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Incontri di formazione


Ai Consiglieri Generali
Ai Coordinatori Regionali
Ai Coordinatori Diocesani
Ai Direttori Spirituali
Ai Capigruppo dei Gruppi di Preghiera di San Pio da Pietrelcina
LORO SEDI

Carissimi,
volendo dare seguito alle indicazioni del Consiglio Generale, già emerse dai primi incontri, abbiamo calendarizzato tutti i momenti formativi del 2007 e gli inizi del 2008.
Più volte ci siamo impegnati a scommettere sulla formazione e tutte le nostre iniziative hanno avuto come scopo quello di far conoscere sempre più la figura di San Pio da Pietrelcina. Obiettivo di questi incontri è la formazione di tutti, ma specialmente dei giovani adulti che saranno i futuri responsabili dei Gruppi di Preghiera.
Mi aspetto che i direttivi di ogni gruppo si sentano chiamati in prima persona a partecipare ad uno degli incontri, nel mese più opportuno, singolarmente o con più elementi.
Segnalo particolarmente, poi, le due settimane (30 luglio–4 agosto e 20-25 agosto) aperte sia ai direttori spirituali che ai direttivi dei gruppi. Ne abbiamo previste due per dare la possibilità ai più di partecipare, scegliendo quella più libera dagli impegni.
Sia nelle tre giorni, poi, che nelle settimane, ci saranno i tempi riservati alla preghiera (Eucaristia, Ore, Adorazione), riflessioni proposte anche sui luoghi di San Pio, momenti per la condivisione ed il confronto.
Dirigerà gli incontri una équipe formata da Don Vincenzo D’Arenzo, Padre Marciano Morra, Padre Luciano Lotti ed altri (limitatamente ai miei impegni ci sarò anch’io in qualche occasione).
Augurando a tutti un Buon Anno 2007, vi benedico nel Signore.

+Domenico D’Ambrosio
Arcivescovo


Prossimi appuntamenti
AGOSTO 2007
20–25: Settimana di formazione sulla Spiritualità di San Pio e sull’organizzazione dei Gruppi di Preghiera per Direttivi dei Gruppi e i Direttori Spirituali.
Programma

Note Organizzative
- Finalità di tutti gli incontri è la conoscenza della spiritualità di San Pio da Pietrelcina e della organizzazione dei Gruppi di Preghiera
- Gli incontri si terranno presso il Cenacolo Santa Chiara e avranno inizio alle ore 15,00 del primo giorno e termineranno alle ore 13,30 (dopo il pranzo) del terzo o del sesto giorno.
- La quota di partecipazione è di € 80 per i tre giorni, di € 190 per la settimana
- L’incontro si terrà se si raggiungerà il numero minimo di 10 elementi
- Il numero massimo sarà di 35 e le camere saranno tutte singole
- Per motivi organizzativi le iscrizioni dovranno pervenire 60 giorni prima della data dell’incontro

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Caro Padre Pio

“Caro Padre Pio, aiuta tutte le persone soprattutto i bambini che soffrono per la guerra. Fa che possano correre e giocare all’aperto senza nessuna paura.”
Maurizio

“Ti voglio bene, così bene che ti voglio abbracciare.”
Mario

“Grazie per avermi fatto guarire.”
Marco

“Aiuta me e tutti i miei amici”
Gabriele

“Guarisci e seguimi sempre.”
Vincenzo

“Ti voglio bene. Guariscimi e fa stare bene tutti i bambini.”
Maria Stella

“Fammi guarire. Ti voglio tanto bene.”
Giuseppe



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Diploma


Leggi la filastrocca di Gianni Rodari. Se capirai il significato avrai meritato anche tu il diploma di “bambino coraggioso”.

Il povero “ane”
Se andrete a Firenze
vedrete certamente
quel povero ane
di cui parla la gente.
È un cane senza testa,
povera bestia.
Davvero non si sa
ad abbaiare come fa.
La testa, si dice,
gliel'hanno mangiata...
(La " c " per i fiorentini
è pietanza prelibata).
Ma lui non si lamenta,
è un caro cucciolone,
scodinzola e fa festa
a tutte le persone.
Come mangia? Signori,
non stiamo ad indagare:
ci sono tante maniere
di tirare a campare.
Vivere senza testa
non è il peggio dei guai:
tanta gente ce l'ha
ma non l'adopera mai.

Gianni Rodari

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La mia giornata a scuola

L’insegnante ti accoglie tutte le mattine alle 8:30 e, dopo aver fatto la preghiera, cominciano le attività scolastiche. Lo spazio di lavoro è ricco di tante voci che si sovrappongono creando un divertente baccano che riempie di felicità i cuori di tutti.

Quando ti senti triste o stanco o sei in pensiero, perché magari devi fare una puntura un pochino dolorosa, insieme agli altri tuoi compagni ed amici trovi sicuramente qualcosa da fare che ti aiuta a distrarti tanto che molto spesso gli infermieri e i dottori ti devono chiamare più volte per farti tornare in stanza.

Se le tue condizioni di salute non permettono di recarti a scuola, sarà premura dell’insegnante venire in camera per continuare il lavoro scolastico.

La scuola dispone di computer con programmi e giochi educativi a tua disposizione: storia, geografia, grammatica e aritmetica, ma non solo! Con il computer puoi disegnare, scrivere e ascoltare racconti.

Se vuoi, c’è un sistema di videoconferenza via Internet che permette di vedere gli insegnanti e i gli amici della tua scuola. Puoi così ascoltarli e vederli come se fossi lì con loro. Vedrai che emozione!

