2007
ore 10.00 - Preghiera iniziale presieduta da s.E. Mons. Luigi Cantafora, vescovo di Lamezia Terme
- saluto di s. E. Mons. Vittorio Mondello, presidente CEC
- saluto di Mons. Ezio Limina, Coordinatore Regionale
ore 10.30 - Relazione di s. E. Monsignor Domenico D'ambrosio, Presidente dell'Opera di Padre Pio
ore 11.30 - Laboratori
ore 12.45 - Pranzo
ore 15.00 - Relazioni dei laboratori
ore 16.00 - Concelebrazione Eucaristica

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Incontro Diocesano Sabina Poggio Mirteto


Domenica, 25 febbraio 2006, alle ore 15,00, presso la Parrocchia “Santa Croce” di Passo Cortese, si terrà il II Incontro Diocesano della Diocesi di Sabina Poggio Mirteto. Sono invitati a partecipare tutti, soprattutto gli appartenenti ai Gruppi di Preghiera operanti in Diocesi. Interverranno S.E. Mons. Lino Fumagalli - vescovo di Sabina - Poggio Mirteto e Padre Marciano Morra - Segretario Generale dei Gruppi.

Lettera della Diocesi









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Il Santo Padre parla di San Pio


«Quanti penitenti trovano nella confessione la pace e la gioia che rincorrevano da tempo! Come non riconoscere che anche in questa nostra epoca, segnata da tante sfide religiose e sociali, vada riscoperto e riproposto questo Sacramento? Cari fratelli, seguiamo l’esempio dei santi, in particolare di coloro che, come voi, si dedicavano quasi esclusivamente al ministero del confessionale. Tra gli altri, San Giovanni Maria Vianney, San Leopoldo Mandic, e più vicino a noi, San Pio da Pietrelcina. Siano essi ad aiutarvi dal cielo perché sappiate dispensare abbondantemente la misericordia e il perdono di Cristo».

È quanto ha detto il Papa Benedetto XVI ai Penitenzieri delle quattro Basiliche Pontificie Romane, ricevuti in udienza in Vaticano la mattina di lunedì 19 febbraio.

Riportiamo di seguito il testo integrale del discorso del Santo Padre:

Cari fratelli!
Sono lieto di accogliervi e vi saluto tutti con affetto, ad iniziare dal Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore, che ringrazio per le cortesi parole poc’anzi rivoltemi. Con lui saluto il Reggente, Mons. Gianfranco Girotti, e i membri della Penitenzieria Apostolica. Questo incontro mi offre l’opportunità di esprimere vivo compiacimento soprattutto a voi, cari Padri Penitenzieri delle Basiliche Papali dell’Urbe, per il prezioso ministero pastorale, che con solerte dedizione svolgete. Al tempo stesso mi è caro estendere un cordiale pensiero a tutti i sacerdoti del mondo che si dedicano con impegno al ministero del confessionale.

Il Sacramento della penitenza, che tanta importanza ha nella vita del cristiano, rende attuale l'efficacia redentrice del Mistero pasquale di Cristo. Nel gesto dell’assoluzione, pronunciata a nome e per conto della Chiesa, il confessore diventa il tramite consapevole di un meraviglioso evento di grazia. Ottemperando con docile adesione al Magistero della Chiesa, egli si fa ministro della consolante misericordia di Dio, evidenzia la realtà del peccato e manifesta al tempo stesso la smisurata potenza rinnovatrice dell'amore divino, amore che ridona la vita. La confessione diventa quindi una rinascita spirituale, che trasforma il penitente in una nuova creatura. Questo miracolo di grazia solo Dio può operarlo, e lo compie attraverso le parole e i gesti del sacerdote. Sperimentando la tenerezza e il perdono del Signore, il penitente è più facilmente spinto a riconoscere la gravità del peccato, più deciso nell’evitarlo per restare e crescere nella riannodata amicizia con Lui.