Non solo bravissimi dottori, infermieri, insegnanti, clown, tirocinanti e volontari, l’assistenza più importante è quella della tua famiglia. Mamma e papà, ora più che mai, dovranno coccolarti e proteggerti. Le coccole dei tuoi genitori sono la medicina più bella soprattutto in un momento come questo.

La scuola termina. Si ricomincia a studiare il giorno dopo con tanta grinta e impegno!

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Come Contattarci

Telefono : 0039 0882 416238
Fax : 0039 0882 416200
E-mail: scuola@operapadrepio.it

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Leggi le nostre storie

“Ho capito che se veramente una cosa la si vuole con tutte le forze, anche se è quasi impossibile, la si può avere...”
Sinceramente all’inizio non ero contenta del fatto di dovermi ricoverare, anche se la voglia di guarire era tanta. La parola “ospedale” la paragonavo a solitudine, tristezza, mentre dopo ho capito che in fondo, in ogni cosa anche in quella più brutta, c’è il lato positivo.
Qui, pur lontano da casa e dai miei amici ho incontrato tanta gente pronta ad aiutarmi, a farmi coraggio, a farmi capire che bisogna aiutarsi l’un l’altro per poter andare avanti.
Durante i primi giorni non vedevo che il lato negativo della situazione, ero un po’ confusa, spaesata. Dopo ho capito che dovevo mettercela tutta per ricominciare a star bene. Mi hanno dato la forza di andare avanti, soprattutto ci sono bambini malati le cui speranze di guarigione sono pochissime. Così paragonando le loro sofferenze alle mie ho capito che dovevo farcela. Da questa esperienza ho capito che se veramente una cosa la si vuole con tutte le forze, anche se è quasi impossibile, la si può avere.
Chiara, 13 anni


“Io ringrazio tanto chi mi ha donato il sangue anche se non lo conoscerò mai...”
La donazione … un atto d’amore prima che terapeutico. Tante persone ed alcuni bambini per motivi di salute hanno bisogno di sangue. I donatori sono delle persone “speciali”, danno il loro sangue e così salvano tante vite umane. Queste persone “speciali” non conoscono chi riceverà il loro sangue ma lo fanno lo stesso.
Questo è un “atto d’amore” verso chi sta male. Anche io sono stato un po’ male e mi hanno fatto una trasfusione. Io ringrazio tanto chi mi ha donato il sangue anche se non lo conoscerò mai. Un amico mio di nome Francesco fa come me chemioterapia, quando si abbassano i valori gli fanno la trasfusione. Se non ci fossero i donatori quanti bambini starebbero ancora più male. Grazie, grazie a tutti i donatori, che dando il loro sangue fanno prima di tutto un atto d’amore e poi terapeutico.
Andrea, 11 anni

“Io mi sentivo triste ma grazie a Dio e mio padre, mia madre, i miei zii, i miei cugini, i miei nonni e i miei amici ho avuto tanta forza per affrontare questa malattia…”
La mia storia inizia ben tre anni fa. Io ero un bambino come tutti gli altri. A me piaceva un sacco giocare a calcio, così mio padre decise di iscrivermi a calcetto, dopo una settimana non mi sentii bene. Io ero un bambino vivace e non mi ero sentito mai male; nella mia vita avevo avuto solo qualche volta la febbre.
Con questa malattia ora mi sento soffocare perché non stavo mai un minuto fermo. Non stavo mai dentro casa, andavo correndo a destra e sinistra, andavo facendo casette sugli alberi, andavo dietro le cave, per la campagna, nella sala giochi; ora non posso fare quasi niente delle cose che facevo prima.
Io mi sentivo triste ma grazie a Dio e mio padre, mia madre, i miei zii, i miei cugini, i miei nonni e i miei amici ho avuto tanta forza per affrontare questa malattia. Io solo una cosa vorrei dire al signore: Fa guarire me e gli altri come me.
Giorgio, 13 anni


“Da questa esperienza ho capito che la vita bisogna viverla in ogni attimo perché non sai mai cosa ti nasconde il futuro…”
Ciao a tutti! Mi presento: sono Carmen e sono ricoverata nel poliambulatorio di San Giovanni Rotondo da un po’ di tempo.
Ora vi racconto la mia storia: tutto comincia alla metà di ottobre con un piccolo dolore alla gamba sinistra, un’influenza persistente e una notevole mancanza d’appetito. Così una mattina mia madre decide di ricoverarmi in ospedale. Qui ho fatto diversi controlli, tra questi le analisi del sangue con le quali si è scoperto che avevo un’infezione al sangue. La mattina seguente mi portarono nel reparto di pediatria oncologia dove mi hanno fatto l’esame del midollo e mi hanno diagnosticato una Leucemia Acuta Linfoblastica. Cominciarono così le prime trasfusioni di sangue e piastrine perché i valori erano bassi.
Dentro di me sentivo che c’era qualcosa che non andava però nessuno mi diceva niente, così una mattina ho chiesto ai dottori di dirmi tutto ciò che dovevo sapere. Purtroppo quella era la realtà e dovevo accettarla. In quel periodo tutto sembrava andare storto, pensavo alla scuola che non potevo frequentare, pensavo agli amici, sembrava che in quel momento la mia vita si fosse fermata. Così passarono diversi mesi. Mi riprendo moralmente e fisicamente e lentamente ricomincio a vivere e a sorridere. Ora ho quasi finito tutta la terapia e mi sento un’altra persona, più forte, più grande e più sicura. Questa esperienza mi ha fatto crescere e capire tante cose. Mi ha fatto conoscere il significato delle parole amare, vivere e lottare.
Ho capito quali sono le vere emozioni, quelle che toccano dentro. Inoltre grazie a questa esperienza ho capito chi sono i veri amici. Ho capito che l’amicizia vera nasce in questi luoghi, in questa situazione l’amicizia che nasce dura per sempre ed è basata solo nel capirsi, nel volersi bene e nell’aiutarsi ad affrontare la vita.
Da questa esperienza ho capito che la vita bisogna viverla in ogni attimo perché non sai mai cosa ti nasconde il futuro.
Carmelina, 15 anni

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Il Gioco

La scuola in ospedale è l’unica scuola dove sulla cattedra ci sei tu. Le insegnanti ti seguono nel tuo percorso didattico-educativo, ma ampio spazio è dedicato anche al gioco.

Leggi la filastrocca di Gianni Rodari. Se capirai il significato avrai meritato anche tu il diploma di “bambino coraggioso”.

Il povero “ane”
Se andrete a Firenze
vedrete certamente
quel povero ane
di cui parla la gente.
È un cane senza testa,
povera bestia.
Davvero non si sa
ad abbaiare come fa.
La testa, si dice,
gliel'hanno mangiata...
(La " c " per i fiorentini
è pietanza prelibata).
Ma lui non si lamenta,
è un caro cucciolone,
scodinzola e fa festa
a tutte le persone.
Come mangia? Signori,
non stiamo ad indagare:
ci sono tante maniere
di tirare a campare.
Vivere senza testa
non è il peggio dei guai:
tanta gente ce l'ha
ma non l'adopera mai.

Gianni Rodari

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Finalità e Obiettivi

Totalità, sacralità, irripetibilità. Sono queste le basi che gravitano intorno alla tua persona. Ti consideriamo nelle varie dimensioni quali il corpo, la ragione, l’affettività e pertanto riconosciamo il dovere del rispetto della persona in tutta la tua dignità. Operiamo per il tuo bene integrale e per migliorare la qualità della tua vita. Non solo oggetto di cura ma protagonista, persona il cui percorso educativo viene elaborato sulla base delle condizioni generali fisiche e psichiche proprie.
Ricerchiamo, quindi, situazioni che riproducano motivazioni e condizioni il più possibile simili a quelle antecedenti al ricovero per ricostruire quella quotidianità che hai così bruscamente interrotto.

Come nel P.O.F. (Piano Offerta Formativa) e nel P.E. (Progetto Educativo), operiamo in collaborazione la scuola di provenienza e con le varie figure dell'équipe sanitaria per offrirti un’assistenza globale mirata a soddisfare i tuoi reali bisogni e a migliorare la qualità di vita anche nel contesto della “malattia”.

Ci proponiamo di raggiungere diversi obiettivi:
- manteniamo la continuità tra la realtà ospedaliera e l'ambiente esterno;
- manteniamo il rapporto con la scuola di appartenenza garantendone la continuità didattica;
- manteniamo vivo l'interesse per l'attività di tipo cognitivo;
- contribuiamo al contenimento dell'ansia che producono l'ospedale e le terapie;
- tuteliamo l'identità, recuperiamo l'autonomia, raggiungiamo l'interazione e favoriamo la socializzazione.

Il percorso seguito può essere suddiviso in 2 fasi:

Accoglienza e conoscenza
Attività didattica individualizzata

La nostra scuola è stata istituita nel 1999. Oltre agli alunni della Scuola Primaria, sono coinvolti nei vari progetti, anche i ragazzi frequentanti la Scuola Secondaria di I e II grado, compresi i pazienti del Day Hospital.

Informazioni sui ricoveri

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Tu chi sei?

Come ti piacerebbe trascorrere le tue ore a scuola?
Vedi i disegni degli altri bambini e leggi le storie che ci hanno raccontato (materiale tratto dai giornalini scolastici).
Poeta? Pittore? Scultore? Attore?
Tu chi sei?

Clicca sulle immagini per ingrandire

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I nostri progetti

Nella nostra scuola le idee sono sempre benvenute. Sono proprio queste che ogni anno ci portano a realizzare tanti progetti interessanti.

Primo fra tutti vi è l’Accoglienza. Si lavora tutti insieme per realizzare dei cartelloni con alcuni slogan e dare il benvenuto a coloro che sono appena arrivati in ospedale. Tra fogli colorati, matite, pennarelli, colla e scotch puoi divertirti a creare messaggi efficaci e divertenti utili a chi ti sta intorno.
Della scuola avrai solo un bel ricordo!
Galleria Fotografica

Il Giornalino Scolastico”. Pagine e pagine di disegni, temi, commenti, fotografie e tanto altro raccontano di un intero anno trascorso insieme. Sviluppiamo unità didattiche e progetti, attraverso le parole di ciascun bambino e le esperienze vissute in ospedale, chiunque può sfogliare il colorato giornalino e sentirsi parte del nostro mondo. Pensa, abbiamo vinto anche un premio partecipando ad un concorso nazionale “Il migliore giornalino scolastico”!
Foto della premiazione

Il Calendario” è un’altra attività che ci rende impegnati. Ne abbiamo anche realizzato uno per l’iniziativa “Due gocce di speranza” per la PET-TAC.
Calendario 2006

In occasione delle feste natalizie dai una mano ad organizzare il Recital di Natale. Non solo devi imparare bene la parte che l’insegnante ti assegna, ma con i tuoi compagni puoi divertirti a preparare la scenografia dello spettacolo colorando, ritagliando e scrivendo. E’ tutto così divertente!
Natale 2005: "Sassolini per fare strada"
Natale 2006: "Ce n'è troppo di Natale"
Natale 2007: "Canto di Natale"
Natale 2008: "Processo al Natale"
Natale 2009: "Inviati Speciali"
Natale 2010: "9 doni per Natale"