In questo misterioso processo di rinnovamento interiore il confessore non è spettatore passivo, ma persona dramatis, cioè strumento attivo della misericordia divina. Pertanto, è necessario che egli unisca ad una buona sensibilità spirituale e pastorale una seria preparazione teologica, morale e pedagogica che lo renda capace di comprendere il vissuto della persona. Gli è poi assai utile conoscere gli ambiti sociali, culturali e professionali di quanti si accostano al confessionale, per poter offrire idonei consigli ed orientamenti spirituali e pratici. Non dimentichi, il sacerdote, che in questo Sacramento egli è chiamato a svolgere il compito di padre, di giudice spirituale, di maestro e di educatore. Ciò esige un costante aggiornamento: a questo vogliono provvedere anche i corsi del cosiddetto "foro interno" promossi dalla Penitenzieria Apostolica.

Cari sacerdoti, questo vostro ministero riveste soprattutto un carattere spirituale. Alla saggezza umana, alla preparazione teologica occorre pertanto unire una profonda vena di spiritualità alimentata dal contatto orante con Cristo, Maestro e Redentore. In virtù dell’Ordinazione presbiterale, infatti, il confessore svolge un peculiare servizio "in persona Christi", con una pienezza di doti umane che vengono rafforzate dalla Grazia. Suo modello è Gesù, l’inviato del Padre; la sorgente a cui attinge abbondantemente è il soffio vivificante dello Spirito Santo. Dinanzi a così alta responsabilità le forze umane sono sicuramente inadeguate, ma l’umile e fedele adesione ai disegni salvifici di Cristo ci rende, cari fratelli, testimoni della redenzione universale da Lui operata, attuando il monito di san Paolo che dice: "È stato Dio a riconciliare a sé il mondo in Cristo … affidando a noi la parola della riconciliazione" (2 Cor 5, 19).

Per adempiere tale compito dobbiamo anzitutto radicare in noi stessi questo messaggio di salvezza e lasciare che ci trasformi profondamente. Non possiamo predicare il perdono e la riconciliazione agli altri, se non ne siamo personalmente penetrati. Se è vero che nel nostro ministero ci sono vari modi e strumenti per comunicare ai fratelli l’amore misericordioso di Dio, è però nella celebrazione di questo Sacramento che possiamo farlo nella forma più completa ed eminente. Cristo ci ha scelti, cari sacerdoti, per essere i soli a poter perdonare i peccati in suo nome: si tratta allora di uno specifico servizio ecclesiale al quale dobbiamo dare la priorità.

Quante persone in difficoltà cercano il conforto e la consolazione di Cristo! Quanti penitenti trovano nella confessione la pace e la gioia che rincorrevano da tempo! Come non riconoscere che anche in questa nostra epoca, segnata da tante sfide religiose e sociali, vada riscoperto e riproposto questo Sacramento? Cari fratelli, seguiamo l’esempio dei santi, in particolare di coloro che, come voi, si dedicavano quasi esclusivamente al ministero del confessionale. Tra gli altri, san Giovanni Maria Vianney, san Leopoldo Mandic, e più vicino a noi, San Pio da Pietrelcina. Siano essi ad aiutarvi dal cielo perché sappiate dispensare abbondantemente la misericordia e il perdono di Cristo. Vi ottenga Maria, Rifugio dei peccatori, la forza, l’incoraggiamento e la speranza per continuare generosamente questa vostra indispensabile missione. Io vi assicuro di cuore la mia preghiera, mentre con affetto tutti vi benedico.

S. S. Benedetto XVI

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Il Signore dei Giorni (Video)


Catechesi del 05-01-2007
Catechesi del 07-01-2007

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Editoriale Mons. D'Ambrosio n.2