Con noi puoi partecipare attivamente alle iniziative e concorsi che il Ministero della Pubblica Istruzione e altri Enti propongono; tra quelli del 2006 il progetto “Bucarsi per guarire, non per morire” ci ha visto raggiungere un bel traguardo: la coppa!
Alcuni lavori

Il 2006 ha rappresentato per noi un anno importante: il 50° Anniversario dell’Inaugurazione dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Per l’occasione ci siamo impegnati molto per una grande impresa proponendo un recital “Noi, Casa Sollievo della Sofferenza e… Padre Pio” che ha riscosso tanto successo. Tra i tanti personaggi abbiamo scomodato persino il Papa e ovviamente Padre Pio!
Galleria Fotografica

Il Carnevale Sangiovannese
Carnevale 2005

Pasqua
Immagini di Pasqua 2007

Altri Progetti
Conosciamo Padre Pio

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Benvenuto

Benvenuto!!!


Benvenuto nelle pagine web de “La scuola in ospedale”.
Qui troverai tutte le informazioni sulla scuola e le nostre attività.
La scuola ospedaliera "Casa Sollievo della Sofferenza", funzionante presso l'omonimo istituto, sezione di Ematologia e Oncologia Pediatrica, è riconosciuta paritaria relativamente ai corsi di studio dell'infanzia e della primaria.

Molti bambini come te hanno vissuto con noi giornate di studio e di gioco.
La vita in ospedale non è facile, ma grazie all’aiuto di tutti, le giornate sono intense e allegre. Durante le ore scolastiche potrai studiare seguendo i programmi ministeriali in collaborazione con la tua scuola di provenienza. Il contatto con l’esterno non viene mai interrotto. Molto tempo è dedicato alle diverse attività di laboratorio.

La nostra scuola dispone di testi scolastici e di una biblioteca, di supporti informatici e di materiale di ogni genere per la realizzazione di iniziative creative e divertenti.
Devi sapere che nella nostra scuola “c’è sempre un gran da fare”!

Buona navigazione!!!

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Scuola in Ospedale

La scuola ospedaliera primaria paritaria pluriclasse “Casa Sollievo della Sofferenza” segue passo dopo passo tutto il percorso della tua permanenza in ospedale. La scuola è un tuo diritto ed è nostro dovere venirti incontro.
Tra i nostri obiettivi c’è quello di recuperare e mantenere il rapporto con la tua scuola di appartenenza per far sì che al rientro tutto sia più facile per te. La scuola è un ponte che ti permette di mantenere il contatto con tutto ciò che lasci fuori dall’ospedale.

Le insegnanti seguono i programmi ministeriali garantendo continuità didattica. Le numerose attività svolte quotidianamente all’interno della scuola permettono di esprimere la creatività di ciascuno e di sviluppare le proprie attitudini personali. Insieme agli altri bambini ricoverati è possibile scambiare opinioni, pareri, giudizi e confrontarsi lavorando ai progetti programmati per l’anno scolastico. Vieni considerato nelle tue diverse dimensioni, trattato con rispetto, non solo come piccolo “Paziente” ma soprattutto come “Persona” con una tua dignità.

La nostra scuola non si trova in città con smog e traffico. Affacciandoti alla finestra troverai sempre montagne verdi, cielo azzurro, tante soffici nuvole e vento fresco…
C’è posto per tutti!

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Narratori di speranza con passione


Domenica 26 novembre 2006 si svolgerà nella città di Rimini il tradizionale Convegno Diocesano dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, giunto alla sua XIX edizione, avente come tema: “Narratori di Speranza con Passione”.Il Convegno avrà luogo presso la Chiesa Gesù Nostra Riconciliazione di Rimini.

Programma
- Ore 15,00 Accoglienza e presentazione dei gruppi
- Ore 15,15 Adorazione Eucaristica e santo Rosario (“Misteri Gloriosi” meditati e animati dai Gruppi)
- Ore 16,00 Relazione tenuta da Don Vincenzo D’Arenzo, Vice Direttore Nazionale dei Gruppi di Preghiera
- Ore 17,00 Solenne Concelebrazione Eucaristica
- Ore 18,30 Momento di fraternità
Il Centro Gruppi

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Ostia - Basilica Santa Maria Regina Pacis


Vi segnaliamo questa iniziativa del Coordinamento Diocesano dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio di Roma e Lazio per i giorni 24-25-26 novembre 2006 presso la Basilica Santa Maria Regina Pacis di Ostia.

Il Centro Gruppi

Programma
Venerdì 24 novembre:
- Ore 16,00 Accoglienza e processione verso la Basilica e preghiera d’intercessione
- Ore 17,00 Adorazione Eucaristica guidata
- Ore 18,00 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Don Pietro Dongiovanni, Coordinatore Regionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio;

Sabato 25 novembre:
- Ore 16,30 I testimoni di san Pio da Pietrelcina: Gemma di Giorgi (la bambina cieca miracolata da Padre Pio vivente), Isabella Ricci (figlia spirituale), Maria Pia Campanini (figlia spirituale di Padre Pio e figlia del grande attore)
- Ore 18,00 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Piergiorgio Silvano Nesti, Arcivescovo emerito di Camerino - San Severino Marche.

Domenica 26 novembre:
Al mattino Sante Messe secondo il normale orario festivo
- Ore 16,30 Testimonianza di Gemma di Giorgi
- Ore 18,00 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.Em. Card. Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali

Nella Basilica sarà allestita una mostra su Casa Sollievo della Sofferenza

Per ulteriori informazioni
Coordinamento Diocesano dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio di Roma e Lazio
Via Monte Meta, 20 Roma
Tel 06 87195377

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Civitavecchia Chiesa Cattedrale


Nel pomeriggio di giovedì, 16 novembre 2006, presso la Chiesa Cattedrale di Civitavecchia, avrà luogo un incontro aperto a tutti i membri dei Gruppi di Preghiera presenti nella Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia. Sarà presente con la sua testimonianza Padre Guglielmo Alimonti, Cappuccino.

Programma
- Ore 15,00 Accoglienza
- Ore 15,30 Incontro con i Direttori Spirituali, Capi Gruppo e Membri
- Ore 16,30 Adorazione Eucaristica e santo Rosario
- Ore 17,30 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Girolamo Grillo, vescovo di Civitavecchia-Tarquinia

Un saluto fraterno
Il Centro Gruppi

Non vi stancate di pregare e far pregare.
Portate con gioia la croce della sofferenza.
(Padre Pio)

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Betania Regione Belvedere Valmadonna (AL)


Ai Coordinatori Regionali e Diocesani
Ai Direttori Spirituali
ed ai Capi Gruppo
dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio
delle Province di Alessandria, Asti e
Vercelli
LORO SEDI

Carissimi,
sono lieto di comunicarVi che Don Lino Mascia, Coordinatore Regionale dei Gruppi di Preghiera del piemonte, desidera incontrarVi e conoscerVi insieme ai vostri collaboratori e per questo motivo ha stabilito un incontro che ha lo scopo di programmare insieme le attività dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e armonizzarle secondo le ndicazioni delle varie pastorali diocesane.Sarà certo un prezioso momento di grazia che permetterà di far conoscere, approfondire e testimoniare nelle Chiese locali la spiritualità del nostro Fondatore San Pio da Pietrelcina.
Nel trasmetterVi il programma, certo della presenza di ciascuno di Voi , Vi invito a partecipare numerosi.
Vi saluto fraternamente,

Don Vincenzo D'Arenzo

PROGRAMMA
- Ore 10,00 Accoglienza
- Ore 10,15 Preghiera Comunitaria
- Ore 11,00 Relazione di Don Lino Mascia sul tema: «Continua presenza di Padre Pio – “Una nuova milizia fatta di rinunzie e di amore sta per sorgere a gloria di Dio e a conforto delle anime e dei corpi infermi” (Padre Pio: 5 maggio 1956)»
- Ore 12,00: Pranzo
- Nel pomeriggio: L’incontro continua alla presenza del Coordinatore Regionale per discutere e approfondire quanto è stato illustrato, porre domande, esporre situazioni e problemi che si vivono nei Gruppi.

Per ulteriori informazioni e prenotazioni pranzo
Sig.ra Augusta Davite – tel. 0131 233187
Padre Piercarlo – tel. 338 3839607

Certo della vostra presenza ringrazio e porgo un cordiale saluto, fiducioso nella reciproca preghiera per ottenere dal Signore la grazia di compiere tutto a gloria di Dio, tramite la potente intercessione di Padre Pio.

Don Lino Mascia
Parrocchia Beata Vergine delle Grazie – Crocetta
Via M. Polo,8
10129 – Torino
Tel 011 599233
Fax 011 593006

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I Gruppi di Preghiera in udienza dal Papa


Sabato 14 ottobre 2006 il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza l’Opera di San Pio da Pietrelcina in occasione del 50° anniversario della inaugurazione dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”.
Erano presenti circa trentamila persone. Folta la rappresentanza degli operatori sanitari della Casa Sollievo, dei Gruppi di Preghiera italiani ed esteri, della Famiglia Cappuccina, dell’Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo.
Siamo lieti di esprimere il nostro sincero grazie al Santo Padre e ai partecipanti.

Il Centro Gruppi



…tutti insieme voi formate una grande famiglia spirituale, perché vi riconoscete figli di Padre Pio, un uomo semplice, un "povero Frate", come diceva lui, al quale Dio ha affidato il perenne messaggio del suo Amore crocifisso per l’intera umanità…
…un impegno essenziale dei Gruppi di Preghiera, e cioè la "carità fattiva e operosa a sollievo dei sofferenti e dei bisognosi come attuazione pratica della carità verso Dio".
(Benedetto XVI)


Discorso del Papa
Omelia del Card. Bertone
Discorso di ringraziamento a S.Em.Card. Tarcisio Bertone
Omaggio al Papa dell’Arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio
Catechesi di Mons. Comastri (Sala Nervi 13 Ottobre 2006)

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Morcaldi un sindaco tra due santi

L'Assoclub Eventi in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di San Giovanni Rotondo e l'Amministrazione Provinciale di Foggia presenta:

Celebrare con un convegno il trentennale della morte del Cav. Francesco Morcaldi, noto a tutti come il "Sindaco di Padre Pio", è un'immensa gioia, un gesto di riconoscenza e di gratitudine verso un uomo che dedicò tutto se stesso, spesso mettendo a rischio la propria vita, non solo per impedire l'allontanamento di Padre Pio dal Suo Convento e dal Suo amato popolo sangiovannese ma, anche e sopratutto per ottenere la riabilitazione alle funzioni del Suo Ministero Sacerdotale. Una missione, questa del Morcaldi, impregnata di amore, fede e giustizia

Tra Padre Pio e il popolo di San Giovanni Rotondo vi è stato sempre un cordone ombelicale, rappresentato da una commovente lettera-testamento, scritta da Padre Pio al Suo caro e amico Sindaco Cav. F. Morcaldi il 12.08.1923 :

"…Ricorderò sempre cotesto popolo generoso nelle mie povere ed assidue preghiere, implorando per esso pace e prosperità e quale segno della mia predilezione, null'altro potendo fare, esprimo il mio desiderio che, ove i miei superiori non si oppongano, le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa terra…".