Oggi il Signore ci fa celebrare nella luce della fede, ma anche nello splendore della luce fisica di questa giornata, la luce vera che illumina ogni uomo che viene nel mondo, come abbiamo ora ascoltato dal Vangelo di Giovanni.
Questa luce è Lui, Gesù, il figlio di Maria, il figlio di Dio che è diventato uno di noi. È questo il senso vero del mistero che oggi celebriamo: il Verbo che si è fatto carne; Dio è diventato uomo ed ha fissato la sua tenda fra le nostre tende; Dio che sceglie la precarietà e il limite della vita dell’uomo.Quali grandi riflessioni scaturiscono da questa verità: Dio che si fa uomo! Potremmo dire che l’invito che la festa del Natale rivolge a tutti noi, è proprio questo: cristiani, discepoli di Gesù che si è fatto uomo, non cedete facilmente alla mitologia del Dio di lassù. È il Dio nostro, è il Dio di quaggiù, è il Dio della nostra terra, è il Dio con l’uomo, è il Dio come gli uomini.
Questa affermazione suscita in noi una grande fiducia, una grande speranza: Dio con noi, Dio per noi, Dio come noi. Allora, la nostra condanna è risolta, non siamo i figli delle tenebre, non siamo condannati alla schiavitù del peccato e del male. Dio che scende tra di noi, opera in noi questa capacità nuova. Lui scende e noi saliamo; Lui si abbassa e diventa uomo, ed esalta noi uomini e ci fa diventare in qualche modo come Lui. Attingiamo alla stessa divinità del Verbo.

Comprendiamo, allora, perché siamo invitati a far festa. È troppo grande l’annuncio di questo giorno. C’è una strabiliante novità. Non dobbiamo cercare Dio nei cieli inaccessibili. Dio sta con noi, è tra noi, non dovrebbe essere difficile riconoscerlo: ha assunto il nostro stesso volto, ha scelto il nostro stesso limite, la nostra precarietà.

Ha scelto anche di non avere una casa, anche Lui come tanti nostri simili oggi. Questa notte, abbiamo ascoltato dal racconto della nascita dell’evangelista Luca, questa espressione: «Per loro non c’era posto». C’è una grotta che diventa il luogo che accoglie il Figlio di Dio. E laddove le bestie trovano il loro alimento, la mangiatoia, lì la mangiatoia diventa la culla che accoglie questo Bambino che Maria avvolge in fasce.

Ma forse dobbiamo leggere una segreta verità. È Lui che dà da mangiare a noi. Il vero nostro nutrimento viene da questo Dio. Poi Cristo Signore darà un segno forte a questo bisogno che abbiamo di Dio, di nutrirci di Dio, e si farà nostro cibo, nostra bevanda, perché mangiando di Lui, possiamo avere la vita e la vita eterna.

Natale è la festa dell’umanità. È la festa nella quale la fede celebra l’umanità di Dio, che ricorda ancora, potremmo dire, la morte di ogni religione inumana. La morte, dunque, di una religione che condanna l’uomo, che mortifica l’uomo, che devasta la sua dignità. C’è Lui, è Dio che si fa uomo. Allora la nostra umanità, come dice la liturgia, è innalzata accanto a Cristo nella gloria.Allora, Natale è la festa della nostra salvezza, poiché con la nascita di Gesù ci viene dato tutto quello di cui avevamo bisogno. Siamo già in possesso di quello che necessita alla nostra vita di ogni giorno.

Contempliamo Gesù, è là, tra le braccia di Maria, tutto dalla nostra parte, ma anche tutto dalla parte di Dio. Questo mistero, dunque, congiunge ciò che umanamente, secondo i canoni della razionalità umana, è assurdo, è impossibile: Dio-uomo, l’uomo- Dio. Natale compie questa sintesi, compie questa unità profonda tra l’umanità e la divinità. Per cui guardiamo con occhi diversi alla nostra umana esperienza, alla nostra umana avventura, che non è una disavventura, perché è l’ingresso pieno della umanità nella divinità, per cui veniamo esaltati, per cui ci sentiamo impegnati tutti in prima linea, perché non venga deturpata la presenza di Dio nella storia e nella carne dell’uomo. Quante riflessioni per questa scelta di Dio per noi e con noi! Quanto impegno ne consegue. Quanto amore per questo dono grande che è la vita, che viene da Lui.