Questa pagina non è sufficiente ad elencare tutte quelle opere di bene che il Cav. Morcaldi ha prodotto a favore del suo paese e dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo e tra le quali è doveroso evidenziare il contratto stipulato il 14 settembre 1925 tra il Sindaco Morcaldi e Padre Testa, Guardiano del Convento, per concedere in “enfiteusi perpetua” il Convento di Santa Maria delle Grazie con "annesso orto". Un gesto questo, di estrema generosità

Dopo il successo del "Memorial Morcaldi" 2005, abbiamo ideato questo Primo Convegno di Studi non solo per una semplice operazione di recupero del passato ma, anche per onorare e custodire il grande patrimonio culturale,morale e spirituale del nostro caro concittadino “Don Ciccio Morcaldi”

Vi invitiamo ad essere presenti a questo convegno per meglio conoscere, dalla viva voce di illustri relatori, l’importante ruolo svolto da Morcaldi al fianco dei suoi due amici: San Pio da Pietrelcina e San Luigi Orione.

L'iniziativa è organizzata da Stefano De Bonis e Italo Caratù

PROGRAMMA

ore 17,30:
- Accoglienza

ore 18,00:
- Apertura dei lavori
- Video-documentario
- Saluto delle Autorità
- dott. Salvatore Mangiacotti (Sindaco di San Giovanni Rotondo)
- dott. Carmine Stallone (Presidente Amm. Prov. di Foggia)

ore 18,30:
- "Morcaldi e Don Orione"
a cura di don Flavio Peloso
Superiore Generale della Congregazione di San Luigi Orione

ore 19,10:
- "Morcaldi e Padre Pio"
a cura di fr. Marciano Morra
Segretario Generale dei Gruppi di Preghiera di P.Pio

ore 19,45:
- Testimonianze

ore 20,00:
- Intermezzo musicale del M° Matteo Grifa
Docente di chitarra c/o SMS “Giordani” di Manfredonia

Interverrà
Sua Eccellenza Mons. Domenico U. D'Ambrosio
Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e Delegato Pontificio per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina

Moderatore
Stefano Campanella
Direttore Responsabile di Tele Radio Padre Pio

*Presso il Museo delle Cere di "Padre Pio", dimora del Cav. Francesco Morcaldi, sarà possibile visionare documenti storici significativi della sua vita pubblica.

** Nel giorno del Convegno, presso il Centro di Spiritualità Padre Pio, sarà allestita una mostra fotografica a cura del M° Elia Stellato.

*** Servizio navetta gratuito A/R con partenza ore 17,15 da P.zza Europa (c/o Poste Italiane ) – San Giovanni Rotondo

Con il patrocinio di:
- Regione Puglia
- Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
- Casa Sollievo della Sofferenza
- Convento dei Frati Minori dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo
- Congregazione di San Luigi Orione
- Associazione Volontari Italiani Sangue
- Azienda di Promozione Turistica - Foggia
- Museo delle Cere di Padre Pio

Info 338 8264382 – universo_start@tin.it - www.memorialmorcaldi.com

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Editoriale Mons. D'Ambrosio - giorn. 18/2006

La Vergine Santa, la Regina di Siponto, la Madre nostra, oggi accoglie tutti noi che festosi e devoti la celebriamo e veneriamo nella sua grande e unica dignità per lei proclamata, come abbiamo ascoltato or ora dall’annunzio del Vangelo, dalla donna piena di Spirito Santo, Elisabetta: «Benedetta tu fra le donne perché più che benedetto è il frutto del tuo grembo: Gesù».
La storia di fede della Chiesa da sempre è segnata dalla presenza e dalla devozione alla Santa Madre di Dio. Non riusciremmo a capire la sua storia, il suo cammino, il suo intrecciarsi alla vicenda umana spesso contorta e sofferta, senza la presenza e l’amore a questa Madre, icona della fedeltà alla Parola che dà vita e salva, speranza certa di redenzione e novità, anticipo e profezia dei cieli nuovi e della terra nuova.
La storia di questa nostra comunità avrebbe anfratti oscuri e non percorribili se a vegliare su di essa e a darle speranza, non ci fosse questa Madre il cui occhio grande, pensosamente mesto e grave, interrogante, accogliente, forse anche ammaliante, perché intriso di mistero che ella però continua a mostrarci, a indicarci con quella mano destra che sfiora il manto regale del Bambino Gesù a cui ci rimanda per essere certi di trovare la luce che rischiara i nostri passi sul sentiero di pellegrini che cercano l’incontro pieno con il Dio vivo e vero.
Da secoli l’incontro e la certezza della presenza di questa Madre che veglia sulla sua comunità, ci ha rinfrancati e le tristi vicende della nostra storia segnata da abbandoni, da povertà ricorrenti, da distruzioni e saccheggi, da violenze gratuite, barbare e assassine, da interventi sul territorio arbitrari e ingiustificati che hanno pagato il nolo a politiche sbagliate ed esosamente prezzolate che ancora oggi mostrano i vanesi sogni di gloria che il mare inghiotte senza una decisa inversione che paghi alla nostra comunità debiti contratti con povertà, incertezze e danni anche al nostro habitat.

Tutte queste vicende hanno trovato nello sguardo intensamente partecipe della Madre e Regina della nostra comunità, lo stimolo e la forza per ricominciare a lottare con i segni certi di una storia non più matrigna e avversa, ma complice nel ridisegnare i tratti di una speranza nuova e creatrice.

Celebrando la festa della Regina di Siponto, vogliamo leggere le nostre giornate e la nostra storia con i tratti di fiducia e di speranza che la presenza e l’amore di questa Madre ci garantiscono con certezza. A lei, soprattutto in questo giorno di festa, vogliamo ripetere la nostra corale invocazione: «A te ricorriamo noi esuli figli di Eva… vita dolcezza e speranza nostra… volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi».
Siamo ben consapevoli che queste invocazioni non ci esautorano dalle nostre responsabilità, dai nostri compiti, dall’essere costruttori convinti e consapevoli di una umanità e di un mondo rinnovati.

A noi cristiani non può appartenere la bandiera bianca della resa. «La Chiesa non è solo il luogo del bisogno di guarigione, di serenità, di pace, di armonia spirituale». La Chiesa è casa e luogo di comunione. È sguardo sulla storia da amare e costruire, è il luogo in cui la mia libertà «che oscilla tra desiderio illimitato e capacità limitate, si trova non solo guarita dal suo delirio di onnipotenza, ma diventa una libertà liberata per la comunione» (Testimoni di Gesù Risorto... n.3), per l’incontro, per la partecipazione, per la condivisione.
Qui veniamo a scoprire e a ricevere le ragioni vere della nostra presenza alla storia e del contributo che ad essa siamo chiamati a donare per inserirci, col nostro apporto, al dinamismo dei tanti che superano le molteplici diversità non annullandole ma sintetizzandole e discernendole con l’arte del dialogo che fa comprendere e amare.

In questo giorno di festa vogliamo invocare l’intercessione della nostra Regina, domandandole che presenti al Figlio suo, Liberatore e Redentore, la preghiera che abbiamo ascoltato nella prima lettura, quella della regina Ester, impotente e sola di fronte al male che grava sul suo popolo schiavo e destinato alla distruzione e all’annientamento:
«Accorri in mio aiuto, perché sono sola e non ho nessun altro che te, Signore, mio Dio...Dai libri dei miei antenati ho appreso che tu, Signore, liberi quanti in te si compiacciono sinoalla fine. Liberaci dalle mani dei nostri nemici...».

L’esperienza della solitudine la sperimentiamo di fronte ai drammi grandi della nostra personale esistenza che ci trovano deboli, fragili, disorientati, confusi.
È questa solitudine che ci prende di fronte ai ripetuti e quotidiani assalti a sicurezze faticosamente raggiunte.
C’è la solitudine che prende noi adulti incapaci di capire e dialogare, nonostante ripetuti e sinceri tentativi, con le giovani generazioni che sembrano allontanarsi sempre più da noi, dal nostro modo di pensare e progettare, assenti e non partecipi alla grande pagina della vita sociale e di gruppo, indifferenti talvolta alle nostre preoccupazioni e paure.
Ma c’è anche la solitudine delle giovani generazioni, quello che con un eufemismo continuiamo a chiamare «pianeta giovani», che sembra preferire l’uscita dal sistema che non riesce a cogliere e a dare risposte ad attese incerte e nebulose, delusi dai molti idoli a cui hanno o avevano consegnato la loro vita e i loro ideali.
Oggi si ha l’impressione che i percorsi dei giovani e degli adulti, si snodano lungo rette parallele che, benché vicine e uguali, accentuano l’impossibilità di un incontro e di un dialogo.

In tal modo aumentano i vuoti e le assenze e si sfoca in contorni incerti l’appartenenza civile e sociale. Si appanna la forza di un radicamento in una comunità che annunzia e testimonia il Vangelo della speranza, ma anche quella di un radicamento in una storia civile, dotata delle sue tradizioni e alle prese con i grandi problemi del lavoro che non c’è, della casa che non si trova, dell’ambiente che si sfigura, degli immigrati che in sempre maggior numero e con le loro povertà entrano nelle nostre comunità, della pace sempre insidiata e lontana.

Signore, per intercessione della tua e nostra Madre, liberaci dalle mani dei nostri nemici:
. la paura di lavorare o impegnarsi per la crescita del bene comune
. l’indifferenza di fronte ai mali che ci rattristano
. la latitanza e la fuga dal bene comune
. l’egoismo che ci fa assenti ed estranei ai drammi e alle sofferenze dei nostri simili
. la facile acquiescenza ai compromessi, alla svendita dell’onestà, al mercimonio anche del proprio corpo
. il crollo anche tra noi del valore e della saldezza della famiglia, scegliendo le cosiddette nuove forme precarie e ad libitum di unione, che vanno dalla fedeltà a tempo all’introduzione di un concetto di famiglia che tenta di adeguare la sacralità di questo istituto alla novità delle mode che si vogliono far passare come evoluzione giusta e giustificante verso pseudotraguardi di progresso, verso una società multietnica e multiculturale, prodotti della globalizzazione con cui, si dice, va guardata l’evoluzione della storia e del mondo.

Madre, liberaci dalle mani di questi nemici.
A noi, discepoli del tuo Figlio, spesso soli e indifesi, donaci il tuo aiuto, il tuo sostegno, la tua intercessione, perché i pericoli della tacita acquiescenza, dell’adattamento alle nuove mode, al relativismo etico, ci hanno raggiunti e tentano di conquistarci e garantirsi così il silenzio e l’omertà di fronte al tentativo continuo di dare al male, nelle sue varie e subdole forme, la copertura e la maschera di un bene che tale non è.