Quanto chiasso, in questi giorni, si è fatto a proposito della vita. Viene da Lui, e la vita è calcolata da Lui. Non possiamo essere noi a determinare, a porre dei limiti, a chiuderla, ad accorciarla. Ogni vita è dono di Dio, ogni vita porta in sé il germe della divinità. Non c’è data alcuna possibilità di interferire e di entrare in modo indebito e sbagliato in questo segno grande, che esalta la presenza di Dio tra noi.E allora, ringraziamo Maria, che ci offre il Figlio suo che è il Figlio di Dio. Ringraziamo questa nostra sorella e madre che ha detto sì, e ha permesso questa unità. Ha permesso che le distanze incolmabili e infinite venissero azzerate. Non dobbiamo più arrampicarci chissà su quali ideali, su quali logiche per arrivare a Dio. Sta con noi, è in noi, è come noi. Ci è vicino. Come dubitare, allora, che a noi è data la possibilità di essere artefici e protagonisti di questo mondo in cui si fa strada, accanto alla carne dell’uomo, la ricchezza e la dignità di quella che potremmo chiamare la «carne» di Dio per noi?

Natale è il segno di questa presenza forte e sicura. Natale, dunque, condanna qualsiasi evasione religiosa dal mondo, perché qui sta Dio con noi. Non guardiamo al mondo come nostro nemico. È l’abitazione di Dio, è la nostra abitazione. Non possiamo fuggire, ha in sé i prodromi della salvezza. Non possiamo aver paura, perché è Lui che ha fatto, della nostra casa che è il mondo, la sua casa.

Dunque, non ci rifugiamo nei nostri angoli protetti, che noi pensiamo capaci di salvaguardarci da ogni influsso negativo. Non c’è bisogno di andare lontano. Dobbiamo stare in questo mondo, perché Dio sta con noi, in questo mondo. Non dobbiamo aver paura di questo mondo, perché Dio ha la forza e il potere di salvarlo e di redimerlo e di ridonarlo a noi, in quella dimensione di luce di cui abbiamo bisogno, per proseguire con speranza il nostro cammino.

†Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo

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50° di fondazione del Gruppo di Preghiera "Madonna del Castello"


50° di fondazione del Gruppo di Preghiera “Madonna del Castello” di Castrovillari (CS)

PROGRAMMA

Sabato 17 Febbraio 2007, nella Chiesa dei SS.Cuori, ore 17.00
- Santo Rosario
- S.Messa
- Fiaccolata
presiederà Mons. Domenico Crusco, Amministratore apostolico.

Domenica 18 febbraio 2007, nella Sala “Varcasia”, ore 09.30
- Convegno ”P.Pio e Castrovillari; i Gruppi di Preghiera in Calabria, in Italia e nel mondo”
Saluti:
- Padre Lorenzo Bergamin, Direttore Spirituale del Gruppo
- Don Carmine De Franco, Direttore Spirituale dei Gruppi "Sacri Cuori"
- Maria Mainieri Capogruppo "Sacri Cuori"
- Gianni Donato, Capogruppo "Madonna del Castello"
Interventi:
- Don Attilio Foscaldi, Coordinatore Diocesano dei Gruppi di Preghiera
I Gruppi di Preghiera nella Diocesi ed in Calabria
- Don Vincenzo D’Arenzo, Vicedirettore Generale dei Gruppi di Preghiera di San Pio
L'Opera di Padre PIo: Un cantiere aperto animato dalla preghiera...
- Padre Marciano Morra, Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera
L'Opera di Padre Pio: Un Cantiere aperto...destinato alla carità operosa
- Testimonianze

Nella chiesa di S.Francesco ore 11.00
- Solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Don Vincenzo D'Arenzo

IL CAPOGRUPPO
Gianni Donato

IL DIRETTORE SPIRITUALE
Padre Lorenzo Bergamin

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Attività

Varie sono le attività che ci vedono impegnati in un contesto sempre entusiasmante e divertente.Ecco alcuni dei nostri progetti:

Il Progetto Accoglienza, con la realizzazione di cartelloni e lo svolgimento di giochi coinvolgenti, al fine di favorire l’inserimento e la socializzazione dei bambini nei primi momenti della degenza.