A te ricorriamo, o Madre.
Salvaci e liberaci da ogni pericolo,
Vergine gloriosa,
vita, dolcezza e speranza nostra.
Amen.

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Peregrinatio Mariae

Domenica 29 gennaio 2006, in tutte le parrocchie del Gargano che rientrano nell'ambito della diocesi è stato letto e presentato il Decreto di indizione della Visita Pastorale del nostro Padre e Arcivescovo, Monsignor Domenico D'Ambrosio. Al termine del commento, il sacerdote ha lanciato un caldo invito alla comunità parrocchiale affinché si preghi intensamente perché questo momento qualificante nella vita della Chiesa di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo si trasformi in tempo favorevole per la salvezza.
La Visita si svolge nell'ambito di una missione popolare intorno alla Sacra Icona di Maria SS. Regina di Siponto, pellegrina in tutte le Comunità parrocchiali nel 50° anniversario della sua Incoronazione. Tale missione raggiunge tutte le categorie sociali e tutte le persone, anche quelle lontane dalla pratica religiosa.

Momento importante ed essenziale della Visita Pastorale resta comunque la preghiera. Un invito diretto in particolare ai fanciulli del catechismo, agli ammalati, alle anime consacrate. Non manca una particolare intenzione alla preghiera dei fedeli nelle domeniche precedenti la Visita.

«La proposta della Peregrinatio Mariae, Missione al popolo e Visita pastorale dell'Arcivescovo» - spiega don Stefano Mazzone sulle pagine di Gargano Sette di Avvenire - «è un pellegrinaggio lungo un anno che ci porterà l'8 dicembre 2006 a riaffidare tutta la Chiesa Diocesana alla materna e amorevole protezione della Madre di Dio e Madre nostra così come avvenne cinquant'anni fa».
«La Peregrinatio Mariae, Missione al popolo e Visita pastorale» - continua don Stefano - «richiama il pellegrinaggio che ciascuno è chiamato a compiere per riscoprire la propria fede, e costituisce, inoltre, un invito concreto per tutta l'Arcidiocesi a "mettersi in cammino" sulle strade garganiche con cuore nuovo per la nuova evangelizzazione».

Momento centrale della visita del Vescovo alle parrocchie è la concelebrazione Eucaristica con la predica della Parola di Dio e il conferimento solenne del sacramento della Cresima. In base alle indicazioni comunicate a Manfredonia il giorno dell'Epifania, è possibile programmare la celebrazione di altri sacramenti, della Liturgia delle Ore, della Parola di Dio; dedicarsi al ministero della Confessione; recarsi a pregare nel Cimitero con la partecipazione del popolo; intrattenersi a colloquio con il parroco ed altri sacerdoti a servizio della parrocchia in forma comunitaria e personale; visitare le religiose che operano nell'ambito della parrocchia; visitare gli infermi e gli anziani nelle famiglie e nelle Case di Riposo o in analoghe istituzioni; incontrare i fanciulli, ragazzi e adolescenti della scuola catechistica parrocchiale; visitare gli alunni delle scuole presenti nel territorio parrocchiale; incontrare il gruppo dei catechisti, il Consiglio pastorale e quello per gli affari economici, l'Azione Cattolica, le associazioni, i movimenti, i gruppi ecclesiali; avvicinare e parlare agli operai possibilmente negli stessi luoghi di lavoro; avere particolari incontri con i giovani, i fidanzati, le giovani coppie, il gruppo famiglie, i volontari; offrire facile possibilità di colloquio a tutti quelli che desiderano conferire con il Vescovo per cose attinenti alla loro vita spirituale o al bene della parrocchia.

«Questa è la mia terra, la mia casa, la mia famiglia, conosco ogni strada, ogni città, ogni paese. Ansie, dolori, gioie e speranze di tutti voi mi coinvolgono fortemente», scrive monsignor D’Ambrosio nella Bolla di indizione della Visita pastorale. «E’ lo stesso desiderio dell'apostolo Paolo che mi spinge a compiere questa Santa Visita: "Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la Parola del Signore, per vedere come stanno" (At 15,36). Desidero infatti vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate gratificati, o meglio, per essere in mezzo a voi confortato mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io (Rm 1,11). Devo farmi missionario e andare a visitare i miei fratelli per confermarli e rinvigorirli nella fede che ci fa membra vive della Chiesa "santa e sempre bisognosa di purificazione" (LG 8), "… non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, perché nella fede voi siete già saldi" (2Cor 1,24). Devo giungere ai vostri cuori per parlarvi di Dio e per parlare a Dio di voi, da me conosciuti e amati. Voglio stare con voi per prestare l’ossequio della stessa fede, nutrendoci della fedeltà alla Parola e saziandoci con il Pane di vita che il Signore Gesù moltiplica e divide per le folle dei discepoli che lo seguono. Voglio dare impulso alla nuova evangelizzazione nella nostra terra garganica attraverso una "missione popolare", che ci vedrà tutti raccolti intorno alla sacra Icona della Santa Madre di Dio Maria Regina di Siponto, pellegrina di pace nelle nostre comunità parrocchiali, nell'anno in cui celebriamo il 50° anniversario dell'Incoronazione, e farmi vicino a ciascuno di voi come il padre che si incontra con i figli per illuminarli e incoraggiarli, per promuovere l'unità e la comunione in Cristo e nella Chiesa, per dare slancio all'impegno missionario della nostra comunità diocesana e concretizzare così l'invito sollecitato dal Signore Gesù e riproposto dal Servo di Dio Giovanni Paolo II: "duc in altum! (Lc 5,4)"».

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