Il Progetto Ambiente, che permette ai bambini di conoscere l'importanza del rispetto dell'ambiente e nel contempo offre loro la possibilità di sviluppare la propria capacità creativa attraverso l'utilizzo di diverse tecniche pittoriche e decorative.
Galleria Fotografica

Il Progetto Stagioni, attraverso il quale stimoliamo i bambini, particolarmente sensibili al ritmo delle stagioni, a realizzare cartelloni, manipolare, sperimentare, confrontarsi…

Il Giornalino Scolastico, con il quale miriamo a comunicare in maniera originale i momenti più significativi della vita scolastica attraverso disegni, fotografie, racconti… realizzati dai bambini.

Le Ricorrenze religiose e le Festività, in occasione delle quali diamo ampio spazio alla creatività.
Galleria Fotografica

Tante e tante altre sono le attività che ogni giorno svolgiamo e che rendono la nostra vita scolastica sempre allegra e operosa.

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Metodologia

Il gioco rappresenta la risorsa privilegiata di apprendimento e di relazione. Pertanto privilegiamo tutte le sue forme ed espressioni (simboliche, individuali, collettive, scientifiche, costruttive), in quanto la strutturazione ludiforme dell’attività didattica assicura a ogni bambino esperienze di apprendimento in tutte le dimensioni della sua personalità, favorisce la sua relazione empatica con l’insegnante e con i compagni e agevola la sua integrazione fisica, psicologica ed emotiva. Inoltre,sfruttando il gioco, intendiamo stabilire un rapporto armonioso con ciascun alunno cercando di riportarlo al suo mondo spensierato.

Progettiamo il percorso educativo generale a lungo termine e organizziamo quotidianamente le attività da svolgere dopo previa considerazione delle particolari esigenze di ogni alunno, delle sue potenzialità e delle competenze possedute.

Ai bambini con degenze brevi proponiamo attività scolastiche di recupero o di incentivo o di consolidamento rispetto alle indagini preliminari.

Per i bambini lungodegenti predisponiamo percorsi formativi con una grande varietà di proposte.

Le lezioni si svolgono in pluriclasse all’interno dell’aula, nelle camere di degenza accanto al letto dei piccoli malati e nel day hospital.

Predisponiamo, all’interno dell’aula, delle intersezioni di Minilaboratori (di costruttività, di musica, di linguaggi…), dove i bambini vengono lasciati liberi di esprimere la propria creatività in lavori individuali e di gruppo.

Conserviamo i lavori del periodo di ospedalizzazione di ogni bambino in un fascicolo personale. Ci è possibile, pertanto, se si ricovera nuovamente, riprendere il suo “contenitore di tracce”, evitando così di riproporre attività già svolte.

Ci avvaliamo della collaborazione del personale sanitario per meglio individuare eventuali cause che possano condizionare l’apprendimento dei bambini e intervenire, poi, in maniera appropriata.

Intessiamo un rapporto aperto e cordiale con i genitori, che vengono informati sull’organizzazione delle attività, e, nel riconoscere e rispettare i valori di cui sono portatori, collaboriamo con loro per migliorare non solo gli interventi formativi nei confronti dei bambini ma anche per assicurare loro la massima promozione possibile di tutte le capacità personali.

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Obiettivi

- Riservare particolare attenzione per ogni bambino al momento dell’accoglienza
- Predisporre un ambiente funzionale e stimolante atto a creare un’atmosfera serena e gioiosa in cui il bambino possa interagire in modo positivo nel gruppo
- Favorire la socializzazione
- Aiutare i bambini, che hanno il primo impatto con l’ospedale, con proposte di gioco varie a superare l’eventuale momento di smarrimento e sollecitarli a muoversi liberamente all’interno

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Presentazione

La Scuola dell’Infanzia “Casa Sollievo della Sofferenza” è attiva dall’anno scolastico 2002/2003 e concorre, nell’ambito del sistema scolastico, all’educazione armonica e integrale della persona umana, intesa nella molteplicità delle dimensioni che la costituiscono (corporee, cognitive, emotive, relazionali, sociali, religiose, morali…), promuovendo il rafforzamento dell’identità personale, dell’autonomia e delle competenze.

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